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Articoli marcati con tag ‘Lavoro’

I diritti e il lavoro. Non render fumoso ciò che è nitido

Un momento della manifestazione della FIOM-CIGL, a Bologna il 27 gennaio 2011L’amico Bruno Giorgini ha scritto:

“[...] adesso comincia una fase dura e difficile, dall’esito non scontato e dove gli slogan conteranno poco, così come gli estremismi verbali che a mio avviso devono essere del tutto banditi.

La situazione è insieme così difficile e così incandescente che le sovradeterminazioni linguistiche e le retoriche non servono, anzi confondono il panorama, rendendo fumoso ciò che è nitido, e annacquato nelle chiacchiere ciò che è tagliente e acuto.

Non è di propaganda che c’è bisogno ma, nei prossimi giorni, di rispondere alla domanda quale azione politica e sociale bisogna mettere in atto e in movimento per arrivare allo sciopero generale di otto ore“.

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Ciò che Tremonti non dice (e la sinistra non sa)

Da questa lunga crisi usciremo con una crescita stentata e senza lavoro. Gli impieghi che si salveranno saranno ancor più precari. Saremo più poveri e ci saranno più poveri. La ricchezza sarà sempre più concentrata in poche e protette mani. In tutto il mondo, Italia compresa, a pagare il prezzo del dissesto finanziario/industriale saranno (sono) i ceti deboli. Le multinazionali e gli agglomerati bancari, causa prima delle speculazioni e dei danni da esse derivati, dopo un paio d’anni di accennata sobrietà, torneranno (sono già tornati) al loro allegro mestiere di sempre: rubare, col favore di legislazioni distratte e col sostegno degli stati nazionali. Aumenteranno (sono già aumentate) le imposte indirette, quelle che colpiscono tutti e in particolare i redditi più bassi; non sarà varata nessuna misura di sistema per tassare i patrimoni e i padroni. La parcellizzazione del lavoro produrrà una parcellizzazione delle lotte, col conseguente inasprirsi delle battaglie fraticide fra diseredati: autoctoni contro migranti, lavoratori dipendenti contro cocopro a vita. Sarà aumentata l’età della pensione, nonostante i giovani trovino un impiego solo verso i trent’anni e, spesso, ben più tardi. Le tecnologie di “labour saving” – ovvero la meccanizzazione del lavoro operaio – unite alla dislocazione delle centrali produttive in regioni del mondo con minori o assenti diritti sindacali, sono il naturale compimento dell’espulsione dell’umanità dalla produzione di ricchezza. La definitiva e più razionale messa a profitto del sapere scientifico. La società sarà più classista, cattiva di quanto oggi già non sia; solidarietà e uguaglianza e giustizia sociale sono espressioni che leggeremo nei testi di archeologia industriale e di storia della filosofia politica. L’impoverimento complessivo asseconderà il ritorno in grande stile dell’oscurantismo e del fanatismo religioso – ultima speranza e valvola di sfogo di emarginati e oppressi ad ogni latitudine –, capitanato da qualche anno, con intuito degno di nota, dal Vaticano. Esploderanno nuove e più devastanti guerre. Che l’Europa della moneta unica e delle direttive liberiste si salvi o affondi è una variabile secondaria. La sinistra che fu si candida a gestire questo presente e questo futuro come un amministratore di condominio si prepara ad una riunione di piccoli proprietari immobiliari riottosi e rabbiosi: assumendo valium.

Intervento di Gianni Sofri alla direzione del Partito Democratico di Bologna

Desidero cominciare il mio intervento con alcune precisazioni. Sono del tutto libero da appartenenze correntizie così come da ambizioni personali (è noto a tutti che ho avuto un ruolo pubblico e che l’ho tranquillamente lasciato, preannunciando la mia decisione con un anticipo di due anni). In passato, mi è capitato di dare una mano, convintamente, a Virginio Merola e a Claudio Merighi (due personaggi con ruoli e figure molto diversi all’interno del Partito), ma nessuno di loro ha letto il mio intervento o ne conosce il contenuto neppure nelle sue grandi linee. Dico queste cose perché nessuno possa ascoltarmi pensando a quali siano i miei scopi più reconditi. Semplicemente, non ci sono. Non ho mai amato le dietrologie e le teorie del complotto o simili. Per me le parole valgono per quello che dicono. Quanto al mio scopo, è solo quello di contribuire, con una franchezza che mi è permessa forse dall’età (è noto che il passare degli anni fa cadere i freni inibitori, e questo a volte -ma solo a volte- è positivo); di contribuire, dicevo, al dibattito sulle sorti future del nostro partito e, soprattutto, della società in cui esso opera.
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Giornalista si finge trans e documenta le discriminazioni sul lavoro

LAVORO: GIORNALISTA SI FINGE TRANS E DOCUMENTA DISCRIMINAZIONE
PER LA TRASMISSIONE “L’ALTRA INCHIESTA” DELL’EMITTENTE RETESOLE

Adnkronos, Roma, 2 Mar. – “Se sei un transessuale è quasi impossibile trovare un lavoro”. Questa la conclusione cui giunge il servizio “Francesco era disoccupata” di Francesco Palese per la trasmissione “L’Altra Inchiesta” dell’emittente Retesole, disponibile online all’indirizzo www.laltrainchiesta.com e su YouTube. Palese, pochi mesi dopo essersi finto un gay in cerca di casa, registrando i rifiuti da parte dei proprietari, si è messo nei panni di una transessuale appena trasferitasi a Roma da Lecce, in cerca di un lavoro e di un alloggio. La puntata di “L’Altra Inchiesta”, che vede come ospiti Vladimir Luxuria e Fabrizio Marrazzo dell’Arcigay, sarà trasmessa domani, martedì 3 marzo, alle 21.10 su Retesole. Nel corso della trasmissione Francesca Eugenia Busdraghi di Azione Trans racconta in un’intervista il suo calvario lavorativo. Con tanto di travestimento il giornalista ha ripreso con telecamera nascosta il rifiuto della disponibilità di lavoro da parte di diverse agenzie interinali di Roma, pochi minuti dopo che le stesse avevano offerto alla sua complice, Francesca Bastone, diverse soluzioni. Una volta che alla complice era stato offerto, ad esempio, un posto da contabile, nell’agenzia faceva irruzione la finta trans che dichiarava di avere esperienza in quel settore, ma la posizione svaniva nel nulla. Nel video anche un’agenzia immobiliare che ha negato al giornalista di avere immobili in affitto poco dopo averli offerti invece alla complice.

Il Parlamento approva le modifiche ai decreti legislativi contro le discriminazioni sul lavoro

Il Parlamento approva definitivamente le modifiche ai decreti legislativi N. 215 e 216 del 2003 contro le discriminazioni. In risposta alla procedura di infrazione avviata dalla Commissione europea contro l’Italia, il Parlamento ha modificato entrambi i decreti di recepimento delle direttive anti-discriminazione del 2000. Le novità approvate definitivamente nella seduta del 4 giugno, sono molteplici:
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Maurizio Cecconi
Maurizio Cecconi
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