Articoli marcati con tag ‘Flavio Delbono’
DD. Declino Democratico
Bologna s’avvia verso le elezioni. Ancora non si conosce la data certa; s’ipotizza una concomitanza con le regionali, quindi tra due mesi, il 28 e il 29 marzo.
Si sono aperte le danze: chi va di qua, chi va di là, con chi mi alleo (per fare cosa?), chi è il candidato sindaco, primarie sì primarie no però di coalizione.
Intanto Baffino D’Alema persevera. Oggi a Bologna, tende una mano all’UDC: “Naturale che, anche localmente, non sia alleata col PDL”. Per ora Casini risponde picche… ma forse è solo per alzare il prezzo… vedremo.
Per discutere del marasma in cui siamo caduti a causa dell’insipienza della classe dirigente del Partito Democratico e della sinistra a lui alleata, Bologna Città Libera ha convocato un’assemblea aperta a tutti per Martedì 2 Febbraio, alle ore 20.30, presso l’Istituto del Risanamento, in Via Muratori 4/2 [vedi mappa]. Partecipate!
Potevamo dire: ve l’avevamo detto. E’ vero, ma non basta. E del resto non siamo stati certo con le mani in mano in tutto questo tempo. Per questo di fronte al nuovo scenario che si è aperto con le dimissioni del sindaco noi preferiamo rispondere nell’unico modo che abbiamo sperimentato durante la scorsa campagna elettorale per dialogare con/nella città: un’assemblea pubblica di Bologna Città Libera.
Bologna, le restrizioni di bilancio non siano pretesto per la privatizzazione della cultura
Questa è la cifra destinata dal Comune di Bologna al fare cultura quotidianamente.
Non poniamoci domande del tipo: “Perché spendere tanto per Capodanno quando le risorse sono così scarse?”. Sono domande tendenziose, prive di fondamento. La buona politica non ragiona in siffatta maniera.
C’è la crisi, sono anni che lo stato centrale taglia i trasferimenti agli enti locali, Berlusconi è cattivo però anche Prodi non ha aumentato i finanziamenti ai Comuni. E ogni tanto ci si mettono anche quei mangiapreti rompiballe dei laici a ricordarci che il Comune di Bologna spende ogni anno 1.100.000 euro in finanziamenti alle scuole private (leggi cattoliche) e altri 700.000 in contributi all’edilizia di culto. Di eliminare queste spese ideologiche non se ne parla nemmeno, of course, altrimenti poi chi le sopporta le sfuriate della Curia.
Chiediamoci piuttosto come il Comune investirà quei 758 euro al giorno. Cosa si può realizzare con una tal somma (pur considerando che non tutti i giorni ci saranno delle attività culturali) ?
Per chi non è a digiuno dei costi dell’organizzazione anche solo di un piccolo/medio evento, la risposta è lampante. Nulla. Dunque la conclusione non potrebbe che essere questa: nel 2010 il Comune, nel campo culturale, “progetta” di non fare nulla. Possiamo solo immaginare quale sforzo abbia richiesto la concezione di tale progetto.
Ma anche qui scivoleremmo irrimediabilmente nella “sterile polemica”. Infatti, il Comune ha pronto il “Piano B”, che ci salverà dalla rovina.
Il “Piano B” prevede di aprire un “Ufficio Sponsorizzazioni” e cercare, per gli eventi da mettere in programma, dei contribuenti privati, ovvero delle società commerciali, che diano della grana in cambio della presenza del loro marchio. Tutto bene. Lo si fa da anni e non c’è niente di nuovo, direte voi.
Mica tanto, dico io. Prima lo si faceva quando si poteva, quando l’evento era appetibile per gli sponsor. Tutto il resto, tutta la cultura non appetibile commercialmente era finanziata a fondo perduto dal Comune. Da oggi succederà l’inverso: in programma andranno solo eventi di cui sia dimostrato l’appeal pubblicitario. E’ una bella differenza, non trovate?
A questo punto, vale la pena chiedersi di cosa è fatta una programmazione culturale cittadina. E’ fatta di grandi eventi o piuttosto di un circuito che mette a disposizione una pluralità di offerte (e saltuariamente la qualità di questo circuito culturale è sottolineata dall’organizzazione di un concerto o di un’anteprima internazionale)?
A questa ultima domanda è stato risposto a Capodanno. La cultura a Bologna sarà costituita da passerelle e da occasioni mondane di massa. Tutto il resto e tutto il meglio – la cultura che solletica la curiosità, che educa alla libertà e all’autonomia dell’individuo – vivrà una lenta agonia. Che fine farà quel circuito fatto di piccole e buone occasioni per imparare, è facilmente prevedibile.
Giustamente, in questi giorni, la stampa si occupa molto dei presunti usi illeciti del denaro dei contribuenti da parte del sindaco Delbono.
Al fatto che dal 2010, a Bologna, la cultura è una questione privata hanno dedicato poche, sconsolate righe.
Peccato, perché non basterà un bancomat in più o in meno a fare di Bologna una città europea.
Stiamo perdendo il treno più importante e nemmeno ne piangiamo la perdita.
Bologna, matrimoni gay. Delbono scrive alla coppia che il Comune rifiuta di sposare: “E’ un’ingiustizia”
Plauso del Cassero e considerazioni più caute di Arcilesbica Bologna: “Parole interessanti ma sono importanti le azioni concrete. Ci saremmo augurate che intraprendesse in prima persona un’azione come quella messa in atto da Chiamparino a Torino”.
Anche Franco Grillini invita il sindaco a passare dalle parole ai fatti.
Bologna, i consensi di Delbono in lieve calo
Matrimonio gay, Bologna non s’arrende. Un’altra coppia chiede al sindaco di sposarla
Giuseppe Lombardo e Angelo De Battisti formano da ben 15 anni una coppia. La seconda a chiedere al Sindaco di Bologna di unirli simbolicamente in matrimonio tramite l’iniziativa Mille Chiamparino. Già Maurizio Cecconi e Tomas Tomas Kutinjac, infatti, avevano avanzato la stessa richiesta al loro primo cittadino, ma senza fortuna.
Eppure “E’ arrivato il momento di fare qualcosa di concreto per le coppie omosessuali. Più siamo meglio è”, dice Giuseppe, 40 anni, che nella vita fa l’infermiere. “All’epoca non c’era internet. Ci siamo conosciuti con un annuncio su Telemontecarlo, racconta Angelo, operaio metalmeccaninco di 52 anni. Con loro vive anche la madre di quest’ultimo che «sarebbe felicissima se potesse vederci sposati”. Loro tre, insieme, formano una normalissima famiglia senza diritti come tante. “Mi auguro che Delbono risponda alla nostra richiesta – dice ancora Giuseppe -, altrimenti la delusione sarebbe grande. Anche perchè ha manifestato con noi in Piazza Nettuno in un sit-in contro l’omofobia”.
L’iniziativa del portale Gay.it s’ispira alla vicenda del Sindaco di Torino Sergio Chiamparino che ha annunciato la volontà di sposare Antonella D’Annibale e Debora Galbiati Ventrella, due lesbiche torinesi che gli avevano chiesto proprio di poter celebrare le loro nozze simboliche. Per aderire basta compilare il modulo a questo indirizzo. Una mail automatica sarà inviata al Sindaco della propria città con la richiesta di nozze simboliche. | Fonte Gay.it
Matrimoni gay, parte la campagna “Mille Chiamparino”
Per permettere alle coppie gay di chiedere al prorio sindaco di celebrare le loro nozze. Dopo il Sindaco di Torino, tanti altri possono dare voce ai nostri diritti.
E’ stato aperto anche un minisito, con un modulo di lettera da inviare al sindaco della vostra città:
http://www.gay.it/millechiamparino
Io e Tomas, che abbiamo chiesto al sindaco di Bologna di sposarci simbolicamente, invitiamo le coppie omosessuali a fare altrettanto:
Aderiamo con entusiasmo alla campagna “Mille Chiamparino” lanciata da Gay.it. Come coppia gay che ha scritto al sindaco della nostra città per chiedergli di sposarci, invitiamo tutte le coppie omosessuali a fare altrettanto, seguendo l’invito qui pubblicato. C’è estremo bisogno, in Italia, di una nuova stagione di uguaglianza e di laicità, che veda il movimento lgbt protagonista e in prima linea.
Tra i testimonial, Franco Grillini, Paolo Patanè, Vladimir Luxuria, Sergio Rovasio, Fabio Canino, Alessandro Cecchi Paone.
DIFFONDETE!
Matrimonio gay, il Sindaco Delbono non risponde alla nostra richiesta. Almeno ci incontri
Delbono: “Manca la legge per i matrimoni gay”Flavio Delbono si dice a favore dei matrimoni gay, ma non celebrerà quello simbolico fra Maurizio Cecconi e il suo compagno perché manca una legge nazionale. “Mi auguro che il Parlamento decida finalmente di approvare una buona legge che elimini la distanza dell’Italia dall’Europa – afferma il sindaco – purtroppo manca ancora una legge nazionale che, come avviene in altri grandi Paesi, garantisce la parità dei diritti e della dignità alle coppie gay e lesbiche”. In altre parole, lascia intendere Delbono, che non parla mai però esplicitamente di matrimonio (e sottolinea che anche il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, non ha celebrato delle nozze), l’auspicio è che si arrivi ad equiparare i diritti delle coppie etero e omosessuali. | Fonte La Repubblica Bologna
Dopo le lettere aperte inviate al Sindaco Delbono, scritte da me e dal mio compagno e dai miei genitori, abbiamo ricevuto molte felicitazioni e tante interviste da parte della stampa, che s’è dimostrata attenta alla richiesta di due cittadini nei confronti del Sindaco della loro città. Vi ringraziamo per questo e vi chiediamo di continuare in questa indispensabile opera d’informazione.
L’ultima giornalista che ci ha intervistato ci ha comunicato che l’ufficio stampa del Sindaco aveva diffuso una nota, in cui il primo cittadino afferma che è necessaria una legge nazionale per garantire pari diritti e dignità alle persone lgbt.
Purtroppo non dice nulla sulla nostra richiesta di celebrare un matrimonio omosessuale, seppur simbolico.
Io e il mio compagno non abbiamo mai pensato che fosse sufficiente scrivere un paio di lettere e il Sindaco ci avrebbe telefonato esclamando: “Cecconi e Kutinja?, correte nel mio ufficio che vi sposo!”.
Pensiamo che sia una decisione che richiede anche una riflessione e non desideriamo forzargli la mano.
Pensiamo che potrebbe incontrarci per darci l’occasione di spiegargli le nostre ragioni.
Anche il Sindaco Chiamparino, prima di decidere, ha incontrato Antonella e Debora.
Il fatto che il Sindaco della nostra città non ci risponda ci delude, ma non ci fa perdere la speranza che possa oggi, domani, dopodomani aprire la sua porta all’ascolto di una coppia omosessuale, desiderosa di unirsi pubblicamente davanti alla comunità cittadina, come fanno tutte le coppie eterosessuali che si sposano.
Restiamo in attesa di una chiamata, Sindaco!
Matrimonio gay. Gentile Sindaco Delbono, Le chiediamo di sposarci…
Le invio a nome mio e del mio fidanzato la richiesta di celebrare la nostra unione simbolica, come e dove lo riterrà più opportuno.
Nell’inviarLe la nostra richiesta, Le allego anche quella dei miei genitori, che ugualmente Le chiedono d’accettare di sposarci.
Ci auguriamo di ricevere presto una Sua positiva risposta.
Cordiali saluti,
Maurizio Cecconi.
Chiamparino, sindaco di Torino, sposa due donne. Delbono faccia altrettanto
Antonella e Debora avranno il loro “sì”. Sarà un “sì” – come si dice – senza valore legale. Ma per loro, e non solo per loro (la popolazione lesbica, gay, bisessuale e transessuale è stimata il 5-10% del totale), sarà prezioso comunque. Lo pronunceranno davanti al sindaco Sergio Chiamparino, che ha accettato di “celebrare” quello che lui definisce “un atto privato”. Privato ma anche politico. “Posso fare un atto che richiami – spiega il sindaco – alla scelta che dovrebbe essere dei parlamentari: una proposta di legge che introduca uno strumento giuridico, che non è il matrimonio, che consenta alle persone dello stesso sesso di riconoscersi diritti e doveri per il presente e per il futuro. Uno strumento che si affianchi al matrimonio civile”. | Fonte La Stampa
L’iniziativa è promossa dalla Rete Lenford e da Certi Diritti. Un applauso.
E a Bologna?
A Bologna il 30 Maggio scorso si sono unite 17 emozionatissime coppie gay, lesbiche ed eterosessuali. In Piazza dell’Unità è stato celebrato un rito civile per chiedere uguaglianza e pari diritti, il riconoscimento di tutte le unioni e l’accesso al matrimonio. Tutte le coppie hanno firmato un registro, che è stato consegnato alla sede elettorale di Flavio Delbono.
Sarebbe importante che Bologna s’unisse a Torino nel sostenere le richiesta di uguaglianza. Per questo dico a Delbono: se il sindaco di Bologna è disposto a compiere il gesto di civiltà di Chiamparino, io e il mio fidanzato siamo disponibili. E insieme a noi molte altre coppie. [Video: 1 | 2]
Gay bolognesi e emiliani, brevi istruzioni per il suicidio
1. Quando il partito di centro-sinistra e di maggioranza vi concede qualcosa purché rinunciate alla pubblica rivendicazione delle vostre richieste, fatelo.
2. Quando il partito di centro-sinistra e di maggioranza vi finanzia il Pride con 1.500 euro e poi sgancia 2 milioni di euro all’anno alla Curia, ringraziatelo: siete pur sempre nei suoi pensieri.
3. Quando il partito di centro-sinistra e di maggioranza vi promette una legge regionale contro le discriminazioni e poi in cinque anni non riesce ad approvarla a causa dei veti dei cattolici, plaudite l’escamotage d’inserire un articolo nella finanziaria emiliano-romagnola: ottenere qualcosa è sempre meglio che lottare con dignità.
4. Quando il sindaco del partito di centro-sinistra e di maggioranza difende il crocefisso dalla assurde richieste di laicità che provengono dall’Europa, complimentatevi con voi stessi per aver votato democristiano.
5. Quando il sindaco del partito di centro-sinistra e di maggioranza prende le distanze dai festival culturali che organizzate e afferma di non aver approvato i finanziamenti, riunitevi in preghiera: è solo un brutto momento, passerà.
6. Quando il sindaco del partito di centro-sinistra e di maggioranza sostiene che offendete la Santa Romana Chiesa, per buona educazione distogliete lo sguardo dalla sua lunga sottana nera.
7. Quando chiedete una campagna informativa contro le malattie a trasmissione sessuale e l’assessore del partito di centro-sinistra e di maggioranza vi risponde che non si può mostrare un preservativo, esclamate “Mea culpa”. Lo sanno tutti che i bambini li porta la cicogna.
8. Quando il partito di centro-sinistra e di maggioranza elegge contemporaneamente un discepolo dell’Opus Dei e una persona omosessuale, fingete che quest’ultima conti qualcosa.
9. Quando il partito di centro-sinistra e di maggioranza vi regala una briciola, sentitevi sazi come Lucio Licinio Locullo dopo una cena in compagnia di Cicerone e Pompeo.
10. Quando il masochismo non sarà più una piacevolissima pratica sessuale ma politica, avrete raggiunto il vostro obiettivo. Amen.

