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Ripartiamo dalla Bolognina – Il video del mio intervento
La Chiesa del no, Marco Politi. Incontro con l’autore – Bologna Città Libera
MARCO POLITI
MONDADORI, 2009
Venerdì 24 Aprile, Ore 18.00
Le Scuderie, Piazza Verdi 2, Bologna [vedi mappa]
Introduce
Franco Motta
Università di Torino
Ne discuno con l’autore
Alberto Melloni
Fondazione per le scienze religiose “Giovanni XXIII”
Rita De Santis
Presidente Agedo – Associazione Genitori di Omosessuali
Modera
Carla Codroma
Bologna Città Libera
Dare vita ad un lungo viaggio tra gli italiani per scoprire un Paese in cui il senso dell’etica convive con la comprensione per le scelte esistenziali difficili e la fede si coniuga alla laicità e all’attenzione per le idee altrui. E’ questo l’obiettivo del contributo di Marco Politi ”La Chiesa del no. Indagine sugli italiani e la libertà di coscienza”, in libreria per Mondadori. A 80 anni dalla la firma del Concordato Politi fa il punto, attraverso numerosi pareri e testimonianze, su argomenti ancora aperti come quello del divorzio, della fecondazione assistita, dell’aborto, delle coppie di fatto, dei gay, dei diritti del malato a sospendere nutrizione e idratazione artificiale in caso di stato vegetativo persistente. Alla ricerca di risposte, l’autore ha spaziato dal mondo ecclesiastico a quello della scienza, dalla medicina alla politica, dal diritto al cinema. Ha incontrato personalità come Alessandro Plotti, Gustavo Zagrebelsky, Ignazio Marino, Enrico Bellone, Vito Mancuso, Giulio Girello, Enzo Bianchi, donne dai destini diversissimi come Mina Welby e Rosy Bindi, uomini di spettacolo come Lino Banfi, seguace di Padre Pio, e sacerdoti dal percorso travagliato come Franco Barbero. Ma, soprattutto, ha incontrato Benedetto XVI, una personalità dalle molte sfumature e per molti versi enigmatica. Il libro riporta, infatti, il testo completo e inedito dell’ultimo colloquio avuto con lui prima della sua elezione al soglio pontificio.
Il testamento biologico è un diritto – L’audio dell’iniziativa

Il testamento biologico è un diritto – Un’iniziativa di Bologna Città Libera
www.bolognacittalibera.org
Il testamento biologico è un diritto
Martedì 24 Febbraio, ore 20.30
Cappella Farnese, Palazzo d’Accursio
Piazza Maggiore 6 – Bologna
[Promuovi l'evento su Facebook]
Intervengono
Mina Welby – Associazione “Luca Coscioni”
Adriana Scaramuzzino – Magistrato
Francesca Rescigno – Giurista
Chiara Lalli – Ricercatrice
Serafino D’Onofrio – Bologna Città Libera
Introduce
Franco Motta
Modera
Massimiliano Panarari – Giornalista de “La Repubblica”
A seguire, comunicazione delle associazioni
“Luca Coscioni” – Bologna
UAAR – Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti
LiberaUscita – Per la depenalizzazione dell’eutanasia – Bologna
Rossofiore– Bologna
LucidaMente
Per informazioni
Tel. 0512195247
E-mail: bolognacittalibera@gmail.com
Una città laica può essere tantissime cose. Può essere una città che si offre come notaio biologico dei cittadini, residenti e non residenti, disponendo un ufficio incaricato di raccogliere le disposizioni dei singoli relative al trattamento medico della propria persona nel caso di sopraggiunta impossibilità di comunicare, aprendosi con questo alle volontà e ai bisogni delle persone e favorendo l’ampliarsi di quella massa critica d’opinione necessaria a stimolare un intervento del Parlamento in materia di regolamentazione delle cure ai malati terminali. In Spagna, dall’entrata in vigore della legge sull’autonomia del paziente, nel 2002, il Ministero della sanità ha raccolto ormai 50.000 testamenti biologici, regolarmente consultati dalle strutture ospedaliere tramite una banca dati che raccoglie le volontà dei cittadini sul trattamento di fine vita. In Italia regna ancora un fragoroso vuoto legislativo: iniziamo a riempirlo partendo dalla città.
[Scarica il testamento biologico dal sito di Bologna Città Libera]
[Scarica, stampa e diffondi la locandina dell'iniziativa]
[Iscriviti al gruppo su Facebook “Amici di Bologna Città Libera”]

Bologna Città Libera – Appello alla cittadinanza
ti scriviamo per farti una proposta.
Come forse sai alle elezioni amministrative che si terranno a Bologna nella prossima primavera presenteremo una lista che si chiama Bologna Città Libera. La parola “libera” significa qui molte cose: naturalmente libera dall’arroganza autoritaria del sindaco che l’ha amministrata nel triste quinquennio passato. Ma non solo: libera dal dogmatismo liberista che ha guidato le scelte delle amministrazioni negli ultimi due decenni, da quando Walter Vitali e Flavio Delbono iniziarono ad avviare le privatizzazioni e a predicare il verbo thatcheriano anche in questa città che non ne aveva bisogno. Libera dall’inquinamento da petrolio da carbonio e da particolato, cioè libera dall’ossessione automobilistica. Libera dall’ingerenza vaticana e dal fondamentalismo di qualsiasi credo religioso.
Noi ci proponiamo di modificare la geografia politica orientando questa campagna elettorale verso la creazione di zone di resistenza umana nella tempesta che si prepara, anzi è già qui. La nostra sarà una campagna culturale sui temi dell’ambiente, del lavoro e della convivenza civile.
Ci scandalizza la povertà dei discorsi e l’aridità delle emozioni comunicate dai due poli che pretendono di occupare la scena, e sono sempre più simili sia dal punto di vista delle enunciazioni che dal punto di vista del comportamento etico. Ma ci scandalizza anche la povertà mentale di chi crede che il compito sia solo quello di moralizzare la vita pubblica, come se il problema fosse quello di rispettare le regole. Le regole stesse sono la causa della corruzione, dell’impoverimento e della barbarie che cresce all’orizzonte. Le regole che hanno dominato la vita sociale negli ultimi decenni, le regole della competizione, dell’accelerazione produttiva, della crescita illimitata, e della privatizzazione generalizzata. L’imposizione di queste regole ha esaltato la disparità economica, ha distrutto il tessuto della solidarietà sociale, ha premiato la corruzione e il cinismo, e alla fine ha portato l’economia globale (e quella cittadina) a un collasso che nessuna buona amministrazione potrà sanare.
Soltanto l’abbandono della via liberista e privatista e un’inversione completa della rotta, permetterà la ricostruzione del tessuto dell’empatia tra esseri sensibili che il fanatismo della competizione ha lacerato dolorosamente. La via della privatizzazione è portatrice di miseria, di violenza e di solitudine. Dopo aver privatizzato i trasporti e i finanziamenti per la scuola, il gas e l’elettricità, la prossima giunta si troverà a dover privatizzare l’acqua. Bologna Città Libera chiederà il voto ai cittadini bolognesi per fermare la follia della privatizzazione, i cui effetti sono evidenti nella catastrofe economica e sociale che il dogma privatista ha già prodotto nella vita dei popoli del mondo. Bologna Città Libera chiederà il voto ai cittadini per avviare un processo di deprivatizzazione di tutto ciò che è essenziale per la comunità. Bologna Città Libera intende avviare una riconversione delle tecnologie per la mobilità e per il riscaldamento, così da garantire l’autosufficienza energetica.
Bologna Città Libera intende offrire residenza e diritto di asilo a tutte le donne che fuggono da paesi in cui la violenza di genere è la norma.
Bologna Città Libera intende cambiare la natura del fenomeno migratorio: non più invasione di maschi giovani e soli, ma afflusso di donne che cercano convivenza tollerante e libera.
Bologna Città Libera intende garantire una risposta al bisogno di alloggio seguendo il principio secondo cui nessuno spazio abitabile deve rimanere inabitato.
Bologna Città Libera intende cancellare le scelte proibizioniste che sono state alla base del governo di questi cinque anni e intende contemperare le esigenze dei cittadini che vogliono dormire con gli stili di vita diversi, attraverso la moltiplicazione degli spazi di espressione differente.
Bologna Città Libera darà spazio e visibilità alle produzioni culturali indipendenti perché cultura non è solo quella delle Istituzioni.
Consapevole della conclusione del ciclo della crescita, Bologna Città Libera intende promuovere un nuovo modo di concepire la ricchezza come godimento, non come acquisizione, intende creare le condizioni per superare il consumo privato favorendo il consumo collettivo.
Per tutte queste ragioni ti chiediamo di partecipare alla nostra campagna elettorale e di contribuire, nelle forme che tu riterrai più utili e più intelligenti, con la parola e con gli atti, a una campagna elettorale che ridisegni il panorama e l’orizzonte, prima di tutto nelle immaginazioni e nelle attese, poi nei progetti e nelle realizzazioni.
Franco Berardi “Bifo”
Primi firmatari
Nanni Balestrini, Piero Sansonetti, Massimo Serafini, Claudio Lolli,
Stefano Bonaga, Sandro Mezzadra, Valerio Evangelisti, Giancarlo Ambrogio Vitali,
Maria Laura Valente, Luisa Vitali, Mario Bovina, Giorgio Tinelli,
Lucia Berardi, Claudia Brighetti, Cinzia Monari, Barbara Gualandi, Elisa Mereghetti,
Antonello Martelli, Marco Trotta, Davide Turrini, Marco Magagnoli,
Oscar Marchisio, Giampiero Moruzzi, Franco Motta, Vincenzo Bazzocchi,
Anna Navetta, Carlo Loiodice, Tiziana Milito, Gianni de Giuli,
Gabriele Bollini, Antonio Faggioli, Alberto Masala, Maria Grazia Negrini,
Gianalberto Cavazza, Giovanni Dursi, Roberto Serra, Maurizio Cecconi, Bruno Giorgini.
Per chi volesse sottoscrivere l’appello inviare le adesioni a
gruppomistobolognacittalibera@comune.bologna.it
bolognacittalibera@gmail.com
www.bolognacittalibera.org



