Articoli marcati con tag ‘Gay’
L’amore oltreconfine. La rassegna di cinema gay dei Teatri di Vita
Teatri di Vita, storico palcoscenico bolognese di sperimentazione e ricerca, propone una rassegna cinematografica a tematica lgbt: D’amori sconfinati, sei film, da gennaio a giugno, per vedere sul grande schermo le opere migliori selezionate nella produzione internazionale. Così li presenta Stefano Casi, direttore artistico:
Amori sconfinati e amori oltre i confini: in questo deragliamento dei sensi e dei desideri ci conduce la rassegna “contro l’omofobia”. Film recentissimi, usciti tra il 2009 e il 2010, alcuni dei quali mai proiettati in Italia. Un viaggio deciso e complesso nelle varie forme di desiderio omosessuale, tra sentimento ed erotismo. Oltre i confini imposti dalle regole sociali, ma anche oltre i confini della cinematografia made in Usa o dei vari altri poli del cinema più visto. E soprattutto oltre i confini della nostra Italietta sempre più disposta a riempirsi la bocca di “diritti gay” salvo negarli al momento opportuno.
Questi i titoli in programma: L.A. Zombie di Bruce LaBruce, Children of God di Kareem Mortimer, Amphetamine di Scud, Eyes Wide Open di Haim Tabakman, Ander di Roberto Castón e Soundless Wind Chime di Kit Hung.
Sono storie nocive all’intelligenza e, dunque, la loro visione è caldamente sconsigliata.
Gay nell’esercito, queste sì che son conquiste
Non sono uno di quelli che pensa che siccome l’esercito vieta ai gay dichiarati di far parte delle forze armate, allora, per lottare contro le discriminazioni, dobbiamo rivendicare un equo accesso all’esercito anche per le persone omosessuali e trans. Ne ho parlato qui e confermo quanto scritto.
Grazie all’abolizione del DADT, da oggi le persone omosessuali dichiarate (quelle velate lo fanno già da sempre) potranno partecipare alle prossime illegali invasioni imperiali, dopo quella dell’Iraq. Potranno sparare sui civili in Afganistan. Potranno partecipare alle “guerre preventive”. Potranno partecipare alla destituzione dei governi democratici invisi a Washington, quali per esempio quelli del Cile, del Vitnam, del Guatemala e del Nicaragua. Potranno usare le armi proibite dalla Convenzione di Ginevra e da quella di Ottawa, tanto al Pentagono se ne infischiano del diritto internazionale e della vita umana.
Questo è l’elenco degli interventi armati degli USA negli ultimi sessant’anni:
Cina 1945-6
Corea 1950-3 (Guerra di Corea)
Guatemala 1954
Indonesia 1958
Cuba 1959-61
Guatemala 1960
Vietnam 1961-73
Congo 1964
Laos 1964-73
Perù 1965
Cambogia 1969-70
Guatemala 1967-69
Grenada 1983
Libano 1983-84
Libia 1986
El Salvador anni ’80
Nicaragua anni ’80
Iran 1987
Panama 1989
Iraq 1991-2002
Kuwait 1991
Somalia 1993
Bosnia 1994-5
Sudan 1998
Afghanistan 1998
Jugoslavia 1999
Afghanistan 2001-
I prossimi scriveteli voi.
Queste sì che son conquiste di cui esser fieri.
PD, un doppio paso doble contro i diritti civili
1. A Marzo, Bersani si dichiara contrario ai matrimoni gay;
2. A Maggio, il gruppo consigliare del PD a Udine boccia la campagna di Arcigay contro l’omofobia, definendo “provocatori” dei manifesti in cui due uomini e due donne si baciano;
3. A Luglio, il sindaco di Spresiano, in provincia di Treviso, eletto dal PD, definisce “malate” le persone omosessuali;
4. A Luglio, il consiglio comunale di Pesaro, guidato dal PD, boccia una mozione per istituire il registro delle unioni civili. Ai voti del Partito Democratico si uniscono quelli della Lega Nord e del PDL.
Considerazioni
Non sono così sciocco da credere che i partiti piccoli, duri e puri siano più utili alla causa dei diritti civili del sostegno, talvolta altalenante, di una grande forza politica quale è, per numeri e potere, il Partito Democratico. Per fare un viaggio lungo e difficile, è necessaria infatti una barca grande e resistente.
Il punto – mi viene da scrivere: il nodo già risolto -, a mio avviso, è che il PD non ci sostiene affatto.
Se guardiamo i fatti (e non le pezze messe a posteriori), non possiamo che trarre questa conclusione. E il suo inevitabile corollario: appoggiarsi a questa forza politica ci condannerà ad altri 30 (trenta) anni senza diritti.
Conclusioni
Andiamo da un’altra parte.
28 Giugno 1982. Amarcord
Lunedì 28 Giugno scorso era il 28° compleanno del Cassero.
Il 28 Giugno 1982 infatti il Comune di Bologna assegnò al “Circolo XVIII Giugno” (poi divenuto “Il Cassero”) i locali di Porta Saragozza. Era la prima volta in Italia che un’amministrazione pubblica riconosceva e sosteneva un’associazione omosessuale. I gay e le lesbiche, i/le trans e i/le bisessuali ne entrarono in possesso dopo un pacifico corteo per le vie della città.
Una televisione olandese realizzò un bel servizio, intervistando l’allora sindaco Renzo Imbeni e Beppe Ramina, attivista del “Circolo XVIII Giugno”. Il servizio proseguiva con un’intervista a un’attivista, che spiegava “l’essere trans”.
Visto che sono in vena di ricordi, pubblico anche il servizio del TG3 Emilia-Romagna del 20 Dicembre 1999, quando l’ingresso Cassero a Porta Saragozza fu murato nella notte e trovammo la simpatica scritta: “Si entra da dietro”. Il commento politico dell’evento fu affidato a Sergio Lo Giudice e a Franco Grillini.
Afferma un amico che i primi due video testimoniano “l’arte di sapersi raccontare. L’unica vera pratica efficace in politica, quella che forse abbiamo perso, precludendoci tante conquiste”.
Guardiamoli e riprendiamo a raccontarci.
(Grazie al Centro di Documentazione dell’Arcigay “Il Cassero”)
Napoli Pride 2010 – Il mio videodiario
Ospite del mio amico Jusie Love, ho partecipato alla festa dei collettivi, (S)Queer Think. Suonavano Vozla, Lady Maru & Cascao e Le tette biscottate. Mi sono svegliato all’alba e passeggiato per la città, lungo un isolato di notevole architettura fascista. Ho partecipato al seminario sul matrimonio gay organizzato dal Comitato “Sì, lo voglio!”. Pranzato con una pizzetta e manifestato “alla luce del sole”. Durante il concentramento in Piazza Cavour, ho assistito alla contestazione antifascista a Paola Concia, onorevole del Partito Democratico. Ne ho scritto qui, pubblicando anche il video. E’ stata una splendida manifestazione. La città ha risposto sorridendo e, curiosa di questa marea assortita di persone, ha partecipato, mai con scherno o rifiuto. A causa del mio piede in via di guarigione, ho passato la maggior parte del tempo sul carro del Cassero/Arteria. 6 Km 6 di percorso per il centro: neanche alla Love Parade lo disegnano così impegnativo! L’arrivo in Piazza del Plebiscito ha coinciso col momento di smontare armi e bagagli e prendere il pullman, per tornare a Bologna. Se non s’è ancora capito: GRAZIE NAPOLI!
Il videodiario su Vimeo e su Facebook.
La famiglia fantasma. DiCo, PACS e matrimoni omosessuali: la politica italiana in crisi
Segnalo la recensione che ho scritto del bel saggio dell’amico Gian Mario Felicetti: La famiglia fantasma. DiCo, PACS e matrimoni omosessuali: la politica italiana in crisi.
Esilio laico
Ohi belle, brutti e farabutti, andatevi a godere il restyling – grafico e concettuale e di contenuti – del sito del Il Cassero. C’è il mio nuovo blog, Esilio laico, e quello di Beppe Ramina, di Sergio Lo Giudice, di Bruno Pompa e di molti altri.
Il Vaticano paga il suo debito con la Lega Nord
La CEI – Conferenza Episcopale Italiana – promuove il federalismo, a patto che sia “equlibrato con le istanze fondamentali dell’unità della nazione”. Secondo il segretario generale della CEI il processo federalista può “certamente” rafforzare l’unità tra Nord e Sud d’Italia e i “principi fondamentali” della Costituzione “hanno bisogno evidentemente di una traduzione direi equilibrata con le istanze federaliste”.
E con questo esplicito appoggio alla truffa del federalismo fiscale propugnato dalla Lega Nord, il Vaticano salda il suo debito, ricompensando i tenaci oppositori della pillola abortiva RU486, di una legge libertaria sul testamento biologico e della riforma del diritto di famiglia e l’estensione dello stesso alle persone omosessuali.
Sono lontani i tempi in cui i massimi dirigenti del partito polemizzano ferocemente con la gerarchia cattolica, sull’immigrazione, sulla cittadinanza, quando la Lega Nord accusava la Chiesa Cattolica di ingerenze nella politica italiana. Oggi la Lega Nord è un partito pienamente clericale e legittimato da Oltretevere.
P.S.: Rimanendo in tema di federalismo, fa impressione notare che nello stesso giorno in cui la Chiesa Cattolica è intervenuta sul tema, scopriamo che il Vaticano “sospese a divinis il frate che confessò Cavour in punto di morte, senza costringerlo a rinnegare l’Unità d’Italia”.
Una domanda per Debora
Domani Debora Serracchiani sarà a Castenaso, in provincia di Bologna, ospite della locale Festa dell’Unità. Andrò a mangiarmi qualche buona salsiccia e a porre questa domanda:
Il gruppo consigliare del PD a Udine ha definito i manifesti contro l’omofobia affissi da Arcigay e da Arcilesbica – dove si vedono una coppia di ragazzi e una coppia di ragazze baciarsi teneramente – “provocatori”. Perché lei, in qualità di segretario regionale del partito, non ha sconfessato la posizione del gruppo consigliare, evidentemente contraria alla linea del PD, tanto da spingere Penati, per la segreteria nazionale, a prendere le distanze da quanto accaduto nella sua città? Perché l’ha definito solo “un documento scritto male”, quando invece il contenuto è chiarissimo e coerente con le posizioni discriminatorie fatte proprie da tempo dalla destra berlusconiana e dal conservatorismo cattolico dell’UDC?
Divise gay? No, grazie
Le stellette militari, la paccottiglia nazionalista e patriottica, la retorica della forza e del dominio dell’uomo sull’uomo, i guerrafondai della realpolitik, mi disgustano assai. L’unica divisa che apprezzo è quella da hostess (o da stewart).
Non sono uno di quelli che pensa che siccome l’esercito vieta ai gay dichiarati di far parte delle forze armate, allora, per lottare contro le discriminazioni, dobbiamo rivendicare un equo accesso all’esercito anche per le persone omosessuali e trans.
La questione, così posta, parrebbe simile alla nostra richiesta di accesso al matrimonio civile per le coppie dello stesso sesso: se lo Stato prevede un istituto, non può riservarlo ad alcuni (gli eterosessuali) ed escluderlo per altri (le persone omosessuali). Se lo Stato istituisce il matrimonio, questo deve poter essere utilizzato da chiunque ne faccia richiesta, pena il venir meno del principio di uguaglianza di fronte alle legge. In questo senso, anche le persone che non credono all’istituzione del matrimonio possono e debbono sostenerne l’estensione alle coppie gay: è in gioco la parità dei diritti.
Lo stesso, volendo, si potrebbe affermare (e molti lo affermano) per quanto concerne l’esclusione delle persone lgbt dall’esercito: laddove c’è un’esplicita discriminazione, questa va combattuta chiedendone la rimozione, a prescindere da considerazioni di merito, ovvero se siamo o non siamo favorevoli all’esercizio della forza armata.
Credo che il problema, così posto, sia fuorviante e mistificatorio. L’esercito non è “una Istituzione qualsiasi”. L’esercito è il frutto del dominio maschile sulla società, l’esito logico della teorizzazione della forza bruta quale migliore strumento per la risoluzione dei conflitti fra le società e nelle società. L’esercito è Maschio, e tale resterà, nonostante la spruzzatina di modernismo data dall’introduzione delle donne fra i suoi ranghi. L’esercito è Maschio perché è il prodotto dall’ideologia del Maschio dominatore, violento, misogino, omofobo.
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