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Articoli marcati con tag ‘Donne’

Bologna: la legge 194, un bancomat e le associazioni anti-abortiste

Quando leggo che alcuni consiglieri comunali del PD stavano lavorando per creare collaborazioni fra le associazioni anti-abortiste e i consultori di Bologna, istituiti dalla legge 194, ringrazio il destino per aver fatto decadere il Consiglio Comunale a causa di un bancomat.

Armi italiane, un business senza crisi contro i diritti umani e civili

Unimondo ha pubblicato i dati relativi all’export italiano di armi.

L’industria militare italiana fa il botto. Ammontano infatti a 4,9 miliardi di euro le autorizzazioni all’esportazione di armamenti rilasciate dal Governo nel 2009 alle aziende del settore con un incremento di ordinativi internazionali (il 61%) sconosciuto ad altri settori dell’industria nazionale. Ed hanno superato quota 2,2 miliardi di euro le effettive consegne di materiali militari. Un duplice record che annovera il Bel Paese tra i big player in quello che il “Rapporto della Presidenza del Consiglio sull’esportazione di materiali militari” pubblicato ieri definisce il “mercato globale” degli armamenti.

La nostra principale acquirente è l’Arabia Saudita, dove: 1) c’è la pena di morte per le donne adultere e gli omosessuali; 2) si traffica in esseri umani; 3) le organizzazioni sindacali e politiche sono proibite.

Non mi dispiacerebbe leggere una dura presa di posizione delle associazioni lgbtq contro il Governo Berlusconi, senza la cui autorizzazione non si darebbero questi commerci.

STRANABOLOGNA, in strada contro l’omofobia – Venerdì 2 Ottobre 2009

STRANABOLOGNA
In strada per spezzare il filo nero della paura

Venerdì 2 ottobre 2009
Concentramento Piazza Castiglione – Ore 17

Non ti sembra strano che oggi si chiamino “emergenze” problemi che in realtà esistono da sempre, come ben sanno le donne, le lesbiche, i gay e i/le trans?

Non ti sembra strano che ci si accorga di questi problemi solo quando si vogliono giustificare pacchetti-sicurezza, controllo e repressione?

E non ti sembra strano che più si parla di sicurezza più i gruppi neofascisti e razzisti acquisiscano agibilità politica e più aumenti la violenza contro donne, lesbiche, gay, trans, migranti e ogni altro soggetto considerato “diverso”?

Non ti sembra strano che gli stessi che fomentano razzismo e discriminazione da un lato ti incitino alla paura e dall’altro ti “offrano” protezione?

Non ti sembra strano sentirti “più sicuro/a” in una città militarizzata e piena di polizia, vigili e vigilanti, divieti, sessismo e odio razzista?

Non ti sembra strano definire omofobia (fobia=paura) i feroci tentativi di imporre il dominio di UN pensiero, UN genere, UNA sessualità, UNA identità monolitica alla complessità di saperi, esperienze e desideri che attraversano le strade della nostra città?

SE HAI RISPOSTO SÌ AD ALMENO UNA DI QUESTE DOMANDE, sei stata/o scelta/o per partecipare alla STRANABOLOGNA: autodeterminazione, desideri, creatività, visibilità in strada per liberarci collettivamente – e senza nessuna delega – dalla violenza fascista, sessista, razzista e anti-omosessuale.

Ripartiamo dalle nostre strade per riallacciare il filo della memoria e della solidarietà e per spezzare – ciascuna/o con le proprie pratiche – il filo nero della violenza con cui fascisti, sessisti e razzisti (istituzionali e non) cercano di alimentare un clima di terrore.

Promossa da
Facciamo Breccia Bologna, Antagonismo Gay, Figlie Femmine
Frangette Estreme, Fuoricampo Lesbian Group, Laboratorio Smaschieramenti
M.I.T. – Movimento Identità Transessuale, XM24

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[Scarica il volantino]

Trampolieri

Contro i respingimenti e la violenza sulle donne migranti

Mercoledì 23 settembre, alle ore 18 in Piazza Nettuno, AltraCittà invita a manifestare contro i respingimenti e contro la violenza sulle donne migranti, finanziata dal governo italiano nei campi di concentramento in Libia. Bologna Città Libera aderisce e sarà presente insieme a quanti e quante vorranno lottare contro il nazi-leghismo al potere in Italia.

Omofobia, la Regione Emilia-Romagna ascolti Napolitano

Le associazioni LGBT dell’Emilia Romagna a Vasco Errani:
“Ascolti il monito del Presidente Napolitano”

Il Presidente della Repubblica oggi ha aperto la Conferenza Internazionale sulla violenza alle donne invitando a lottare contro l’omofobia e la xenofobia. Dal Quirinale è giunto forte e chiaro un monito contro l’allontanamento spesso inconsapevole dai principi su cui la nostra Costituzione ha fondato la convivenza della nazione democratica.

Dalla Costituzione, infatti, deriva il nostro diritto ad avere pari dignità e tutele dalla legge. Abbiamo sollevato da tempo la necessità, anche per la nostra Regione, di una legge per le pari opportunità che non escluda i cittadini LGBT. Quella legge è pronta, ma non è ancora stata approvata. Dopo diversi comunicati in merito ci chiediamo perché non ci giungano risposte.

Non tolleriamo questo silenzio, specie a pochi giorni dai fatti incresciosi e gravi che hanno portato il nostro movimento a mobilitarsi e ribadire che siamo nati liberi e uguali in dignità e diritti e che è dovere della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e la uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese. Così recitano Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e Costituzione della Repubblica Italiana.

Anche in Regione siamo mobilitati e decisi ad avere risposte concrete. Chiediamo che il presidente Vasco Errani segua l’esempio e il monito di Napolitano e si faccia garante affinché il pdl sulle pari opportunità sia approvato.

M.I.T.
Agedo Bologna
Arcilesbica Bologna
Coordinamento Regionale Arcigay
Arcigay “il Cassero” Bologna

Giorgio Napolitano

Uolter lo statista e la morte dell’opposizione

Oggi in Italia. Per Uolter, Craxi-mani-nella-marmellata è stato un politico con una visione più chiara della società italiana di Berlinguer. Può essere; sarebbe utile precisare che Berlinguer la società italiana la voleva non solo interpretare, ma anche cambiare. Alla Camera la destra vota una mozione contro l’aborto, con l’astensione del PD e dell’IDV. Ci vedo un nesso.

Dario Franceschi e Walter Veltroni

Elezioni 2009. A Bologna scoppia il dibattito su “cos’è una famiglia”

Partito in sordina, il tema delle famiglie esplode nell’ultima parte della campagna elettorale per le amministrative, grazie al chiaro contributo dato da Bologna Città Libera con l’iniziativa sulle unioni civili. Da sabato, si parla soprattutto di questo. Ieri le coppie unite da Monteventi sono intervenute con una lettera aperta indirizzata alle donne del PD bolognese ed io con un comunicato stampa in cui sollecito Flavio Delbono ad esprimersi a favore dei matrimoni gay.

I titoli dei giornali di oggi:

  • Daremo vantaggi alle coppie sposate (Cazzola)
  • E’ scontro sulla famiglia (ACLI)
  • Appoggio ai candidati coerenti con la fede (ACLI)
  • Cattolici PD, l’affondo di Vecchi: “Rispettate il pensiero del Cardinale” (Curia)
  • Critiche a Caffarra, gli ex DC contestano l’assessore Paruolo (PD)
  • Adesso tutti si rifugiano nella famiglia

Unioni civili e matrimoni gay. Cecconi: “Consegnato registro alla sede di Delbono”

Maurizio Cecconi, attivista del movimento omosessuale e candidato consigliere per BCL, sulla consegna del registro delle coppie unite sabato 30 maggio durante l’iniziativa ‘Monteventi Unisce’ e sulle dichiarazioni di Zampa e Lenzi a nome delle donne del PD di Bologna.

Oggi abbiamo consegnato alla sede elettorale di Via Farini di Flavio Delbono il simbolico registro delle coppie di fatto, con le firme di quante si sono unite sabato 30 maggio in Piazza dell’Unità. Speriamo non lo buttino via, visto che è l’unico documento in loro possesso dove non ci si vergogna a pronunciare le parole: gay e lesbica. La signora anziana che l’ha preso in custodia è stata gentile e s’è segnata anche il mio nome e cognome, numero di cellulare e e-mail”, così Maurizio Cecconi, attivista del movimento omosessuale e candidato consigliere per Bologna Città Libera, che commenta: “Si sono unite 17 coppie (5 gay, 2 lesbiche e 10 etero). Questi numeri sono la miglior risposta a chi afferma, come la Curia, che le nostre richieste sono quelle di una minoranza. No. Sono le richieste della maggioranza di una società matura, educata e determinata a conquistare ciò che le spetta, anche se colpevolmente ostacolata da chi dovrebbe rappresentarla“, come commentano le coppie nella lettera aperta alle donne del PD bolognese, in risposta a Lenzi e a Zampa.

Come coppie aderiamo all’appello lanciato dall’associazione ‘Avvocatura per i diritti LGBT – Rete Lenford’ e da GayNet affinché si dia vita ad un vero movimento di opinione sulla questione del matrimonio tra persone dello stesso sesso in tutta la società“, in seguito all’ordinanza del Tribunale di Venezia, che chiede alla Corte Costituzionale di verificare se nelle leggi vigenti che stabiliscono l’impossibilità di sposarsi tra persone dello stesso sesso non ci si sia posti fuori dalla Costituzione italiana che, in base all’articolo 3, dispone l’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alle legge.

“Anche Delbono sostiene nel suo programma che il cardine delle politiche famigliari è l’articolo 3 della Costituzione. Per cui gli chiediamo di esprimersi a favore dei matrimoni gay. In alternativa, di non citare la Costituzione“, conclude Cecconi.

Lettera aperta delle coppie lesbiche, gay ed etero alle donne del PD bolognese

Gentilissime Sandra Zampa e Donata Lenzi,

siamo le coppie – quasi tutte, alcune sono partite per il loro viaggio di “nozze” – che si sono unite sabato 30 maggio in Piazza dell’Unità, grazie all’iniziativa promossa da Bologna Città Libera e celebrata da Valerio Monteventi.

Sabato scorso abbiamo voluto rivendicare un diritto negatoci dallo stato italiano e dalle maggioranze politiche di destra e di centro-sinistra, come quella che sostenne il Governo Prodi, che ha miseramente fallito il progetto prima dei PACS poi dei DiCo poi dei CUS – per inciso ci chiediamo: perché tutti questi cambi di nome? Avete dei problemi a chiamare le unioni civili col loro semplice nome? Volete “mascherarle”? – .

Maggioranze di destra e di centro-sinistra unite nell’opportunismo politico a sostegno della Chiesa invece che dell’uguaglianza di fronte alla legge di tutti i cittadini. Maggioranze di centro-sinistra che hanno disatteso le aspettative dei cittadini omosessuali e di tutti i laici di buona volontà, tradendole a livello nazionale e apprestandosi a tradirle anche nel governo della città di Bologna. La continuità Prodi-Cofferati-Delbono, da questo punto di vista, è sotto gli occhi di tutti e non saranno sufficienti tecniche dilatorie per nasconderla.

Il candidato sindaco Valerio Monteventi ha avuto, per ora lui solo, il coraggio di rivendicare, in una piazza che è un simbolo della rinascita democratica del nostro paese grazie alla Resistenza, questo importante diritto civile. Purtroppo a Bologna nessun altra forza politica si è ancora unita a questa proposta. Non per questo è meno giusta e meritevole di essere avanzata con forza.

Invece che sostenere l’uguaglianza, al contrario avete, in rappresentanza delle donne del Partito Democratico, stigmatizzato con arroganza e pessimo gusto la manifestazione di sabato. Avete bollato l’iniziativa come “inutile e folkloristica: una sparata”.

Le vostre offensive dichiarazioni sono identiche nella sostanza e nella forma a quelle che rilascia periodicamente il Vaticano e rilanciate dai politici di destra, quando accusano il movimento omosessuale di essere “un fenomeno da circo”, “una baracconata”, “una volgare esibizione”.

Alla luce delle dichiarazioni delle donne del PD ci chiediamo: il Vaticano, la Santanché e il PD hanno lo stesso ufficio stampa?

Come possono delle donne, in quanto tali spesso discriminate, discriminare a loro volta?

In Piazza dell’Unità si sono unite 17 coppie (5 gay, 2 lesbiche e 10 etero). Questi numeri sono la miglior risposta a chi afferma che le nostre richieste sono quelle di una minoranza. No. Sono le richieste della maggioranza di una società matura, educata e determinata a conquistare ciò che le spetta, anche se colpevolmente ostacolata da chi dovrebbe rappresentarla.

Come coppie partecipanti alla manifestazione di sabato siamo fieri di aver firmato il simbolico registro delle unioni civili. Siamo coppie lesbiche, gay ed eterosessuali e ci siamo impegnati di fronte ai cittadini di Bologna, a sostenerci reciprocamente “in salute e quando si è ammalati, in ricchezza e in povertà ed ad aver cura dei nostri figli”. Questo è il senso della nostra pubblica unione. Come potremmo non esserne felici?

Ed è di questi giorni la notizia dell’ordinanza dei giudici del Tribunale di Venezia, grazie alla quale la Corte Costituzionale dovrà chiarire se l’interpretazione delle norme vigenti, secondo la quale due persone dello stesso sesso non potrebbero sposarsi, sia o meno conforme alla Costituzione italiana. Come coppie aderiamo all’appello lanciato dall’associazione ‘Avvocatura per i diritti LGBT – Rete Lenford’ e da GayNet, affinché si dia vita ad un vero movimento di opinione sulla questione del matrimonio tra persone dello stesso sesso, non solo ai livelli più alti del mondo accademico e giudiziario ma soprattutto in tutta la società.

***

Carissime, invece che offenderci avreste potuto partecipare. Era una manifestazione aperta a tutte e a tutti. Ma avete invece preferito difendere gli “interessi di bottega” piuttosto che quelli collettivi. Per questo, ve lo diciamo serenamente, ci auguriamo che sarete colpite nell’unico aspetto che avete testimoniato di considerare: il voto.

Cordiali saluti,

Maurizio Cecconi e Tomas Kutinja?
Davide Turrini e Laura Budriesi
Domenica D’Amico e Nicoletta Magenti
Giulia Tonucci e Sara Gradoni
Daniele Bacchini e Federica Naldi
Valerio Cosma e Manuel Baù
Camilla Stabile e Massimiliano Cecconi
Valeria Verlicchi e Marcello Franchini
Omar Casagrande e Grazia Mazzoli
Marzia Mascagni e Renato Lideo
Alfonso Santolero e Silvia Modena
Sonia Cecconi e Stefano Silvagni.

Le coppie in fila per "Monteventi Unisce"

Monteventi “celebra” le nozze laiche. La Lenzi: folklore – Corriere di Bologna

Monteventi “celebra” le nozze laiche. La Lenzi: folklore
In Piazza dell’Unità i “matrimoni di fatto” del candidato BCL
C’è anche la pasionaria no Gelmini Mascagni
di Daniela Corneo, Corriere di Bologna, 31 Maggio 2009

Una Piazza dell’Unità multicolor. In tutti i sensi. Per l’arcobaleno della bandiera-manifesto del movimento omosessuale appesa agli alberi che fanno da cornice al campo da basket. E per la variopinta popolazione del cuore della Bolognina, che ieri pomeriggio s’è affacciatta all’evento di Bologna Città Libera con curiosità e i cellulari pronti a inunortalare l’evento.

Perché ieri il candidato sindaco Valerio Monteventi ha unito simbolicamente 17 coppie (cinque gay, due lesbiche e dieci eterossessuali) che al termine della “celebrazione” laica hanno firmato un registro simbolico. Verrà spedito alla sede elettorale di Flavio Delbono, aspirante successore di Cofferati per il PD. “Così nella sua sede – spiega Maurizio Cecconi, candidato della lista BCL e novello “sposo” – ci sarà almeno un documento con la parola omosessuale”.

Tutte in fila, chi con un mazzo di fiori, chi in abito da cerimonia e chi in vestiti casual, qualcuno con gli anelli da scambiarsi con il compagno/a e qualcun altro commosso proprio come succede nei matrimoni tradizionali, una a una le coppie hanno pronunciato il loro “sì” davanti a un Monteventi in scarpe da ginnastica, camicia color lavanda e in mano il megafono per pronunciare la formula. “Le coppie – ha detto l’ex PRC al pubblico della Bolognina – si sono impegnate a sostenersi reciprocamente, in salute e quando si è ammalati, in ricchezza e in povertà”. Bacio appassionato, lancio del riso, foto di rito, qualche lacrimuccia, i tortellini con il simbolo del candidato consigliere Cecconi a far da bomboniera. E un fragoroso applauso alle coppie più note che si sono unite sotto lo sguardo di Eva Robin’s: Marzia Mascagni, la maestra “pasionaria” delle Longhena, Sergio Spina, consigliere provinciale ex PRC al suo secondo sì (il primo, ufficiale, in Comune) con sua moglie e lo stesso Cecconi, che è stato seguito anche dalla sorella (che si è “sposata” con il suo compagno tenendo in braccio il figlio), e dal fratello che si è unito con la fidanzata.

“Già nel ’95 – ricorda Monteventi – in questa città si parlava di firma sul registro delle unioni civili, la proposta arrivò in consiglio, ma i cattolici di tutti gli schieramenti bloccarono la proposta: siamo qui per rilanciare la questione”. A stroncare l’iniziativa “Monteventi unisce” ieri sono state le donne del PD bolognese: “Inutile folklore, non fa bene a nessuno, nemmeno a loro”, ha liquidato l’evento la parlamentare Donata Lenzi.

Maurizio Cecconi mentre fa l'appello delle coppie

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