Articoli marcati con tag ‘Letteratura’
Canale Mussolini
Ho recensito per Corpo12 “Canale Mussolini” di Antonio Pennacchi, vincitore del Premio Strega 2010.
Dello stesso autore avevo precedentemente recensito “Fascio e martello. Viaggio nelle città del Duce”.
Storia della pornografia
Ho recensito per Corpo12 la “Storia della pornografia” di Goran Tribuson.
Spero v’interessi quanto ha entusiasmato me.
Agorà di Alejandro Amenábar
L’ultimo film di Alejandro Amenábar, Agorà, è un bellissimo e laico omaggio all’amore per il sapere e per la conoscenza razionale e, nello stesso tempo, un duro atto d’accusa alle religioni, al potere e alla misoginia del cristianesimo. Ora capisco perché non lo volevano distribuire in Italia. La ricostruzione di Alessandria d’Egitto in epoca tolemaica è, tra le altre cose, meravigliosa. Ipazia, la protagonista del film, entra a pieno titolo nella galleria di personaggi femminili idealmente costruita da Christa Wolf, coi romanzi storico/politici “Cassandra” e “Medea”.
Versi inVersi – Pubblicato il libro dei vincitori del premio letterario a tematica lgbtq
Il concorso è promosso dal comitato Arcigay Orlando di Brescia e patrocinato dal Consiglio regionale della Lombardia e dal Comune di Brescia. Bresciaoggi ha dedicato un bell’articolo alla premiazione, che potete leggere qui.
Per ordinare il libro in contrassegno, che costa appena 8 euro, scrivete una mail a dluna@iol.it .
[Scarica Luis | Scarica Proprio come te]

Chi ha paura della matematica?
Peter Cameron
Adelphi Edizioni, 2008
Adelphi s’è innamorata di Peter Cameron. Ha ragioni da vendere. Nel giro di due anni, ha pubblicato i suoi due romanzi – Quella sera dorata e Un giorno questo dolore ti sarà utile -, infine la raccolta dei suoi racconti, già pubblicati negli States su varie riviste di letteratura nell’arco di 15 anni, con l’aggiunta di un inedito.
La qualità dei racconti è discontinua o meglio, in crescere, testimoniando il lavoro di formazione letteraria compiuto dallo scrittore newyorkese. Fin dal suo esordio, rintracciamo quelli che saranno i temi dominanti delle sue opere più mature: la riflessione sui conflitti familiari, il grande affetto che lo lega alle persone anziane e in particolare alla figura della nonna materna, la paura di mostrarsi per ciò che si è – froci -, la conquista di mostrarsi per ciò che si è, l’anticonformismo sociale e culturale, il percorso accidentato che accompagna la vita delle persone che decidono di scovare autonomamente la propria strada. Esemplare a questo proposito il racconto che presta il titolo alla raccolta, “Paura della matematica”. Una studentessa con scarse attitudini per lo studio delle discipline scientifiche deve superare il test di matematica analitica per accedere al corso di economia all’università. Prima aiutata dal suo insegnante, con cui allaccia una storia d’amore, poi da sola, supera l’esame e inizia la sua carriera di donna adulta e indipendente. Le resta il dubbio che la perfezione cristallina delle formule e degli algoritmi nasconda l’incomprensibile casualità dell’esistenza.
Durante la stessa settimana in cui l’ho letto, sfogliando Internazionale, mi sono imbattuto in un articolo di David Amsden, pubblicato sul “New York Magazine”, che ritrae la vita e il lavoro di Florent Morellet, fondatore di “Da Florent”, famosa e underground taverna calda. Luogo di ritrovo di Roy Lichtenstein, Stephen Daldry, David Byrne, Tibor Kalman, Calvin Klein, Lou Reed e molti altri artisti residenti al Village, era uno dei cuori pulsanti della comunità gay della città. In occasione dei Pride, Florent Morellet organizzava personalmente i pullman per partecipare alle manifestazioni. Dopo molti anni di attività, “Da Florent” ha chiuso quest’anno, soverchiata dall’aumento degli affitti. Il proprietario, insieme al suo compagno, Peter Cameron, sono in partenza per un lungo viaggio in Europa.
All’indulgenza di Cameron per l’autobiografia, alla sua innata capacità di narrare i successi e i fallimenti sulla via dell’autenticità, s’accompagna il motto di Morellet: “Odio la nostalgia”, by Diana Vreeland, mitica direttrice di “Vogue”. In bilico tra ricordo e futuro. Che sia questo il segreto della loro duratura e feconda unione? In attesa di scoprirlo nel prossimo lavoro di Cameron, non resta che augurar loro: “Buon viaggio”.


