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Annamaria Bernardini De Pace, “Diritti diversi” al Cassero
LA LEGGE NEGATA AI GAY
Martedì 19 Maggio, H 21.30
Arcigay “Il Cassero”
Via Don Minzoni 18 – Bologna
Incontro con Annamaria Bernardini De Pace
Conducono Walter Rovere e Matteo Giorgi
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E’ nato www.casseropodcast.org | Microfoni Queer
Cassero – L.U.O. presenta Pop Camp
conferenza-spettacolo con Fabio Cleto e Giulio Iacoli
Venerdì 28 novembre 2008, H 21.00
Via Don Minzoni 18
Cassero – Gay & Lesbian Center
Il dandismo nella cultura di massa, la sublimazione del kitsch, una strategia di sopravvivenza nella maschera, nell’ironia, nel tradimento delle intenzioni. Un travestimento psichico, un modo di percepire (e deformare) il mondo, di renderlo spettacolo nella perversione segnica, nella celebrazione dell’aberrante e dell’eccentrico. Un discorso elitario, elusivo, inarrestabile, tanto pervasivo quanto indefinibile. Ecco il camp: un irriducibile eccetera.
Mai come fra gli anni Sessanta e Settanta, trasferendosi dall’aristocrazia britannica e dall’underworld gay al proscenio statunitense, il camp ha segnato cultura e costume, gallerie d’arte giornali e scrittura, moda e pubblicità, cinema e musica. Il camp si è fatto pienamente pop.
In due volumi e 600 pagine (2008, edizioni Marcos y Marcos), Fabio Cleto ricostruisce la storia del camp dall’Ottocento ai giorni nostri proponendo immagini, testi e saggi, in gran parte inediti in Italia, che vanno da Tom Wolfe a Angela Carter, da Joe Orton a Rosalind Krauss.
La Libera Università Omosessuale propone un percorso articolato fra le coordinate critiche e i nuovi orizzonti del camp: documenti dai periodici che ne hanno divulgato le figure bizzarre, immagini e testi narrativi che ne incarnano la logica, smaglianti forme che hanno reso possibile il paradosso di un elitarismo ironico e di massa, di un gioco intellettuale inteso al sopravvivere, certo, ma con stile.
Fabio Cleto insegna letteratura inglese moderna e contemporanea all’Università di Bergamo. Ha pubblicato tra gli altri Camp: Queer Aesthetics and the Performing Subject (University of Michigan Press), Percorsi del dissenso nel secondo Ottocento britannico (ECIG).
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Cassero: presentazione di OmoSapiens 2, Spazi e identità queer
L.U.O. – Libera Università Omosessuale presenta
OmoSapiens 2 – Spazi e identità queer
Incontro con Silvia Antosa e Giulio Iacoli
La collana Omosapiens: studi e ricerche sugli orientamenti sessuali nasce nel 2006 per Carocci editore da un progetto dell’associazione Di’Gay Project ed è coordinata da Domenico Rizzo. Il secondo volume della collana, Spazi e identità queer, è una raccolta di saggi che si propone di esaminare il dibattito politico e ideologico incentrato sulla complessa relazione tra sessualità, identità di genere e spazio, inteso in senso fisico quanto sociale: spazi sono quindi la scuola, la famiglia, la chiesa, ma anche gli stessi gruppi gay, lesbici, bisessuali, transessuali e queer, che segnano ognuno il proprio processo di formazione identitaria.
Silvia Antosa è ricercatrice di letteratura inglese presso l’Università degli Studi di Palermo. Ha pubblicato quest’anno il libro Crossing boundaries. Bodily paradigms in Jeanette Winterson’s fiction 1985-2000 (Aracne).
Giulio Iacoli insegna letterature comparate presso l’Università di Parma. È autore di Prove per un mosaico. Tondelli e le seduzioni dell’immaginario americano (Premio Pier Vittorio Tondelli 2001) e Atlante delle derive: geografie da un’Emilia postmoderna (Diabasis).

Little Britain – Proiezioni al Cassero
Little Britain è la più irresistibile sitcom televisiva degli ultimi anni: nata nel 2003 da uno show radiofonico, ha confermato lo stato di grazia della tv inglese (caratterizzata soprattutto da uno spirito laico che non ha paura di parlare di “certe cose” in televisione) con uno show irriverente e beffardo che ricorda soprattutto le unghiate date alla società inglese dai primi Monty Python.
Gli incredibili Matt Lucas e David Williams interpretano tutti i personaggi principali, dei quali di episodio in episodio seguiamo le avventure: Sebastian Love, segretario personale perdutamente innamorato di un primo ministro alla Blair, costantemente impegnato a fare scenate di gelosia a ogni uomo politico che incontra; Emily, il “travestito poco convincente” che predilige il vestirsi in pizzi vittoriani e fare “cose da signora”; Maggie, dama di carità dell’aristocrazia inglese che non può però trattenersi dal vomitare ogni qualvolta assaggia prodotti che non siano fatti da persone di razza bianca e eterosessuali; Marjorie Dawes, grassa istruttrice di un corso per la perdita di peso impegnata a svillaneggiare i suoi allievi, e in particolare la partecipante Meera per la sua origine indiana; il finto disabile Andy, che finge di aver bisogno della sedia a rotelle per tiranneggiare il suo accompagnatore Lou; la diciottenne Vicky Pollard, rozza studentessa delinquente giovanile; Dame Sally, scrittrice di romanzi rosa alla Barbara Cartland, che detta romanzi di due facciate all’assistente Miss Grace e escogita poi modi casuali per ragiungere il numero di pagine richieste; e soprattutto Daffyd Thomas, gay battagliero che esibisce sgargianti tutine in latex nella città gallese di Llanddewi Brefi (ma però non suscitano nessuna reazione data l’estrema liberalità degli abitanti) e ancora vergine dato che si considera “l’unico gay del villaggio” e caccia con disprezzo qualunque altro gay che incontra. Dopo aver raccolto un’infinità di premi (e il record del maggior numero di DVD venduti da una serie comica), la serie ha visto anche la partecipazione di varie superstar tra cui George Michael, Robin Williams ed Elton John.
La L.U.O. – Libera Università Omosessuale offre la possibilità di vedere tutta la prima seria in tre serate: Martedì 14 e Martedì 21 ottobre e Martedì 4 novembre, alle ore 21.00. La seconda serie sarà proiettata Martedì 9 e Martedì 16 dicembre, sempre alle ore 21.
Non mancate, c’è morir dal ridere.

GENET(ico)
Via Don Minzoni 18, Bologna
Arcigay “Il Cassero”
GENET(ico)
variazioni sonore sul Un Chant d’Amour di Jean Genet
Alberto Hugo Polese cornetta, voce, pinquillo e sonaglio
Alessandro Fedrigo basso acustico

I musicisti Alberto Hugo Polese e Alessandro Fedrigo presentano uno spettacolo multimediale sull’opera di Jean Genet, con la sonorizzazione dal vivo de Un Chant d’Amour. Girato nel 1950 e subito condannato dalla censura, il film è stato proiettato clandestinamente fino al 1971, anno in cui si è avuta la prima proiezione ufficiale a Londra. Racconto crudo e melodrammatico dell’amore tra due carcerati, a metà tra sogno e realtà (fortissimo il livello onirico, sottolineato dall’assenza di sonoro e dal bianco e nero) Un Chant d’Amour è subito diventato uno dei capisaldi del cinema gay di tutti i tempi.

Alberto Polese e Alessandro Fedrigo hanno composto per il film una colonna sonora originale, eseguita per la prima volta durante la Giornate di Cinema e Cultura Omosessuale di Padova del 10 maggio 2006. Il commento sonoro prevede una strumentazione semplice e acustica: cornetta, voce, pinquillo (tipo di flauto dritto), sonaglio e basso acustico, e mantiene come riferimento temi principali, legati e arricchiti da momenti di improvvisazione o ambientazione; in questo modo la musica si inserisce nel film trasmettendo allo spettatore una percezione unica e diretta.

La signora dell’inquietudine | Patricia Highsmith

Come si scrive un giallo, Patricia Highsmith


