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Elezioni a Bologna. “Vota Antonio”, su Facebook campagna elettorale non si ferma
ANCHE OGGI APPELLI, MANIFESTINI, PAROLE IN LIBERTA’ DEI CANDIDATI
DIRE, Bologna, 6 giugno – Silenzio elettorale o no, su Facebook la campagna elettorale continua fino all’ultimo momento. C’è il candidato che pubblica il link con il proprio ultimo appello al voto, chi ringrazia i fan per l’appoggio, chi semplicemente racconta l’attesa di quel giorno del giudizio che per ogni politico è il giorno del voto. Di fatto, mentre su altri mezzi la campagna elettorale per Bologna si è spenta, sul celebre social network i candidati continuano a essere ben presenti. In gran parte, c’è da dire, si tratta di poco noti “peones”, candidati dalle tantissime liste presenti in Consiglio o in quartiere. Ma non mancano nomi più noti. Come il vicesindaco in carica, Giuseppe Paruolo (PD), che questa mattina attorno alle 9.20 pubblicava i suoi manifesti (compreso quello simil-Obama che spopola sul web), il proprio invito al voto e uno “status” in cui si dichiara a “disposizione con l’orgoglio dei risultati ottenuti”. Sul fronte politico opposto invece il capogruppo uscente di Forza Italia, Daniele Carella, ha cessato di comunicare coi fan alle prime ore del mattino, direttamente dalla sua edicola. “Al Comune di Bologna occorre barrare il simbolo del PDL e scrivere accanto Carella”. Nella giornata di oggi su Facebook risuonano diversi appelli al voto. C’è quello del monteventiano Maurizio Cecconi (Bologna Città Libera) e quello del democratico Sergio Lo Giudice, entrambi esponenti del movimento gay. Nel secondo caso il candidato “si gode il primo giorno post campagna elettorale”, ma attorno alle 12.30 linka anche il proprio messaggio agli elettori. Si limita invece ai ringraziamenti un altro democratico, il consigliere comunale uscente Francesco Critelli. “Ci siamo, è stata una campagna elettorale massacrante ma bellissima. Grazie a tutti, e’ stata un’emozione continua”. Il “vota Antonio” è ancora più intenso tra i candidati per i nove consigli di quartiere della città. “Oggi e domani, sulla scheda rosa per il Quartiere Saragozza, votate e fate votare Di Stasi per il centrosinistra”, scrive un esponente del centrosinistra in quel quartiere. “Per il quartiere Porto vota e fai votare Carmine Casella”, esclama un altro. Ma non ci sono solo i social network: la caccia all’ultimo voto corre anche via sms, che diversi esponenti politici dei due schieramenti stanno inviando in queste ore.

Bologna, elezioni 2009 – Con che faccia ti alzerai l’otto mattina?
Con la faccia anonima del “bravo soldatino” che si sarà immolato
ancora una volta per la gloria di qualche politichetto in carriera?
Con il muso lungo di chi avrà scelto ancora una volta il meno peggio?
Con la faccia non-faccia di chi avrà votato “contro qualcuno” e non “per qualcuno”?
Con il ghigno livido di chi avrà espresso il suo “voto a perdere” di acida protesta?
Con l’aria contrita di chi avrà votato sempre quelli, perdendo l’opportunità di cambiare?
Con la faccia scottata dal sole di chi sarà andato al mare lasciando che gli altri decidano per lui?
Con l’espressione furbetta di chi avrà avallato i soliti squallidi giochetti di potere?
Con la facciona un po’ rimba di chi avrà abboccato alle lusinghe di qualche lista civetta?
O con la bella faccia sorridente e aperta al futuro di chi avrà gettato il cuore oltre l’ostacolo e avrà scelto Bologna Città Libera, lista indipendente e coraggiosa e Maurizio Cecconi, indomito sognatore e tenace realizzatore di una Bologna migliore, di una Bologna di tutte e di tutti?

Coppie di fatto alle urne. Cecconi: “Tenetevi per mano”
Comunicato stampa, 05 Giugno 2009
ELEZIONI 6-7 GIUGNO 2009.
CECCONI: “COPPIE DI FATTO
ALLE URNE TENENDOSI PER MANO”
“Come segno tangibile della nostra esistenza e dell’assenza di diritti riconosciuti alle coppie di fatto – gay, lesbiche ed etero – rivolgo un invito affinché si rechino alle urne tenendosi per mano“, così Maurizio Cecconi, attivista del movimento omosessuale e candidato consigliere per Bologna Città Libera, che spiega: “E’ una proposta lanciata da Arcigay e che rilanciamo in città, per le elezioni amministrative ed europee”.
Guardiamo al futuro e ripartiamo dalla Bolognina
Lettera aperta delle coppie lesbiche, gay ed etero alle donne del PD bolognese
Bologna, 01 Giugno 2009
siamo le coppie – quasi tutte, alcune sono partite per il loro viaggio di “nozze” – che si sono unite sabato 30 maggio in Piazza dell’Unità, grazie all’iniziativa promossa da Bologna Città Libera e celebrata da Valerio Monteventi.
Sabato scorso abbiamo voluto rivendicare un diritto negatoci dallo stato italiano e dalle maggioranze politiche di destra e di centro-sinistra, come quella che sostenne il Governo Prodi, che ha miseramente fallito il progetto prima dei PACS poi dei DiCo poi dei CUS – per inciso ci chiediamo: perché tutti questi cambi di nome? Avete dei problemi a chiamare le unioni civili col loro semplice nome? Volete “mascherarle”? – .
Maggioranze di destra e di centro-sinistra unite nell’opportunismo politico a sostegno della Chiesa invece che dell’uguaglianza di fronte alla legge di tutti i cittadini. Maggioranze di centro-sinistra che hanno disatteso le aspettative dei cittadini omosessuali e di tutti i laici di buona volontà, tradendole a livello nazionale e apprestandosi a tradirle anche nel governo della città di Bologna. La continuità Prodi-Cofferati-Delbono, da questo punto di vista, è sotto gli occhi di tutti e non saranno sufficienti tecniche dilatorie per nasconderla.
Il candidato sindaco Valerio Monteventi ha avuto, per ora lui solo, il coraggio di rivendicare, in una piazza che è un simbolo della rinascita democratica del nostro paese grazie alla Resistenza, questo importante diritto civile. Purtroppo a Bologna nessun altra forza politica si è ancora unita a questa proposta. Non per questo è meno giusta e meritevole di essere avanzata con forza.
Invece che sostenere l’uguaglianza, al contrario avete, in rappresentanza delle donne del Partito Democratico, stigmatizzato con arroganza e pessimo gusto la manifestazione di sabato. Avete bollato l’iniziativa come “inutile e folkloristica: una sparata”.
Le vostre offensive dichiarazioni sono identiche nella sostanza e nella forma a quelle che rilascia periodicamente il Vaticano e rilanciate dai politici di destra, quando accusano il movimento omosessuale di essere “un fenomeno da circo”, “una baracconata”, “una volgare esibizione”.
Alla luce delle dichiarazioni delle donne del PD ci chiediamo: il Vaticano, la Santanché e il PD hanno lo stesso ufficio stampa?
Come possono delle donne, in quanto tali spesso discriminate, discriminare a loro volta?
In Piazza dell’Unità si sono unite 17 coppie (5 gay, 2 lesbiche e 10 etero). Questi numeri sono la miglior risposta a chi afferma che le nostre richieste sono quelle di una minoranza. No. Sono le richieste della maggioranza di una società matura, educata e determinata a conquistare ciò che le spetta, anche se colpevolmente ostacolata da chi dovrebbe rappresentarla.
Come coppie partecipanti alla manifestazione di sabato siamo fieri di aver firmato il simbolico registro delle unioni civili. Siamo coppie lesbiche, gay ed eterosessuali e ci siamo impegnati di fronte ai cittadini di Bologna, a sostenerci reciprocamente “in salute e quando si è ammalati, in ricchezza e in povertà ed ad aver cura dei nostri figli”. Questo è il senso della nostra pubblica unione. Come potremmo non esserne felici?
Ed è di questi giorni la notizia dell’ordinanza dei giudici del Tribunale di Venezia, grazie alla quale la Corte Costituzionale dovrà chiarire se l’interpretazione delle norme vigenti, secondo la quale due persone dello stesso sesso non potrebbero sposarsi, sia o meno conforme alla Costituzione italiana. Come coppie aderiamo all’appello lanciato dall’associazione ‘Avvocatura per i diritti LGBT – Rete Lenford’ e da GayNet, affinché si dia vita ad un vero movimento di opinione sulla questione del matrimonio tra persone dello stesso sesso, non solo ai livelli più alti del mondo accademico e giudiziario ma soprattutto in tutta la società.
***
Carissime, invece che offenderci avreste potuto partecipare. Era una manifestazione aperta a tutte e a tutti. Ma avete invece preferito difendere gli “interessi di bottega” piuttosto che quelli collettivi. Per questo, ve lo diciamo serenamente, ci auguriamo che sarete colpite nell’unico aspetto che avete testimoniato di considerare: il voto.
Cordiali saluti,
Maurizio Cecconi e Tomas Kutinja?
Davide Turrini e Laura Budriesi
Domenica D’Amico e Nicoletta Magenti
Giulia Tonucci e Sara Gradoni
Daniele Bacchini e Federica Naldi
Valerio Cosma e Manuel Baù
Camilla Stabile e Massimiliano Cecconi
Valeria Verlicchi e Marcello Franchini
Omar Casagrande e Grazia Mazzoli
Marzia Mascagni e Renato Lideo
Alfonso Santolero e Silvia Modena
Sonia Cecconi e Stefano Silvagni.

MONTEVENTI UNISCE coppie lesbiche, gay ed etero – Rassegna stampa
- Monteventi “celebra” le nozze laiche. La Lenzi: folklore – Corriere di Bologna
- Bologna, 17 “matrimoni” gay. Celebra Monteventi – Il Manifesto
- E Monteventi celebra le nozze gay – Il Resto del Carlino
- PD, il welfare per famiglie e gay fa insorgere le ACLI – L’Unità
- Lenzi e Zampa stroncano le nozze gay – La Repubblica Bologna
- Il poster provocazione in Piazza Malpighi – La Repubblica Bologna
- Cazzola e “il welfare della normalità” – La Repubblica Bologna
Sul web
- “Monteventi Unisce” coppie lesbiche, gay ed etero – Città del Capo, Radio Metropolitana
- Unioni simboliche di gay ed etero a Bologna in polemica col PD – GayNews
- Diciassette coppie etero, gay e lesbiche sposate simbolicamente a Bologna – QueerBlog
- Bologna: unioni gay simboliche per parlare di diritti civili – Gay.it
Fotografie
- La Repubblica Bologna
- Tonio Di Carlo [Facebook]
- Tonio Di Carlo [Bologna Città Libera]
- David Pellicola [Facebook]
Video
Monteventi “celebra” le nozze laiche. La Lenzi: folklore – Corriere di Bologna
In Piazza dell’Unità i “matrimoni di fatto” del candidato BCL
C’è anche la pasionaria no Gelmini Mascagni
di Daniela Corneo, Corriere di Bologna, 31 Maggio 2009
Una Piazza dell’Unità multicolor. In tutti i sensi. Per l’arcobaleno della bandiera-manifesto del movimento omosessuale appesa agli alberi che fanno da cornice al campo da basket. E per la variopinta popolazione del cuore della Bolognina, che ieri pomeriggio s’è affacciatta all’evento di Bologna Città Libera con curiosità e i cellulari pronti a inunortalare l’evento.
Perché ieri il candidato sindaco Valerio Monteventi ha unito simbolicamente 17 coppie (cinque gay, due lesbiche e dieci eterossessuali) che al termine della “celebrazione” laica hanno firmato un registro simbolico. Verrà spedito alla sede elettorale di Flavio Delbono, aspirante successore di Cofferati per il PD. “Così nella sua sede – spiega Maurizio Cecconi, candidato della lista BCL e novello “sposo” – ci sarà almeno un documento con la parola omosessuale”.
Tutte in fila, chi con un mazzo di fiori, chi in abito da cerimonia e chi in vestiti casual, qualcuno con gli anelli da scambiarsi con il compagno/a e qualcun altro commosso proprio come succede nei matrimoni tradizionali, una a una le coppie hanno pronunciato il loro “sì” davanti a un Monteventi in scarpe da ginnastica, camicia color lavanda e in mano il megafono per pronunciare la formula. “Le coppie – ha detto l’ex PRC al pubblico della Bolognina – si sono impegnate a sostenersi reciprocamente, in salute e quando si è ammalati, in ricchezza e in povertà”. Bacio appassionato, lancio del riso, foto di rito, qualche lacrimuccia, i tortellini con il simbolo del candidato consigliere Cecconi a far da bomboniera. E un fragoroso applauso alle coppie più note che si sono unite sotto lo sguardo di Eva Robin’s: Marzia Mascagni, la maestra “pasionaria” delle Longhena, Sergio Spina, consigliere provinciale ex PRC al suo secondo sì (il primo, ufficiale, in Comune) con sua moglie e lo stesso Cecconi, che è stato seguito anche dalla sorella (che si è “sposata” con il suo compagno tenendo in braccio il figlio), e dal fratello che si è unito con la fidanzata.
“Già nel ’95 – ricorda Monteventi – in questa città si parlava di firma sul registro delle unioni civili, la proposta arrivò in consiglio, ma i cattolici di tutti gli schieramenti bloccarono la proposta: siamo qui per rilanciare la questione”. A stroncare l’iniziativa “Monteventi unisce” ieri sono state le donne del PD bolognese: “Inutile folklore, non fa bene a nessuno, nemmeno a loro”, ha liquidato l’evento la parlamentare Donata Lenzi.

Bologna, 17 “matrimoni” gay. Celebra Monteventi – Il Manifesto
Il Manifesto, 31 Maggio 2009
Singolare iniziativa pre-elettorale (per le amministrative) e a favore dei diritti civili ieri a Bologna. Diciassette coppie – cinque gay, due lesbiche e dieci eterosessuali – si sono unite simbolicamente nel pomeriggio di ieri in Piazza dell’Unità, benedette dal candidato sindaco della lista di sinistra Bologna Città Libera Valerio Monteventi, con tanto di fascia tricolore. Come testimone, la transessuale Eva Robin’s. Poi hanno firmato un registro simbolico delle coppie di fatto che sarà spedito, polemicamente, alla sede elettorale di Flavio Delbono, aspirante successore di Cofferati per il centrosinistra, perché “così nella sua sede ci sarà almeno un documento sul quale è scritta la parola omosessuale”, hanno spiegato gli organizzatori dell’iniziativa. Una alla volta e sotto gli occhi di anziani e famiglie multietniche che popolavano la piazza, le coppie si sono impegnate a “sostenersi reciprocamente, in salute e quando si è ammalati, in ricchezza e in povertà” (questa la formula recitata da Monteventi), prima di baciarsi ed essere sommerse dal riso lanciato da parenti e amici. Dopo la firma, tortellini sono stati regalati agli invitati a mo’ di bomboniera. Tra i freschi sposi anche Maurizio Cecconi, candidato consigliere per la lista di Monteventi, suo fratello e sua sorella e poi Marzia Mascagni, maestra del fronte no Gelmini (con il suo compagno, lo stesso da 26 anni) e Sergio Spina, consigliere provinciale ex-PRC al suo secondo sì (con la stessa donna, il primo in Comune).

PD, il welfare per famiglie e gay fa insorgere le ACLI – L’Unità
Le proposte illustrate dalle democratiche: sono rivolte a nuclei “al di là del matrimonio”
No a un assessorato ad hoc, meglio la fusione con quello che si occupa di sociale
di Adriana Comaschi, L’Unità Bologna, 31 Maggio 2008
Gli obiettivi: azzeramento delle liste dei nidi; più attenzione agli adolescenti con nuovi spazi, sostegno al volontariato sportivo e scuole aperte al pomeriggio; potenziamento della family card; album delle badanti.
II binomio famiglia/famiglie ancora al centro del dibattito politico. Il PD presenta le sue proposte di welfare con tre parlamentari (Rita Ghedini, Donata Lenzi, Sandra Zampa) e l’aspirante consigliera comunale Francesca Puglisi, responsabile consulta per l’infanzia di Bologna e mamma “pasionaria” delle Longhena. Donne che condividono il “no” del candidato Delbono a un assessorato alla famiglia. “Meglio – suggerisce Lenzi – una delega alle politiche sociali e familiari, per non duplicare competenze e costi”. Quanto al target, “la famiglia si misura dalla presenza di figli”, quindi le politiche “sono rivolte anche ai non sposati, questo è il mondo di oggi” ribadisce Ghedini. Più netta Puglisi che la fonda “sull’affettività”.
Il candidato di BCL Monteventi sposa in Piazza dell’Unità alcune coppie gay, Zampa lo liquida come “folklore che fa male anche a loro“. “A Bologna ci sono i registri delle unioni civili, ci dobbiamo basare su quello – aggiunge Puglisi – occorre partire dai bisogni” e in quest’ottica “i diritti degli omosessuali devono essere uguali”. Una replica all’assessore designato alla famiglia di Cazzola, Battistini, che vorrebbe riservare il sostegno del Comune alla famiglia fondata sul matrimonio. Immediate le reazioni delle ACLI: il presidente Francesco Murru avverte Delbono (“Così allontanano dal PD il voto cattolico e popolare”) e invita i cattolici a non votare “chi nega il valore della famiglia fondata sul matrimonio”. Apprezzamento invece per Cazzola. Che coglie la palla al balzo per contestare a Delbono che “la Carta non si ferma all’articolo 3″ (che nega ogni discriminazione, ndr)”.
Tra le priorità del PD quella di fronteggiare gli effeti del taglio di 57 sezioni a tempo pieno nel bolognese. Poi più attenzione agli adolescenti, con “scuole aperte anche al pomeriggio” e sostegno al volontariato sportivo; azzeramento delle liste d’attesa per i nidi; potenziamento della family card per le famiglie numerose; album delle badanti in ogni quartiere







