Articoli marcati con tag ‘Fecondazione assistita’
Bye Bye 40
Ho pubblicato, su Esilio Laico, il mio blog sul sito del Cassero, un articolo sulla legge 40 e la fecondazione assistita.
I gay e l’inciucio del PD con l’UDC. Cecconi: “Nessun voto a Delbono e agli alfieri della discriminazione”
Comunicato stampa, 28.05.2009
“Il Parlamento Europeo ha bocciato l’elezione di Rocco Buttiglione, presidente dell’UDC, come Commissario alla Giustizia perché sostiene che ‘l’omosessualità va curata’. Il partito di Casini ha contribuito all’approvazione della Legge 40 sulla fecondazione assistita – poi in gran parte bocciata dalla Corte Costituzionale -, ha boicottato le iniziative legislative sulle unioni civili e sulla legge contro l’omofobia. Con questo partito, che sostiene a Bologna la candidatura di Guazzaloca, dopo Rizzo Nervo anche Caronna, massimo esponete del PD in Emilia-Romagna, vorrebbe fare un accordo elettorale per garantire la traballante elezione di Delbono“, così Maurizio Cecconi, attivista del movimento omosessuale, candidato consigliere di Bologna Città Libera, che lancia un appello: “A Delbono e all’UDC non vada nessun voto delle persone omosessuali, bisessuali e trans. Siamo di fronte a un inganno epocale e votarli sarebbe per noi un atto auto-lesionistico, che condannerebbe le rivendicazioni del movimento omosessuale all’irrilevanza politica”.
Conclude Cecconi con una considerazione/domanda: “Mi chiedo cosa ne pensino i candidati gay e lesbiche del centro-sinistra della possibilità di un accordo fra l’Unione di Delbono e l’UDC. Il loro silenzio è preoccupante e sembra condannarli a una posizione di subalternità”.
Bologna. I gay, il PD e il tranello dell’UDC
Abbiamo ascoltato da parte di autorevoli esponenti del Partito Democratico (i “laici”) invettive del tipo: “Non si può votare Guazzaloca né fare accordi con lui, perché sui diritti civili, Re Giorgio è sostenuto dall’UDC, che in Parlamento ha boicottato tutte le richieste di civiltà avanzate dai movimenti, dal testamento biologico, alle coppie di fatto fino alla fecondazione assistita”.
E’ un argomento calzante, senza dubbio. E qualche volenteroso ci aveva creduto. Finché un giorno di questa settimana Rizzo Nervo, Responsabile Enti Locali del PD (insomma quello che si occupa delle politiche dei comuni), ha aperto una porta grande come una futura casa in comune all’UDC: “Dopo il primo turno, se c’è condivisione non escludiamo nessuno”.
Ora resta da chiedersi: voteranno i gay, le lesbiche, i/le bisessuali, i/le trans, tutti i cittadini attenti ai diritti civili e alla laicità, chi da una parte si dichiara amico dell’uguaglianza e dall’altra parte (quella più importante, quella che conta) stringe accordi con chi ne è fiero avversario?
Quale sarà il prezzo, in termini di programma, da pagare all’ingresso dell’UDC nella coalizione di Delbono? E’ facile immaginarlo: qualche poltrona, più finanziamenti alle scuole private e cattoliche (più di quelli che già ora accorda il centro-sinistra), più familismo, blocco di qualunque avanzamento laico nelle politiche del Comune di Bologna.
Ha ragioni da vendere Valerio Monteventi, candidato sindaco, quando commenta beffardamente che “cosa non si fa per restare al potere, dopo cinque anni di amministrazione disastrosa e senza la necessaria auto-critica. Le proposte indecenti del PD spingeranno gli elettori del centro-sinistra a schierarsi per l’unica alternativa allo sfascio: Bologna Città Libera. Per questo diciamo grazie a Rizzo Nervo e al PD”.
Il 6 e il 7 giugno misureremo se saremo stati saggi o auto-lesionisti.

La Chiesa del no, Marco Politi. Incontro con l’autore – Bologna Città Libera
MARCO POLITI
MONDADORI, 2009
Venerdì 24 Aprile, Ore 18.00
Le Scuderie, Piazza Verdi 2, Bologna [vedi mappa]
Introduce
Franco Motta
Università di Torino
Ne discuno con l’autore
Alberto Melloni
Fondazione per le scienze religiose “Giovanni XXIII”
Rita De Santis
Presidente Agedo – Associazione Genitori di Omosessuali
Modera
Carla Codroma
Bologna Città Libera
Dare vita ad un lungo viaggio tra gli italiani per scoprire un Paese in cui il senso dell’etica convive con la comprensione per le scelte esistenziali difficili e la fede si coniuga alla laicità e all’attenzione per le idee altrui. E’ questo l’obiettivo del contributo di Marco Politi ”La Chiesa del no. Indagine sugli italiani e la libertà di coscienza”, in libreria per Mondadori. A 80 anni dalla la firma del Concordato Politi fa il punto, attraverso numerosi pareri e testimonianze, su argomenti ancora aperti come quello del divorzio, della fecondazione assistita, dell’aborto, delle coppie di fatto, dei gay, dei diritti del malato a sospendere nutrizione e idratazione artificiale in caso di stato vegetativo persistente. Alla ricerca di risposte, l’autore ha spaziato dal mondo ecclesiastico a quello della scienza, dalla medicina alla politica, dal diritto al cinema. Ha incontrato personalità come Alessandro Plotti, Gustavo Zagrebelsky, Ignazio Marino, Enrico Bellone, Vito Mancuso, Giulio Girello, Enzo Bianchi, donne dai destini diversissimi come Mina Welby e Rosy Bindi, uomini di spettacolo come Lino Banfi, seguace di Padre Pio, e sacerdoti dal percorso travagliato come Franco Barbero. Ma, soprattutto, ha incontrato Benedetto XVI, una personalità dalle molte sfumature e per molti versi enigmatica. Il libro riporta, infatti, il testo completo e inedito dell’ultimo colloquio avuto con lui prima della sua elezione al soglio pontificio.
Bologna, i laici sul testamento biologico e la fecondazione assistita: “Inadatti a legiferare”
FECONDAZIONE ASSISTITA. “STORICA DECISIONE
DELLA CORTE COSTITUZIONALE”
Comunicato stampa congiunto
Il cartello laico (composto da Bologna Città Libera, Terre Libere, UAAR Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti — Bologna, Comitato bolognese Scuola e Costituzione, Rivista “LucidaMente”, Radicali Bologna, Cellula “Luca Coscioni” — Bologna, Associazione Libera Uscita) oggi ha idratato e alimentato forzatamente la statua di Ugo Bassi, posta nella via omonima; era l’azione conclusiva della Tre giorni di laicità. Dopo mezz’ora di terapia forzata, il sondino s’è dimostrato inutile nel rianimarla.
L’iniziativa vuole evidenziare l’inapplicabilità della legge sul testamento biologico in approvazione in Parlamento, coi voti della maggioranza di centro-destra e col contributo dell’ala cattolica del Partito Democratico. La stessa maggioranza trasversale che approvò la Legge 40 sulla fecondazione assistita, durante il precedente governo Berlusconi. Allora fu il centro-destra, con la collaborazione della Margherita, poi confluita nel PD, a dir vita al mostro giuridico ieri bocciato nei suoi articoli fondamentali dalla Corte Costituzionale. Fatto, questo, che dimostra l’inadeguatezza dell’attuale classe dirigente a legiferare in materia di diritti della persona e di diritti civili.
La sentenza della Corte Costituzionale ha un grande valore politico. Smonta il desiderio del Vaticano di uno stato etico, smonta l’opportunismo politico trasversale agli schieramenti, sempre pronti a rinunciare al principio di laicità e a obbedire ai voleri delle gerarchie cattoliche. La sentenza della Corte Costituzionale riempe di gioia il cuore dei cittadini democratici, perché conferma la giustezza delle loro posizioni: non si può legiferare contro la dignità della persona umana.
E invece il DDL Calabrò sul testamento biologico ripropone la stessa logica da stato etico bocciata dalla Corte: espropria l’individuo del suo inalienabile diritto di decidere del proprio corpo e della propria vita. Crediamo che la maggioranza degli italiani, da tempo, è matura per scelte laiche, non subordinate a questa o a quell’altra etica religiosa. Per questo, continueremo a batterci per il diritto di scelta e per una buona legge sul fin di vita.
Vogliamo dare vita ad una campagna, durante queste settimane di dibattito parlamentare, per sostenere una buona legge sul testamento biologico: una legge che lasci piena libertà di scelta alla persona per quanto riguarda la fine della propria vita. Diciamo “fammi scegliere” perché ciascuno possa decidere liberamente quali trattamenti vuole che gli vengano somministrati e quali no in caso si trovi in stato d’incoscienza. Ci rivolgiamo direttamente a tutte le persone che credono nella libertà dell’individuo e nella sua capacità di scelta. L’adesione alla campagna si concretizza nell’esposizione di un semplice simbolo: una X che rappresenta la scelta, con due linee di diverso colore che si incrociano, perché ognuno è libero di prendere la strada che preferisce. Un simbolo da mettere su blog, social network, in casa, alle finestre, indosso, in luoghi pubblici e privati. Siamo convinti che la maggioranza degli italiani pensi che le persone siano in grado di decidere da sole quando si tratta della propria vita e che non vogliano delegare questa scelta a nessun altro. E allora facciamola vedere questa Italia diversa da quella che viene rappresentata in tv e in parlamento: un’Italia più libera e più umana.
Ugo Bassi è stato un sacerdote barnabita e un accorato predicatore. Nacque a Cento nel 1801. Si scontrò con le gerarchie religiose. Nel 1848 fu cappellano di Garibaldi a Roma. Riuscì a riparare a San Marino, con i garibaldini, ma fu arrestato a Comacchio. Trasferito a Bologna, fu fucilato dagli austriaci, a Villa Spada, la mattina dell’8 agosto 1849. La sua tomba divenne luogo di visite dei bolognesi che la coprirono di fiori. Per evitare che si trasformasse in un pellegrinaggio di popolo, il suo corpo fu nascosto nel cimitero della Certosa.
Bologna Città Libera
Terre Libere
UAAR Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti — Bologna
Comitato bolognese Scuola e Costituzione
Rivista “LucidaMente”
Radicali Bologna
Cellula “Luca Coscioni” — Bologna
Associazione Libera Uscita
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