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	<title>PUTA. A QUEER INVADER &#187; Huffington Post</title>
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		<title>Omofobia. Beppe Ramina: &#8220;Quando il gioco si fa duro&#8230;&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Oct 2009 08:39:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Cecconi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Beppe Ramina, socio fondatore del Cassero e di Arcigay, ha pubblicato queste considerazioni che qui riporto e che mi hanno conquistato per la loro pacatezza, tenacia, umanità. Leggo su Facebook, su altri social network, in alcune mailling-list, gli sfoghi di chi, come me gay, esasperato dall&#8217;ennesima pusilannime e vergognosa prova del Parlamento italiano vagheggia fughe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="justify"><strong>Beppe Ramina</strong>, socio fondatore del Cassero e di Arcigay, ha pubblicato queste considerazioni che qui riporto e che mi hanno conquistato per la loro pacatezza, tenacia, umanità.</p>
<blockquote><p>Leggo su Facebook, su altri social network, in alcune mailling-list, gli sfoghi di chi, come me gay, esasperato dall&#8217;ennesima <a href="http://www.puta.it/blog/2009/10/14/queer/bocciata-la-legge-concia-contro-l-omofobia/">pusilannime e vergognosa prova del Parlamento italiano</a> vagheggia fughe all&#8217;estero, dove si starebbe meglio.</p>
<p>Eppure i problemi ci sono anche dove il movimento lgbt e le lobby sono forti. <a href="http://www.huffingtonpost.com/2009/10/14/jack-price-gay-beating-da_n_320454.html">Diamo un&#8217;occhiata a questo video.</a> E&#8217; successo a New York e lì c&#8217;è l&#8217;aggravante che in Italia non c&#8217;è (&#8220;aggravated assault as a hate crime&#8221;, aggravante per un crimine motivato dall&#8217;odio, scrive l&#8217;Huffington Post). Ma altrettanto, di subire violenze, accade a tante donne, a uomini a causa del colore della pelle, a bambini indifesi, a civili in zone di guerra, a chi si oppone alla mafia&#8230; e ci sono gay razzisti, così come migranti razzisti; e ci sono donne che detestano gli omosessuali, come ci sono omosessuali maschi misogini che detestano le donne&#8230;</p>
<p>Ci sono milioni di persone in Centrafrica colpite dall&#8217;AIDS e senza neppure un&#8217;aspirina da mandare giù (spesso senza neppure l&#8217;acqua per mandare giù l&#8217;ipotetica aspirina). Ci sono intere popolazioni senza cibo, che fanno la fame. <strong>Il mondo è una complicata lotteria, e per la gran parte degli oltre sei miliardi di persone che lo abitano vivere è quasi un atto di eroismo, per certo, una gran fatica.</strong></p>
<p>Molti subiscono umiliazioni sul posto di lavoro, molti lo perdono e, in Italia, e non solo, dopo i 40/50 anni faticano a trovarne un altro e diventano un problema, diventano invisibili, persone che nessuno guarda, un peso per sé e per i loro cari anziché una risorsa (a proposito, nell&#8217;avanzata Spagna, dove in tanti vorrebbero andare a vivere, il tasso di disoccupazione è sopra il 14%, in Italia al 7,4%, in Emilia-Romagna al 4.4%).</p>
<p><strong>La taglio qui: se l&#8217;Italia è un posto difficile per vivere, come vi pare che sia il resto del mondo?</strong></p>
<p>Un tempo si sarebbe detto: quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare (Bues Brothers). Senza pensarmi troppo duro, <strong>mi ritengo fortunato di poter lottare con dignità e senza fuggire, senza abbassare la testa o lo sguardo</strong>.</p>
<p>E se non ce la si fa ad ottenere risultati dalle istituzioni, ci avremo provato, ne sarà valsa la pena, nel cammino che faremo assieme saremo cresciuti e avremo lasciato il nostro segno.</p>
<p>Dopo la manifestazione di Bologna contro l&#8217;omofobia e dopo quelle delle altre città ho scritto che magari non sappiamo in che direzione stiamo andando, ma ci stiamo muovendo, stiamo reagendo. Va bene così.</p></blockquote>
</div>
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		<title>Magnifica India</title>
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		<pubDate>Fri, 31 Jul 2009 06:11:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Cecconi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sul numero di AUT di agosto 2009, appena uscito, trovato un mio articolo dedicato alla vittoria delle associazioni lgbt indiane per la depenalizzazione dell&#8217;omosessualità. Se volete, potete scaricarlo anche in pdf. MAGNIFICA INDIA Il 2 luglio scorso, l&#8217;Alta Corte di Nuova Delhi ha reso noto l&#8217;atteso verdetto in merito alla richiesta avanzata dalle associazioni lgbt [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">Sul numero di <strong><a href="http://www.mariomieli.org/spip.php?rubrique30">AUT</a></strong> di agosto 2009, appena uscito, trovato un mio articolo dedicato alla <a href="http://www.puta.it/blog/2009/07/02/queer/india-lalta-corta-di-nuova-delhi-legalizza-lomosessualita-il-testo-della-sentenza-e-il-video/">vittoria delle associazioni lgbt indiane per la depenalizzazione dell&#8217;omosessualità</a>. Se volete, potete scaricarlo anche in <a href="http://www.puta.it/blog/wp-content/uploads/2009/07/magnifica-india-di-maurizio-cecconi-aut-agosto-2009.pdf">pdf</a>.</div>
<blockquote><div align="center"><strong>MAGNIFICA INDIA</strong></div>
<div align="justify">
<p>Il 2 luglio scorso, l&#8217;Alta Corte di Nuova Delhi ha reso noto l&#8217;atteso verdetto in merito alla richiesta avanzata dalle associazioni lgbt indiane (e in particolare dalla Naz Foundation) di depenalizzare l&#8217;omosessualità, almeno per le persone adulte e consenzienti. <strong>Il famigerato art. 377 del codice penale indiano</strong> &#8211; non ci stancheremo di ripetere che si tratta di un&#8217;eredità del defunto Impero Brittanico &#8211; <strong>è stato modificato, permettendo così da quel giorno a 50 milioni di persone omosessuali, bisessuali e trans indiani di vivere liberamente la propria sessualità, senza la paura dell&#8217;arresto</strong>.</p>
<p>L&#8217;India, la più grande democrazia delle terra, con oltre un miliardo di abitanti e attraversata da conflitti inter-etnici, consegna all&#8217;umanità una sentenza storica che lascerà il segno, dimostrando che un regime democratico è in grado di governare una complessità culturale. Il <a href="http://www.puta.it/blog/2009/07/02/queer/india-lalta-corta-di-nuova-delhi-legalizza-lomosessualita-il-testo-della-sentenza-e-il-video/">testo del verdetto</a> è chiaro: &#8220;l&#8217;omosessualità non è un disordine mentale&#8221; e nel commentare la sentenza, il capo del Dipartimento di Giustizia dell&#8217;Alta Corte, <strong>A. P. Shah</strong>,  ha usato le parole del padre/fondatore, insieme a Gandhi, dell&#8217;India moderna, Jawahrlal Nehru: &#8220;l&#8217;India sarà una società inclusiva. Il fatto che una parte della popolazione non ami un&#8217;altra parte, non è una ragione sufficiente per criminalizzarla&#8221;.</p>
<p>Secondo il quotidiano online <strong>Huffington Post</strong> &#8220;la depenalizzazione dell&#8217;omosessualità in India, per le sue immaginabili conseguenze, sarà paragonata alla rivolta di Stonewall del 28 giugno 1969, quando nacque il movimento lgbt mondiale&#8221;. Con meno afflato epico e con più concretezza, <strong>Vikram Doctor</strong> &#8211; attivista gay e giornalista, di cui su <a href="http://www.puta.it/blog/2009/04/13/queer/indian-rainbow/">AUT di Febbraio 2009</a> presentai un&#8217;intervista -, stanco e felice, manda a dire che <strong>&#8220;è una notizia meravigliosa, l&#8217;incredibile conclusione di otto anni di lotta e l&#8217;inizio di un nuovo ciclo di battaglie&#8221;</strong>.</p>
<p><strong>Quali battaglie? Prima di tutto la difesa della sentenza dai già annunciati ricorsi che presenteranno le autorità religiose induiste, islamiche e cattoliche.</strong> Queste ultime avevavo fatto sapere attraverso il Vaticano che non si opponevano alla depenalizzazione dell&#8217;omosessualità, ma solo all&#8217;estensione di alcuni diritti, come il matrimonio, alle persone gay. Dopo il verdetto, si sono prontamente rimangiati quanto in precedenza affermato e hanno iniziato le loro pressioni sul Governo federale, formando una &#8220;santa alleanza religiosa&#8221; insieme alle confessioni maggioritarie in India. Il reverendo <strong>Stephen Alatara</strong>, del concilio vescovile del Kerala ha detto che <strong>&#8220;il Governo ha assicurato che l&#8217;omosessualità non verrà legalizzata&#8221;</strong> e ha annunciato un ricorso alla Suprema Corte assieme ad altri gruppi cattolici. Alcuni ministri del governo di centro-sinistra si sono riuniti per esaminare la questione. Non hanno trovato un accordo. E c&#8217;è da credere che non lo troveranno per ancora un po&#8217; di tempo, almeno fin quando le acque non si saranno calmate.</p>
<p>Per <strong>Beppe Ramina</strong>, giornalista, tra i fondatori di Arcigay e del Cassero e che da anni tesse stretti rapporti con le associazioni lgbt indiane, &#8220;è immaginabile che la larga riconferma del Congresso (il partito del Mahatma Gandhi e di Jawaharlal Nehru) abbia rafforzato una decisione che l’Alta Corte aveva molto probabilmente preso già all’inizio del 2009, quando il dibattimento, dopo anni di stop and go, si era finalmente concluso. <strong>L’eccitazione tra gli attivisti delle associazioni gay, dei diritti umani e di lotta all’aids è ora altissima.</strong> Nei giorni scorsi era stato celebrato il Pride in quattro grandi città: Bombay, Delhi, Chennai e Bangalore, un evento che dà l’idea di come <strong>il movimento trovi forza e si stia espandendo rapidamente</strong>&#8220;.</p>
<p><strong>Alle amiche e agli amici di AUT e del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli lancio una proposta</strong> (e per farlo, uso lo spazio che con generosità mi concedono per raccontarvi di come va il movimento fuori dall&#8217;Italia). <strong>Nel 2011, quando a Roma ci sarà l&#8217;importantissimo Euro Pride, proviamo ad avere tra i partecipanti una delegazione dall&#8217;India e ad organizzare una tavola rotonda. Tema: &#8220;come si combatte per i diritti delle persone lgbt nel mondo&#8221;.</strong> La mia convinzione è che sarà utile per svecchiare e internazionalizzare un movimento italiano asfittico e sempre più alle prese con questioni &#8220;di bottega&#8221; piuttosto che con le reali necessità della lotta.</p>
<p><strong>Anche noi abbiamo un gran bisogno di magnifiche notizie come quelle giunte in questi giorni dalla lontana eppur vicina India.</strong></div>
</blockquote>
<div align="center">
<p>[<a href="http://www.puta.it/blog/wp-content/uploads/2009/07/magnifica-india-di-maurizio-cecconi-aut-agosto-2009.pdf">Scarica</a> l'articolo in .pdf]</p>
<p><img src="http://www.puta.it/blog/wp-content/uploads/2009/07/magnifica-india.jpg" alt="Magnifica India di Maurizio Cecconi - AUT, agosto 2009" title="Magnifica India di Maurizio Cecconi - AUT, agosto 2009" width="500" height="601" class="aligncenter size-full wp-image-5117" /></div>
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