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Articoli marcati con tag ‘Famiglie Arcobaleno’

Appello ai componenti del Consiglio Superiore della Magistratura

Intervista a Radio Città Fujiko su matrimoni gay e adozioni

Questa settimana si terrà l’incontro del Comitato “Sì, lo voglio” a Milano e il convegno “Bambini e bambine con genitori omosessuali” a Bologna.

Radio Città Fujiko mi ha intervistato sui temi del matrimonio gay e delle adozioni. Ecco l’audio.

Bologna, la comunità lgbt contro il concerto del cantante reggae Sizzla

La comunità lgbt bolognese si ribella all’idea che il cantante reggae Sizzla possa tranquillamente tenere il suo concerto al Sottotetto. Con una lettera aperta e un comunicato, le associazioni e i collettivi chiedono che il concerto sia annullato. Riccardo Malagoli , presidente del Quartiere San Donato, dove ha sede lo storico locale della scena underground cittadina, minaccia la sospensione della convenzione.

Nelle sue canzoni Sizzla inneggia all’omicidio di gay e lesbiche: “Salite in prima linea / Fuoco sugli uomini che fanno sesso con gli uomini dal di dietro / Sparate ai gay e alle lesbiche, la mia grossa pistola fa bang / Bang Bang! i gay e le lesbiche vanno ammazzati / Ai sodomiti e i batty boy, io dico: a morte! / Non mi fido di Babilonia nemmeno per un secondo / Io vado a sparare ai gay e alle lesbiche con le armi”.

Manifestazione contro l’omofobia. Le associazioni ascoltino le voci della piazza

Sabato 10 Ottobre s’è tenuta a Roma una manifestazione nazionale contro l’omofobia e per l’uguaglianza dei cittadini lgbt di fronte alla legge. Era un azzardo. Preceduta da due mesi intensi di mobilitazioni in tutta Italia contro gli episodi di violenza omofoba e anticipata dalla delusione per un testo di legge Concia contro l’omofobia che, per dirla con le parole di Beppe Ramina, è utile quanto “una maionese allo yogurt”, c’era il rischio concreto che poche persone trovassero le ragioni e la voglia di partecipare.

Se a questo aggiungiamo l’auto-lesionismo delle associazioni lgbt nel concedere incontri ai ministri del Governo Berlusconi proprio a due giorni dalla “prova della piazza”, si comprende che i timori che le assenze pesassero erano concreti. Anestetizzare le rivendicazioni e i conflitti è una tattica di ogni potere esecutivo. Stupisce vedere 50enni scafati da trentanni di militanza politica attiva abboccare ancora all’amo delle promesse mai mantenute. Un “Grazie Ministra Carfagna per la richiesta d’incontro, preferiremmo vederci dopo il 10 Ottobre” ci stava tutto. Peccato non averlo sentito.
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Famiglie Arcobaleno: “Legge contro omofobia è insulto alle richieste del movimento”

Ancora una volta quello che riesce a proporci questo Stato e questo Governo è una legge al ribasso, una legge inutile, una legge che si prende beffa di noi, cittadini LGBT.

La legge sull’omofobia discussa questi giorni in commissione Giustizia non tiene conto né degli insulti alle persone (nostro pane quotidiano), né delle discriminazioni vissute giorno per giorno, né contempla le persone transessuali che sono purtroppo le più fragili vittime della violenza urbana. Gli emendamenti migliorativi proposti dai radicali sono stati tutti bocciati.

Questa legge, cosi come viene presentata alle camere, è un’ulteriore insulto alla nostra intelligenza e alle nostre richieste. Ma il movimento LGBT è sempre più maturo e sempre più convinto della giustezza delle proprie rivendicazioni. La piazza non si fermerà, la nostra azione decisa andrà avanti e continueremo a ribadire con forza le nostre richieste finché verremmo davvero sentiti.

Ribadiremo al Ministro Carfagna l’iniquità di una tale legge. Lo ribadiremo con forza, con la nostra presenza, sabato 10 ottobre alla manifestazione nazionale UGUALI. UGUALI come dovremmo essere di fronte alle leggi di questo paese.

Giuseppina La Delfa
Associazione Genitori Omosessuali
www.famigliearcobaleno.org

Aggressioni omofobe. Io non ho paura

Desidero condividere con chi legge queste righe un malessere che, da quando è avvenuta l’aggressione omofoba a Roma, non riesco a scacciare.

Le dichiarazioni che ho letto (di tantissimi soggetti: associazioni e politici) sono variegate. Ognuno si assume la responsabilità di quello che dice ed io non intendo sindacare con nessuno.

E’ presente una tendenza, un filo rosso che lega quelle di alcuni esponenti e di alcune associazioni lgbt che hanno chiesto e continuano a chiedere:

  • più telecamere;
  • più arresti;
  • ipotizzano ronde;
  • dicono che “abbiamo paura”;
  • dicono che “vogliamo fuggire dall’Italia”.

Cerchiamo di capirlo, questo filo rosso: danno una risposta di destra (la paura e i suoi facili e inefficaci rimedi per combatterla) a un problema di destra: la violenza sul diverso.

E’ allucinante constatare che la cultura leghista della paura del migrante e delle risposte razziste ai problemi della convivenza abbia fatto tanta strada anche tra di noi, tanto da non farci cogliere che stiamo percorrendo a passi lunghi e ben distesi lo stesso percorso. E’ allucinante e dovrebbe interrogarci tutti quanti.

Male, credo, hanno fatto quanti hanno approvato le parole di Gianni Alemanno, che chiede un arresto ma non propone che la sua giunta faccia un’azione culturale nella capitale contro l’omofobia, con un’estesa campagna d’informazione ed educazione. L’aggressore che ha accoltellato un ragazzo gay era iscritto ad Alleanza Nazionale, la stessa formazione politica da cui proviene il sindaco di Roma. Invece che costringerlo pubblicamente a stare sulla difensiva, invece di rendere evidenti le contraddizioni illiberali della cultura di destra, gli diciamo: grazie… Delle serie: più tonti di così non si può.

Bene invece hanno fatto Arcigay + Arcilesbica + Agedo + Famiglie Arcobaleno a indire una manifestazione, avente come piattaforma l’estensione della legge Mancino. E’ sul piano del diritto che dobbiamo muoverci per ottenere una salvaguardia valida per tutti/e.

Ed è sul piano del “contropotere” che possiamo/dobbiamo agire per tutelare la nostra quotidianità: i gay, le lesbiche e i/le trans non hanno paura. Io non ho paura, lo voglio scrivere chiaramente. Ci accoltellano di notte, quando il controllo sociale è meno presente? Bene: facciamo una manifestazione notturna per riprenderci “la felicità della notte”. S’incazzano perché ci baciamo/limoniamo con passione per strada? Bene, organizziamo “un’orgia di baci nelle piazze”. Invocano il sacro pudore perché esprimiamo la nostra sessualità anche nei luoghi pubblici, anche con scopate/pompini dietro le siepi e gang-bang all’aria aperta? Noi rispondiamo che la sessuofobia è una forma di repressione interiorizzata e organizziamo un sit-in di nudisti/e che disegnano coi loro corpi la parola libertà.

In altre parole, all’azione legislativa è necessario affiancare un’estensione del conflitto nella società, per supportare le nostre richieste e per non restare in difesa, facendo un passo indietro al giorno.

Finora abbiamo agito come se il solo piano dell’azione legislativa esaurisse l’intera possibilità di azione e fosse persino efficace. Meglio dircelo infine: non è così.

Vorrei che la voce del movimento gay/lesbico/bisessuale/trans fosse diversa dalle altre voci italiane, vorrei che fosse una voce capace di assumersi le proprie responsabilità e di tenere i piedi per terra, anche criticando quanto detto da alcuni/e e indicando soluzioni politiche e non militari.

***

“I froci hanno perduto quel loro sguardo ferito”
1969, Allen Ginsberg

Bologna, assessorato alla famiglia. “Delbono ostaggio del conservatorismo cattolico”

Valerio Monteventi, candidato sindaco di BCL, e Maurizio Cecconi, attivista del movimento omosessuale e candidato consigliere per BCL, sulla richiesta di istituire un assessorato alla famiglia avanzata da ‘Bologna al Centro’.

Le lacerazioni ideologiche dell’Unione di Delbono emergono oggi con forza e lasciano intravedere quali rischi correranno i diritti civili a Bologna, sia se vincerà la destra, sia se vincerà la coalizione di centro-sinistra”, così Valerio Monteventi, candidato sindaco di Bologna Città Libera, che continua: “Le politiche familiste, tese ad escludere una parte della società dall’assistenza sociale messa in campo dall’amministrazione, sono il prezzo che l’Unione dovrà pagare al conservatorismo cattolico“.

Gli stop di Delbono agli ex PPI sono una pura formalità, per non spaventare l’elettorato progressista”, attacca invece Maurizio Cecconi, attivista del movimento omosessuale e candidato consigliere per BCL, che incalza: “Alla fine Delbono cederà. Non tanto sull’istituzione dell’assessorato alla famiglia, quanto piuttosto sull’assicurare che solo le famiglie conformi all’ideologia cattolica avranno accesso al welfare del Comune di Bologna, così come chiesto anche dal supplemento domenicale dell’Avvenire, che è la voce della Curia bolognese”.

Conclude Monteventi: “E’ un film già visto. Quando l’amministrazione Cofferati ha approvato le misure anti-crisi, sono stati esclusi i single: non solo quelli per scelta, ma anche quelli per volontà dello Stato, come le coppie gay e lesbiche, a cui è impedito di sposarsi. E ancor più triste è la fine dei laici del centro-sinistra, ridotti a un ruolo di mera testimonianza”.

Le mamme lesbiche delle Famiglie Arcobaleno

Genitori omosessuali. Ai Teatri di Vita un documentario racconta le Famiglie Arcobaleno

Genitori omosessuali: per alcuni un’eresia, per molti la realtà di una normale quotidianità. E’ questo l’argomento al centro del quarto appuntamento della rassegna “Documentari d’amore” ideata da Teatri di Vita, dedicata “all’oggi che non si vede” e incentrata sulle tematiche lgbt. Giovedi 7 maggio, alle ore 21.15, ai Teatri di Vita, Via Emilia Ponente 485, sarà proiettato il breve documentario Le famiglie arcobaleno di Lucia Stano e Nadia Dalle Vedove, alla presenza delle registe, di Ilaria Trivellato (responsabile dell’associazione Famiglie Arcobaleno) e di Giacomo Manzoli, docente di cinema all’Università di Bologna.

Il ritmo, gli impegni, le tensioni e le piccole esaltazioni quotidiane di alcune famiglie italiane sono protagonisti in questo documentario. Ma non si tratta dei nuclei famigliari a cui si è generalmente abituati. Parliamo infatti di omogenitorialità, ovvero di famiglie in cui ci sono solo due mamme o due papà. Famiglie di gay o lesbiche, che hanno deciso di avere figli (o si sono trovati ad averne in base a precedenti legami eterosessuali). Famiglie discriminate, a partire da una discriminazione ideologica che si rifiuta di prendere atto delle ricerche svolte in tutto il mondo, da cui risulta l’assoluta ininfluenza della sessualità dei genitori nello sviluppo del bambino. Per sostenere i propri diritti, quasi 200 famiglie omosessuali hanno creato pochi anni fa l’associazione Famiglie Arcobaleno, e in questo film alcune di loro raccontano le loro giornate e le forti motivazioni che le hanno spinte a organizzarsi. Un documentario che smonta l’idea che le famiglie omosessuali siano poche, isolate e radicalmente problematiche. | Fonte Modena 2000

Cecconi, Bologna Città Libera: “Sostegno alle famiglie omosessuali e ai single”

DELBONO CONTRARIO ASSESSORATO FAMIGLIA.
CECCONI: “SOSTEGNO ALLE FAMIGLIE OMOSESSUALI E AI SINGLE”

Maurizio Cecconi, candidato consigliere per BCL e attivista del movimento
omosessuale, sul no espresso dal candidato sindaco
dell’Unione Flavio Delbono all’ “assessorato alla famiglia”

Famiglia si declina al plurale: sono famiglie tutte le coppie, eterosessuali e omosessuali che, unite da un vincolo affettivo, scelgono di percorrere assieme parte della loro vita o tutta la loro vita. Sono famiglie le coppie lesbiche con figli, sono famiglie le coppie gay con figli. E infatti mi auguro di vedere tante famiglie gay in piazza domenica 31 maggio, quando protesteremo contro l’espulsione delle coppie di fatto dal programma di Delbono“, esordisce con questa fondamentale precisazione Maurizio Cecconi, che continua: “Il Comune di Bologna vede una presenza del 34% di famiglie unipersonali, come s’evince dai dati del censimento del 2001. Ed è un numero in continua ascesa”. Ecco che diventa “imprescindibile estendere le misure di sostegno economico anti-crisi varate dalla Giunta Cofferati anche ai e alle single, che talvolta lo sono per scelta e altre per costrizione, come nel caso delle persone omosessuali, a cui lo stato non concede né la possibilità di registrare la loro unione né di sposarsi”.

Cecconi conclude ricordando che “è stata l’amministrazione Cofferati ad affidare i corsi matrimoniali tenuti dal Comune a un’associazione ultra-cattolica, Ucipem, contraria all’aborto. Cosa ne pensa Delbono? E’ una scelta coerente col suo programma?“.

Bologna: Una famiglia normale – Presentazione alla Libreria Igor

Stefano Bolognini
presenta il libro Una famiglia normale
Come abbiamo disinnescato la bomba gay, Edizioni Sonda
accompagnato da Sergio Lo Giudice

Libreria Igor
Mercoledì 19 novembre 2008, H 18.30
[Promuovi l'evento su Facebook]

Il nuovo libro di Stefano Bolognini rappresenta il primo ritratto di famiglia tradizionale (di destra) con gay – come dire la rivoluzione arcobaleno della famiglia italiana: una madre, un padre, la nonna ottantenne, un fratello e il cugino e rispettive compagne, accettano di venire intervistati sull’omosessualità del figlio, nipote, fratello e cugino: l’autore. Una storia italiana contemporanea, una micro-inchiesta, ma anche un manuale di coming-out. Che come spiega la sociologa Chiara Bertone nella postfazione, è “un processo spesso lungo e faticoso, ogni famiglia si ritrova a pensare le sue regole, rinegoziare i rapporti, decidere quale immagine mostrare all’esterno”. “Si soffre- spiega Maria Laura Rodotà, nell’introduzione al testo – poi la vita di un figlio può ridiventare un pezzo della propria vita, della famiglia. Ma quando se ne parla per la prima volta le mamme si sentono in colpa, i papà ci rimangono di merda. Poi anni dopo dicono che un figlio al Gay Pride lo accompagnerebbero; certo magari non in Italia, ad Amsterdam o a Madrid”. In compenso, le zie possono reagire placide e dire “l’omosessualità mi sembra una cosa comune, ce ne sono tante di persone così”. Si ride e si riflette: Una famiglia normale è il ritratto sincero di una famiglia che ha raggiunto la serenità, e racconta una storia comune alle famiglie italiane: le persone omosessuali costituiscono circa il 5% della popolazione e c’è un omosessuale, un diverso, per ogni famiglia sia esso figlio, nipote, fratello, cugino, zio… ed anche amico.

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