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1861 > 2011 – Il canto italiano di Gender Bender
Dieci sfrontati cantanti, dieci omaggi alle dive della canzone italiana. La Jukebox Competition – intitolata Sorelle d’Italia – andrà in scena domenica 30 ottobre, alle ore 20.30 presso “La Scuderia” [vedi mappa]. Giovani band e musicisti avranno la possibilità di reinterpretare dal vivo i cavalli di battaglia delle protagoniste femminili della canzone italiana, contendendosi un premio di 1.000 euro [un calcio in culo alla miseria!].
Un inizio spumeggiante, per celebrare – a nostro modo – il 150° anniversario dell’Unità. Il “percorso italiano” prosegue con le fiabe crudeli di Grimmless della Compagnia Ricci/Forte, raccontate per anestetizzare il nostro oggi quotidiano e precario con le bolle di sapone di un magico lieto fine; con la bellezza e la fragilità dei corpi non più giovani di sei donne over 60 messe in scena dalla giovane coreografa Silvia Gribaudi nello spettacolo Non è mai troppo tardi; coi romanzi di Walter Siti: una finestra spalancata su Pasolini, fiction TV, marchette palestrate e storie d’amore gay; coi Piccoli uomini di Lidia Ravera, un ritratto degli uomini della nostra classe politica in ordine alfabetico, da Alemanno fino a Zaia, raccontati con lo stesso sguardo a cui gli uomini sottopongono le donne e giudicati sulla base della bellezza, dell’età e del sex appeal; col nuovo libro a cuore aperto di Michela Marzano, una delle menti più lucide e brillanti oggi in Italia; con lo sguardo dell’artista visiva Marta Dell’Angelo, che si interroga sulla relazione tra corpo e codici sociali e che le permette di giocare in leggerezza con la rappresentazione del corpo femminile carico di tabù e stereotipi; coi vecchi e nuovi tradimenti del cuore narrati da Mario Fortunato in Allegra Street.
Per illustrare questa Italia, Gender Bender vi accompagna in un viaggio ideale che lega insieme più generazioni e che spazia dalla memoria storica di Lucy, sopravvissuta ai campi di concentramento nazisti e all’Italia fascista e diventata donna negli anni del boom economico, protagonista del documentario Essere Lucy di Gabriella Romano, ai bambini delle Famiglie Arcobaleno, figli e figlie di genitori gay e lesbiche, raccontati nel documentario Il lupo in calzoncini corti di Nadia Dalle Vedove e Lucia Stano.
The italian debt problem explained to the rest of the world

We don’t have enough money to pay: a) the interest on the money Italy has to pay the other countries and private investors who lent us; b) the cost of public welfare (pensions, health services, doles, etc).
Other countries and private investors are beginning to think that soon we can no longer pay their interest on our debt, so the interest rate at which we lent money increases.
With the interest rate increases our problems will creep up as well.
Our first decision would be: do we increase and introduce new taxes for the richest citizens or we cut social services for all people, which includes the weakest.
The second decision would lead to an important consequence: To start with, we will have an impoverished population and then a decrease in revenue from taxes. In these circumstances, our problems will probably double up.
The solution is easy but very hard: we need to increase and to introduce new taxes for the richest citizens.
But… our country is led by the upper class. The upper classes don’t want pay more taxes. The upper class always wish to pay minimum taxes.
So, our problem will (not) be solved by external agents.
The name is not really important – IMF, EU, ECB.
One external agent will tell the Italian government “cut off the pensions!” and the Italian government will respond with the message saying “citizens, we’re sorry, but we have to cut your pensions”.
After one month, another external agent will instruct Italian government to “cut off the health services!” and the Italian government will respond saying “citizens, we’re sorry, but we had to cut the health services”.
After two months, another external agent will order the Italian government to “cut off the doles!” and the Italian government will respond saying “citizens, we’re sorry, but we had no option but have to the doles”.
After these actions, we will have an impoverished population and then a decrease in revenue from taxes.
Conclusion, our problems will be solved with the death of population.
Amen.
La povertà delle sinistre e la forza della Chiesa Cattolica
“Esistono quattro grandi pericoli da cui l’Italia moderna deve essere tutelata: una Chiesa troppo forte in uno Stato troppo debole, l’ubiquità del clientelismo; la ricorrenza della forma dittatura; e infine la povertà delle sinistre.[...]
La classe politica italiana appare infatti incapace di esprimere una cultura politica laica degna del nome e della memoria di Cavour.
Inseriti i Patti Lateranensi nella Costituzione, la classe politica italiana nel complesso ha mostrato un atteggiamento sostanzialmente subalterno alla Chiesa, nel timore di alienarsi il Vaticano e di perdere voti”.
Paul Ginsborg
Salviamo l’Italia
Einaudi
E’ nato un laico bambino. Appello alle associazioni italiane
Il 29 gennaio scorso, a Modena, s’è riunito un gruppo di associazioni italiane, decise a compiere un passo in avanti verso l’unità delle forze laiche, spesso disperse.
La volontà di unirsi nasce dalla constatazione che, volenti o nolenti, abbiamo davanti grandi sfide. Sfide mosse contro la laicità delle Istituzioni, attaccate su ogni fronte e su ogni tema: dal principio di autoderminazione al biotestamento, dalla legge 194 alla fecondazione assistita, dall’uso dei contraccettivi alla pillola RU486, dalla necessaria riforma del diritto di famiglia alla difesa delle scuole della Repubblica. E molti altri se ne potrebbero aggiungere.
Anche se l’associazionismo laico italiano vive un momento di storica debolezza – e non serve a nessuno nasconderlo -, senza dubbio l’Italia è, per molti versi, una società ampiamente secolarizzata, come dimostrano numerose statistiche. Su ogni tema laico, infatti, le italiane e gli italiani mostrano un’indipendenza di giudizio dai dogmi religiosi e dalle indicazioni dei partiti che fa ben sperare per il presente e per il futuro.
Questa larga maggioranza di genti laiche sono la nostra forza e a loro e a tutto il Paese vogliamo e dobbiamo parlare. Certo per difendere i diritti conquistati, ma soprattutto per estenderli.
Passare dalla difesa alla proposta, questo è il nostro intento, perché solo avanzando si difende ciò che è già acquisito.
Abbiamo deciso dunque di metterci alla prova, in modo pratico e sincero. Crediamo che l’urgenza più attuale sia, oggi e in questo 2011, contrastare l’approvazione di una legge liberticida contro il biotestamento, che lede il diritto costituzionale all’autodeterminazione terapeutica, sancito all’articolo 32 e confermato dalle convenzioni internazionali sottoscritte dall’Italia. Su questo tema misureremo concretamente il nostro desiderio di unità delle forze laiche. Se, come speriamo, l’esito sarà positivo, allora avremo un nuovo strumento in grado d’intervenire su tutti i temi concernenti i diritti, individuali e civili.
Per queste ragioni invitiamo tutte le associazioni italiane che si riconoscono nel principio della laicità ad aderire al Coordinamento Laico Nazionale.
Cinzia Gori
portavoci
Invia una email a coordinamento.laico.nazionale@gmail.com
Scarica l’appello in .pdf
Associazioni aderenti
(ad oggi; l’elenco aggiornato lo trovi sul sito del Coordinamento)
AldES – Associazione Laica di Etica Sanitaria
Associazione Diritti e Torti
Associazione Famiglie Arcobaleno
Associazione Forum Donne Giuriste
Associazione Gli amici di Eleonora
Associazione Libera Uscita
Associazione Per Eluana
Associazione radicale Certi Diritti
Comitato Altavoce
Comitato Laici Trentini
Comitato Piero Gobetti
Consulta di Bioetica
Consulta Torinese per la Laicità delle Istituzioni
Consulta Romana per la Laicità delle Istituzioni
Consulta della Provincia di Pesaro Urbino per la Laicità delle Istituzioni
Coordinamento Nazionale delle Consulte per la Laicità delle Istituzioni
CRIDES – Centro romano d’iniziativa per la difesa dei diritti nella Scuola
Democrazia Laica
FIC – Federazione Italiana per la Cremazione
Fondazione Critica Liberale
Fondazione Religionsfree
Iniziativa Laica
Liberacittadinanza
Liberi di Decidere
Movimento Radical Socialista
Per l’Umana Stagione
Rete Laica Bologna
UAAR – Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti
Media
Cronache Laiche
Italialaica.it
LucidaMente – Rivista di cultura ed etica civile
No God – Atei per la laicità degli Stati
Non Credo
Coordinamento Laico Nazionale: mail | sito | facebook | twitter
L’unica scommessa
Chiedere che Berlusconi si dimetta, che lo chieda un segretario di partito o cinque o dieci milioni di elettori, non serve a niente.
Si chiedano elezioni anticipate e si presenti un programma del centrosinistra basato sul lavoro, sulla democrazia e sui diritti civili.
Vincere da sinistra: è questa l’unica scommessa che possiamo fare per non morire berlusconiani.
Anonima Masi
Di gran carriere torna alla ribalta Mauro Masi che, con una lettera, sequestra Luciana Littizzetto e Vauro, rei di aver fatto della satira sulle affermazioni di Benedetto XVI in merito all’educazione sessuale e sul prolungato silenzio del Vaticano in merito alla prezzolata vita sessuale di Berlusconi.
Le agenzie di stampa riportano che Masi chiede “massimo rispetto per le tematiche religiose, con particolare riferimento a quella cattolica“. E’ questo il richiamo contenuto nella lettera che il direttore generale della Rai ha inviato a tutti i direttori di rete e testata, invitandoli a evitare messaggi di “lassismo o di colpevole superficialità”, anche nei programmi “di cosiddetta satira”.
In Danimarca il giornale Jyllands-Posten ha difeso la libertà di stampa, d’espressione e di satira pubblicando le famose vignette su Maometto.
Da noi un funzionario della più grande azienda culturale del paese chiede ai suoi direttori di censurare preventivamente e di reprimere “post facto”.
(La vignetta mostrata ad Annozero la trovate qui. Il video di Luciana Lettizzetto qui; la parte “incriminata” inizia dal minuto 6:58).
E se vi state chiedendo “Esiste l’educazione sessuale in Italia?”, la risposta è no.
Mea culpa, mea grandissima culpa
Leggo molte critiche nei confronti di Berlusconi, che vorrebbe chiamare “Italia” il suo partito-azienda.
Le reputo piccinerie: il nome scelto, in fin dei conti, è di buon auspicio e propiziatorio.
Se fosse rimasto al dato di realtà, avrebbe dovuto chiamarlo “Vaticano”.
Sottotitolo: “Mea culpa”.
Laicità, stato d’allerta – Il video
La UAAR ha tradotto e messo a disposizione del pubblico italiano il documentario “Laicità, stato d’allerta”, prodotto dal Centre Laïque de l’Audiovisuel, che ha sede in Belgio. Il documentario, in due parti [1 | 2], è disponibile su YouTube e analizza lo stato della laicità delle Istituzioni dei paesi della Comunità Europea, con un’attenzione particolare all’Italia. Ne consiglio la visione.
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