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Un laico “antipasto” a Radio Città Fujiko
“L’antipasto”, trasmissione di approfondimento di Radio Città Fujiko, mi ha intervistato e ha reso disponibile il file audio.
S’è parlato di Europride Roma 2011, dell’omofobia e di come contrastarla, del referendum sui finanziamenti del Comune di Bologna alle scuole private cattoliche, del registro dei testamenti biologici.
Buon ascolto!
Ne’ al mare, ne’ in montagna: voto laico
Per la prima volta nella mia vita, la decisione su come e chi votare alle elezioni amministrative di Bologna mi ha visto appartenere alla categoria degli “indecisi”, nella quale puoi stare, volendo, fino all’ultimo, ma prima o poi è meglio se “esci dal tunnel” e prendi una decisione. Dopo molte chiacchierate con amici e amiche che stimo, scrivo qualche riga per spiegare quali crocette metterò infine sulla mia scheda elettorale.
Punto primo: astenersi o votare?
I partiti affermano tutti d’essere impegnati a sanare la frattura fra società e mondo politico; poi discutono del nulla per un anno e mezzo, ben sapendo che così s’anestetizza l’opinione pubblica e s’aumenta quel distacco che si vorrebbe a parole colmare. Che l’astensionismo aumenti in realtà non gliene importa granché, sebbene sia la più grande sconfitta per quel “primato della politica”, la cui difesa millantano una volta alla settimana. Perché? Perché contano solo i risultati in percentuale dei voti espressi. Se su 100 elettori ne votassero solo 60 e di questi sessanta il 40% votasse me-partito, io-partito comunque avrò eletti per il 40%; se invece di quei cento elettori votassero in 80, il mio 38% di quegli ottanta sarebbe sì più voti in cifra assoluta (dunque più persone che ho persuaso e mobilitato), ma meno seggi ed eletti. Ai partiti che gliene importa se i cittadini e le cittadine maturano la convinzione dell’inutilità del voto? Niente, anzi gli fa comodo, perché meno cittadini esercitano la loro sovranità col voto, meno forte è il controllo che la società esercita sull’occupazione delle Istituzioni e la continua distorsione delle loro funzioni.
Dunque, votare o non votare prima di tutto per me significa esercitare la mia sovranità di cittadino, desideroso di stare “col fiato sul collo” all’arroganza dei partiti, maturata dalla fine della prima repubblica ad oggi. Un voto espresso non è mai inutile, per questo motivo.
Se per caso vi state chiedendo se ho una pessima opinione dei partiti, così come li conosciamo, la risposta è: sì.
Punto secondo: come e chi voto
Io vorrei votare semplicemente centrosinistra. Vorrei, ma non posso. Non posso perché il candidato sindaco, Virginio Merola, è contrario al referendum sui finanziamenti comunali alle scuole private. Se anche votassi solo un candidato/a di una lista del centrosinistra, il mio voto verrebbe comunque conteggiato anche a Merola e non intendo legittimare chi non è capace, a prescindere dal merito del quesito referendario, di dire chiaramente che gli strumenti di democrazia diretta sono strumenti utili e benvenuti, per far decidere la cittadinanza su alcuni punti fondamentali dell’agenda politica. A maggior ragione se quella persona si candida a rappresentare tutta la città.
I referendum sono sotto attacco tanto a Roma quanto a Bologna e, con essi, la sovranità dei cittadini; è una partita importantissima, il cui esito pare pendere a sfavore della democrazia. E’ una questione della massima priorità.
Disgiungerò il mio voto, dando la mia crocetta come sindaco a Michele Terra, del Partito Comunista dei Lavoratori. Lo considero un voto ben speso, il suo programma è il migliore.
Per la preferenza, metterò la crocetta sulla lista di Amelia/Vendola e a fianco scriverò il nome di Mirco Pieralisi, un bravo candidato del movimento in difesa della scuola pubblica.
Punto terzo: i miei obiettivi
Non sostenere chi ha posizione filo-clericali, votare laico, aiutare la crescita di una formazione socialdemocratica, quale manca in Italia. E se devo scegliere degli avversari a sinistra, che siano i migliori.
Buon voto a tutt*.
Perché i laici s’uniscono
Segnalo due interviste che mi hanno fatto in qualità di portavoce del Coordinamento Laico Nazionale.
La prima è pubblicata su Pegaso, il blog di Arcigay.
La seconda su Lucidamente, rivista di cultura e di etica civile.
Due utili occasioni per ragionare dello stato della laicità delle Istituzioni e della necessità, per il movimento laico, di unirsi e contare di più nel dibattito pubblico.

Reggio Emilia s’è desta laica
Oggi sarò a Reggio Emilia, per le Giornate della laicità, organizzate da Micromega, dall’Arci e da Iniziativa Laica.
Alle ore 18 parteciperò a questo incontro, gratuito e aperto a tutti e a tutte:
Il movimento laico in Italia: debolezze e opportunità
Dibattito tra Carlo Flamigni, Tullio Monti e Maurizio CecconiLuogo: Università di Modena e Reggio Emilia
Sede di Reggio Emilia, Aula 2
Viale Antonio Allegri 9 [vedi mappa]
La prenotazione è obbligatoria e si può effettuare presso la Biglietteria Teatro Valli:
Piazza Martiri del VII Luglio, Reggio Emilia
Tel. 0522.458811 – centralino a selezione passante
Tel. 0522.458854 prenotazioni telefoniche
Fax 0522.451475
Numero verde: 800.55.42.22
La povertà delle sinistre e la forza della Chiesa Cattolica
“Esistono quattro grandi pericoli da cui l’Italia moderna deve essere tutelata: una Chiesa troppo forte in uno Stato troppo debole, l’ubiquità del clientelismo; la ricorrenza della forma dittatura; e infine la povertà delle sinistre.[...]
La classe politica italiana appare infatti incapace di esprimere una cultura politica laica degna del nome e della memoria di Cavour.
Inseriti i Patti Lateranensi nella Costituzione, la classe politica italiana nel complesso ha mostrato un atteggiamento sostanzialmente subalterno alla Chiesa, nel timore di alienarsi il Vaticano e di perdere voti”.
Paul Ginsborg
Salviamo l’Italia
Einaudi
Scuola bene comune. Tre interventi
Dopo l’annunciato referendum consultivo sui finanziamenti comunali alle scuole private paritarie, è cominciato un dibattito in città.
Ho partecipato a una trasmissione di approfondimento di Città del Capo – Radio Metropolitana. E’ intervenuto anche Rossano Rossi, presidente della FISM, la federazione delle scuole materne private cattoliche, convenzionate col Comune di Bologna. Molto interessante le opinioni dei genitori, raccolte davanti a delle scuole pubbliche e a delle scuole private.
Anche Radio Città Fujiko ha dedicato spazio alla notizia, ecco l’audio.
Infine, a nome della Rete Laica Bologna, sono intervenuto al convegno organizzato dalla Federazione della Sinistra, con una relazione dal titolo “Scuole bene comune”.
Bologna, presentato referendum sui finanziamenti comunali alle scuole private paritarie
Il Comitato Articolo 33 – di cui la Rete Laica Bologna è co-promotrice – ha presentato un quesito referendario, per chiedere ai cittadini di Bologna se preferiscono che tutti soldi dell’Amministrazione vadano alle scuole pubbliche o se parte di essi debba andare anche alle scuole private.
A me hanno affibbiato “la pesca” di fare il portavoce.
Chiedo a tutti i lettori di questo blog, agli amici e alle amiche, ai e alle simpatizzanti della laicità delle Istituzioni, di aiutarci a promuovere questa iniziativa, tanto importante quanto impegnativa.
Il Comitato Articolo 33 ha aperto un sito dove saranno pubblicati tutti i materiali e le notizie relative al referendum. E’ stata aperta anche una pagina Facebook e un account Twitter: iscrivetevi!
Infine, ecco il primo manifesto [jpg | 2 MB] della campagna referendaria. Noi lo troviamo bellissimo. Voi?
Biotestamento, no alla cancellazione del diritto all’autodeterminazione. Firma l’appello
V’invito a firmare l’appello promosso da Gilda Ferrando, Alessandro Pace, Pietro Rescigno e Stefano Rodotà contro il ddl di legge Calabrò.
E dopo averlo firmato, a diffonderlo (Scarica l’appello).
No all’espropriazione del diritto a governare liberamente la propria vita. No alla cancellazione del diritto fondamentale all’autodeterminazione. La Camera dei deputati sta discutendo una legge sulle disposizioni riguardanti la fine della vita che va proprio in questa direzione. Ma il legislatore non può impadronirsi della vita delle persone, negando loro la dignità nel vivere e nel morire. Lo dice esplicitamente l’articolo 32 della Costituzione: “La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”.
Essere amici ai tempi della “Facebook Generation”
Segnalo il mio intervento, nello spazio “Opinioni” del sito della UAAR.
Una riflessione nata sul social network e a causa del social network.
Ne è uscito un articolo “leggero” e spero sensato, sulla destra e sulla sinistra, sulla laicità e sul clericalismo.
E sull’amicizia!

Con piacere vi segnalo l’indirizzo web del mio nuovo 
