Articoli marcati con tag ‘Lega Nord’
Biotestamento: prima che sia troppo tardi
Il 5 luglio (a meno che non ci siano ulteriori slittamenti) la legge crudele e liberticida contro il testamento biologico tornerà all’esame della Camera dei Deputati.
In previsione e quasi in concomitanza con la discussione parlamentare la UAAR – Unione deli Atei e degli Agnostici Razionalisti lancia la campagna Liberi di scegliere.
La campagna è così sinteticamente presentata:
“La Chiesa Cattolica, il Popolo della Libertà, la Lega Nord, l’UDC, l’API, i Popolari del Partito Democratico vogliono una legge che nega valore alla volontà dei cittadini e ai loro testamenti biologici. E prima che sia troppo tardi, prima che l’ennesima calendarizzazione parlamentare del ddl Calabrò si possa concludere con la sua conversione in legge, l’UAAR invita tutti coloro che non sono d’accordo a diffondere il video” di protesta e a scrivere ai gruppi parlamentari.
Dunque, bambine mie, condividete il video e scrivete le vostre email di protesta (le info su come fare son qui).
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Due simboli di troppo
Si discute assai, in questi giorni e settimane, del nuovo polo scolastico di Adro, intitolato a Gianfranco Miglio. La discussione verte non sulla figura del “filosofo” della Lega Nord, bensì sulle originali decorazioni di cui è costellata la scuola. Sui cestini, sui tappeti, sulle pareti, troviamo impresso un cerchio dal cui centro s’irraggiano sei petali: è un antico emblema eurasiatico, che è stato denominato, in periodi storici differenti, rosa celtica, fiore a sei petali, rosa dei pastori e, in età medievale, anche rosa carolingia.
FareFuturo Web Magazine ne riporta le storiche tracce:
Evocativo del sole e del suo potere vivifico, è sempre stato inteso come stemma bene augurante e inciso su costruzioni, abitazioni, portali e chiese, su pietra, legno o metallo. Diffuso dall’India alla Scandinavia e assunto, con piccole variazioni formali, come simbolo di varie comunità di tutto il contesto euroasiatico, in Italia fa la sua comparsa già dalla fine del VI secolo a. C. Ne restano antiche reminiscenze disseminate lungo tutta la penisola: sull’urna etrusca di Civitella Paganico in Toscana; in Puglia sulle cosiddette Stele daunie, monumenti funerari in pietra calcarea proveniente dal Gargano, in uso presso l’antica civiltà dei Dauni; in Val Camonica; nell’arte celtica; nell’iconografia longobarda; nell’area di influenza celtoligure; sul pavimento del santuario di Saronno; nei rosoni absidali della chiesa dei santi Giovanni e Paolo a Venezia; a Roma nella basilica di san Clemente. Lo stesso simbolo è diffuso anche in Campania, in particolare sull’isola di Ischia, dove è una tipica decorazione degli architravi degli antichi edifici del centro storico di Forio. Compare anche, privo della circonferenza di contorno, nella parte superiore dello stemma della provincia di Lecco.
In tempi più recenti è diventato il Sole delle Alpi e, con tale nuova denominazione, è assunto a simbolo della Lega Nord. Il simbolo del “Sole delle Alpi” è un marchio registrato. Lo è in forma descrittiva dal 1998 e in forma grafica dal 2001, identico in tutto e per tutto al logo con cui è stata tappezzata la scuola. Il marchio è stato regolarmente depositato presso l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, e risulta di proprietà di Nord Scarl, società amministrata da Cota, Stefani, Bricolo e altri leghisti.
Giustamente l’Italia che si riconosce nel pluralismo è indignata per questa colonizzazione partitica di una scuola. Mai era successo nella storia della nostra tormentata Repubblica.
La nostra Costituzione fonda la scuola pubblica sulla libertà d’insegnamento – Art. 33: “L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento” – dunque il diritto ad esprimere le proprie opinioni filosofiche, esistenziali, religiose e politiche è garantito dalla Carta. Tale diritto è teso a disegnare la scuola come uno spazio in cui tutti gli individui (e futuri cittadini) hanno pari dignità, in un contesto dove l’Istituzione non dovrebbe privilegiare né questa né quell’altra corrente di pensiero filosofica, esistenziale, religiosa e politica. Una scuola laica, appunto. Questo era l’intento delle mamme e dei papà costituenti.
Tale intendimento costituente è stato ampiamente disatteso e osteggiato dal centrosinistra degli ultimi vent’anni.
(Del centro e della destra non occorre scrivere: la scuola pubblica, laica e pluralista, la vedono come fumo negli occhi. Una minaccia alla salute degli italiani e, con proditoria coerenza, si battono affinché sia ridotta a un cumulo di macerie nel più breve tempo possibile. Nel mentre che la demoliscono, l’affidano alle “cure” della Chiesa Cattolica: insegnanti di religione a ruolo senza graduatoria, insegnanti scelti e rimossi dal vescovo, più finanziamenti alle scuole private, bibbie distribuite nelle aule scolastiche dal Governatore Zaia. A domanda, “cosa ne pensa del simbolo della Lega Nord nella scuola di Adro?”, il ministro Gelmini ha risposto che è “rassicurata dalla parole del sindaco, che non si tratta di un simbolo di partito”: questi politici al governo, in un paese civile, andrebbero denunciati e processati per tradimento della Costituzione*).
Torno rapidamente al centrosinistra, che merita invece una riflessione in più.
Vadano i partiti della fu sinistra a protestare ad Adro. E’ una questione capitale ed è bene mobilitarsi perché non venga accettata come un dato di fatto, oramai compiuto. Ci vada soprattutto il PD, che sulla scuola pubblica si sta mobilitando in tutta Italia e sta investendo tempo, energie e risorse. E, come suggerisce Mauro Zani, “perché non chiedete che i carabinieri vadano a rimuovere i simboli della Lega. Ce ne sarebbe ben donde”. Il centrosinistra faccia, insomma, tutto il possibile, perché “proprio da queste simboliche gestualità, per nulla minori, passa la formazione di un senso comune. Una certa idea dell’Italia”.
E dopo questa meritoria mobilitazione per salvaguardare la scuola pubblica dalla colonizzazione partitica, il centrosinistra apra una riflessione sull’opportunità della presenza di un altro simbolo che offende la laicità e il pluralismo delle nostre aule scolastiche: il crocifisso.
Non è accettabile lottare contro la presenza di un simbolo (quella della Lega Nord) e spendersi per salvaguardare la presenza di un altro (il crocifisso), in nome della “tradizione culturale italiana”.
Sono balle, lo sapete bene. Le sostenete in nome di una possibile alleanza con le gerarchie ecclesiastiche vaticane e in quanto ne siete culturalmente subalterni.
Dimenticate un dato di fatto con cui siete stati e sarete chiamati a fare i conti: questa schizofrenia filoclericale è palese agli occhi degli elettori del centrosinistra. Ogni qual volta, in un’occasione pubblica, un oratore si spende a difesa della laicità delle Istituzioni, il pubblico applaude fino a spellarsi le mani. Non lamentatevi dunque se l’astensionismo aumenta e parallelamente, nonostante l’evidente crisi del centrodestra, i consensi che raccogliete diminuiscono. Non serve a nulla strapparsi le vesti, invocare come un mantra “innovazione, merito, riformismo”, quando i capisaldi costituzionali sono da anni merce di scambio.
Se volete il nostro sostegno e il nostro voto, dimostrateci che rispettate la Costituzione e che vi batterete coerentemente per essa. Dimostratelo da subito: sconfessate la proposta di legge, presentata da autorevoli parlamentari del Partito Democratico, per legalizzare la presenza del crocifisso nelle aule scolastiche italiane.
Parliamoci chiaro: a scuola ci sono due simboli di troppo.
*Aggiornamento: Gelmini, pressata dalla manifestazione del centrosinistra, ha disposto la rimozione dei simboli della Lega Nord.
PD, un doppio paso doble contro i diritti civili
1. A Marzo, Bersani si dichiara contrario ai matrimoni gay;
2. A Maggio, il gruppo consigliare del PD a Udine boccia la campagna di Arcigay contro l’omofobia, definendo “provocatori” dei manifesti in cui due uomini e due donne si baciano;
3. A Luglio, il sindaco di Spresiano, in provincia di Treviso, eletto dal PD, definisce “malate” le persone omosessuali;
4. A Luglio, il consiglio comunale di Pesaro, guidato dal PD, boccia una mozione per istituire il registro delle unioni civili. Ai voti del Partito Democratico si uniscono quelli della Lega Nord e del PDL.
Considerazioni
Non sono così sciocco da credere che i partiti piccoli, duri e puri siano più utili alla causa dei diritti civili del sostegno, talvolta altalenante, di una grande forza politica quale è, per numeri e potere, il Partito Democratico. Per fare un viaggio lungo e difficile, è necessaria infatti una barca grande e resistente.
Il punto – mi viene da scrivere: il nodo già risolto -, a mio avviso, è che il PD non ci sostiene affatto.
Se guardiamo i fatti (e non le pezze messe a posteriori), non possiamo che trarre questa conclusione. E il suo inevitabile corollario: appoggiarsi a questa forza politica ci condannerà ad altri 30 (trenta) anni senza diritti.
Conclusioni
Andiamo da un’altra parte.
Il Vaticano paga il suo debito con la Lega Nord
La CEI – Conferenza Episcopale Italiana – promuove il federalismo, a patto che sia “equlibrato con le istanze fondamentali dell’unità della nazione”. Secondo il segretario generale della CEI il processo federalista può “certamente” rafforzare l’unità tra Nord e Sud d’Italia e i “principi fondamentali” della Costituzione “hanno bisogno evidentemente di una traduzione direi equilibrata con le istanze federaliste”.
E con questo esplicito appoggio alla truffa del federalismo fiscale propugnato dalla Lega Nord, il Vaticano salda il suo debito, ricompensando i tenaci oppositori della pillola abortiva RU486, di una legge libertaria sul testamento biologico e della riforma del diritto di famiglia e l’estensione dello stesso alle persone omosessuali.
Sono lontani i tempi in cui i massimi dirigenti del partito polemizzano ferocemente con la gerarchia cattolica, sull’immigrazione, sulla cittadinanza, quando la Lega Nord accusava la Chiesa Cattolica di ingerenze nella politica italiana. Oggi la Lega Nord è un partito pienamente clericale e legittimato da Oltretevere.
P.S.: Rimanendo in tema di federalismo, fa impressione notare che nello stesso giorno in cui la Chiesa Cattolica è intervenuta sul tema, scopriamo che il Vaticano “sospese a divinis il frate che confessò Cavour in punto di morte, senza costringerlo a rinnegare l’Unità d’Italia”.
La Corte Costituzionale dice no ai matrimoni gay. La destra esulta, il movimento lgbt prosegue la lotta nei tribunali, nella società, nel Parlamento
Cronaca del 14 Aprile. ATTENZIONE! Si leggono dall’ultimo al primo, in ordine inverso rispetto alla pubblicazione.
Matrimoni gay: Parlamento o tribunali, la battaglia continua http://bit.ly/chnr5I
ANSA: Photostory sui matrimoni gay. Le associazioni non demordono http://bit.ly/bpWX45
Matrimoni gay, coppia Firenze: “Speravamo in una sentenza della Consulta più coraggiosa” http://bit.ly/ciHZkN
Matrimoni gay, Franco Grillini (IDV): “Dopo Consulta rilanciare battaglia nel paese” http://bit.ly/9xKGzD
ANSA: Same-sex marriage suits rejected http://bit.ly/du4FDG
Matrimoni gay, Toniollo (CGIL): “Attendiamo di leggere le motivazioni della sentenza della Corte Costituzionale” http://bit.ly/crE6JF
Matrimoni gay, Scalfarotto (PD): “Avere portato il caso davanti alla Corte Costituzionale è già una grande vittoria” http://bit.ly/d6gUZM
Matrimoni gay, Dalla Torre (LUMSA): “Inutile invocare art. 3 per difendere i gay da inesistente discriminazione” http://bit.ly/csbfYv
Matrimoni gay, Lupi (PDL): “Bene Consulta, non è possibile ”scimmiottare” un’istituzione civile e religiosa” http://bit.ly/bDs5GN
Matrimoni gay, La Loggia (PDL): “Matrimonio è tra uomo e donna” http://bit.ly/bJqOp2
Matrimoni gay, Forum Famiglie: “Consulta ha scelto per il bene della società” http://bit.ly/cJJ6qE
Italy’s Highest Court: No Gay Marriage http://bit.ly/bYhjmW
Matrimoni gay, Arcigay “Il Cassero”: “Rinvio al Parlamento è chiaro richiamo al legislatore perché garantisca diritti” http://bit.ly/cdQ8lp
Matrimoni gay, Comitato “Sì, lo voglio”: “Noi andremo avanti” http://bit.ly/asyxNn
Matrimoni gay, Vladimir Luxuria: “Serve legge su convivenze omosessuali che ci riporti in Europa” http://bit.ly/dl9BH6
Matrimoni gay, una testimonianza: “Insieme da 12 anni, ma in ospedale siamo cugine. Sentenza Consulta fa molto male” http://bit.ly/cC6Gpp
Matrimoni gay, Mazzocchi (PDL): “No alle nozze, sì al riconoscimento dei diritti” http://bit.ly/cwemvv
Matrimoni gay: Voglia di famiglia, dai PACS al no alle nozze. Falliti finora i tentativi di regolare le unioni civili http://bit.ly/cK3JpV
Matrimoni gay: Orlando e Bruno, 45 anni d’amore in attesa http://bit.ly/9tknBj
Matrimoni gay, Rondini (Lega Nord): “In Italia non c’è nessuna discriminazione nei confronti degli omosessuali” http://bit.ly/aNazwq
Matrimoni gay, Radicali: “Parlamento calenderizzi la discussione delle proposte di legge in materia” http://bit.ly/ce9m0e
Matrimoni gay, Francesco Piomboni: “Siamo sgomenti” [video] http://bit.ly/ajX8ER
Matrimoni gay, Bertolini (PDL): “Bene Consulta, desideri non sono diritti” http://bit.ly/a5gAel
Matrimoni gay, prima coppia in Italia: “Prematuro commentare sentenza, ma amarezza non ci fermerà” http://bit.ly/cF5xTr
Matrimoni gay, Enrico Oliari (GayLib): “Amarezza ma rispetto per la Corte Costituzionale” http://bit.ly/aIJ6XY
Matrimoni gay vietati, “Estense”: “Crolla il sogno della coppia ferrarese” http://bit.ly/bv8Idf
Matrimoni gay, Concia (PD): “Consulta stabilisce che Costituzione non vieta i matrimoni tra persone dello stesso sesso” http://bit.ly/8Ya8iJ
Matrimoni gay, Roccella (PDL): “Corte Costituzionale ribadisce le ragioni del Family Day” http://bit.ly/cBMpm5
Matrimoni gay, Giovanardi (PDL): “Per Governo è giusta e corretta la decisione della Corte” http://bit.ly/dwXy3L
Matrimoni gay, Certi Diritti: “Grazie alle coppie che hanno dato vita alla battaglia e agli avvocati di Rete Lenford” http://bit.ly/aqOkdw
Matrimoni gay, Sergio Rovasio (Certi Diritti): “Prima o poi vinceremo. Avanti con la campagna di affermazione civile” http://bit.ly/9gWtQG
Matrimoni gay, Paola Concia (PD): “La Corte Costituzionale non può legiferare. Stimolo al Parlamento” http://bit.ly/csR2ih
Matrimoni gay, Bianconi (PDL): “Per la Consulta la famiglia è fondata sul matrimonio tra persone eterosessuali” http://bit.ly/cyn8IK
Matrimoni gay, MOIGE: “Alla base del matrimonio c’è la famiglia naturale, composta da un uomo ed una donna” http://bit.ly/8XSTKt
Matrimoni gay, Praitano (Mario Mieli): “Nostro interlocutore è il Parlamento più oscurantista della storia d’Italia” http://bit.ly/a0xPfD
Matrimoni gay, Marco Volante: “Corte pavida, i giudici abdicano dalla loro funzione giurisdizionale” http://bit.ly/boFHt2
Matrimoni gay, Imma Battaglia (Di’Gay Project): “Sintonia tra Corte Costituzionale e Vaticano” http://bit.ly/b4r8LX
“L’antichità di un pregiudizio non è un buon motivo per la sua sopravvivenza”, Corte Suprema del Sudafrica sul matrimonio gay.
Arcigay: “Vogliamo il matrimonio civile” http://bit.ly/cIYjcC
Matrimoni gay, Arcigay: “Avanti con ostinazione e tenacia per permettere alle persone omosessuali di veder garantiti i propri diritti”.
Matrimoni gay, ore 16.00 conferenza stampa del Comitato “Sì, lo voglio” a Montecitorio, Roma http://bit.ly/bOZrUs
“Nozze gay: a quando? Ce le imporrà l’Europa?”, di Tommaso Cerno, L’Espresso http://bit.ly/aOoN7R
Matrimoni gay, dove sono legali in Europa e nel mondo http://bit.ly/csNcHM
Matrimoni gay, la Corte Costituzionale rigetta il ricorso. Questo il comunicato http://bit.ly/9jtI3C
Matrimoni gay, no della Consulta: “Discrezionalità del legislatore” http://bit.ly/bkaNqe
Matrimoni gay, Paolo Patanè (Arcigay): “Abbiamo grande rispetto per la Corte Costituzionale e il lavoro che ha fatto” http://bit.ly/9A3Fug
Matrimoni gay, Franco Grillini (Gaynet): “Attendiamo fiduciosi la sentenza. Nostra battaglia continuerà con forza” http://bit.ly/cQNA7c
Matrimoni gay, Francesco Bilotta (Certi Diritti): “Rispetteremo sentenza della Corte Costituzionale” http://bit.ly/dyWoaJ
Matrimoni gay, l’attesa del verdetto della Consulta tra serenità e rispetto http://bit.ly/aQZRa8
Dai migranti parte la riscossa dell’Italia
Bocciata la legge Concia contro l’omofobia
La “legge Concia”, che prevedeva l’aggravante della discriminazione sessuale per le aggressioni personali, era passata al vaglio della Camera dopo che era stata licenziata in Commissione giustizia con i soli voti contrari dell’UDC e dell’IDV, i quali avevano votato contro per motivi opposti: l’UDC perché contraria ad una legge contro l’omofobia, l’IDV perché la considerava, così com’è, inutile, non prevedendo un reato specifico ma solo un’aggravante.
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Il movimento lgbt non riconosca come sua la legge contro l’omofobia
Questi i fatti nudi e crudi.
Il movimento lgbt da anni è impegnato a chiedere qualcos’altro in merito alla lotta all’omofobia, ovvero l’estensione della legge Mancino. Per chi non lo sapesse o non avesse chiari i termini della vicenda, riepilogo qui brevemente perché preferiamo questa soluzione.
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I cieli di Kabul

Aggressioni omofobe. Io non ho paura
Le dichiarazioni che ho letto (di tantissimi soggetti: associazioni e politici) sono variegate. Ognuno si assume la responsabilità di quello che dice ed io non intendo sindacare con nessuno.
E’ presente una tendenza, un filo rosso che lega quelle di alcuni esponenti e di alcune associazioni lgbt che hanno chiesto e continuano a chiedere:
- più telecamere;
- più arresti;
- ipotizzano ronde;
- dicono che “abbiamo paura”;
- dicono che “vogliamo fuggire dall’Italia”.
Cerchiamo di capirlo, questo filo rosso: danno una risposta di destra (la paura e i suoi facili e inefficaci rimedi per combatterla) a un problema di destra: la violenza sul diverso.
E’ allucinante constatare che la cultura leghista della paura del migrante e delle risposte razziste ai problemi della convivenza abbia fatto tanta strada anche tra di noi, tanto da non farci cogliere che stiamo percorrendo a passi lunghi e ben distesi lo stesso percorso. E’ allucinante e dovrebbe interrogarci tutti quanti.
Male, credo, hanno fatto quanti hanno approvato le parole di Gianni Alemanno, che chiede un arresto ma non propone che la sua giunta faccia un’azione culturale nella capitale contro l’omofobia, con un’estesa campagna d’informazione ed educazione. L’aggressore che ha accoltellato un ragazzo gay era iscritto ad Alleanza Nazionale, la stessa formazione politica da cui proviene il sindaco di Roma. Invece che costringerlo pubblicamente a stare sulla difensiva, invece di rendere evidenti le contraddizioni illiberali della cultura di destra, gli diciamo: grazie… Delle serie: più tonti di così non si può.
Bene invece hanno fatto Arcigay + Arcilesbica + Agedo + Famiglie Arcobaleno a indire una manifestazione, avente come piattaforma l’estensione della legge Mancino. E’ sul piano del diritto che dobbiamo muoverci per ottenere una salvaguardia valida per tutti/e.
Ed è sul piano del “contropotere” che possiamo/dobbiamo agire per tutelare la nostra quotidianità: i gay, le lesbiche e i/le trans non hanno paura. Io non ho paura, lo voglio scrivere chiaramente. Ci accoltellano di notte, quando il controllo sociale è meno presente? Bene: facciamo una manifestazione notturna per riprenderci “la felicità della notte”. S’incazzano perché ci baciamo/limoniamo con passione per strada? Bene, organizziamo “un’orgia di baci nelle piazze”. Invocano il sacro pudore perché esprimiamo la nostra sessualità anche nei luoghi pubblici, anche con scopate/pompini dietro le siepi e gang-bang all’aria aperta? Noi rispondiamo che la sessuofobia è una forma di repressione interiorizzata e organizziamo un sit-in di nudisti/e che disegnano coi loro corpi la parola libertà.
In altre parole, all’azione legislativa è necessario affiancare un’estensione del conflitto nella società, per supportare le nostre richieste e per non restare in difesa, facendo un passo indietro al giorno.
Finora abbiamo agito come se il solo piano dell’azione legislativa esaurisse l’intera possibilità di azione e fosse persino efficace. Meglio dircelo infine: non è così.
Vorrei che la voce del movimento gay/lesbico/bisessuale/trans fosse diversa dalle altre voci italiane, vorrei che fosse una voce capace di assumersi le proprie responsabilità e di tenere i piedi per terra, anche criticando quanto detto da alcuni/e e indicando soluzioni politiche e non militari.
“I froci hanno perduto quel loro sguardo ferito”
1969, Allen Ginsberg



