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Articoli marcati con tag ‘Islam’

Cosa succederà oggi in Egitto e al Cairo

Gli attivisti contro il regime smontano i manifesti di MubarakI movimenti di protesta egiziani hanno annunciato che oggi sarà “il vero giorno della collera in tutto il paese”.

Con due significative novità.

Prima: dopo un certo attendismo, scenderanno in piazza anche i militanti dei Fratelli Musulmani. Partito “parzialmente legale” ma dal grande seguito popolare, i Fratelli Musulmani si caratterizzano per un approccio alla politica di tipo islamista, volto ad ottenere una società egiziana più conforme ai dettami del Corano. Finora s’erano tenuti in disparte, per evitare che la rivolta egiziana venisse definita, in patria e all’estero, come “integralista”. Ora hanno rotto gli indugi. Sarà tutto da verificare il loro peso nelle manifestazioni e il mantenimento del carattere laico delle proteste.

Seconda: il principale esponente dei partiti dell’opposizione, Mohamed El Baradei, premio nobel per la pace ed ex direttore dell’Aiea – l’Agenzia internazionale per l’energia atomica – è tornato al Cairo e si è candidato a guidare tanto le proteste quanto un governo di transizione.

Oggi, venerdì, è il giorno sacro dell’Islam. Dopo le rituali preghiere nelle moschee di tutto il paese, le rivolte riprenderanno ancor più intense, con ogni probabilità, in tutte le strade di tutte le città.

Non sarà facile avere notizie: il Governo ha oscurato internet e i cellulari.

Egitto, scatta il coprifuoco

Cairo, una veduta dall'altoIl mio sconsiderato corrispondente mi riferisce che anche oggi è stata una giornata di manifestazioni, molto partecipate, in tutto il paese e in molte parti del Cairo.

Il Governo di Mubarak sta inasprendo la repressione poliziesca. Il Ministero degli Interni ha dato ordine di procedere con arresti di massa.

Da stanotte scatta il coprifuoco (le leggi d’emergenza sono in vigore da decenni): impossibile uscire di casa dalle 22.00 alle 4.00 (o, in alternativa, non è stato ancora definito, dalle 23.00 alle 6.00).

Ho scritto “impossibile”, ma si vedrà. I movimenti di protesta sono intenzionati a proseguire le mobilitazioni e hanno appena diramato, tramite Facebook, un invito a tornare in piazza per venerdì, giorno sacro per l’islam. Probabilmente, dopo le rituali preghiere che si tengono nelle moschee quel giorno, succederà qualcosa. E vedremo anche come si comporteranno le autorità religiose, che finora hanno sostenuto il regime.

Anonima Masi

Luciana LittizzettoDi gran carriere torna alla ribalta Mauro Masi che, con una lettera, sequestra Luciana Littizzetto e Vauro, rei di aver fatto della satira sulle affermazioni di Benedetto XVI in merito all’educazione sessuale e sul prolungato silenzio del Vaticano in merito alla prezzolata vita sessuale di Berlusconi.

Le agenzie di stampa riportano che Masi chiede “massimo rispetto per le tematiche religiose, con particolare riferimento a quella cattolica“. E’ questo il richiamo contenuto nella lettera che il direttore generale della Rai ha inviato a tutti i direttori di rete e testata, invitandoli a evitare messaggi di “lassismo o di colpevole superficialità”, anche nei programmi “di cosiddetta satira”.

In Danimarca il giornale Jyllands-Posten ha difeso la libertà di stampa, d’espressione e di satira pubblicando le famose vignette su Maometto.

Da noi un funzionario della più grande azienda culturale del paese chiede ai suoi direttori di censurare preventivamente e di reprimere “post facto”.

(La vignetta mostrata ad Annozero la trovate qui. Il video di Luciana Lettizzetto qui; la parte “incriminata” inizia dal minuto 6:58).

E se vi state chiedendo “Esiste l’educazione sessuale in Italia?”, la risposta è no.

Emilia-Romagna, una clericale verso la presidenza della Commissione Pari Opportunità

Silvia Noè

Silvia Noè

Indiscrezioni giornalistiche danno Silvia Noè dell’UDC in prima fila per la presidenza della Commissione Pari Opportunità della Regione Emilia-Romagna. La candidatura fa parte della strategia del PD per allargare il campo delle alleanze politiche; non avendo potuto includere direttamente gli integralisti dell’UDC nella coalizione che ha vinto le recenti elezioni regionali, a posteriori offrono loro una poltrona.

E che poltrona! Importante per i diritti delle donne e delle persone lgbt, tematiche su cui, è noto ai più, il partito di Casini può vantare posizioni avanguardistiche in tema di diritti civili.

La Rete Laica Bologna ha ricapitolato con un comunicato stampa le posizioni in materia di Noè: è contraria al rinoscimento dell’omogenitorialità e delle coppie omosessuali, è contraria all’aborto e sulla pillola RU486 ha una posizione diametralmente opposta a quella della Regione, ha definito il Bologna Pride una manifestazione “di depravazione e di degrado”, è contraria al testamento biologico. I laici emiliani ne traggono dunque le dovute conseguenze:

Se diventerà presidente della Commissione Pari Opportunità, tanto vale che la Banda Bassotti venga nominata al Bilancio. Con questa ipotesi di alleanza/desistenza con l’UDC, si prospettano tempi ancor più bui, nella nostra regione, per la laicità.

Recentemente la Noè andata a protestare contro uno spettacolo teatrale, come ci ha mirabilmente raccontato Vincenzo Branà, perché conteneva una scena in cui Gesù dava un bacio a una donna devota. In quell’occasione, la barricadera Noè, dimentica della libertà d’espressione (anche artistica) sancita dalla nostra Costituzione, con slancio da crociata dichiarava: “Perchè non prendono di mira Allah?”. E infatti pochi giorni dopo, di mira Allah l’hanno preso, dando fuoco al Centro di Cultura Islamica. Certamente non è stata la prodigiosa Noè e altrettanto certamente le sue parole denotano un razzismo e un’intolleranza religiosa degna del più oscuro medioevo, che alimentano la paura e istigano ad azioni violente.

Katia Zanotti, da anni protagonista del movimento delle donne in città e presidente dell’Associazione per la Sinistra, saputa la notizia della candidatura della casiniana, ha preso carta e penna e ha scritto una lettera alla redazione di Repubblica.

Nessuno scambio politico sulle libertà delle donne, sui diritti delle persone omosessuali, sulle libere scelte procreative è tollerabile in questa regione, per la storia importante di emancipazione, di liberazione, di difesa intransigente della laicità delle tante donne dell’Emilia Romagna. Le posizioni al riguado di Silvia Noè sono note e sono inconciliabili con questa storia. Le prove di alleanze allargate del PD, se in tale contesto dovesse stare l’indicazione di una esponente dell’UDC alla Commissione Pari Opportunità, sarebbero l’ennesima esibizione di un tatticismo del Partito Democratico emiliano e bolognese che risponde al vuoto evidentissimo di politica di questo Partito.

Da segnalare l’analisi di Fausto Anderlini, sociologo, vicino al PD, che lancia un allarme: con questa mossa (e altre simili) i voti del partito diminuiranno significativamente.

L’offerta alla Noè Silvia, la nota pulzella casiniana, delle “Pari Opportunità” regionali, con il nobile intento di allargare al centro il perimetro del centrosinistra, sembra essere una di quelle mosse che più controverse non si potrebbe. Un’Alea che rischia di lasciare al di qua del Rubicone una parte delle truppe. Come non bastassero quelle già disperse, ammuntinate, contumaci o disertate. Prendi un voto (forse) ne perdi due (sicuri).

I “laici” del PD sono “non pervenuti”: quando c’è da prendere una posizione diversa dagli ordini di scuderia, come per magia si fan di nebbia e aspettano che passi la burrasca. Che dire? Grazie mille, molto utili.

Franco Grillini, provocatoriamente attaccato da Noè per la sua strenua difesa dei diritti civili, replica serafico che “non sarà mai eletta coi voti dell’Italia dei Valori” e che quella poltrona dovrebbe essere occupata da una “donna laica, libertaria, di sinistra”.

Concordo in pieno con l’amico Franco.

Magnifica India

Sul numero di AUT di agosto 2009, appena uscito, trovato un mio articolo dedicato alla vittoria delle associazioni lgbt indiane per la depenalizzazione dell’omosessualità. Se volete, potete scaricarlo anche in pdf.
MAGNIFICA INDIA

Il 2 luglio scorso, l’Alta Corte di Nuova Delhi ha reso noto l’atteso verdetto in merito alla richiesta avanzata dalle associazioni lgbt indiane (e in particolare dalla Naz Foundation) di depenalizzare l’omosessualità, almeno per le persone adulte e consenzienti. Il famigerato art. 377 del codice penale indiano – non ci stancheremo di ripetere che si tratta di un’eredità del defunto Impero Brittanico – è stato modificato, permettendo così da quel giorno a 50 milioni di persone omosessuali, bisessuali e trans indiani di vivere liberamente la propria sessualità, senza la paura dell’arresto.

L’India, la più grande democrazia delle terra, con oltre un miliardo di abitanti e attraversata da conflitti inter-etnici, consegna all’umanità una sentenza storica che lascerà il segno, dimostrando che un regime democratico è in grado di governare una complessità culturale. Il testo del verdetto è chiaro: “l’omosessualità non è un disordine mentale” e nel commentare la sentenza, il capo del Dipartimento di Giustizia dell’Alta Corte, A. P. Shah, ha usato le parole del padre/fondatore, insieme a Gandhi, dell’India moderna, Jawahrlal Nehru: “l’India sarà una società inclusiva. Il fatto che una parte della popolazione non ami un’altra parte, non è una ragione sufficiente per criminalizzarla”.

Secondo il quotidiano online Huffington Post “la depenalizzazione dell’omosessualità in India, per le sue immaginabili conseguenze, sarà paragonata alla rivolta di Stonewall del 28 giugno 1969, quando nacque il movimento lgbt mondiale”. Con meno afflato epico e con più concretezza, Vikram Doctor – attivista gay e giornalista, di cui su AUT di Febbraio 2009 presentai un’intervista -, stanco e felice, manda a dire che “è una notizia meravigliosa, l’incredibile conclusione di otto anni di lotta e l’inizio di un nuovo ciclo di battaglie”.

Quali battaglie? Prima di tutto la difesa della sentenza dai già annunciati ricorsi che presenteranno le autorità religiose induiste, islamiche e cattoliche. Queste ultime avevavo fatto sapere attraverso il Vaticano che non si opponevano alla depenalizzazione dell’omosessualità, ma solo all’estensione di alcuni diritti, come il matrimonio, alle persone gay. Dopo il verdetto, si sono prontamente rimangiati quanto in precedenza affermato e hanno iniziato le loro pressioni sul Governo federale, formando una “santa alleanza religiosa” insieme alle confessioni maggioritarie in India. Il reverendo Stephen Alatara, del concilio vescovile del Kerala ha detto che “il Governo ha assicurato che l’omosessualità non verrà legalizzata” e ha annunciato un ricorso alla Suprema Corte assieme ad altri gruppi cattolici. Alcuni ministri del governo di centro-sinistra si sono riuniti per esaminare la questione. Non hanno trovato un accordo. E c’è da credere che non lo troveranno per ancora un po’ di tempo, almeno fin quando le acque non si saranno calmate.

Per Beppe Ramina, giornalista, tra i fondatori di Arcigay e del Cassero e che da anni tesse stretti rapporti con le associazioni lgbt indiane, “è immaginabile che la larga riconferma del Congresso (il partito del Mahatma Gandhi e di Jawaharlal Nehru) abbia rafforzato una decisione che l’Alta Corte aveva molto probabilmente preso già all’inizio del 2009, quando il dibattimento, dopo anni di stop and go, si era finalmente concluso. L’eccitazione tra gli attivisti delle associazioni gay, dei diritti umani e di lotta all’aids è ora altissima. Nei giorni scorsi era stato celebrato il Pride in quattro grandi città: Bombay, Delhi, Chennai e Bangalore, un evento che dà l’idea di come il movimento trovi forza e si stia espandendo rapidamente“.

Alle amiche e agli amici di AUT e del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli lancio una proposta (e per farlo, uso lo spazio che con generosità mi concedono per raccontarvi di come va il movimento fuori dall’Italia). Nel 2011, quando a Roma ci sarà l’importantissimo Euro Pride, proviamo ad avere tra i partecipanti una delegazione dall’India e ad organizzare una tavola rotonda. Tema: “come si combatte per i diritti delle persone lgbt nel mondo”. La mia convinzione è che sarà utile per svecchiare e internazionalizzare un movimento italiano asfittico e sempre più alle prese con questioni “di bottega” piuttosto che con le reali necessità della lotta.

Anche noi abbiamo un gran bisogno di magnifiche notizie come quelle giunte in questi giorni dalla lontana eppur vicina India.

[Scarica l'articolo in .pdf]

Magnifica India di Maurizio Cecconi - AUT, agosto 2009

Talebano ma non troppo – L’omosessualità nei paesi arabi in un documentario di Current TV

A partire da Lunedì 13 Luglio alle 21.30 su Current TV (canale 130 di Sky Italia). La storia di un arabo che parla pubblicamente della sua omosessualità e denuncia i tabù della società mediorientale.

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