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Marescotti dice no a Fassino: “Niente più tessera”
OGGI INCONTRO TRA ATTORE E PARLAMENTARE AL CIRCOLO PASSEPARTOUT
DIRE, Bologna, 13 Mar. – L’attore Ivano Marescotti non ha intenzione di riprendere la tessera del Partito Democratico, nemmeno se a chiederglielo è l’ex segretario dei Ds Piero Fassino. E non la prenderà per tutto il 2009, a meno che il partito sui temi etici non cambi linea. L’attore, iscritto dall’età di 15 anni (dai pionieri alla FGCI, racconta, dal PCI al PD) ha stracciato la tessera di fronte alle posizioni espresse durante il caso Englaro. Una convinzione che si è rafforzata ora che è in discussione la legge sul testamento biologico. Tanto che prima di iniziare il dibattito, Marescotti definisce il PD “una specie di club del tennis”. Lo fa mentre mangia i tarallucci e beve un bicchiere di vino offerto dal Circolo Passepartout di Bologna. Ma la discussione non finirà così. Soprattutto per Fassino, perché, se l’attore bolognese durante i suoi interventi di fronte agli iscritti viene applaudito più volte, l’ex segretario viene invece contestato e interrotto dai suoi e le spiegazioni che dà non sempre convincono la platea. Appena l’attore ha lasciato il PD “l’ho chiamato – ricorda Fassino – perché la sua lettera era esemplificativa di un malessere che non è solo di una persona”. Una delle caratteristiche più importanti del PD, fa presente Fassino, “è tenere insieme credenti e non credenti”. Parole che non convincono l’attore nemmeno di fronte all’appello del parlamentare: “Chiedo a Ivano Marescotti di reiscriversi al PD”. Le posizioni sono troppo distanti. “Il clericalismo esiste – sottolinea infatti Marescotti – è dell’anticlericalismo di cui bisogna riappropriarsi”. Pretendo “che Dio stia fuori dalle istituzioni, immaginiamoci se non deve stare fuori la Chiesa. Dunque – conclude Marescotti – non prendo la tessera del 2009, è una posizione personale”. Certo se il partito dovesse cambiare posizione Marescotti sarebbe pronto “a rientrare”.


