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Prevenzione AIDS. Uno spot che non vedremo in Italia

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Bravissimi i ragazzi di Subvertising.

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1 Dicembre 2009 – Cassero: non voltare le spalle all’AIDS

1 Dicembre 2009 – Arcigay: il preservativo sì

In occasione del 1 Dicembre 2009, Giornata internazionale di lotta all’AIDS, Arcigay lancia la campagna Il preservativo sì.

Gay bolognesi e emiliani, brevi istruzioni per il suicidio

1. Quando il partito di centro-sinistra e di maggioranza vi concede qualcosa purché rinunciate alla pubblica rivendicazione delle vostre richieste, fatelo.

2. Quando il partito di centro-sinistra e di maggioranza vi finanzia il Pride con 1.500 euro e poi sgancia 2 milioni di euro all’anno alla Curia, ringraziatelo: siete pur sempre nei suoi pensieri.

3. Quando il partito di centro-sinistra e di maggioranza vi promette una legge regionale contro le discriminazioni e poi in cinque anni non riesce ad approvarla a causa dei veti dei cattolici, plaudite l’escamotage d’inserire un articolo nella finanziaria emiliano-romagnola: ottenere qualcosa è sempre meglio che lottare con dignità.

4. Quando il sindaco del partito di centro-sinistra e di maggioranza difende il crocefisso dalla assurde richieste di laicità che provengono dall’Europa, complimentatevi con voi stessi per aver votato democristiano.

5. Quando il sindaco del partito di centro-sinistra e di maggioranza prende le distanze dai festival culturali che organizzate e afferma di non aver approvato i finanziamenti, riunitevi in preghiera: è solo un brutto momento, passerà.

6. Quando il sindaco del partito di centro-sinistra e di maggioranza sostiene che offendete la Santa Romana Chiesa, per buona educazione distogliete lo sguardo dalla sua lunga sottana nera.

7. Quando chiedete una campagna informativa contro le malattie a trasmissione sessuale e l’assessore del partito di centro-sinistra e di maggioranza vi risponde che non si può mostrare un preservativo, esclamate “Mea culpa”. Lo sanno tutti che i bambini li porta la cicogna.

8. Quando il partito di centro-sinistra e di maggioranza elegge contemporaneamente un discepolo dell’Opus Dei e una persona omosessuale, fingete che quest’ultima conti qualcosa.

9. Quando il partito di centro-sinistra e di maggioranza vi regala una briciola, sentitevi sazi come Lucio Licinio Locullo dopo una cena in compagnia di Cicerone e Pompeo.

10. Quando il masochismo non sarà più una piacevolissima pratica sessuale ma politica, avrete raggiunto il vostro obiettivo. Amen.

Omofobia. Beppe Ramina: “Quando il gioco si fa duro…”

Beppe Ramina, socio fondatore del Cassero e di Arcigay, ha pubblicato queste considerazioni che qui riporto e che mi hanno conquistato per la loro pacatezza, tenacia, umanità.

Leggo su Facebook, su altri social network, in alcune mailling-list, gli sfoghi di chi, come me gay, esasperato dall’ennesima pusilannime e vergognosa prova del Parlamento italiano vagheggia fughe all’estero, dove si starebbe meglio.

Eppure i problemi ci sono anche dove il movimento lgbt e le lobby sono forti. Diamo un’occhiata a questo video. E’ successo a New York e lì c’è l’aggravante che in Italia non c’è (“aggravated assault as a hate crime”, aggravante per un crimine motivato dall’odio, scrive l’Huffington Post). Ma altrettanto, di subire violenze, accade a tante donne, a uomini a causa del colore della pelle, a bambini indifesi, a civili in zone di guerra, a chi si oppone alla mafia… e ci sono gay razzisti, così come migranti razzisti; e ci sono donne che detestano gli omosessuali, come ci sono omosessuali maschi misogini che detestano le donne…

Ci sono milioni di persone in Centrafrica colpite dall’AIDS e senza neppure un’aspirina da mandare giù (spesso senza neppure l’acqua per mandare giù l’ipotetica aspirina). Ci sono intere popolazioni senza cibo, che fanno la fame. Il mondo è una complicata lotteria, e per la gran parte degli oltre sei miliardi di persone che lo abitano vivere è quasi un atto di eroismo, per certo, una gran fatica.

Molti subiscono umiliazioni sul posto di lavoro, molti lo perdono e, in Italia, e non solo, dopo i 40/50 anni faticano a trovarne un altro e diventano un problema, diventano invisibili, persone che nessuno guarda, un peso per sé e per i loro cari anziché una risorsa (a proposito, nell’avanzata Spagna, dove in tanti vorrebbero andare a vivere, il tasso di disoccupazione è sopra il 14%, in Italia al 7,4%, in Emilia-Romagna al 4.4%).

La taglio qui: se l’Italia è un posto difficile per vivere, come vi pare che sia il resto del mondo?

Un tempo si sarebbe detto: quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare (Bues Brothers). Senza pensarmi troppo duro, mi ritengo fortunato di poter lottare con dignità e senza fuggire, senza abbassare la testa o lo sguardo.

E se non ce la si fa ad ottenere risultati dalle istituzioni, ci avremo provato, ne sarà valsa la pena, nel cammino che faremo assieme saremo cresciuti e avremo lasciato il nostro segno.

Dopo la manifestazione di Bologna contro l’omofobia e dopo quelle delle altre città ho scritto che magari non sappiamo in che direzione stiamo andando, ma ci stiamo muovendo, stiamo reagendo. Va bene così.

The Italian Miss Alternative 2009. Paura!

“Il Cassero” – Gay & Lesbian Center è lieto di presentare
THE ITALIAN MISS ALTERNATIVE
PAURA!

XVI Edizione

Giovedì 9 Luglio – H 21.30
Cortile della Cineteca
Via Azzo Gardino 65 – Bologna [vedi mappa]

[Promuovi l'evento su Facebook]

[Scarica il comunicato stampa]

Prevendite
Poltronissima prima fila – Sostenitori
50 euro al Cassero – 52 euro online
Posti a sedere numerati
18 euro al Cassero – 19 euro online
Biglietto senza posto numerato 12 euro

L’intero ricavato sarà devoluto alle associazioni bolognesi
di lotta all’AIDS: IDA – MIT – LILA – CASSERO SALUTE

THE ITALIAN MISS ALTERNATIVE - PAURA!

Cassero Magazine Luglio / Agosto 2009

E’ disponibile per il download [74 MB, .pdf in alta risoluzione] il numero estivo di Cassero Magazine. Da segnalare lo speciale dedicato a The Italian Miss Alternative, che si terrà quest’anno Giovedì 9 Luglio, nel cortile della Cineteca. Notevole anche il portfolio del fotografo Maurizio Fiorino, a cui è dedicata la copertina che vedete nell’immagine di questo articolo.

L’analisi del voto delle recenti elezioni amministrative tenutesi in città è affidata a Bruno Pompa, con un editoriale confuso, che identifica nella pluralità di candidati/e lgbt un difetto piuttosto che una ricchezza. L’analisi proposta è palesemente lontana dalla realtà quando afferma che la pluralità di candidati gay e lesbiche “non ha portato a risultati migliori in termini di visibilità dei nostri temi”. Evidentemente, Pompa non legge i giornali né s’informa in rete (e cito solo un’iniziativa; ce ne sono state molte altre durante la campagna elettorale che mi ha visto tra i candidati gay più attivi e presenti). Resta dunque un mistero la scelta di affidare a chi ignora il dibattito cittadino il compito di esprimere il punto di vista dell’associazione. Un punto di vista vecchio come il mondo: mettersi all’ombra del potere politico, laddove, imbrigliati dalle logiche di partito, si parla di tutto fuorché dei diritti delle persone omosessuali. Lo ammetto: sono molto deluso. Da quella che è anche la mia associazione, mi aspettavo un riconoscimento della generosità e dell’impegno con cui in diversi abbiamo sostenuto le nostre battaglie di laicità e di civiltà. Mala tempora currunt.

[Scarica Cassero Magazine ; 74 MB]

Cassero Magazine Luglio / Agosto 2009 - Copertina

Cassero Magazine Maggio / Giugno 2009

L’editoriale del nuovo numero di Cassero Magazine, a cura del Consiglio Direttivo, dedicato al bilancio della Giunta Cofferati e alle elezioni amministrative di Bologna.

A Bologna ci vorrebbe un sindaco gay. Come Wowereit a Berlino e Delanoë a Parigi. Omosessuale dichiarato e laico convinto, proprio come loro due. Bologna se lo meriterebbe proprio a questo punto, quanto meno per invertire il flusso di cervelli (creativi in testa) che da questa città si è mosso – in fuga – verso la Mittel Europa. E seppure non siamo tra quelli che sostengono l’esistenza di un fattore “gay” portatore automatico di successo (o forse ne siamo intimamente convinti, ma non ne facciamo una dottrina), dobbiamo arrenderci davanti all’evidenza che dinanzi alla deriva in cui è finita la nostra città, neanche Cristiano Malgioglio – la chìra meno vocata alla fascia tricolore – potrebbe essere in fondo una catastrofe. Quindi, perché non provare…

Invece anche per questa volta niente banana ossigenata, nessun colpo di scena. Per la chiamata alle urne che ci apprestiamo ad onorare ci dobbiamo accontentare dell’ordinario, seppure in dose decisamente abbondante. Sì perché a Bologna, a questo giro, tutti vogliono fare il sindaco, perfino un prete negazionista mandato a spendere perfino da Caffarra e Beppe Maniglia, che nel caso si sposterebbe solo di qualche metro. E si litiga questo giro, e alla grande, quasi si arriva alle mani. Poi si fa a gara a chi ha i trigliceridi più bassi, a chi infila più lettere anonime sotto le porte, a chi si cala di più l’onorario per sostenere le foche orfane dell’isola di Pantelleria. Povere. Noi da questo baillame vorremmo un po’ prendere le distanze, senza voltare le spalle però, perché a votare bisogna andarci: è un diritto e un dovere. Nelle pagine che seguono quindi tenteremo di offrirvi una mappa rainbow per orientarvi nella giungla di questa campagna elettorale. Una mappa non neutrale, anzi disegnata con un preciso orientamento, frutto di una discussione che si è articolata nei diversi momenti partecipativi del nostro circolo. Solo per le europee indichiamo nettamente una preferenza, quella per Alessandro Zan in corsa nelle fila di Sinistra e Libertà. Per le comunali invece il Cassero a Bologna non esprime indicazioni di voto legate a una particolare forza politica bensì sostiene tutti e cinque i candidati glbt al Consiglio comunale, quale che sia il simbolo che colora la loro scesa in campo. Tre di loro in particolare – Bruno Pompa, Maurizio Cecconi e Sergio Lo Giudice – sono espressioni dirette della nostra storia associativa che ancora oggi si intreccia con la loro militanza. Stesso ragionamento per il Quartiere Porto, quello all’interno del quale il Cassero si trova: due candidati glbt corrono per la carica di consigliere, entrambi godono della nostra totale fiducia. Per i candidati sindaci, invece, questo Consiglio Direttivo ha scelto di non dare indicazioni bensì di aprire un confronto diretto con tre dei tanti aspiranti alla fascia tricolore, cioè Flavio Delbono, Giorgio Guazzaloca e Valerio Monteventi. Anche di questa scelta, e delle conseguenti esclusioni, troverete più avanti le motivazioni. Con la speranza che le risposte all’intervista che gentilmente ci hanno concesso siano per voi di qualche utilità per sciogliere le ultime incertezze sul voto. Infine un’incursione nelle comunali di Ferrara dove è candidato Flavio Romani. Flavio è un nostro caro amico, un attivista di prima linea, una delle persone che ha contribuito a rendere grande il Pride di Bologna. Non abbiamo perciò alcun dubbio nell’indicare agli amici di Ferrara il nome di Flavio per la carica di consigliere comunale.

Le ultime parole le spendiamo per Cofferati, il sindaco di Bologna, quello che se ne va. Il peggiore mai passato da queste parti, questa è l’unica cosa su cui attualmente sembrano convergere sia la destra sia la sinistra. E noi, innanzitutto. La nostra liason col sindaco sindacalista è una favola breve che intitoleremmo “la piazza”: inizia a Roma, coi milioni di manifestanti ai piedi dell’allora leader della Cgil. Quella piazza allora ci fece sognare. Poi però arrivò piazza Maggiore, negata a Miss Alternative, il nostro defilée che ogni anno ricorda alla città che bisogna lottare contro l’Aids, e concessa poi a ogni corsa, volata, tiro a canestro. Perfino all’expò dei cazzi di cioccolata, tutti regolarmente senza preservativo. E con l’ultimo capitolo, poi, chiuderemmo parlando di un giardino. Quello che la Giunta ha scelto proprio poche settimane fa di intitolare a Stefano Casagrande, dando risposta alla richiesta che facemmo in occasione del Gay Pride. Chiaramente quel fazzoletto di verde, per quanto piccolo e nascosto, per noi è già un cortile di Versailles. E il “grazie” dinanzi a un dono, a una concessione, è un costume dal quale non ci sottraiamo. Ma se a qualcuno, ai tempi del Bologna Pride, era parso di aver sentito Cofferati parlare di una “via” sappia che non si era sbagliato. Magari poi già allora intendeva giardino, vai a sapere. Oppure più semplicemente si è confuso. Fortuna che a Genova – dove appena trasferito ci vedrà arrivare per il Gay Pride – sono quasi tutti vicoli e stradine: una mappa più semplice che gli eviterà in futuro qualunque incomprensione.

[Scarica Cassero Magazine ; 5 MB]

Cassero Magazine Maggio / Giugno 2009 - Copertina

Bologna. Gay e lesbiche al voto – Le foto

Finita l’epoca, per il movimento omosessuale, dell’internità al partito unico PCI-PDS-DS-PD e iniziata la stagione della maturità, la vera novità della campagna elettorale per le amministrative bolognesi è la presenza di tanti candidati e tante candidate lgbt in forze politiche diverse. Ieri sera s’è svolto un bel dibattito tra alcuni rappresentati di questa nuova pluralità: io, Bruno Pompa, Sergio Lo Giudice e Cathy La Torre, moderati da un parzialissimo e divertito Franco Grillini. La discussione è stata vivace e interessante; piena la sala. Molti i punti toccati: i finanziamenti alle scuole private approvati dal centro-sinistra al governo della città, gli atti di adesione simbolica alle battaglie del movimento, la discontinuità-continuità con l’amministrazione Cofferati, gli spiccioli che il Comune destina alle politiche per le differenze, a fronte dei milioni che regala alla Curia, le campagne di prevenzione dell’AIDS boicottate dall’assessore alla sanità del PD.
La campagna
Maurizio Cecconi
Maurizio Cecconi
Coordinamento Laico Nazionale
Rete Laica Bologna
Comitato Articolo 33
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