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Sayuris e i sogni che non chiudono

STORIE MIGRANTI
Di Maurizio Cecconi, Giusi Marcante
Il Manifesto, Domenica 28 Febbraio 20101

43 anni, colombiana, da ventitre anni in Italia. E’ una “creatrice di immagine”, ha lavorato per la Rai e rivendica di aver inventato il ciuffo bianco del cantautore Malgioglio. Ha dovuto chiudere il suo negozio quando si è separata dal marito italiano. Anche lei sciopera insieme agli stranieri.

Sogni in trasferta è un progetto che sta curando in questi giorni il Comitato promotore per lo sciopero del primo marzo di Bologna; una serie di interviste tra gli stranieri che vivono in città. Storie di lavoratori e lavoratrici immigrati che raccontano la loro esperienza nel tessuto bolognese. Sono esperienze complesse che spiegano in modo diretto cosa significhi, ad esempio, realizzare impresa quando si è migranti. Il rapporto annuale dell’ISTAT ha evidenziato che la crisi economica ha colpito in modo più duro i lavoratori immigrati. I sogni in trasferta sono quelli di Sayuris Del Carmen Muñoz Rodriguez, una donna di origine colombiana di 43 anni arrivata in Italia nel 1986. Sayuris aveva avviato un’impresa a Villanova di Castenaso, alle porte di Bologna, assumendo anche una lavoratrice italiana. La sua attività ha rappresentato nel territorio qualcosa di più di un negozio di parrucchiera e ha chiuso qualche tempo fa. In questa esperienza è stata determinante la separazione dal marito italiano, la banca non ha più voluto concedere a Sayuris la fideiussione e lei si è riempita di debiti. Se ce la farà, sarà in piazza lunedì prossimo.

Da quanto tempo stai a Bologna?

Da 23 anni. Dopo una settimana che ero a Roma, ho trovato subito un buon lavoro alla Rai. Acconciavo i capelli a Cristiano Malgioglio, Carmen Russo, Gigliola Cinquetti. Sono sempre stata un “mostro” nel mio lavoro, apprezzata e richiesta. Ho studiato e mi sono preparata per questo mestiere, ho studiato trucchi e acconciature di spettacolo. Lavoravo anche dietro le quinte delle discoteche, alla Capannina e al Matis qui a Bologna. Il mio percorso in Italia è partito da Roma ed è proseguito a Bologna perché, ahimè!, m’innamorai di un bolognese. Non mi ritengo una “parrucchiera”. Sono una “creadora de imagine”.
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Il Ministro Carfagna cancella il finanziamento all’Istat per un’indagine sull’omofobia – Sergio Lo Giudice scrive una lettera aperta

MANCUSO (ARCIGAY): CRUDELIA - CARFAGNA CANCELLA IL FINANZIAMENTO ALL'ISTAT PER UNA RICERCA SULL'OMOFOBIA

A due giorni dal Pride nazionale ecco il messaggio politico che il ministro invia al popolo lgbt. Proprio non ce la fa il ministro Mara Carfagna ad essere un ministro delle Pari Opportunità. Da quando è stata designata ad uno dei dicasteri socialmente più rilevanti, ha oscillato tra la non conoscenza dei problemi e l'arroganza delle soluzioni, e tra le dichiarazioni ad effetto e le smentite dei fatti. La notizia che abbia cancellato il finanziamento, previsto dalla precedente responsabile del dicastero Barbara Pollastrini, all'Istat per una seria ed approfondita ricerca nazionale sull'omofobia non ci stupisce ma ci sconcerta. A fronte di un clima d'odio che mette in pericolo la vita di migliaia di gay, lesbiche, trans, il ministro decide, a due giorni dal Pride nazionale di Bologna, di dare un forte negativo segnale politico. Tra l'altro colpisce il fatto che si ritiri il finanziamento ad un progetto avanzato non da un qualsiasi ente di ricerca, ma dall'Istat, ovvero l'istituzione più autorevole e prestigiosa del paese.

Alla Carfagna, quindi, non interessa approfondire la materia e farsi finalmente guidare dai dati e dalla realtà sociale ma vuole invece proseguire nel dare di sé un'immagine ben precisa: la Crudelia Demon dei diritti civili italiani. Questa sua decisione è l'ulteriore offesa alla difficile condizione di vita di tante persone che vengono aggredite, insultate, discriminate in tutto il paese come dimostra il dossier sull'omofobia, redatto da Arcigay, acquisito persino dalla Commissione Europea. Sabato a Bologna risponderemo adeguatamente al ministro delle Pari Opportunità.

Maurizio Cecconi
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