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Egitto, scatta il coprifuoco

Cairo, una veduta dall'altoIl mio sconsiderato corrispondente mi riferisce che anche oggi è stata una giornata di manifestazioni, molto partecipate, in tutto il paese e in molte parti del Cairo.

Il Governo di Mubarak sta inasprendo la repressione poliziesca. Il Ministero degli Interni ha dato ordine di procedere con arresti di massa.

Da stanotte scatta il coprifuoco (le leggi d’emergenza sono in vigore da decenni): impossibile uscire di casa dalle 22.00 alle 4.00 (o, in alternativa, non è stato ancora definito, dalle 23.00 alle 6.00).

Ho scritto “impossibile”, ma si vedrà. I movimenti di protesta sono intenzionati a proseguire le mobilitazioni e hanno appena diramato, tramite Facebook, un invito a tornare in piazza per venerdì, giorno sacro per l’islam. Probabilmente, dopo le rituali preghiere che si tengono nelle moschee quel giorno, succederà qualcosa. E vedremo anche come si comporteranno le autorità religiose, che finora hanno sostenuto il regime.

Egitto, giovani in piazza e centinaia di arresti

Una foto di Mdan Tahrir (Piazza Tahrir), centro delle manifestazioni al CairoContinuano le proteste in tutto l’Egitto e al Cairo. Oggi i giovani e giovanissimi, soprattutto disoccupati, proveranno nuovamente a occupare la piazza centrale cairota, Midan Tahrir, dove s’affacciano le istituzioni egiziane più importanti, dal Governo al Museo Egizio all’Università Americana.

L’immagine a fianco è stata scattata durante la serata di ieri sera, quando ancora la piazza era piena di gente, decisa a chiedere le dimissioni di Mubarak.

Il mio sconsiderato corrispondente mi comunica che Mohammed e altri due suoi amici sono stati arrestati; sono solo alcune delle centinaia di arresti che la polizia sta effettuando.

Ci siamo sentiti poco fa su Skype. Ora è uscito ed è tornato a manifestare.

Stasera mi ha promesso che si farà vivo.

Quella pazza idea di andare in pensione

Le donne in pensione a 65 anniL’Unione Europea ci invia un secondo richiamo: l’Italia deve parificare l’età della pensione per gli uomini e per le donne che lavorano nella Pubblica Amministrazione. Attualmente è di 65 anni per gli uomini e di 60 per le donne.

La questione viene dibattuta a senso unico: equiparare equivale a innalzare a 65 anche per le donne l’etè della pensione.

Siamo sicuri che sia una buona idea? (Domanda retorica).

In un paese in cui aumenta drammaticamente la disoccupazione – tanto da doverla considerare come elemento costitutivo del sistema economico finanziario/capitalista -; dove i giovani non trovano impiego, né precario né tantomeno stabile, fin oltre i trentanni; in cui si registrano picchi di invecchiamento nella porzione di popolazione attiva nelle fabbriche e negli uffici; dove il ricambio generazionale è una chimera che ti fa invecchiare a forza di discuterne e ti ritrovi cinquantenne senza averlo mai avvistato, è corretto proporre di aumentare la permanenza delle donne al lavoro?

O non sarebbe meglio, partendo proprio dalla Pubblica Amministrazione, andare nella direzione opposta, equiparando sì l’età della pensione per uomini e donne, e diminuendola complessivamente a 60 anni?

Quante possibilità si aprirebbero per lo Stato! Stabilizzazione dei precari, fine delle politiche di esternalizzazione dei servizi, riqualificazione e snellimento della burocrazia italiana, nuove energie, nuove idee.

I conti dell’INPS sono in attivo. Ce lo potremmo permettere, con qualche accorgimento. E faremmo un passo in avanti, basato sull’innovazione, verso il superamento della crisi economica.

Una buona, pazza idea quella di andare prima in pensione.

Verrà anche solo valutata, presa in considerazione? No. Si ragiona solo per sottrazione, tanto a destra, quanto a sinistra, nei partiti e nei sindacati, da decenni in posizione di difesa di diritti sempre più fragili e inconsistenti.

Giovani Democratici

Quando ascolto parlare i “giovani” 30enni 40enni del PD, non posso fare a meno di notare un’affinità tra le loro arringhe mediatiche e i botta e risposta stile “Amici” della De Filippi. Espressioni gergali inframmezzate da sorrisi, tante domande, talvolta poco significative, facce buffe, assente la sostanza e l’analisi poltica. Se questo è il nuovo che avanza, chiedo una tregua al post-moderno.

Dario Franceschini e Debora Serracchiani

Tutto sul preservativo – CrossingTV

Bologna Pride: Rete Giovani Arcigay + Studenti

La Rete Giovani di Arcigay, assieme alle associazioni studentesche (SdS – Studenti di Sinistra, ReDS – Rete degli Studenti, UdS – Unione degli Studenti, UdU – Unione degli Universitari), organizza un carro comune durante la manifestazione dedicato a giovani e studenti. Verrà anche distribuito un volantino, dal titolo: Non giudicare dalla copertina!

Siamo froci, negri, handicappati, bamboccioni, precari, rom, credenti, studenti, atei, giovani, lesbiche, uomini, donne, travestiti...
Siamo i libri che molti pensano di conoscere ma che non hanno mai letto.
I titoli che portiamo condizionano la nostra vita. Ci dicono come dovremmo comportarci, che futuro avremo, come vestirci, che diritti chiedere...
C'è anche chi pensa che siamo un pericolo, alla sicurezza e alla libertà degli altri.
E che per questo si dovrebbe metterli all'indice questi libri, o meglio bruciarli!
Come si faceva una volta...
Siamo al Bologna Pride tutti insieme con le nostre vite e le nostre storie.
Perché non ci sono solo alcuni diversi. Siamo tutti diversi. Anche voi!
Sapere non cambia il modo di pensare, ma aiuta a cogliere i dettagli.

NON GIUDICARE DALLA COPERTINA!

La campagna
Maurizio Cecconi
Maurizio Cecconi
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