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Laicità, stato d’allerta – Il video
La UAAR ha tradotto e messo a disposizione del pubblico italiano il documentario “Laicità, stato d’allerta”, prodotto dal Centre Laïque de l’Audiovisuel, che ha sede in Belgio. Il documentario, in due parti [1 | 2], è disponibile su YouTube e analizza lo stato della laicità delle Istituzioni dei paesi della Comunità Europea, con un’attenzione particolare all’Italia. Ne consiglio la visione.
Il crocifisso e l’ammucchiata clericale: Governo Berlusconi, Napolitano, destre e PD contro la laicità
Il 30 Giugno la “Grande Chambre” della “Corte europea dei diritti dell’uomo” si dovrà pronunciare sulla vertenza Lautsi contro Italia.
La signora Lautsi ha presentato denuncia, sostenuta dalla UAAR – Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti, perché costretta a inviare i propri figli in una scuola pubblica dove sono presenti dei crocifissi nelle aule.
La Corte s’è già espressa, dando ragione in pieno alla signora Lautsi.
Il Governo Berlusconi ha presentato ricorso contro la decisione della Corte. La Grande Chambre è chiamata ad esprimersi.
Dopo l’annuncio del ricorso del Governo italiano, molteplici le dichiarazioni del Vaticano, di politici di destra e di sinistra. Il PD sostiene il ricorso del Governo e, al Senato, ha presentato un disegno di legge per legalizzare la presenza dei crocifissi nelle aule scolastiche.
E’ intervenuto anche il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il quale ha dichiarato che “la laicità dell’Europa non può essere concepita in termini tali da ferire sentimenti popolari e profondi”. Per il Quirinale sarebbe meglio che decidessero i singoli Stati e non le corti europee.
Singolare idea di laicità e di Europa, quella di Napolitano.
A dargli man forte e a definirlo “laico”, nei giorni scorsi, ci ha pensato Eugenio Scalfari: “le private credenze o non credenze non influiscono in nessun modo sulla concezione politico-costituzionale” del Presidente Napolitano.
Che pena, vedere questi uomini così potenti, supini e incapaci di staccare l’Italia dal cordone ombelicale della Chiesa Cattolica.
Che pena, questa sinistra da oratorio, che non rispetta la laicità dello Stato italiano in nome della “bontà delle tradizioni”.
Postilla: i laici sono fiduciosi che la Grande Chambre confermerà il verdetto della Corte. Se succederà, faremo un bel brindisi, alla brutta faccia di questi ipocriti. Quando ci vuole ci vuole.
Che fine farà l’Europa? E gli europei?
Me lo sono chiesto qualche giorno fa, pubblicando le mie riflessioni in questo breve scritto.
Desidero tornare sull’argomento (e temo ci sarà necessità di tornarci sopra ancora per molti mesi, forse anni) segnalando un articolo pubblicato su L’Unità, a firma di Loretta Napoleoni.
Napoleoni analizza il piano di salvataggio approvato dall’Unione Europea, che prevede 750 miliardi di euro di finanziamenti per gli stati in difficoltà e che saranno reperiti sui mercati emettendo bond, ovvero indebitando i già fragili bilanci statali e federali. La conclusione dell’economista è paradigmatica del dilemma a cui ci troviamo tutti di fronte:
Il problema più serio è chi nel lungo periodo si accollerà il debito, i già indebitatissimi contribuenti europei? E tutte le piazze affari concordano che costoro non ce la fanno a tirare ulteriormente la cinghia. A che serve salvare l’Europa se per farlo dobbiamo sacrificarne gli abitanti?
Proseguo i consigli, suggerendo la lettura di due lunghi post di Mauro Zani, ex parlamentare europeo: Carlo Marx e Finanza per lo sviluppo.
Zani si concentra sulle cause prime del disastro e le individua nelle politiche liberiste, a cui la sinistra s’è accodata. Le sue conclusioni sono di prospettiva: dov’è il problema, come risolverlo, da dove ripartire.
La malattia è nel capitalismo. Né più, né meno. Ma allora bisogna curarlo. Domare e poi addomesticare la bestia selvatica che è in lui. Tener a freno il suo intrinseco essere asociale senza uccidere il suo spirito animale e vitale. Operazione complicata. Non impossibile. Solo logica, necessaria, urgente. In verità: umana. Alla luce degli eventi attuali e alla fin della fiera forse conviene ripartire dai grandi umanisti. Come Karl Marx. Con tutti i grani di sale che volete.
Nozze gay, stop alle bolognesi
Diritti. La Consulta rigetta i ricorsi. Uno era stato presentato anche da una coppia di Casalecchio
Nozze gay, stop alle bolognesi. “Ma la battaglia non si fermerà”
La sentenza non deprime l’Arcigay: “Esortazione e stimolo per il parlamento e i politici”
Di Gian Basilio Nieddu
Il Bologna, Giovedì 15 Aprile 2010
Forse non ci credevano neanche loro ma un briciola di speranza sotto sotto covava ancora per la sentenza della Corte Costituzionale che ieri, però, ha detto no alle nozze gay. Decisione che chiude le porte anche al ricorso della coppia omosessuale bolognese, (si tratta di due donne), che vive a Casalecchio. Almeno secondo l’avvocato Giovanni Genova, legale delle donne, che nutre poche speranze per il sogno della coppia di sposarsi o quantomeno di vedersi riconosciuta in un’unione civile. La sentenza però non delude completamente le associazioni LGTB bolognesi che apprezzano il rimando dei giudici al Parlamento. In parole povere la Corte avrebbe chiesto – si aspetta di leggere le motivazioni – alla politica di prendere una decisione. Il fenomeno sociale esiste, sono migliaia le coppie gay che convivono ma non esiste nessuna legge che regoli la materia.
Maurizio Cecconi, uno dei cinque coordinatori del Comitato “Sì, lo voglio”, vede il bicchiere mezzo pieno: “Noi rispettiamo la decisione della Corte Costituzionale, non l’attacchiamo perché organo di garanzia e non vogliamo sminuire la sua autorevolezza, a differenza di come fa la destra, e poi rimette la materia alla politica”. C’è prudenza, “aspettiamo di leggere le motivazioni”, ma si spera che i giudici chiedano alla politica di legiferare sul tema. “Per non fare come i politici quando escono gli exit poll, aspettiamo le motivazioni – spiega Elisa Manici, presidente di Arcilesbica Bologna – per vedere se c’è un rimando sterile o un esortazione al Parlamento”. In ogni caso la lotta continua: “Questa battaglia va avanti nonostante questo primo stop, si può ricorrere anche alla Corte di Strasburgo – annuncia Cecconi – . Poi continua il lavoro culturale e politico”. Emiliano Zaino, presidente Arcigay Il Cassero, è cauto: “Non possiamo esprimerci in tutto e per tutto ma risulta chiaro che c’è un rinvio al Parlamento. Che deve legiferare. Se non piace il termine matrimonio si può fare come in Germania che parlano di civil partnership“. Non conta il nome ma il riconoscimento dei diritti delle tante coppie gay senza legge.
Matrimoni gay, sentenza rinviata a dopo il 12 Aprile. Il fuoco amico di Bersani e le reazioni del movimento
Cronaca delle giornate del 24 e del 25 Marzo. ATTENZIONE! Si leggono dall’ultimo al primo, in ordine inverso rispetto alla pubblicazione.
Arcigay cerca coppie che stiano assieme da almeno cinque anni per nuova campagna fotografica a favore dei matrimoni gay http://bit.ly/cSoUnf
Matrimoni gay, Comitato Napoli Pride 2010: “Inaccettabili le esternazioni di Bersani” http://bit.ly/aZHhCw
Sergio Rovasio, una voce di “Certi Diritti” per i cittadini lgbtq http://bit.ly/ck053x
“Il Manifesto”: “Sei più a destra della destra. Bersani litiga con l’Arcigay” http://bit.ly/bYvBIf
Italiani contrari o favorevoli ai matrimoni gay? Rispondi ai sondaggi http://bit.ly/bPKexK
Matrimoni gay, Ostilia Mulas (Arcilesbica): “Onorevole Bersani, non stiamo giocando” http://bit.ly/cszXVA
Matrimoni gay, Emma Bonino (Radicali): “Ciò che dirà la Corte rappresenterà un vincolo per tutti” http://bit.ly/bWFtxi
Beppe Ramina: “Bersani contrario matrimoni gay. Doveva aggiungere: democrazia, diritto, uguaglianza, Costituzione impongono di accettarli”.
Matrimoni gay, Paolo Patané (Arcigay) a Repubblica TV: “Rinvio sentenza è segnale di attenzione della Consulta” http://bit.ly/93zQ0N
Bersani sul matrimonio gay conferma ciò che penso dalla nascita del PD: il problema non è/era la Binetti, ma l’assenza di un profilo laico.
“Il Tempo”: “I gay divorziano dal PD” http://bit.ly/a1oZrk
Matrimoni gay, Tibaldi (SEL): “Sì alla nozze. Dare a tutti gli stessi diritti” http://bit.ly/bK2UXR
“La Gazzetta del Sud”: “Unioni di fatto, quella voglia matta di famiglia” http://bit.ly/9ukDqk
“Il Riformista “: “Nozze gay, la consulta decide il 12 aprile” http://bit.ly/cNN4NW
“Il Messaggero”: “Matrimoni gay, bufera su Bersani” http://bit.ly/9zJRRc
Matrimonio gay, cardinale Rylko: “Chi non lo vuole non è retrogrado” http://bit.ly/aAH8MJ
Matrimoni gay e unioni civili, la situazione in Europa http://bit.ly/b4xLmd
Matrimoni gay, “Il Giornale”: “Retroscena: la Consulta verso il no alle nozze gay” http://bit.ly/8YQeIJ
Matrimoni gay, “Il Tempo”: “Bersani fa l’ambiguo e i gay lo mollano” http://bit.ly/9jAvId
Matrimoni gay, Bersani (PD) fa marcia indietro: “Attendiamo orientamento Consulta” http://bit.ly/azQ3ZN
Matrimoni gay, Barbara Pollastrini (PD): “Coi DiCo avevamo individuato una soluzione saggia” http://bit.ly/bpURZQ
Matrimoni gay, Enrico Oliari (GayLib): “Bersani taccia e aspetti la sentenza” http://bit.ly/bPJl1k
Ivan Scalfarotto, Vicepresidente del PD, si è iscritto a all’Associazione radicale Certi Diritti per il 2010 http://bit.ly/dooD8Z
Matrimoni gay, Paolo Patané (Arcigay): “Il PD a destra della destra europea?” http://bit.ly/9eqQL2
Matrimoni gay, Ivan Scalfarotto (PD): Monito a Bersani, “parola va lasciata a Consulta” http://bit.ly/8ZesQi
Matrimoni gay, Rossana Praitano (Mario Mieli): “Bersani imprudente” http://bit.ly/c619ex
Matrimoni gay, Cristiana Alicata (PD): “Avanti nonostante Bersani” http://bit.ly/b7v9Fz
Matrimoni gay, Paola Concia a Bersani: “Dichiarazione inopportuna” http://bit.ly/9tTjuI
Matrimonio gay, Franco Grillini: “Bersani faccia autocritica” http://bit.ly/c9v5P6
E Ber Sani sorride pensando al CEI Pride [Matteo Moder].
Matrimonio gay, Santacroce (3D): “Bersani aspetti la sentenza della Consulta e apra un dibattito dentro il partito” http://bit.ly/91SsaU
Matrimonio gay, Certi Diritti: “Rinvio sentenza ci fa ben sperare” http://bit.ly/dcMagk
Matrimonio gay, Certi Diritti: “Rispettiamo Corte Costituzionale, non come Giovanardi” http://bit.ly/b3jAE6
Il PD ha scritto nel suo statuto che la bussola del partito è l’uguaglianza, ma Bersani si dice contrario ai matrimoni gay.
Arcigay: “Scritta una pagina storica del diritto. In ogni caso motivazioni sentenza daranno spunto per proseguire” http://bit.ly/bBT79Q
Imma Battaglia: “Dopo Pasqua ci sarà risurrezione diritti civili. Positivo rinvio della sentenza” http://bit.ly/9EtgKd
Bossi: “Berlusconi ha salvato l’Italia dalla pedofilia e dai matrimoni gay” http://bit.ly/961faU
Lottiamo per l’uguaglianza di fronte alla legge e ci troviamo il fuoco amico del PD. Bersani amico di Comunione e Liberazione!
Bersani: “Regolare unioni gay in forma diversa dal matrimonio” http://bit.ly/c0eHkA
Matrimoni gay, Comitato “Sì, lo voglio”: “Attendiamo con fiducia la sentenza della Consulta”.
“La nuova Venezia”, quotidiano della città di una delle coppie ricorrenti, scrive di una “spaccatura fra i giudici” http://bit.ly/daeCGz
Reuters: “Consulta ha più scelte davanti. Dare ragione o torto ai ricorrenti o richiedere un intervento del Parlamento” http://bit.ly/aKVudj
Matrimoni gay alla Corte Costituzionale, Ansa: “L’esame della Consulta non è nemmeno iniziato” http://bit.ly/9stWY4
Valuto positivamente lo slittamento della sentenza della Consulta, per evitare che i matrimoni gay diventino oggetto di scontro elettorale.
L’ufficio stampa della Corte Costituzionale avvisa che la discussione sul matrimonio gay è aggiornata alla settimana dopo il 12 Aprile.
Papa Benedetto XVI: “Matrimonio è unione tra uomo e donna” http://bit.ly/an4aVY
Italy, Constitutional Court Opens Same-Sex Marriage Hearings http://bit.ly/c3iHmo
Matrimoni gay, sit-in davanti a Montecitorio di martedì 23 Marzo 2010 – Le foto http://bit.ly/chfJHj
Matrimoni gay: “Dialogo fra le corti”, relazione di Marco Gattuso, presente nel volume regalato ai giudici della Consulta http://bit.ly/bCmgis
Matrimoni gay: Comitato “Sì, lo voglio”, attendiamo fiduciosi decisione Corte Costituzionale http://bit.ly/bLbi6L
ILGA Europe: “Europe is busy with LGBT families issues” http://bit.ly/dhHHYc
Matrimoni gay alla Corte Costituzionale. Considerazioni di Ivan Scalfarotto, vicepresidente del Partito Democratico http://bit.ly/aPgrX3
Matrimoni gay, Cristiana Alicata ed Ernesto Ruffini oggi sull’Unità http://bit.ly/9TjZa7
RaiTV, attesa per il matrimonio gay: intervista a Enzo Cucco e Imma Battaglia del Comitato “Sì, lo voglio” http://bit.ly/aFmVx1
Matrimoni gay alla Corte Costituzionale: 8 giudici su 14 sono nati in Campania (acuta osservazione di una volontaria del Cassero). Forse è il caso di fare una telefonata a Bassolino.
Matrimoni gay, la rassegna stampa di Mercoledì 24 Marzo 2010 http://bit.ly/bNwt5I
Matrimoni gay, il servizio di Repubblica TV http://bit.ly/9WzRRG
Matrimoni gay, la situazione nel mondo http://bit.ly/9sz2Om
Tra Stato ed Europa. LGBT e Queer nei Balcani
Leggete l’approfondimento pubblicato da “Osservatorio sui Balcani”.
Chiosa laica alla questione dei simboli religiosi nei luoghi pubblici
Consiglio d’Europa, l’Italia è seconda in Europa per violazioni dei diritti umani
Elezioni europee. Everyone Group: “No a Cofferati e Domenici. Intolleranti”
Gli attivisti di Everyone Group, associazione internazionale per i diritti umani, hanno inviato una lettera aperta alle dirigenze del Partito Democratico in Toscana ed Emilia-Romagna, nonché a tutti i Parlamentari Europei e ai membri del Parlamento Italiano contro la candidatura come eurodeputati degli attuali sindaci di Firenze e Bologna.
“Sergio Cofferati, sindaco di Bologna, e Leonardo Domenici, sindaco di Firenze e presidente dell’A.N.C.I., sono stati alcuni dei precursori delle politiche razziste e xenofobe per cui oggi l’Italia si trova al centro della riprovazione internazionale”. Lo dichiarano Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau, i leader del Gruppo EveryOne, organizzazione internazionale per i Diritti Umani. “Il Gruppo EveryOne, proprio sulla base delle politiche all’insegna dell’intolleranza durante i mandati dei due sindaci, protesta vivamente, con il massimo sdegno, contro la loro candidatura alle elezioni europee, fra le file del PD, che li ha scelti addirittura il primo come capolista nel nord ovest, il secondo come probabile capolista del centro Italia”.
“Le ordinanze anti immigrati e le politiche persecutorie contro il popolo Rom regalarono a Cofferati il plauso della Lega Nord già nel 2005″, spiegano gli attivisti, “quando i leader del Carroccio lo definirono “Meglio di Guazzaloca”, primo sindaco di destra di Bologna. Durante tutto il suo mandato, Sergio Cofferati si è distinto per aver ordinato una sequenza tragica di sgomberi di insediamenti Rom senza alternative di alloggio, senza assistenza sociale né igienico-sanitaria per donne, malati e bambini, senza alcun piano d’integrazione né rispetto per la dignità personale dell’individuo. La Bologna di Cofferati si è trasformata a poco a poco in un inferno per i Rom, come ha potuto verificare l’ottobre scorso una delegazione di esperti riguardo ai fenomeni di persecuzione razziale, guidata dall’europarlamentare Viktoria Mohacsì. “Agiscono senza autorizzazione e bisogna combatterli affinché non ce ne siano più, in futuro”, disse dei mendicanti, degli artisti di strada e dei lavavetri,sollevando l’entusiastica approvazione della Lega, di Forza Nuova, dei neonazisti di Stormfront e White Pride e in genere della destra xenofoba” proseguono i rappresentanti di EveryOne. “Pochi giorni fa, all’inizio di aprile 2009, Cofferati ha ordinato nuovi tragici sgomberi a danno degli ultimi Rom rifugiati a Bologna, presso l’ex area militare dei Prati di Caprara”.
Il Gruppo EveryOne ribadisce poi il netto no anche alla candidatura dell’attuale sindaco di Firenze e presidente dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani. “Leonardo Domenici è il sindaco ideatore, con l’assessore-sceriffo Graziano Cioni, dell’ordinanza comunale di agosto 2008 che prevedeva fino a tre mesi di carcere per i lavavetri della città di Firenze, parlando addirittura di “pericolo di conflitto sociale”. Ricordiamo che Domenici dichiarò al Corriere della Sera “Tolgo i lavavetri ai semafori seguendo la lezione di Lenin”, divulgando la notizia secondo cui esistesse un racket di lavavetri che minacciava la sicurezza dei fiorentini e ricevendo la sementita pubblica del procuratore Nannucci e l’invito a rivedere l’ordinanza poiché non esistevano illeciti penali nell’operato dei lavavetri. Domenici strumentalizzò l’articolo 154 della Costituzione: “Il secondo comma”, disse il sindaco di Firenze sempre al Corriere della Sera in quell’occasione, “impone a chi ha incarichi pubblici di esercitarli con “disciplina e onore”. La nostra Costituzione è stata scritta nel ’47 e alcune parole sono ormai desuete, ma queste due sono belle: disciplina e onore. A me piacciono”. Leonardo Domenici” prosegue l’organizzazione internazionale per i diritti umani “è anche il sindaco che ha autorizzato il nuovo regolamento di Polizia Urbana della città di Firenze, in cui non solo sono previste sanzioni di oltre 160 euro per i questuanti, ma anche per tutti i mendicanti che “intralcino il passaggio dei pedoni” per le strade fiorentine o che “diano fastidio” chiedendo l’elemosina o “dormendo in modo palesemente indecente occupando il suolo pubblico”. Non ultimi, gli episodi accaduti più volte in cui a Rom e senzatetto, rifiutati dai ricoveri per l’emergenza freddo in convenzione con il Comune, sono state tolte, in autunno e in pieno inverno, le coperte per riscaldarsi all’aperto. Nonostante tutto ciò Leonardo Domenici ha mantenuto l’assoluta indifferenza di sempre riguardo a politiche integrative e di assistenza umanitaria nei confronti dei più deboli” conclude EveryOne.
“Vi sono alcuni uomini della destra,”, spiegano ancora gli attivisti, “a partire dal Presidente della Camera Gianfranco Fini, che stanno facendo ammenda per le politiche xenofobe e razziste condotte negli ultimi anni dalle Istituzioni italiane. Come è possibile che la sinistra, che dovrebbe avere i diritti umani, l’accoglienza e l’antirazzismo fra le basi della propria politica, stia invece premiando i propri rappresentanti che si sono distinti per intolleranza a azioni persecutorie nei confronti di Rom, migranti e senzatetto? Ci auguriamo che la classe politica italiana smetta di cercare consensi elettorali facendo leva sulla xenofobia e inizi a seguire realmente le linee-guida, ispirate ai più alti valori civili, dell’Unione europea. E questo cominciando con il ripensare seriamente alla candidatura in Europarlamento dei due sindaci dell’intolleranza”.



