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La Rete Laica di Bologna contro i finanziamenti alle scuole private

Nella giornata di ieri la Rete Laica di Bologna ha diffuso un comunicato stampa in cui si ricorda alla politica quali sono gli articoli e i principi della Costituzione italiana su cui è stata costruita la scuola pubblica e in cui si chiede che non siano concessi fondi alle scuole private.

Rete Laica Bologna

Bologna, sui finanziamenti alle scuole private il PD sospende il giudizio

Sui finanziamenti alle scuole private il PD sospende il giudizio, in attesa di tempi migliori, in cui si possa approvarli con meno clamore. Questo, in sintesi, il significato delle dichiarazioni dell’assessora alla scuola del Comune di Bologna, Simona Lembi, e del gruppo consiliare del PD, in risposta alle richieste della Curia di un 30% dei fondi disponibili, da destinare alle strutture cattoliche.

La scuola è finita

Bologna, Curia: “Alle scuole cattoliche il 30% della torta”

Il messaggio è stato ribadito: per le scuole cattoliche Monsignor Vecchi vuole più soldi dal Comune. Questa mattina, in occasione della presentazione delle celebrazioni di San Petronio, il vescovo, che ieri aveva parlato in un’omelia di “lotta sindacale” per l’aumento dei fondi, ha precisato che “se c’è una torta, il 30% di quella torta va messo per le scuole cattoliche che fanno un servizio pubblico”. Nessun attrito con Palazzo D’Accursio, ha scandito Vecchi, che ha confermato come i rapporti con il sindaco Delbono siano improntati alla collaborazione. Il vescovo ha ricordato come Cofferati decise di non partecipare alla messa di San Petronio e poi “si è accorto di aver sbagliato e sarebbe venuto anche tre volte”. La risposta del Comune sui fondi non si è fatta attendere, ed è arrivata per mano dell’assessore alla Scuola Simona Lembi, che ha precisato: “Il tema convenzioni a oggi non è in agenda”. La scadenza dell’accordo è fissata infatti a giugno 2010. Se non fosse abbastanza chiaro, Lembi ha ricordato che “in un periodo di crisi come questo siamo tutti chiamati a tirare la cinghia”. | Fonte Città del Capo – Radio Metropolitana

Ancora soldi dal Comune di Bologna alla Curia

I finanziamenti alle scuole private rispettano la Costituzione? L’analisi dell’avvocato Stracuzzi

I tentativi di superare il dettato del 3° comma art. 33 si svilupparono secondo diverse linee argomentative fin dalle prime legislature e già i fautori di quella apparentemente chiara e univoca formulazione costituzionale cercarono interpretazioni che lasciassero spazio ad una lettura meno rigida del divieto.

Ancora in sede costituente, infatti, gli stessi promotori dell’emendamento che permise di raggiungere un accordo tra le opposte posizioni, proposero una lettura molto elastica del divieto, secondo la quale con quel disposto si voleva solo negare l’esistenza di un diritto costituzionale ad ottenere fondi dallo Stato, mentre quest’ultimo non soffriva di nessuna limitazione circa la facoltà di concedere aiuti alle scuole private. In questo senso si pronunciò l’onorevole Corbino (per una contestazione di questa interpretazione si veda: Mura – Scuola, cultura e ricerca scientifica – Manuale di diritto pubblico Amato, Barbera, III, Bologna, 1997, 233 e segg.: secondo l’autore la norma costituzionale letta secondo quel significato perderebbe ogni utilità, risultando superflua, dovendosi cosí dare rilievo alla lettura che riserva a quella disposizione una effettiva utilità).
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Ora di religione, continua l’offensiva clericale della Curia bolognese

Continua l’offensiva clericale della Curia bolognese, con la complicità del centro-sinistra al governo della città, che promette il rinnovo dei finanziamenti alle scuole cattoliche. Questa volta, nel mirino c’è l’ora di religione. E scattano le denuncie da parte di Via Altabella verso il Liceo Fermi: “Ci riserviamo di ricorrere ad azioni legali”, annuncia Don Raffaele Buono e non nasconde la determinazione della Curia a difendere, con ogni strumento ed anche in tribunale, l’insegnamento della Chiesa cattolica nelle scuole.

Religione a scuola? No, grazie!

Bologna, Caffarra chiede soldi per le scuole cattoliche. Il PD annuisce

Per l’arcivescovo di Bologna Carlo Caffarra la libertà di scelta significa soldi alle scuole cattoliche. La richesta è arrivata chiara e diretta in apertura del convegno “Materna day”. Ad ascoltarlo in platea c’erano il sindaco Flavio Delbono e la presidente della Provincia Beatrice Draghetti.

“Che la scelta sia libera, cioè soldi – ha scandito Caffarra – sennò si limita la libertà di scelta a una dichiarazione di principio” ha detto Caffarra, mentre stava presentando principi della sua “Carta formativa della scuola cattolica dell’infanzia”.

Caffarra si fa portavoce della federazione delle scuole private, che chiede di aumentare i finanziamenti e di abolire la quota attualmente a carico delle famiglie, utilizzando fondi comunali o statali.

Per la presidente della Provincia Beatrice Draghetti “è tempo di fare patti”. Per l’assessora alla scuola del Comune di Bologna, Simona Lembi, “con le scuole cattoliche si può fare un ragionamento”. Il PD, al governo di Comune e Provincia, non discute se dare o non dare i finanziamenti, ma di quanto aumentarli.

Pochi giorni fa, l’assemblea dei genitori e dei docenti ha accusato il Comune di Bologna, prossimo a rinnovare la convenzione con le scuole private in scadenza nel 2010, di “collaborazionismo col Governo” nel processo di smantellamento della scuola pubblica.

Il Comune di Bologna spende attualmente circa 1 milione e 200 mila euro all’anno in finanziamenti alle scuole private, in maggior parte cattoliche. E son soldi nostri, di tutti i contribuenti.

Delbono chierichetto

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Maurizio Cecconi
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