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Articoli marcati con tag ‘Italo’

Omosessuali di destra | Intervista a Marco Fraquelli

Segnalo con grande piacere l’ottima intervista effettuata dal mio amico e giornalista Vincenzo Branà a Marco Fraquelli, autore di un saggio dal titolo Omosessuali di destra. L’intervista tocca molti punti interessanti: la polemica sulla campagna del Bologna Pride e sul puraido Italo; l’avvento del nazismo nella tollerante Berlino degli anni ’20-’30; l’influenza della Chiesa e del Vaticano; la nascita di GayLib. L’intervista si chiude con una scoraggiante previsione su quando verrà approvata la prima legge in Italia per il riconoscimento delle unioni civili. Buona lettura.

Suffragio omosessuale | Il Cassero alla Festa dell’Unità di Bologna

Prende il via Venerdì 29 Settembre la Festa dell’Unità del Partito Democratico di Bologna, che in terra emiliana ha scelto di mantenere l’originaria denominazione, senza concessioni nominalistiche alla Festa Democratica. Si terrà, come sempre, al Parco Nord di Via Stalingrado 83 [vedi mappa].

Da anni il Cassero (e anche altre realtà LGBTQ) è presente con un suo stand all’interno del maggior appuntamento politico cittadino. Nel 2007 scorso lo dedicammo al Bologna Pride che s’è svolto con grande successo quest’anno. L’anno prima, ne facemmo una sosta ristoratrice degna del Dopolavoro Omosessuale Bonaparte.

Nel 2008 Anno Domini lo stand del Cassero è ispirato al movimento femminista e ottocentesco delle suffragette, che rivendicò, ottenendolo dopo anni di dure lotte e violente repressioni poliziesche, il suffragio universale, maschile e femminile.

Lo abbiamo chiamato Suffragio omosessuale, per indicare che oggi la frontiera dell’inclusione sociale ha come soglia l’estensione dei diritti di cittadinanza attiva per le persone omosessuali, bisessuali e transessuali. Le quali, con grande pazienza e lavoro di relazione, rivendicano che siano loro attribuiti gli stessi diritti oggi riconosciuti alle persone eterosessuali: la protezione della loro persona dalle violenze dettate dal razzismo e dal maschilismo, il riconoscimento pubblico delle loro relazioni e unioni affettive, di coppia e non solo di coppia.

In altre parole: a) un provvedimento contro l’omofobia che estenda la legge Mancino; b) la creazione di un nuovo istituto giuridico alternativo al matrimonio che dia leggittimità alle unioni civili; c) l’estensione del matrimonio alle persone LGBT; d) il riconoscimento delle famiglie omogenitoriali e l’estensione delle adozioni alle persone LGBT; e) un radicale cambiamento della legge 40, che vieta alle coppie omosessuali l’accesso alla fecondazione assistita; f) la possibilità per gli uomini e le donne trans di poter cambiare nome senza dover passar prima attraverso la ridefinizione del sesso biologico.

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Ogni giorno della Festa dell’Unità sarà accompagnato da un’iniziativa. Tra quelle di maggior spessore, ricordo la presentazione della sesta edizione di Gender Bender lunedì 1 Settembre alle ore 21.30 in compagnia del direttore del festival Daniele Del Pozzo; la tavola rotonda con Riccardo Gottardi e Sandro Mattioli, di ritorno dalla XVII Conferenza Mondiale sull’HIV/AIDS, venerdì 5 Settembre alle ore 21.30; lunedì 8 Settembre alle ore 21.30 si discute invece di migranti e ricongiungimenti familiari per le persone LGBT insieme a Salvatore Simioli, dell’Arcigay di Napoli e a Gianpaolo Silvestri, storico esponente dei Verdi e primo senatore della Repubblica italiana dichiaratamente gay; il giorno seguente, martedì 9 Settembre alle ore 22.00 (nottambuli), Walter Rovere e Matteo Giorgi presentano e distribuiscono ( “a lavurer!” :-P ) l’ultimo numero di Cassero Magazine; mercoledì 10 Settembre alle ore 22.00 scende a valle Helena Velena, già protagonista in una scorsa Festa dell’Unità di un atto di rivolta: bruciò una bandiera della Sinistra Giovanile, scatenando le ire dei nostri giovani padroni di casa; se dopo l’Avvento della Grande Profetessa del Transgender saremo ancora vivi, il giorno seguente, giovedì 11 Settembre alle ore 21.00 Chiara Lambertini ci introduce alla Gay Issue di Amnesty International, attiva in questi giorni a Denver con un’installazione di straordinario valore politico; venerdì 12 Settembre alle ore 21.00 Katia Zanotti di Sinistra Democratica e Sergio Lo Giudice del Partito Democratico cantano Bella Ciao, mentre Raimondo Ricci, vice-presidente dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, ci relaziona sul ruolo dell’ANPI nella promozione dei diritti civili nel nostro paese; lunedì 15 Settembre alle ore 21.00 ci spostiamo come docili masse allo spazio Forum della Festa per un dibattito letterario dal titolo L’isola che non c’è – Le politiche per lesbiche, gay, bisessuali e trans in Italia, dove discuteranno di diritti civili Vittoria Franco, ministra ombra per le pari opportunità, Sergio Lo Giudice, presidente della Commissione LGBT del Ministero per le Pari Opportunità, Milli Virgilio, assessora del Comune di Bologna per le politiche per le differenze e Sara Ghedini del PD bolognese; lasciata alle spalle l’isola che non c’è per approdare in carne e ossa a quella che per fortuna esiste, ci ritroviamo mercoledì 17 settembre alle ore 21.00 per un incontro con Franco Grillini, Marco Fraquelli, Luca De Santis e Sara Colaone sul tema degli omosessuali di destra ed estrema destra, dal titolo Italo odia i froci e ama il suo camerata; dulcis in fundo, un po’ di sesso, giovedì 18 Settembre alle ore 21.30: Vincenzo Branà, giornalista de Il Domani di Bologna, ci presenta Il porno risolve il caro vita, incontro con Federico Ferrazza, autore di Personal Porno, un excursus sull’auto-marketing della prostituzione fai da te.

Scarica il programma completo in formato .pdf

Ascolta lo spot inaugurale dello stand del Cassero

Visita il blog del Cassero alla Festa dell’Unità
con la registrazione dei migliori interventi
http://suffragioomosessuale.wordpress.com

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Il Partito Democratico non è né il PCI, né il PDS, né i DS. Non è più il partito che ha fatto da sponda parlamentare alle richieste del movimento omosessuale italiano. Il Partito Democratico ospita posizioni politiche dichiaratamente o sottilmente ostili alle richieste di uguaglianza avanzate dalle persone omosessuali, che pagano e a caro prezzo nella vita di tutti i giorni il mancato riconoscimento legislativo della loro dignità e l’assenza di un punto di riferimento istituzionale che dia loro una buona speranza per il futuro prossimo.

Se il PD attua la politica dello struzzo che insabbia le questioni dietro paraventi post-ideologici, il movimento omosessuale e le sue associazioni hanno la necessità di prendere atto del cambiamento. La relazione col PD non può essere amicale – ma potrà tornare ad esserlo, se e quando saranno accolte le nostre istanze – . Un rapporto è bene che ci sia: dialettico e onesto. E costruito con la consapevolezza che tra le nostre rivendicazioni di uguaglianza e la volontà politica del PD è in corso un conflitto.

Sarà bene tenere a mente questa nuova cornice, affinché il nostro rapporto col PD non risulti né subalterno né collaterale e produca, da subito, un’interazione in grado di far crescere la lotta per i diritti civili. E, più in piccolo ma parimenti per noi importante, un programma del Cassero dentro la Festa dell’Unità maggiormente incisivo e coerente con l’attualità politica.

Gli antagonisti contro il grafico del Bologna Pride

GAY RADICALI CONTRO IL GRAFICO DEL PRIDE BOLOGNA:
"QUEL MANIFESTO L'HA FATTO UN FASCISTA"

Franco Grillini: il dramma è che in questo mondo
c'è chi si prende troppo sul serio

Corriere di Bologna, domenica 20 luglio 2008 - Messo alla gogna per uno dei suoi manifesti del Gay Pride. Quello in cui figura Italo, naziskin omosessuale. E' quanto sta accadendo a Q, nome d'arte di Lorenzo, giovane grafico bolognese, l'ideatore della campagna per il Pride. Un pezzo del movimento gay, quello più radicale, e della sinistra antagonista, lo accusa ora di essere fascista. In rete attacchi personali e, come dicono gli amici del Cassero, "toni da fatwa contro di lui".

Persino Sabina Guzzanti, durante la feroce invettiva lanciata dal palco del "No Cav Day", ha speso qualche parola sul Gay Pride di Bologna. E su un manifesto della campagna. Parole contro, naturalmente: "Sul palco c'erano tante bandierine, tra queste c'era la figurina di un ragazzo con la svastica sulla cintura e la scritta diceva "mi chiamo Italo, odio i froci ma amo il mio camerata". Perché il Gay Pride e l'Arci non hanno voluto prendere posizioni antifasciste", ha sentenziato Sabina la fustigatrice.

Quel manifesto era ironico. Italo — l'omino dai tratti ariani con la testa rasata, la polo nera e gli anfibi — era una provocazione. Una chiara provocazione, nelle intenzioni degli organizzatori del Pride. E di chi l'ha disegnato: Q, nome d'arte di Lorenzo, grafico bolognese di 29 anni, conosciuto in città anche per la sua collaborazione con il gruppo CarniScelte (provocatori nati, quelli della performance "La Madonna piange sperma" per intenderci). Nei confronti di Q, a causa di quel manifesto che voleva solo prendere un po' in giro lo stereotipo del gay di destra, è scattato un vero e proprio linciaggio. Insulti, toni da fatwa e minacce contro il grafico bolognese, omosessuale e di sinistra, viaggiano ormai da giorni on line. I siti dell'antagonismo, come Indymedia, ne sono pieni. "Fascista": è l'accusa più gentile che gli muovono.

Non solo, il suo indirizzo di posta elettronica sta progressivamente scomparendo, cancellato dalla mano censoria di alcuni "compagni", da tante mailing-list della sinistra radicale.

Per capire le ragioni del linciaggio contro l'artista bolognese bisogna tornare al 28 giugno, giorno del Pride, e al fermo di polizia di Graziella Bertozzo, attivista di Facciamo Breccia. Quell'episodio ha messo in luce una spaccatura già esistente nel mondo gay e lesbico. Due visioni del mondo e due modi di intendere le lotte diversi, proprio come nella sinistra: da una parte l'Arcigay e altre realtà più "dialoganti", dall'altra i radicali come FacciamoBreccia e Antagonismogay che, il 28 giugno, hanno accusato i primi di essere fascisti per aver chiamato la polizia quando Bertozzo ha preteso di salire sul palco. Il gioco è presto fatto: che Arcigay & co. fossero fascisti, è la tesi dei "duri" del movimento, si capiva già da quel manifesto. I "compagni" che accusano Q si sono anche premurati di indagare su di lui (questo sì in stile poliziesco). E hanno scoperto che il suo nome spunta in un blog di estrema destra. "Parla con i fascisti di Casa Pound", "quel fascista di Q deve sparire" tuonano dei compagni (rigorosamente anonimi) sul web. Vero, Q si è iscritto a un forum di destra, dando per altro le sue generalità. "Sono uno curioso — spiega l'artista — mi sono iscritto a quel forum poco prima del Pride solo perché mi interessa parlare con chi non la pensa come me". "E dire che a Bologna a guidare la crociata contro di me è Antagonismogay, a cui ho disegnato il logo", scherza Lorenzo.

Mentre sul web gli attacchi si moltiplicano, Lorenzo è all'estero. Ma a Bologna c'è chi è seriamente preoccupato per lui. Sono gli amici del Cassero e di Arcigay. A parlare per loro è Emiliano Zaino, coordinatore del Pride: "In quello che leggo in rete contro Lorenzo, che non è affatto fascista, ci sono toni minacciosi. Così anche nella lettera scritta da Graziella Bertozzo. Certe parole possono mettere a rischio l'incolumità di una persona". Dalla parte dell'ideatore di Italo anche il candidato sindaco bolognese Franco Grillini: "Che stupidità, come si può non capire l'ironia che c'è dietro Italo. Il problema è che nel movimento gay, come nella sinistra, c'è chi si prende troppo sul serio, chi manca di autoironia. Li conosco bene, perché dicono cose che io dicevo trent'anni fa".

Assemblea Antifascista Permanente cittadina polemizza con i gay di destra che parteciperanno al Bologna Pride

Ci sembra un tantino azzardato unire i gay di destra ai fascisti e ai picchiatori, e confonderli con quelli che veramente picchiano e praticano un’ideologia fascista. Forse, forse, forse, gioverebbe maggiormente alla causa dell’antifascismo (che ci accomuna) saper fare delle distinzioni. Che non sono aleatorie, in questi casi. Infine, da un soggetto che non ha come ragione fondante la liberazione sessuale dà fastidio veder rilasciate dichiarazioni che illustrano a dei froci veri, per quando diversi politicamente, cosa voglia dire fare davvero un Pride e ricordare Stonewall. Un po’ come se io, che non sono cattolico, andassi a spiegare a un credente il vero senso della comunione cattolica. Sarebbe quantomeno bizzarro e fuori luogo. Anyway, il comunicato stampa dell’Assemblea Antifascista Permanente di Bologna lo trovate: qui.

La campagna
Maurizio Cecconi
Maurizio Cecconi
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