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Articoli marcati con tag ‘Europa’

Kucibreg (Cucibreg) – Croati, sloveni e italiani insieme contro i nazisti e i fascisti

Tra il 4 ed il 25 novembre 1944, nei boschi attorno alle località di Hrvojj in Slovenia e Kucibreg in Croazia (Cucibreg in italiano), a pochi chilometri da Trieste, si svolsero una serie di scontri a fuoco tra le formazioni partigiane composte da italiani, sloveni e croati e reparti dell’esercito nazista. I partigiani italiani, nella quasi totalità muggesani (città insignita di medaglia d’argento al valor militare per attività partigiana), erano inquadrati nel battaglione Alma Vivoda, della divisione Garibaldi Natisone. Alma Vivoda, anch’essa muggesana, è stata la prima donna partigiana caduta, ancora nel 1943. Gran parte dei 120 caduti partigiani di quegli scontri, riposano oggi in una fossa comune in un piccolo cimitero in territorio sloveno, mentre i prigionieri vennero deportati nei campi di sterminio nazista, dai quali solo pochissimi ritornarono. Gli scampati prima si aggregarono alle altre formazioni italiane e jugoslave della zona, per poi ricostruire il battaglione Alma Vivoda che partecipò, assieme all’esercito di liberazione jugoslavo alla liberazione di Muggia e Trieste il 1° maggio 1945. Ormai da tantissimi anni, antifascisti ed ex partigiani italiani, sloveni e croati, i giovani e le genti di quelle terre ma anche di Trieste e Muggia si ritrovano nei primi giorni di novembre in quei luoghi per riaffermare i valori di fratellanza ed uguaglianza che le genti delle tre etnie da secoli conviventi in quelle terre, partendo dalla lotta di liberazione dal nazi-fascismo, vogliono che siano alla base della nuova Europa. Europa che qui non è sogno distratto o l’emblema di una burocrazia distante, ma un’idea di pace commuovente concreta e quotidiana.

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L’Irlanda dice no al Trattato di Lisbona – Per le persone omosessuali nessuna protezione nella Costituzione dell’Europa

L’Irlanda si avvia a negare la ratifica al Trattato di Lisbona. Oltre che ad avere conseguenze pesanti per il processo costitutivo della Comunità Europea, il no irlandese peserà anche per l’affermazione dei diritti civili nel continente.

Infatti, la Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, nata come documento non vincolante con il Trattato di Nizza del 2000, diventerebbe vincolante fatte salve alcune eccezioni riguardanti Gran Bretagna e Polonia. Con il Trattato di Lisbona l’Europa potenzia notevolmente il settore del rispetto dei diritti umani, in particolare e per quanto riguarda l’Italia, si accettano i vincoli che la Carta dei Diritti Europea stabilisce, tra i quali risalta l’art. 21.

L’art. 21 fa parte del Capo III intitolato Uguaglianza e tratta di discriminazione, vietandone qualsiasi forma. “E’ vietata qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, la razza, il colore della pelle o l’origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l’appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, gli handicap, l’età o le tendenze sessuali”.

Roberto Calderoli e la Lega Nord esultano. Oggi è un pessimo giorno per l’Europa e per i movimenti per i diritti civili.

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Maurizio Cecconi
Maurizio Cecconi
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