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Marcelo Brajnovic, l’uomo che sfidò la NATO

Di Maurizio Cecconi
Cassero Magazine, Novembre / Dicembre 2009

Lo scirocco schiarisce il cielo, prima nuvoloso e carico di pioggia; l’afa ingrassa l’aria, incollando i vestiti alla pelle. Non è facile giungere all’Embassy Of God, dove la bandiera col simbolo di Jahvè sventola garrula. A condurmici è Nataša Bošnjakovic, giovane laureanda dell’università di Fiume, impegnata in una tesi sulle teorie astrologiche relative al calendario Maya e al 21 dicembre del 2012, giorno in cui finirà il «Lungo Computo» durato 5.125 anni e avrà inizio l’«Era dell’Acquario», un’epoca di pace e di profonda evoluzione spirituale.

Marcelo Brajnovic e la sua famiglia – composta di artisti affermati – vivono in un paesino dell’entroterra di Rovigno, nella religiosa Croazia, su una collina accerchiata da boschi di pini mediterranei. Qui ha fondato e costruito l’Ambasciata di Dio, che si presenta composta da tre strutture in pietra: una casa con le fattezze di un piccolo santuario, una torre a due piani e una fontana «dell’Apocalisse». Gli edifici sono stati costruiti secondo un suo disegno, che riprende elementi dell’architettura votiva e di quella jugoslava. Le forme geometriche del quadrato e del rettangolo s’uniscono al cerchio e all’edera, scolpita sui muri in altorilievo. L’insieme offre una sensazione di «fermo-immagine fantastico». Il bianco dei muri contrasta con l’azzurro terso del cielo e col verde brillante della vegetazione.

Seduti su assi di legno poste di fronte alla fontana circolare, ha inizio la nostra conversazione, o meglio: il suo monologo, interrotto sporadicamente da qualche mia domanda chiarificatrice.
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Il mio consiglio per l’estate

Sul numero estivo di Cassero Magazine, uno speciale dedicato ai consigli per le vacanze: libri, dischi, località da visitare. Scrittori, cantanti, politici, giornalisti, soubrette, in tanti scrivono il loro “best of summer”. Sotto il mio. Ma consiglio di rintracciare anche quello di Beppe Ramina, dedicato a Pinarella di Cervia.
MONTEACUTO RAGAZZA, GRIZZANA MORANDI (BO)
Se il fascino colonialista dell’esotico è duro a morire e l’ansia di portare la tua molesta persona in ogni sperduto angolo del pianeta ti perseguita, un rimedio efficace è appena dietro la porta di casa tua. Monteacuto Ragazza, microscopico borgo medioevale dell’Appennino bolognese, è il luogo ideale dove passare l’estate serenamente, tra buon cibo, boschi di querce e castani, passeggiate e vino rosso. Agosto non è la stagione giusta per accendere il camino; il fuoco della vostra sensibilità sarà invece una preziosa bussola per comprendere l’umile bellezza della montagna. Lettura consigliata: Prateria. Una mappa in profondità di William Least Heat Moon, ovvero come scoprire il mondo senza muoversi.

Monteacuto Ragazza

Cassero Magazine Luglio / Agosto 2009

E’ disponibile per il download [74 MB, .pdf in alta risoluzione] il numero estivo di Cassero Magazine. Da segnalare lo speciale dedicato a The Italian Miss Alternative, che si terrà quest’anno Giovedì 9 Luglio, nel cortile della Cineteca. Notevole anche il portfolio del fotografo Maurizio Fiorino, a cui è dedicata la copertina che vedete nell’immagine di questo articolo.

L’analisi del voto delle recenti elezioni amministrative tenutesi in città è affidata a Bruno Pompa, con un editoriale confuso, che identifica nella pluralità di candidati/e lgbt un difetto piuttosto che una ricchezza. L’analisi proposta è palesemente lontana dalla realtà quando afferma che la pluralità di candidati gay e lesbiche “non ha portato a risultati migliori in termini di visibilità dei nostri temi”. Evidentemente, Pompa non legge i giornali né s’informa in rete (e cito solo un’iniziativa; ce ne sono state molte altre durante la campagna elettorale che mi ha visto tra i candidati gay più attivi e presenti). Resta dunque un mistero la scelta di affidare a chi ignora il dibattito cittadino il compito di esprimere il punto di vista dell’associazione. Un punto di vista vecchio come il mondo: mettersi all’ombra del potere politico, laddove, imbrigliati dalle logiche di partito, si parla di tutto fuorché dei diritti delle persone omosessuali. Lo ammetto: sono molto deluso. Da quella che è anche la mia associazione, mi aspettavo un riconoscimento della generosità e dell’impegno con cui in diversi abbiamo sostenuto le nostre battaglie di laicità e di civiltà. Mala tempora currunt.

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Cassero Magazine Luglio / Agosto 2009 - Copertina

A correre son tutti buoni. Perché mi candido

A CORRERE SON TUTTI BUONI
MAURIZIO CECCONI per Cassero Magazine

A correre son tutti buoni; correre da soli è invece un’altra faccenda. Bologna Città Libera non ha sottoscritto accordi elettorali, non presenta i soliti volti, non finge di rompere con quanto Cofferati e la sua giunta hanno rappresentato per questa città in termini di oscurantismo illiberale. Per questa ragione ho scelto Bologna Città Libera per portare avanti le nostre battaglie di sempre a favore dei diritti civili e della laicità. Una laicità che non conta solo come valore comune nazionale, ma che deve inverarsi nelle azioni concrete dei governi locali. Che credibilità ha oggi chi parla di laicità e, per esempio tutto il PD bolognese e la sua coalizione, ha votato a favore dei finanziamenti alle scuole private, ha acconsentito alle regalie pre-elettorali alla Curia e sedendo in Comune continua a dimostrarsi sordo alle richieste delle associazioni laiche in materia di testamento biologico?

Bologna sta attraversando, da anni, una crisi profonda e non bastano buoni amministratori per uscirne. Ci vogliono politici che non siano espressione dei poteri forti e delle forze politiche che hanno portato la nostra città alla situazione attuale. In tempi di dura crisi economica, non possiamo permetterci il lusso di affidare i prossimi cinque anni a funzionari di partito privi di fantasia; abbiamo la necessità di uomini e donne con una chiara visione del futuro. Bologna Città Libera è pronta a raccogliere questa sfida.

Se sarò eletto come consigliere mi batterò affinché Bologna sia davvero – e non solamente a parole – una città tollerante, capace di ritornare, per questa ragione, un modello sociale e culturale, sia a livello nazionale che internazionale.

Non solamente in quanto omosessuale, ma in quanto cittadino consapevole che la valorizzazione delle differenze è la base della convivenza civile e della crescita collettiva, m’impegnerò per promuovere campagne di prevenzione sul bullismo e sull’omofobia, perché l’educazione sessuale entri nelle scuole e non risulti compromessa da moralismi e faziosità, perché le amministrazioni pubbliche aiutino le realtà lgbt presenti sul territorio a consolidarsi, concedendo loro sedi in affitto calmierato o fornendo servizi di miglioria alle sedi già esistenti.

E poiché la politica è fatta di programmi a cui dovrebbero seguire azioni concrete e di orizzonti ideali e a cui ciascun eletto dovrebbe attenersi, m’impegno fin d’ora a farmi portavoce delle rivendicazioni del movimento omosessuale, bisessuale e trans, e se necessario anche in contrapposizione con le scelte espresse dalla forza politica di cui faccio parte.

Quello che segue è in dieci punti il mio programma. E se dieci punti vi sembrano pochi, vi prego di fermarvi a pensare a quali e quante implicazioni politiche, culturali e civili sono sottese a ciascuno degli obiettivi che mi sono prefissato e che m’auguro di condividere con voi, grazie alla preferenza che vorrete attribuirmi al Consiglio Comunale e al Quartiere Porto.

1. Consulta per la laicità
2. Campagna contro l’omofobia, la lesbofobia e la transfobia
3. Lotta alla disinformazione sessuale, alla sessuofobia e al bullismo
4. Aumentare i finanziamenti alle realtà che promuovono la cultura delle diversità
5. Avviamento agevolato al lavoro per le persone trans
6. Campagne di prevenzione delle MTS (Malattie a Trasmissione Sessuale)
7. Aumentare gli spazi di socializzazione lgbtq e consolidare quelli esistenti
8. Valorizzare le migrazioni lgbt. Il premio “Orgoglio in città”
9. Misure anti-crisi di sostegno economico estese alle e ai single
10. Sostegno economico ai Pride

La mia cartolina elettorale

Cassero Magazine Maggio / Giugno 2009

L’editoriale del nuovo numero di Cassero Magazine, a cura del Consiglio Direttivo, dedicato al bilancio della Giunta Cofferati e alle elezioni amministrative di Bologna.

A Bologna ci vorrebbe un sindaco gay. Come Wowereit a Berlino e Delanoë a Parigi. Omosessuale dichiarato e laico convinto, proprio come loro due. Bologna se lo meriterebbe proprio a questo punto, quanto meno per invertire il flusso di cervelli (creativi in testa) che da questa città si è mosso – in fuga – verso la Mittel Europa. E seppure non siamo tra quelli che sostengono l’esistenza di un fattore “gay” portatore automatico di successo (o forse ne siamo intimamente convinti, ma non ne facciamo una dottrina), dobbiamo arrenderci davanti all’evidenza che dinanzi alla deriva in cui è finita la nostra città, neanche Cristiano Malgioglio – la chìra meno vocata alla fascia tricolore – potrebbe essere in fondo una catastrofe. Quindi, perché non provare…

Invece anche per questa volta niente banana ossigenata, nessun colpo di scena. Per la chiamata alle urne che ci apprestiamo ad onorare ci dobbiamo accontentare dell’ordinario, seppure in dose decisamente abbondante. Sì perché a Bologna, a questo giro, tutti vogliono fare il sindaco, perfino un prete negazionista mandato a spendere perfino da Caffarra e Beppe Maniglia, che nel caso si sposterebbe solo di qualche metro. E si litiga questo giro, e alla grande, quasi si arriva alle mani. Poi si fa a gara a chi ha i trigliceridi più bassi, a chi infila più lettere anonime sotto le porte, a chi si cala di più l’onorario per sostenere le foche orfane dell’isola di Pantelleria. Povere. Noi da questo baillame vorremmo un po’ prendere le distanze, senza voltare le spalle però, perché a votare bisogna andarci: è un diritto e un dovere. Nelle pagine che seguono quindi tenteremo di offrirvi una mappa rainbow per orientarvi nella giungla di questa campagna elettorale. Una mappa non neutrale, anzi disegnata con un preciso orientamento, frutto di una discussione che si è articolata nei diversi momenti partecipativi del nostro circolo. Solo per le europee indichiamo nettamente una preferenza, quella per Alessandro Zan in corsa nelle fila di Sinistra e Libertà. Per le comunali invece il Cassero a Bologna non esprime indicazioni di voto legate a una particolare forza politica bensì sostiene tutti e cinque i candidati glbt al Consiglio comunale, quale che sia il simbolo che colora la loro scesa in campo. Tre di loro in particolare – Bruno Pompa, Maurizio Cecconi e Sergio Lo Giudice – sono espressioni dirette della nostra storia associativa che ancora oggi si intreccia con la loro militanza. Stesso ragionamento per il Quartiere Porto, quello all’interno del quale il Cassero si trova: due candidati glbt corrono per la carica di consigliere, entrambi godono della nostra totale fiducia. Per i candidati sindaci, invece, questo Consiglio Direttivo ha scelto di non dare indicazioni bensì di aprire un confronto diretto con tre dei tanti aspiranti alla fascia tricolore, cioè Flavio Delbono, Giorgio Guazzaloca e Valerio Monteventi. Anche di questa scelta, e delle conseguenti esclusioni, troverete più avanti le motivazioni. Con la speranza che le risposte all’intervista che gentilmente ci hanno concesso siano per voi di qualche utilità per sciogliere le ultime incertezze sul voto. Infine un’incursione nelle comunali di Ferrara dove è candidato Flavio Romani. Flavio è un nostro caro amico, un attivista di prima linea, una delle persone che ha contribuito a rendere grande il Pride di Bologna. Non abbiamo perciò alcun dubbio nell’indicare agli amici di Ferrara il nome di Flavio per la carica di consigliere comunale.

Le ultime parole le spendiamo per Cofferati, il sindaco di Bologna, quello che se ne va. Il peggiore mai passato da queste parti, questa è l’unica cosa su cui attualmente sembrano convergere sia la destra sia la sinistra. E noi, innanzitutto. La nostra liason col sindaco sindacalista è una favola breve che intitoleremmo “la piazza”: inizia a Roma, coi milioni di manifestanti ai piedi dell’allora leader della Cgil. Quella piazza allora ci fece sognare. Poi però arrivò piazza Maggiore, negata a Miss Alternative, il nostro defilée che ogni anno ricorda alla città che bisogna lottare contro l’Aids, e concessa poi a ogni corsa, volata, tiro a canestro. Perfino all’expò dei cazzi di cioccolata, tutti regolarmente senza preservativo. E con l’ultimo capitolo, poi, chiuderemmo parlando di un giardino. Quello che la Giunta ha scelto proprio poche settimane fa di intitolare a Stefano Casagrande, dando risposta alla richiesta che facemmo in occasione del Gay Pride. Chiaramente quel fazzoletto di verde, per quanto piccolo e nascosto, per noi è già un cortile di Versailles. E il “grazie” dinanzi a un dono, a una concessione, è un costume dal quale non ci sottraiamo. Ma se a qualcuno, ai tempi del Bologna Pride, era parso di aver sentito Cofferati parlare di una “via” sappia che non si era sbagliato. Magari poi già allora intendeva giardino, vai a sapere. Oppure più semplicemente si è confuso. Fortuna che a Genova – dove appena trasferito ci vedrà arrivare per il Gay Pride – sono quasi tutti vicoli e stradine: una mappa più semplice che gli eviterà in futuro qualunque incomprensione.

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Cassero Magazine Maggio / Giugno 2009 - Copertina

Indian Rainbow

Sul numero di Febbraio 2009 di AUT è stato pubblicato un estratto all’intervista che ho avuto il piacere di fare a Vikram Doctor, accompagnata dall’introduzione sottostante. Ringrazio Egizia Mondini, la direttrice del magazine edito dal Circolo Mario Mieli, per l’interesse e l’apertura dimostrata. Potete scaricare il numero di AUT e leggere tutto l’articolo, clikkando qui.

Ricordatevi questa parola: Cindia. Cina più India. E anche quest’altra: BrIC. Brasile più India più Cina. Quando si parla e si scrive di Cindia e di BrIC si stanno affrontando i temi economici, sociali e politici relativi alle tre nuove potenze nate dalla globalizzazione. E in mezzo c’è sempre l’India, il sub-continente asiatico: un miliardo e cento milioni di cittadini, una democrazia nata dalle ceneri dell’Impero Britannico. Un esperimento, secondo i più “avvertiti” studiosi, che sarebbe dovuto implodere dopo pochi anni e che invece ha superato indenne la Guerra Fredda (con l’India tra gli stati promotori dell’alleanza dei paesi non allineati), la dissoluzione dell’Unione Sovietica e la fine degli equilibri geopolitici sanciti dalla II Guerra Mondiale. Grazie agli accordi sottoscritti in seno al WTO (Organizzazione per il Commercio Mondiale), il capitale di risorse umane, di materie prime, di intelligenze dell’India è emerso con forza sulla scena internazionale, imponendosi come uno dei centri del nuovo e instabile equilibrio multipolare. Non più solo Londra, New York e Mosca. Aggiungete anche Delhi, Mumbai e Bangalore alla lista delle capitali finanziarie di questo presente scoppiettante. Gli attacchi terroristici a Mumbai del dicembre scorso vanno inseriti in questo contesto, per essere compresi. Sono uno dei molti tentativi d’influenzare e destabilizzare la più antica, anzi una delle poche democrazie presenti in Asia. La democrazia indiana è un simbolo potente per i movimenti che lottano contro le tirannie militari e religiose nei molti stati ancora vittime di regimi dittatoriali del sud-est asiatico. E le persone lgbt sanno bene quanto l’affermazione dei diritti civili sia strettamente connessa alla buona salute dello stato di diritto. Proprio da questo punto siamo partiti per discutere via e-mail con Vikram Doctor, giornalista del The Economic Times e attivista gay. Vikram è particolarmente ironico, ama farsi beffe dei pregiudizi di cui siamo spesso inconsapevoli portatori ed è animato da una grande passione civile per il suo paese e per i diritti delle persone gay. Vikram è da anni impegnato nella lotta delle associazioni indiane per l’abolizione dell’articolo 377 del codice penale, che iscrive l’omosessualità tra i reati puniti anche con la prigione.

Vikram mi ha promesso che ci risentiremo appena l’Alta Corte di Nuova Delhi, presso cui viene discussa la causa per l’abolizione dell’articolo 377, emetterà il suo verdetto. Non mancherà Aut, sempre attento e informato, di far conoscere ai suoi lettori e alle sue lettrici gli sviluppi della lotta per un’India dove sventoli garrula la bandiera arcobaleno. Personalmente, nel seguire da tempo le battaglie per i diritti civili dei movimenti di liberazione sessuale presenti in tutto il mondo, mi sono convinto che noi italiani siamo troppo concentrati su noi stessi, sul nostro piccolo e asfittico paese. Che abbiamo bisogno di contaminarci e di studiare le pratiche sviluppate in altri contesti sociali e culturali. Di abbattere il nostro euro-centrismo e aprirci alle diversità del mondo. Come cita in ogni numero il mio settimanale preferito, “Vi sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante se ne sognano nella vostra filosofia”.

“Whoever voluntarily has carnal intercourse against the order of nature with any man, woman or animal, shall be punished with imprisonment for life, or with imprisonment of either description for a term which may extend to ten years, and shall also be liable to fine.”

Cassero Magazine Marzo / Aprile 2009

E’ disponibile per il download [.pdf file, 5 MB] il numero di Marzo / Aprile 2009 di Cassero Magazine. Tra i contenuti da segnalare, l’editoriale di Bruno Pompa, direttore artistico del Cassero e consigliere: una riflessione sulla mancanza di risultati politici di rilievo in 40 anni di storia del movimento lgbt e una doppia intervista a Daniela Santanchè e a Franco Grillini.

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Cassero Magazine Marzo / Aprile 2009 - Copertina

Cassero Magazine Gennaio / Febbraio 2009

E’ disponibile per il download [.pdf file, 11 MB] il numero di Gennaio / Febbraio 2009 di Cassero Magazine. Ad aprire il primo numero del nuovo anno, un editoriale in versi di Bruno Pompa. Il portfolio artistico è dedicato questo bimestre a José Villarrubia; sua la copertina: una bocca di donna insanguinata, secondo l’uso sumero di spezzare i denti alle donne lesbiche. Come ci racconta Walter Rovere, co-direttore del magazine, “l’immagine fu realizzata nel 1988 dal famoso scrittore di fumetti Alan Moore come atto di protesta contro la Clause 28, una norma promulgata dal governo di Margaret Thatcher che imponeva agli insegnanti di non promuovere la cultura omosessuale”. L’inchiesta è affidata a Vincenzo Branà, che si occupa delle proposte governative di togliere la prostituzione dalle strade (e basta). Io e Fabio Saccà abbiamo dedicato un articolo alla mobilitazione contro le posizioni del Vaticano, contrarie alla depenalizzazione dell’omosessualità nel mondo e alla proposta franco-olandese di presentare all’ONU una dichiarazione a favore dell’abolizione del reato di omosessualità. Per la sezione cinema, troviamo una recensione di Milk, che il Gender Bender Festival offrirà in anteprima il 20 gennaio a Bologna, grazie alla collaborazione con la BIM. Seguono le interviste a Lucia Ocone, a Rose Troche, ai Poppens DJs e a Franca Valeri, al direttore del coro gay ospitato al Cassero, Paolo V. Montanari e per finire a José Villarrubia. A corredare il tutto, il programma del Gay & Lesbian Center di Bologna per i prossimi due mesi. Buona lettura.

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Cassero Magazine Gennaio / Febbraio 2009 - Copertina

Cassero Magazine Novembre / Dicembre 2008

E’ disponibile per il download [.pdf file, 34 MB] il numero di Novembre / Dicembre 2008 di Cassero Magazine. Ad aprire questo numero natalizio è un editoriale del consigliere Vincenzo Branà che, a seguito dell’ultima dichiarazione di Paola Binetti e la successiva risposta di Walter Veltroni, annuncia che il Cassero darà indicazione di non votare il Partito Democratico “finché all’onorevole teodem non verrà ritirata la tessera”. Da segnalare inoltre l’inchiesta sull’AIDS e le opere fotografiche di Matthias Herrmann, intervistato per Cassero Magazine da Peter Weiermair, ex direttore della Galleria d’Arte Moderna di Bologna che fu il primo scopritore del lavoro del fotografo firmandone il catalogo della prima mostra nel 1994. Buona lettura.

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Little Britain – Proiezioni al Cassero

Secondo Walter Rovere, direttore di Cassero Magazine,

Little Britain è la più irresistibile sitcom televisiva degli ultimi anni: nata nel 2003 da uno show radiofonico, ha confermato lo stato di grazia della tv inglese (caratterizzata soprattutto da uno spirito laico che non ha paura di parlare di “certe cose” in televisione) con uno show irriverente e beffardo che ricorda soprattutto le unghiate date alla società inglese dai primi Monty Python.

Gli incredibili Matt Lucas e David Williams interpretano tutti i personaggi principali, dei quali di episodio in episodio seguiamo le avventure: Sebastian Love, segretario personale perdutamente innamorato di un primo ministro alla Blair, costantemente impegnato a fare scenate di gelosia a ogni uomo politico che incontra; Emily, il “travestito poco convincente” che predilige il vestirsi in pizzi vittoriani e fare “cose da signora”; Maggie, dama di carità dell’aristocrazia inglese che non può però trattenersi dal vomitare ogni qualvolta assaggia prodotti che non siano fatti da persone di razza bianca e eterosessuali; Marjorie Dawes, grassa istruttrice di un corso per la perdita di peso impegnata a svillaneggiare i suoi allievi, e in particolare la partecipante Meera per la sua origine indiana; il finto disabile Andy, che finge di aver bisogno della sedia a rotelle per tiranneggiare il suo accompagnatore Lou; la diciottenne Vicky Pollard, rozza studentessa delinquente giovanile; Dame Sally, scrittrice di romanzi rosa alla Barbara Cartland, che detta romanzi di due facciate all’assistente Miss Grace e escogita poi modi casuali per ragiungere il numero di pagine richieste; e soprattutto Daffyd Thomas, gay battagliero che esibisce sgargianti tutine in latex nella città gallese di Llanddewi Brefi (ma però non suscitano nessuna reazione data l’estrema liberalità degli abitanti) e ancora vergine dato che si considera “l’unico gay del villaggio” e caccia con disprezzo qualunque altro gay che incontra. Dopo aver raccolto un’infinità di premi (e il record del maggior numero di DVD venduti da una serie comica), la serie ha visto anche la partecipazione di varie superstar tra cui George Michael, Robin Williams ed Elton John.

La L.U.O. – Libera Università Omosessuale offre la possibilità di vedere tutta la prima seria in tre serate: Martedì 14 e Martedì 21 ottobre e Martedì 4 novembre, alle ore 21.00. La seconda serie sarà proiettata Martedì 9 e Martedì 16 dicembre, sempre alle ore 21.

Non mancate, c’è morir dal ridere.

La campagna
Maurizio Cecconi
Maurizio Cecconi
Coordinamento Laico Nazionale
Rete Laica Bologna
Comitato Articolo 33
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