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Bioetestamento: “Io non costringo, curo”

Io non costringo, curoParte la controffensiva della Cgil sul biotestamento, a poche settimane dall’approdo in aula alla Camera, il prossimo 21 febbraio, della legge voluta dalla maggioranza per regolare il tema. Un testo contro cui, da oggi, girerà un appello del sindacato per tentare di “bloccarne” l’approvazione.

“Io non costringo, curo”: è lo slogan scelto dalla Fp-Cgil e dalla Fp-Cgil Medici per promuovere l’iniziativa, presentata oggi a Roma insieme al senatore Pd, nonché noto chirurgo specializzato in trapianti, Ignazio Marino che, con l’oncologo Umberto Veronesi, è stato uno dei primi dieci firmatari. Fra gli altri, Amato De Monte, responsabile della equipe medica che due anni fa ha interrotto alimentazione e idratazione ad Eluana Englaro, la neurologa Daniela Tarquini, Pierino Di Silverio, presidente della Federspecializzandi.

“Faremo iniziative negli ospedali e nelle università per promuovere l’appello” – ha detto Rossana Dettori, segretario generale della Fp-Cgil. “Poi lo gireremo a tutti i parlamentari, chiederemo ai gruppi politici un incontro. Questa legge è sbagliata, bisogna dire stop all’attacco ai diritti e alle libertà dei cittadini. Vogliamo che i medici facciano sentire la loro voce contro questo accanimento terapeutico”.

Il disegno di legge prevede che l’interruzione di idratazione e alimentazione non possano essere oggetto di testamento biologico. “Ma il 77% degli specialisti è già pronto a disobbedire e il 78% dei cittadini dice che vuole libertà di scelta” – ha detto Marino. “Il punto non è se si è credenti o meno, ma se si vuole riconoscere alle persone il diritto di esprimere un consenso rispetto alle terapie che gli verranno somministrate. Purtroppo la politica tratta questi temi come se i cittadini fossero sudditi e non elettori. Spero che in Parlamento ci sia un ripensamento”.

L’appello è chiaro e si apre così: “I medici e gli operatori sanitari non vogliono una legge che costringa a mantenere in vita con tecnologie straordinarie o sproporzionate chi ha deciso di rifiutarle in modo consapevole”. Il testo ricorda che la legge che si voterà in Parlamento viola “la Costituzione e la deontologia professionale che garantiscono il rispetto della volontà dell’individuo sulle terapie da effettuare”. | Fonte DIRE

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I promotori dell’appello ha realizzato anche due bellissimi spot, che v’invito a condividere.

Biotestamento, la destra va avanti e arriva in finale

vignetta-testamento-biologicoAncora un voto – quello dell’Aula di Montecitorio – e il testo liberticida e incostituzionale, che espropria i cittadini del diritto di scegliere come morire, imponendo loro alimentazione e idratazione forzata, sarà legge.

Voluta dalla destra, dal Governo Berlusconi e dal Vaticano, cancellerà di fatto il diritto all’autodeterminazione previsto dall’art.32 della nostra Costituzione: “Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”.

Per Ignazio Marino, il testo del disegno di legge è “una vera sopraffazione”. “Il PDL non ha voluto modificare la sostanza della legge sul testamento biologico, ribadendo una posizione che va contro la libertà di scelta degli individui e va contro la Costituzione che sancisce invece tale diritto”.

“Laicità questa sconosciuta”, intervista a Maurizio Cecconi su BolognaNotizie

RETE LAICA BOLOGNA, SI PARTE CON LA RACCOLTA FIRME SUL TESTAMENTO BIOLOGICO. L’INTERVISTA A MAURIZIO CECCONI

Da poche settimane è attiva la Rete Laica Bologna, che raccoglie numerosi soggetti del mondo dell’associazionismo e si pone l’obiettivo di svolgere una costante azione di osservatorio e di lobbing sui temi che riguardano la laicità. Ne abbiamo parlato con Maurizio Cecconi, portavoce di RLB.

C’è nei piani di RLB l’intenzione futura di diventare soggetto politico tout court capace di rappresentare quella fetta di elettorato sensibile ai temi della laicità, che al momento fatica a trovare referenti politici?

Ovviamente no. La forza della Rete Laica è data dal fatto che resti fuori dalla battaglia politica in senso partitico e che invece si inserisca nel merito delle questioni attinenti la laicità. Inoltre, RLB è un insieme di associazioni e non vi fanno parte partiti politici né abbiamo intenzione di diventare uno di essi, perché ci farebbe perdere di autorevolezza, nel senso che il nostro impegno è esclusivo sui temi della laicità e non su altri.

La vostra prima azione concreta è stata la proposta di delibera popolare per l’istituzione di un registro comunale per il testamento biologico. Oggi (ieri, ndr) il gruppo consiliare del PD ha approvato un odg in cui si impegna in questa direzione e chiede alla Giunta di proporre un suo testo di legge. Quanto della vostra proposta potrà entrare in questo testo?

L’odg concordato dal gruppo consiliare del PD dice sostanzialmente due cose, una positiva e l’altra no. La prima cosa è che dice sì al registro, il che è un passo in avanti visto che fino a sei mesi fa l’idea era di fare una cosa del genere solo in Provincia, e questo passo è merito di RLB.

Il secondo punto è che chiede alla Giunta di presentare lei stessa una proposta di delibera. Quindi non capiamo il motivo per cui la nostra proposta non vada bene, visto che è già stata approvata ed è entrata a regime in 20 comuni, mentre quella del PD ancora non esiste, e sarebbe quindi una cosa improvvisata, che verrebbe fatta solo per non perdere l’iniziativa politica su questo tema. In più, su questioni come il diritto di decidere della fine della propria vita – su cui l’Italia ha dimostrato di avere una sensibilità molto forte – è importante che la voce sia data ai cittadini e non che tutto si esaurisca in un gioco di palazzo, perché questo ucciderebbe la mobilitazione e l’opera di sensibilizzazione. Invece una proposta di delibera popolare – come la nostra – richiede, per essere presentata, 2000 firme, e quindi anche una previa opera di informazione.
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Tutti i candidati alla segreteria del PD sono contrari all’uguaglianza

Ignazio Marino, candidato alla segreteria del PD, propone le Civil Partnership, ovvero il modello inglese e tedesco, un istituto parallelo al matrimonio, che rimarrà riservato alle unioni eterosessuali. Riassumo: Adinolfi contrario ai matrimoni gay, Franceschini contrario ai matrimoni gay, Bersani contrario ai matrimoni gay, Marino contrario ai matrimoni gay. Il nostro miglior alleato non sarà un partito politico ma la nostra determinazione ad ottenere l’uguaglianza.

Ignazio Marino

La Chiesa del no, Marco Politi. Incontro con l’autore – Bologna Città Libera

LA CHIESA DEL NO
MARCO POLITI
MONDADORI, 2009

Venerdì 24 Aprile, Ore 18.00
Le Scuderie, Piazza Verdi 2, Bologna [vedi mappa]

Introduce

Franco Motta
Università di Torino

Ne discuno con l’autore

Alberto Melloni
Fondazione per le scienze religiose “Giovanni XXIII”

Rita De Santis
Presidente Agedo – Associazione Genitori di Omosessuali

Modera

Carla Codroma
Bologna Città Libera

Dare vita ad un lungo viaggio tra gli italiani per scoprire un Paese in cui il senso dell’etica convive con la comprensione per le scelte esistenziali difficili e la fede si coniuga alla laicità e all’attenzione per le idee altrui. E’ questo l’obiettivo del contributo di Marco Politi ”La Chiesa del no. Indagine sugli italiani e la libertà di coscienza”, in libreria per Mondadori. A 80 anni dalla la firma del Concordato Politi fa il punto, attraverso numerosi pareri e testimonianze, su argomenti ancora aperti come quello del divorzio, della fecondazione assistita, dell’aborto, delle coppie di fatto, dei gay, dei diritti del malato a sospendere nutrizione e idratazione artificiale in caso di stato vegetativo persistente. Alla ricerca di risposte, l’autore ha spaziato dal mondo ecclesiastico a quello della scienza, dalla medicina alla politica, dal diritto al cinema. Ha incontrato personalità come Alessandro Plotti, Gustavo Zagrebelsky, Ignazio Marino, Enrico Bellone, Vito Mancuso, Giulio Girello, Enzo Bianchi, donne dai destini diversissimi come Mina Welby e Rosy Bindi, uomini di spettacolo come Lino Banfi, seguace di Padre Pio, e sacerdoti dal percorso travagliato come Franco Barbero. Ma, soprattutto, ha incontrato Benedetto XVI, una personalità dalle molte sfumature e per molti versi enigmatica. Il libro riporta, infatti, il testo completo e inedito dell’ultimo colloquio avuto con lui prima della sua elezione al soglio pontificio.

Testamento biologico. Veronesi, Camilleri, Rodotà, Flores d’Arcais al PD: la posizione del partito è una resa. Franceschini: “Nessuno può dettare la linea”

Umberto Veronesi, Andrea Camilleri, Stefano Rodotà, Paolo Flores d’Arcais e scrivono al neo-segretario del PD, Dario Franceschini, a cui indirizzano una lettera dal contenuto chiaro ed esplicito: gli emendamenti del PD sulla legge “fine-vita” non sono una mediazione, sono una resa”.

Nella lettera leggiamo che

Il Partito democratico aveva il suo progetto di legge da anni, e con tale programma andò alle elezioni che portarono al secondo governo Prodi: la legge firmata da Ignazio Marino. Ogni passo indietro rispetto a tale proposta sarebbe una rinuncia pura e semplice ai diritti elementari sanciti dalla Costituzione, dalla convenzione di Oviedo, dalle sentenze della Cassazione. Abbiamo letto che il suo partito sarebbe comunque orientato a dare ai suoi parlamentari “libertà di coscienza” al momento del voto. Ci sembra che tale atteggiamento sia frutto di un fraintendimento molto grave. Se venisse presentato un disegno di legge che stabilisce la religione cattolica come religione di Stato, proibisce il culto ai protestanti valdesi e obbliga gli ebrei a battezzare i propri figli, sarebbe pensabile – per un partito politico che prenda sul serio la Costituzione – lasciare i propri parlamentari liberi di “votare secondo coscienza”, a favore, contro, astenendosi? O non sarebbe un elementare dovere, vincolante, opporsi a una legge tanto liberticida?

Nel giro di poche ore arriva la risposta di Franceschini: “nessuno può dettare la linea”.

A parte il Vaticano, naturalmente.

Dario Franceschi e Walter Veltroni

Testamento biologico alla prova dei fatto, PD diviso

TESTAMENTO BIOLOGICO. PD DIVISO SU STOP NUTRIZIONE E IDRATAZIONE
EMENDAMENTI GRUPPO: SOLO IN ALCUNI CASI; MARINO-CASSON: NO, SEMPRE

DIRE, Roma, 23 Feb. – Sono stati presentanti circa 20 emendamenti dal PD al ddl (testo base) sul testamento biologico più alcuni a titolo personale. Oggi, alle 11, è scaduto il termine in Commissione Sanità del Senato dove da domani riprenderà l’esame del testo Calabrò che la settimana scorsa è stato approvato con l’astensione di tre senatori PD (la capogruppo Dorina Bianchi e i senatori Daniele Bosone e Claudio Gustavino) mentre tutti gli altri hanno votato contro. Il gruppo dei democratici è dunque ancora diviso sul punto più controverso: quello dello stop dell’idratazione e dell’alimentazione artificiale. Negli emendamenti presentati unitariamente dal gruppo, che si ispirano all’articolo 11 della mozione che era stata presentata in aula il giorno dopo la discussione sul disegno di legge del governo per Eluana Englaro (poi archiviato dopo la morte della ragazza) si prevede che le dichiarazioni anticipate di trattamento (Dat) “in casi eccezionali” contemplino anche la possibilità di sospendere la nutrizione e l’idratazione artificiale per i pazienti in stato neurovegetativo. A titolo personale però, i senatori Ignazio Marino (ex capogruppo del PD in Commissione Sanità) e Felice Casson hanno presentato loro emendamenti che chiedono che le dichiarazioni anticipate di fine vita consentano sempre lo stop anche all’idratazione e all’alimentazione artificiale essendo quest’ultime equiparabili alle terapie. Anche dalla delegazione radicale eletta nel PD (di cui fanno parte Emma Bonino, Marco Perduca e Donatella Poretti) sono stati presentati emendamenti su questo punto. I radicali chiedono che la sospensione all’idratazione e alla nutrizione sia consentita. Quanto agli emendamenti del PD concordati nel gruppo sul ddl al testamento biologico Daniele Bosone (che insieme a Ignazio Marino era stato incaricato dalla presidenza del PD, nella riunione di giovedì scorso dopo il voto al testo base, di selezionare le proposte di modifica) spiega: “Negli emendamenti presentati in commissione, che in tutto sono circa una ventina esclusi quelli a titolo personale, per ora inseriamo “il principio dell’eccezionalità dei casi” dello stop alla nutrizione e alimentazione artificiali. “Poi, magari, nel corso del dibattito in aula – aggiunge – vedremo di definire meglio “i paletti” per circoscrivere i casi. Su questo ci stiamo consultando anche con rappresentanti della comunità scientifica”. Negli emendamenti unitari del gruppo è stato stabilito che, idratazione e nutrizione, sono finalizzate al sostegno vitale ma non sono equiparabili all’accanimento terapeutico e che quindi, nel rispetto del principio dell’autodeterminazione degli individui “è ammessa l’eccezionalità dei casi in cui la sospensione di idratazione e nutrizione sia espressamente oggetto di dichiarazione anticipata di trattamento”. Felice Casson spiega invece che in quelli messi a punto da lui e da Ignazio Marino (“lui ha sottoscritto i miei e io i suoi”, specifica) premettendo che “che sia dal punto di vista medico-scientifico sia dal punto di vista giuridico nutrizione e idratazione artificiale sono da considerarsi equiparabili a una terapia” in quanto tali, se espressamente scritto nelle Dat “non siano mai imposti” contro le volontà del paziente.

Un uomo collegato alle macchine

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Maurizio Cecconi
Maurizio Cecconi
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