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Articoli marcati con tag ‘Fotografia’

I nomi delle cose

Café Jubilee - Valletta

Con una forte vena idolatrica (e a volte con un involontario effetto comico), a Malta le case, i negozi, le navi, le città, hanno nomi che rimandano alla tradizione cattolica.

La capitale dell’arcipelago maltese è “Valletta – Città Umilissima”; visitando le chiese e in particolare la principale, la Saint John’s Co-Cathedral, colma di ori, gioielli e pietre preziose, di codesta “umiltà” non si trova traccia.

Il finalmente attivo e nuovo ospedale si chiama “Mater Dei”, davanti all’ingresso troneggia una statua della Madonna e il tutto è stato costruito coi soldi pubblici.

Sui cofani delle auto della polizia si legge la scritta “Domine dirige nos” – chissà se sono stati protetti dagli incidenti stradali…

Una nave militare è stata battezzata “Salve Regina” e sarebbe sbagliato trovarvi un’incongruenza col suo utilizzo, ovvero i respingimenti degli immigrati.

Le case private (e ne cito solo alcune) portano i nome di “Provvidenza”, “Maria”, “Santa Verginella”, “Salvatore”…

Infine il “Jubilee store” è sia un bar che una ferramenta, ovvero puoi bere un espresso o comprare un martello e sperare nella remissione dei tuoi peccati.

[Qualche nuova foto qui e qui]

Prime impressioni (e qualche foto con l’iPhone)

Le tre isole dell'arcipelago. Da sinistra: Malta, Comino, Gozo

Il colore dominante è il giallo ocra.

La vegetazione è un concetto astratto.

I conducenti dei bus provano a fregarti (chiedi sempre la stampa del biglietto).

Ad ogni angolo c’è o una chiesa, o un santuario, o una statua della Madonna, o un duomo, o una statua di Gesù, o una cattedrale, o una statua d’un santo qualunque. Incredibile come un’isola così piccola sprechi tanto spazio ed energie per dei luoghi di culto. Ora non approfondisco ma ne riscriverò.

Alle signore anziane maltesi piace tirar fuori una sedia di casa, posizionarla in un angolo della strada, accostarla a quelle delle vicine e chiacchierare. In alternativa, le panchine ai lati delle piazze e nei giardini sono affollate di anziani. Queste scene mi hanno risvegliato molte immagini della Sicilia.

Il maltese è incomprensibile. E’ un mix di arabo, francese, latino, spagnolo, italiano e inglese. Il tutto pronunciato con un accento che non sfigurerebbe a Canicattì.

I pastizzi – pasta sfoglia ripiena di un formaggio caprino pepato – sono un perfetto aperitivo, che peraltro costa appena 40 centesimi di euro. Il nome allude alla vagina delle capre. Non chiedetemi perché…

La birra locale è a buon mercato e si fa bere con piacere.

Ho visto due campi da cricket: mi fermerò ad assistere a una partita o a un allenamento.

Il mio monolocale in una tipica dimora maltese nel centro de La Valletta è f-a-v-o-l-o-s-o: già lo amo. Josef, il proprietario, è super gentile e disponibile (è pure bono e mi ha ricevuto a torso nudo, ma questo non c’entra nulla). Ve lo consiglio: il servizio è da 9 punti su 10 e il prezzo dei migliori.

Internet va e viene: pazienza.

Il porto di Floriana è stato ristrutturato da poco. Ora si chiama Pinto Wharf, anche se tutti i maltesi continuano a chiamarlo col vecchio nome, ovvero Valletta Waterfront.

Ho mangiato un piatto (enorme, lasciato a metà) di cibi maltesi: insalata di polipo, olive nere, gamberetti, alici, humus di ceci, formaggio di capra. Tutti prodotti freschi e per soli 12 euri (sia lodata Lonely Planet) al Heat Bar & Diner.

Malta sarà pura “la cattolicissima del Mediterraneo”, ma qui è tutto uno sculettare

[Le prime foto son qui]

Biotestamento, intervista sul sit-in a Montecitorio

Foto di gruppo del Coordinamento Laico Nazionale

Foto di gruppo del Coordinamento Laico Nazionale

Radio Città Fujiko mi ha intervistato, per una breve cronaca su com’è andato il sit-in organizzato dal Coordinamento Laico Nazionale contro il ddl Calabrò.

L’appuntamento era davanti alla Camera dei Deputati, in piazza Montecitorio.

Qui qualche foto della manifestazione, e qui l’audio.

Rosso Fiom

Le donne della Fiom di Reggio EmiliaStamattina a Bologna s’è tenuto lo sciopero generale della Fiom-Cgil, in anticipo d’un giorno rispetto a quello nazionale, che si terrà venerdì 28 Gennaio.

30.000 partecipanti, operai da tutta la regione e poi studenti, pensionati, precari. Altissima l’adesione nelle fabbriche, con percentuali oscillanti tra l’80 e il 100%.

Il corteo è passato davanti alla sede dell’Arcigay “Il Cassero”, che aveva esposto un cartello gigante: “Le vostre battaglie sono le nostre battaglie”.

Tante le bandiere delle forze politiche di sinistra, tra cui brillavano per assenza quelle del Partito Democratico. Guai a pensare male e ad essere prevenuti: erano “nascosti” dietro il palco in Piazza Maggiore, a raccogliere firme per mandare a casa Berlusconi. In Emilia ne hanno raccolte più di 60.000; gliene restano da raccogliere circa 9.940.000: auguri!

***

Mi sono piaciuti gli interventi di Stefano Tassinari, a nome di un gruppo di scrittori bolognesi e non solo, e quello di Maurizio Landini. Emozionato, con voce rotta, il segretario della Fiom ha duramente attaccato Confindustria, Fiat, Cisl e Uil per la miopia dimostrata e l’assenza di una seria politica industriale; ha difeso il lavoro quale fondamento della dignità di ognuno/a.

In conclusione, ha chiesto che la Cgil proclami lo sciopero generale. La piazza ha scandito in coro “Sciopero generale!” e la richiesta è proseguita anche all’inizio dell’intervento di Susanna Camusso, che s’è ben guardata dall’annunciare una protesta che, oramai, non si comprende per quali motivi il sindacato non organizza. A causa di questa reticenza, la segretaria confederale s’è presa qualche fischio; non tanti, ma qualcuno e più che giustificato.

Un duro commento al discorso di Camusso è arrivato da Giorgio Cremaschi, componente del comitato centrale della Fiom: ha definito “deludente” il suo intervento e s’è chiesto “dove vuole andare la segreteria della Cgil, in un momento in cui la grande maggioranza dei lavoratori e sicuramente degli iscritti all’organizzazione chiede e vuole lo sciopero generale?”.

Mi domando, al di là delle inevitabili dietrologie, per quale motivo la Cgil sceglie di essere trascinata invece che porsi lei stessa all’avanguardia di questa lotta che, non dimentichiamolo, è appena iniziata e, dunque, ha davanti a sé ancora molta strada da percorrere.

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Il premio “simpatia ed entusiasmo” va allo spezzone formato dalle donne della Fiom di Reggio Emilia che, animate da un megafono, scandivano ripetutamente “chi non salta una Ruby è”.

Il premio “asino stipendiato” va al Ministro del Lavoro Sacconi, che ha dichiarato di “non capire perché il sindacato manifesta”.

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Qui potete vedere qualche foto che ho scattato e qui quelle pubblicate da Città del Capo – Radio Metropolitana.

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Come disse una volta Picasso, “quando finisco il blu, uso il rosso”. Oggi, insieme alle tute blu, raccolti attorno al rosso Fiom, c’erano i movimenti che non s’arrendano di fronte all’affermarsi di un capitalismo straccione e predatorio.

Internazionale 2010, foto ricordo dei bloggers

Maurizio Cecconi & Raul Larsen

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Micaela Calabresi & Maurizio Cecconi

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Joe Bageant e i bloggers di Internazionale 2010

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Maurizio Cecconi & Daniele Federico

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Maurizio Cecconi & Il Suo Doppio Mento

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Se avete altre foto, inviatemele

Egitto, Maggio 2010 – Foto

Qui e qui.

Bambini al Cairo

Bertone vergognati! – Le foto

STRANABOLOGNA, foto e audio e video

Grazie ai siti BolognaNotizie e ZIC e DgTvOnline e Rosso Controinformazione, sono state pubblicate le foto e gli audio e i video di STRANABOLOGNA.

Lo striscione d'apertura di STRANABOLOGNA

The Italian Miss Alternative 2009 – Le foto

Fotografie di Remediosandme

Genova Pride 2009 – Le foto

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