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Articoli marcati con tag ‘Donne’

PD, il welfare per famiglie e gay fa insorgere le ACLI – L’Unità

PD, il welfare per famiglie e gay fa insorgere le ACLI
Le proposte illustrate dalle democratiche: sono rivolte a nuclei “al di là del matrimonio”
No a un assessorato ad hoc, meglio la fusione con quello che si occupa di sociale
di Adriana Comaschi, L’Unità Bologna, 31 Maggio 2008

Gli obiettivi: azzeramento delle liste dei nidi; più attenzione agli adolescenti con nuovi spazi, sostegno al volontariato sportivo e scuole aperte al pomeriggio; potenziamento della family card; album delle badanti.

II binomio famiglia/famiglie ancora al centro del dibattito politico. Il PD presenta le sue proposte di welfare con tre parlamentari (Rita Ghedini, Donata Lenzi, Sandra Zampa) e l’aspirante consigliera comunale Francesca Puglisi, responsabile consulta per l’infanzia di Bologna e mamma “pasionaria” delle Longhena. Donne che condividono il “no” del candidato Delbono a un assessorato alla famiglia. “Meglio – suggerisce Lenzi – una delega alle politiche sociali e familiari, per non duplicare competenze e costi”. Quanto al target, “la famiglia si misura dalla presenza di figli”, quindi le politiche “sono rivolte anche ai non sposati, questo è il mondo di oggi” ribadisce Ghedini. Più netta Puglisi che la fonda “sull’affettività”.

Il candidato di BCL Monteventi sposa in Piazza dell’Unità alcune coppie gay, Zampa lo liquida come “folklore che fa male anche a loro“. “A Bologna ci sono i registri delle unioni civili, ci dobbiamo basare su quello – aggiunge Puglisi – occorre partire dai bisogni” e in quest’ottica “i diritti degli omosessuali devono essere uguali”. Una replica all’assessore designato alla famiglia di Cazzola, Battistini, che vorrebbe riservare il sostegno del Comune alla famiglia fondata sul matrimonio. Immediate le reazioni delle ACLI: il presidente Francesco Murru avverte Delbono (“Così allontanano dal PD il voto cattolico e popolare”) e invita i cattolici a non votare “chi nega il valore della famiglia fondata sul matrimonio”. Apprezzamento invece per Cazzola. Che coglie la palla al balzo per contestare a Delbono che “la Carta non si ferma all’articolo 3″ (che nega ogni discriminazione, ndr)”.

Tra le priorità del PD quella di fronteggiare gli effeti del taglio di 57 sezioni a tempo pieno nel bolognese. Poi più attenzione agli adolescenti, con “scuole aperte anche al pomeriggio” e sostegno al volontariato sportivo; azzeramento delle liste d’attesa per i nidi; potenziamento della family card per le famiglie numerose; album delle badanti in ogni quartiere

Sandra Zampa e Romano Prodi

Lenzi e Zampa stroncano le nozze gay – La Repubblica Bologna

Lenzi e Zampa stroncano le nozze gay
La Repubblica Bologna, 31 Maggio 2009

L’iniziativa a favore delle nozze gay, ribattezzate Monteventi Unisce, ieri pomeriggio in Piazza dell’Unità, “non va oltre i confini dell’inutile folklore”. A stroncare la festa del candidato sindaco BCL Valerio Monteventi sono le donne del PD. “Una sparata”, dice la parlamentare Donata Lenzi, nel corso della presentazione, ieri mattina al circolo Passepartout, delle proposte delle donne democratiche per il sostegno alla famiglia. “Non è utile, è un folklore che non fa bene a nessuno, neanche a loro”, aggiunge la deputata e portavoce di Romano Prodi, Sandra Zampa. La replica di BCL: “Spiace che lo dicano delle donne di centrosinistra, che non hanno promosso nessuna iniziativa per la parità dei diritti dei gay”.

Bologna città nuova, altra, libera, desiderabile?

ArciLesbica Bologna presenta
Bologna città nuova, altra, libera, desiderabile?

Martedì 26 maggio, H 21.00
Cassero – Via Don Minzoni, 18

Incontro pubblico con alcune candidate
alle prossime elezioni amministrative.
Un’occasione di dialogo tra le future
possibili rappresentanti delle Istituzioni
e le donne e le lesbiche.

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Elisabetta CalariPartito Democratico
Fulvia CasagrandeBologna Città Libera
Cathy La TorreSinistra per Bologna
Luki MassaAltra Città

waterfall

Bologna, gravidanze minorenni. “Serve educazione sessuale senza moralismi”

DIRE, Bologna, 18 apr. – “Senza allarmismi” e “moralismi di parte” per abbattere le statistiche di minorenni alle prese con gravidanze indesiderate e con probabili aborti, servono “l’educazione sessuale” e, perché no, “distributori di preservativi gratuiti nelle scuole”. Lo sostiene Maurizio Cecconi, candidato consigliere in Comune per Bologna Citta libera (che lancia Valerio Monteventi per la carica di primo cittadino). Alla luce dei dati forniti dal ministero della Giustizia sull’applicazione della Legge 194 del 1978 sull’interruzione volontaria della gravidanza, a Bologna nel 2008 si sono registrati 84 casi (622 in 11 anni) di minorenni che hanno richiesto al Giudice tutelare l’autorizzazione all’aborto. I dati “vanno letti senza allarmismi e con serietà – afferma in una nota Cecconi – Sono il frutto di un’assenza di iniziativa da parte delle istituzioni: non vengono effettuati gli indispensabili corsi di educazione sessuale”. Invece, “sull’esempio dei paesi dell’Europa – prosegue – che da anni hanno introdotto nelle scuole elementari e medie inferiori corsi di educazione sessuale, il Comune di Bologna deve farsi promotore di corsi para-scolastici, rivolti all’infanzia e all’adolescenza”. Quanto ai casi di “rapporti sessuali tra adolescenti che causano gravidanze indesiderate, vanno affrontati – riflette Cecconi – prima di tutto abbattendo il muro della sessuofobia e dell’ignoranza, promuovendo la consapevolezza del proprio corpo, grazie a un’educazione scientifica, senza moralismi e senza sessismo”. Soprattutto, “all’educazione – conclude l’aspirante consigliere BCL – va affiancata la prevenzione. E’ tempo di trovare nelle scuole superiori e nei luoghi della socialità dei distributori di preservativi gratuiti”.

Scardiniamo le logiche della paura

Bologna Città Libera
16 Aprile 2009

BOLOGNA, SICUREZZA. CECCONI: “SCARDINIAMO LE LOGICHE DELLA PAURA”
Maurizio Cecconi, candidato consigliere per BCL, sulla “Ronda del piacere”
e sulla “Casa della sicurezza” promossa da Delbono

Il gruppo “Generi e orientamenti sessuali” di Bologna Città Libera aderisce alla “Ronda del piacere”, promossa dal collettivo di donne Sexyshock, dalla Banda Roncati, dall’Associazione Anassim e da Hard Coro e prevista per Sabato 18 Aprile a Bologna. Concentramento dalle ore 16 in Piazza San Martino.

Ci riconosciamo nelle parole degli organizzatori, che sottolineano che “la ronda del piacere è un’iniziativa per riprendersi lo spazio pubblico e per mettere in piazza ‘la città che vogliamo’: una città fatta di donne e uomini nativi e migranti, di cultura, di valorizzazione delle differenze, di servizi e di spazi per l’incontro e la socialità. Una città in grado di riconoscere le differenze come una ricchezza, invece che usare la ‘paura dell’altro’ come unica strategia di gestione della vita pubblica e delle sue complessità. E’ in una città come questa che ci sentiamo sicuri/e”.

“E’ tempo di spezzare la logica securitaria e proibizionista che affligge e soffoca la città. Un’eredità che è da furbetti attribuire al solo Cofferati: durante il suo intervento di ieri al Teatro delle Celebrazioni, il candidato sindaco Flavio Delbono ha speso la parte centrale del suo intervento per promuovere la ‘Casa della sicurezza’. L’unica cosa sicura, è la continuità programmatica tra la coalizione del 2004 e quella del 2009″, così Maurizio Cecconi, attivista del Cassero e consigliere di Arcigay, candidato al Consiglio Comunale e al Quartiere Porto per Bologna Città Libera, che continua “La sicurezza per i ‘soggetti deboli’ della società – donne, immigrati, omosessuali – la si costruisce con l’estensione dei diritti di cittadinanza e con la partecipazione attiva degli stessi all’elaborazione delle politiche sul territorio. Siamo ben lontani da questo risultato e lontani resteremo fintanto che la sinistra inseguirà la destra nell’esercitare la paura come strumento per il controllo sociale”.

SexyShock presenta “La ronda del piacere”, Sabato 18 Aprile

SexyShockBanda Roncati – Anassim e Hard Coro
presentano
Ronda del Piacere
Per una città che ognun@ può godere

Corteo sonoro dal centro verso la periferia
Sabato 18 aprile 2009
Concentramento H 16.00, Piazza San Martino

Verso il Centro Interculturale Zonarelli

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La ronda del piacere è un’iniziativa coinvolgente e ludica contro l’istituzione delle ronde e la cultura della paura. E’ un modo per dire che la nostra citta’ non ha paura del buio e della favola dell’uomo nero. La ronda del piacere è il primo passo per costruire una città dove ognun@ può godere e questa città è un luogo dove vogliamo sentirci sicure, ma non sorvegliate. La ronda del piacere è un gioco per riprendersi lo spazio pubblico attraverso l’ironia, la cultura e la gioia contro chi ci vorrebbe impaurit@ e chius@ in casa. La ronda del piacere è una parodia delle pratiche militaresche che sembrano avere un grande appeal al giorno d’oggi, ma che non solo non risolvono i problemi quando ci sono, ma producono diffidenza, razzismo e conflitto sociale. La ronda del piacere dice no alle ronde e ad ogni forma di giustizia privata come strumento di gestione della vita della città. La ronda del piacere è una pratica attiva e riproducibile per tutte quelle persone: 1) critiche verso le ronde; 2) consapevoli che la violenza di genere non è né una questione di ordine pubblico né di permesso di soggiorno; 3) desiderose di prendersi cura della città in modo diverso.

La ronda del piacere

Manifestazione notturna contro la violenza sulle donne. Bologna, 7 Marzo 2009 – Il video

Bologna, elezioni amministrative in provincia. Una lista tutta rosa, comprese le lesbiche

Una lista tutta rosa, comprese le lesbiche
Sabato 07 marzo 2009, Rita Bartolomei, Il Resto del Carlino

Alla sinistra del Pd vogliono fare una lista civica di sole donne. Anzi, “donne e lesbiche”, come spiega chi ha partecipato alle prime riunioni, partite in gran camuffa più di un mese fa. Da settimane circola anche un nome preciso per il candidato sindaco. Sarebbe Giuseppina Tedde, ex di Rifondazione, ex assessore in Provincia che si è dimessa ed è tornata al suo lavoro, all’ospedale Maggiore. Ma l’interessata dice di non saperne niente. “Lo imparo in questo momento”, si sorprende ieri sera al telefono. “Sono felicissima di quel che sto facendo. Se sono uscita dalla politica? No, sono uscita da Rifondazione. Faccio politica tutti i giorni”. Il progetto si affaccia con discrezione anche nelle mail che si scambia la Rete delle Donne. Si sta cercando una base elettorale, un negozietto in centro. Il punto di partenza, chiarisce chi era presente alle assemblee, è molto chiaro: le donne a sinistra non contano niente, esattamente come a destra. Quindi c’è chi si è fatta coraggio e ha proposto: proviamo a portare avanti da sole il punto di vista femminile. La lista a cui si sta lavorando ha spaccato però il movimento. C’è chi osserva con spirito critico: “Abbiamo sempre fatto il percorso insieme. Invece stavolta ha voluto imporsi un gruppo di donne. Strada tutta di corsa, non c’è stato il tempo di preparare bene il terreno. Anche se l’idea è buona. Nessun partito si fa carico del punto di vista di genere, nella politica della città. E’ giusto dire pensiamoci noi”. L’insofferenza è grande ma non è detto che l’impresa riesca. Tra i punti chiave del programma c’è sicuramente il tema della violenza sessuale. Si è parlato anche di questo in uno degli ultimi incontri, il 2 marzo, ospitato da un’associazione al Savena. “Assemblea cittadina di donne e lesbiche”, il titolo molto generico. E proprio quelle due parole, “donne e lesbiche”, si vorrebbero mantenere nel logo della lista. Ma l’ex assessore Tedde, che pur si dichiara all’oscuro di tutto, come vedrebbe un’impresa così? “Parliamone davanti a un caffè”, schiva la domanda. | Fonte Gaynews

Una giovane donna in bicicletta

Divieto di manifestare. La solidarietà di Bologna Città Libera alle donne

BOLOGNA, DIVIETO MANIFESTAZIONE IL 7 MARZO.
LA SOLIDARIETA’ DI BCL ALLE DONNE
IN LOTTA CONTRO LA VIOLENZA DI GENERE

Apprendiamo la notizia che il corteo di donne e lesbiche contro la violenza di genere che avrebbe dovuto concludersi sabato 7 marzo in Piazza del Nettuno, è stato obbligato dal Prefetto a spostarsi in Piazza Verdi.

Siamo dispiaciuti dal fatto che l’8 marzo, la festa delle donne, sia la prima occasione in cui s’esplicitano gli effetti liberticidi dell’ordinanza approvata dalla Prefettura, d’intesa con le amministrazioni locali del Partito Democratico. Alle donne e alle lesbiche che sabato e domenica scenderanno comunque in strada per reclamare una città tranquilla, dove vivere senza il timore della violenza maschile e senza gli effetti delle politiche basate sulla costruzione della paura, va la solidarietà del gruppo di uomini e donne lgbt (lesbiche, gay, bisex e trans) di Bologna Città Libera.

Siamo dispiaciuti ma non sorpresi. Abbiamo denunciato per primi gli effetti devastanti sulle libertà e sui movimenti che avrebbe avuto questa ordinanza. Continueremo a denunciare i mille trasformismi del PD, impegnato a condannare, a parole, il decreto Maroni e ad assecondarlo in città.

Donne in movimento

BOLOGNA. CORTEO DONNE LIMITATO DA PREFETTO, BCL: DISPIACIUTI
“SONO LE PRIME A SUBIRE ORDINANZA LIBERTICIDA, LA COMBATTEREMO”

DIRE, Bologna, 5 Mar. – Solidarietà alle donne dell’Assemblea cittadina donne e lesbiche che, proprio nella giornata a loro dedicata, sono costrette a fare i conti con gli “effetti libertici” della recente ordinanza della Prefettura bolognese. Bologna Città Libera, la lista del candidato sindaco Valerio Monteventi, si dice dispiaciuta che le prime a pagare siano proprio le donne, obbligate dalla Prefettura a modificare il percorso del corteo (doveva terminare in Piazza Nettuno, invece alla luce delle nuove regole arriverà in Piazza Verdi) in programma sabato sera per dire “no” alla violenza. “Siamo dispiaciuti – manda a dire Bologna Città Libera in una nota – del fatto che l’8 marzo, la festa delle donne, sia la prima occasione in cui si esplicitano gli effetti liberticidi dell’ordinanza approvata dalla Prefettura, d’intesa con le amministrazioni locali del Partito Democratico”. Bologna Città Libera ricorda quindi la propria battaglia: “Abbiamo denunciato per primi gli effetti devastanti sulle libertà e sui movimenti che avrebbe avuto questa ordinanza e continueremo a denunciare i mille trasformismi del PD, impegnato a condannare, a parole, il decreto Maroni e ad assecondarlo in città”. Intanto, uomini e donne del gruppo “Lgbt” (lesbiche, gay, bisex e trans) di Bologna Città Libera esprimono solidarietà “alle donne e alle lesbiche che sabato e domenica scenderanno comunque in strada per reclamare una città tranquilla, dove vivere senza il timore della violenza maschile e senza gli effetti delle politiche basate sulla costruzione della paura”.

Donna infranta

Divieto di manifestazione. L’impossibile 8 Marzo a Bologna

8 MARZO/BOLOGNA. ASSEMBLEA DONNE, CHE FATICA MANIFESTARE
PERCORSO CORTEO CAMBIATO, E IN COMUNE FANNO RIMUOVERE STRISCIONE

DIRE, Bologna, 5 mar. – “Tolleranza zero” per le manifestazioni delle donne a Bologna, anche alla vigilia dell’8 marzo. E’ quanto ha subito l’Assemblea cittadina di donne e lesbiche, che si è vista negare da Prefettura e Questura l’autorizzazione a manifestare lungo via Indipendenza fino a piazza Nettuno, la sera del 7 marzo, in seguito alla direttiva Maroni sull’uso delle piazze nel weekend, nonostante la deroga prevista in occasioni di ricorrenze commemorative, proprio come la Festa della donna. Ma anche oggi le donne dei collettivi femministi e lesbici hanno subito, in sostanza, un atto di “intolleranza”. Le rappresentanti dell’Assemblea stavano presentando ai giornalisti, nel cortile di Palazzo D’Accursio, le ragioni della manifestazione di sabato sera e il percorso alternativo del corteo, e nell’occasione hanno mostrato lo striscione che aprirà la manifestazione contro la violenza sulle donne: un drappo viola con la scritta “Affermiamo la nostra libertà, no alla logica della paura”. Per tenerlo come sfondo alle videoriprese e ai flash dei fotografi, lo hanno poi momentaneamente appeso al muro del palazzo comunale, annodandolo alle inferriate delle finestre al piano terra, sotto gli occhi di un paio di vigili urbani. Dopo pochi minuti è arrivato il responsabile del reparto di vigilanza della residenza municipale, l’ispettore capo Loreno Cremonini, imponendo alle donne di togliere lo striscione: “Non possiamo tollerare una cosa del genere – ha detto Cremonini – questo è uno spazio pubblico e ci sono delle regole, non si può attaccare neanche un chiodo, lo dice la Sovrintendenza, andate a fare la vostra protesta da un’altra parte”. Al verbo “tollerare” le donne dell’assemblea si sono risentite, anche perché non si trattava di una protesta bensì di una conferenza stampa, ma lo striscione è stato subito “snodato” e deposto. Un piccolo incidente, insomma, ma che può essere considerato emblematico del clima di intolleranza che i collettivi femministi e lesbici riuniti nell’assemblea cittadina denunciano di subire. Proprio come il diniego a far passare in centro il loro corteo, la sera del 7 marzo. “Abbiamo chiesto di conoscere le motivazioni formali del rifiuto – spiegano – perché abbiamo fatto presente che la nostra manifestazione è stata indetta in occasione della Giornata mondiale della donna, riconosciuta dall’Onu”. Ma l’ordinanza prefettizia in vigore a Bologna, con cui è stata applicata la direttiva del ministro dell’Interno, vieta l’uso delle piazze Maggiore, Nettuno, Re Enzo e Santo Stefano e delle strade della “T” (Rizzoli, Ugo Bassi e parte di via Indipendenza) dalle 14 del sabato e per l’intera giornata di domenica. Così, in attesa di spiegazioni, l’assemblea ha previsto un percorso alternativo: il ritrovo sarà sempre alle 20 in piazza Unità, ma invece di sfilare per via Matteotti e via Indipendenza fino a piazza Nettuno, come richiesto, le donne svolteranno per via Irnerio e percorreranno via Zamboni fino a piazza Verdi, tappa conclusiva. La manifestazione punta a denunciare che “la violenza sulle donne non è una questione di ordine pubblico, ma un problema culturale, sociale e politico”, come spiega il volantino diffuso dall’assemblea. “Lottare contro la violenza alle donne è un nostro compito, non vogliamo essere scortate da uomini, rifiutiamo le ronde e i provvedimenti razzisti e autoritari. Vogliamo dotarci di strumenti di autodifesa e riappropriarci della città: per questo vogliamo rivendicare il nostro diritto di essere presenti in centro di sera, perché la sicurezza è data dalla vivibilità delle strade e dalla presenza di donne”. Ma non di sabato, non il 7 marzo.

Manifesto di donne

La campagna
Maurizio Cecconi
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