Articoli marcati con tag ‘Discriminazioni’
Divise gay? No, grazie
Le stellette militari, la paccottiglia nazionalista e patriottica, la retorica della forza e del dominio dell’uomo sull’uomo, i guerrafondai della realpolitik, mi disgustano assai. L’unica divisa che apprezzo è quella da hostess (o da stewart).
Non sono uno di quelli che pensa che siccome l’esercito vieta ai gay dichiarati di far parte delle forze armate, allora, per lottare contro le discriminazioni, dobbiamo rivendicare un equo accesso all’esercito anche per le persone omosessuali e trans.
La questione, così posta, parrebbe simile alla nostra richiesta di accesso al matrimonio civile per le coppie dello stesso sesso: se lo Stato prevede un istituto, non può riservarlo ad alcuni (gli eterosessuali) ed escluderlo per altri (le persone omosessuali). Se lo Stato istituisce il matrimonio, questo deve poter essere utilizzato da chiunque ne faccia richiesta, pena il venir meno del principio di uguaglianza di fronte alle legge. In questo senso, anche le persone che non credono all’istituzione del matrimonio possono e debbono sostenerne l’estensione alle coppie gay: è in gioco la parità dei diritti.
Lo stesso, volendo, si potrebbe affermare (e molti lo affermano) per quanto concerne l’esclusione delle persone lgbt dall’esercito: laddove c’è un’esplicita discriminazione, questa va combattuta chiedendone la rimozione, a prescindere da considerazioni di merito, ovvero se siamo o non siamo favorevoli all’esercizio della forza armata.
Credo che il problema, così posto, sia fuorviante e mistificatorio. L’esercito non è “una Istituzione qualsiasi”. L’esercito è il frutto del dominio maschile sulla società, l’esito logico della teorizzazione della forza bruta quale migliore strumento per la risoluzione dei conflitti fra le società e nelle società. L’esercito è Maschio, e tale resterà, nonostante la spruzzatina di modernismo data dall’introduzione delle donne fra i suoi ranghi. L’esercito è Maschio perché è il prodotto dall’ideologia del Maschio dominatore, violento, misogino, omofobo.
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La sinistra in Croazia
Altre adesioni al sit-in di Bologna contro l’omofobia
Non si può stare a guardare quello che sta succedendo alla comunità GLBT, per questo sarò con voi domani pomeriggio a Bologna con gratitudine per avere organizzato questo presidio. L’arretramento davvero drammatico di questo paese avrebbe bisogno su questi temi di una politica alta che non c’è, ma non bisogna smettere di pretenderla.
Un abbraccio,
Katia Zanotti.
ZANCA SPRONA L’EMILIA ROMAGNA:
APPROVARE PDL SU PARI OPPORTUNITÀ
E ANNUNCIA: SOCIALISTI AL SIT-IN DI DOMANI A BOLOGNADIRE, Bologna, 3 Settembre – Paolo Zanca, segretario regionale del Partito Socialista e vice-presidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna annuncia l’adesione del partito al sit-in contro l’omofobia che si terrà domani alle 18 in piazza Nettuno a Bologna. E coglie l’occasione per sollecitare l’approvazione del progetto di legge sulle pari opportunità e contro le discriminazioni di cui è primo firmatario e che ancora stenta ad essere presentato in aula per il voto. “Mi chiedo che cosa aspettiamo, che altri ragazzi vengano brutalmente offesi, dileggiati e sottoposti a violenza?”, sbotta Zanca alla vigilia della manifestazione organizzata dopo i ripetuti episodi di aggressione alla comunità omosessuale avvenuti nella Capitale. “Credo che il nostro dovere – aggiunge in una nota – debba essere quello di dare a questa Regione e a questo Paese una forte impronta di civiltà, e per fare questo devono essere politica e istituzioni a fare il primo grande passo”. Del resto, ammonisce, “gli atti di natura omofobica compiuti in questo ultimo mese, non solo devono far riflettere con quale bieca realtà devono confrontarsi coloro che vivono una sessualità diversa da quella eterosessuale”, ma soprattutto “spingono a scendere convintamente in piazza a fianco delle associazioni lgtb e di tutti coloro che vorranno manifestare vicinanza e solidarietà a coloro che quotidianamente vengono classificati come cittadini di serie B”. Infine, il consigliere regionale invita a seguire il “modello che ha portato la Spagna socialista di Zapatero a diventare uno dei Paesi più civili e democratici d’Europa, introducendo fra le materie scolastiche lo studio della cittadinanza”. Perché, conclude, “è fondamentale che si parta dall’educazione nelle scuole per fermare i fenomeni di bullismo nei confronti degli omosessuali e transessuali”. | Fonte GayNews
GAY: BOLOGNA, DOMANI SIT-IN IN PIAZZA CONTRO OMOFOBIAAdnkronos, Bologna, 3 Settembre – Un sit-in contro l’omofobia, la lesbofobia e la transfobia si terrà domani a Bologna dalle 18 alle 19.30 in piazza Nettuno. All’iniziativa, organizzata dalla comunità lgtb di Bologna, dopo i recenti episodi di violenza contro gli omosessuali, sarà presente anche il segretario provinciale del PD Andrea De Maria, per portare la solidarietà e il sostegno dei Democratici. | Fonte Romagna Oggi
***L’associazione radicale di Bologna Giorgiana Masi aderisce al sit-in contro l’omofobia di venerdì 4 settembre alle ore 18:00 in Piazza Nettuno a Bologna. Dopo le ultime notizie di cronaca sulle aggressioni e indimidazioni ai danni di persone e di gruppi LGBT, è necessario che le istituzioni rispondano sanzionando con maggior rigore e contrastando la diffusione di una cultura intollerante.
Zeno Gobetti
Segr. Ass. radicale “G.Masi”
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Il PRC di Bologna sarà presente al sit-in contro omofobia, lesbofobia e transofobia che si svolgerà oggi a Bologna alle ore 18 in piazza Nettuno. Il susseguirsi di episodi di discriminazione e di violenza confermano che l’omofobia vive una reale escalation, volta ad innescare la paura nelle/negli omosessuali, lesbiche e transessuali italian*. Ci uniamo all’appello dei promotori invitando la città a partecipare e far sentire la propria voce, perché sia chiaro che la reazione di tutte e tutti è esattamente opposta: NOI NON ABBIAMO PAURA. Inoltre, ci associamo alla richiesta al Parlamento italiano di una legge contro l’omofobia, mentre ci impegneremo con il Comune di Bologna nella realizzazione di una campagna contro l’omofobia, la lesbofobia e la transfobia nella nostra città, tanto con la nostra presenza istituzionale, quanto con la nostra mobilitazione nelle piazze.
Rossella Giordano – segretaria provinciale PRC Bologna.
GAY BOLOGNA. SINDACO CASTEL MAGGIORE:
OMOFOBIA ALLARMANTE
DA MONESI SOLIDARIETA’ E ADESIONE
AL SIT-IN DI OGGI POMERIGGIODIRE, Bologna, 4 Settembre – “Il ripetersi di aggressioni ai danni di persone gay in diverse parti del nostro paese è allarmante e non può non far pensare, se non a un disegno preordinato, ad un clima generale di intolleranza, di chiusura, di inciviltà e anche di indifferenza che sta avvelenando il nostro paese, allontanandolo dalla cultura europea e dalla mentalità di apertura e rispetto delle differenze che caratterizza i paesi più avanzati”. E’ opinione di Marco Monesi, sindaco di Castel Maggiore, che a nome dell’amministrazione comunale esprime “ferma solidarietà alla comunità gay e adesione alla manifestazione di solidarietà e lotta contro le discriminazioni indetta per oggi alle 18″ a Bologna in piazza Nettuno.

Arcigay: la Regione Emilia-Romagna approvi legge contro le discriminazioni
INTANTO CRESCONO LE ADESIONI AL SIT-IN DI DOMANI A BOLOGNA
DIRE, Bologna, 3 Settembre – La Regione Emilia-Romagna approvi al più presto una legge per tutelare gay, lesbiche e trans dalle discriminazioni. L’esortazione arriva da Flavio Romani, portavoce regionale dell’Arcigay, che in una nota invita Viale Aldo Moro a prendere una posizione netta dopo gli episodi di violenza omofobica degli ultimi giorni, culminati con l’esplosione di due bombe carta in un abituale ritrovo della comunità omosessuale a Roma. “Sono fatti che dovrebbero far riflettere riguardo l’imbarbarimento civile a cui è arrivata la nostra società – scrive Romani – conseguenza dell’ignoranza e dei mille messaggi che da molte parti tendono a criminalizzare chi viene considerato diverso, facendolo diventare facile bersaglio di insulti, violenze e aggressioni”. La comunità gay sta ancora “aspettando dal Parlamento e dal Governo una risposta riguardo una legge nazionale che identifichi e punisca i crimini d’odio omofobico”, ovvero l’estensione della legge Mancino alla discriminazione sessuale. Ma anche per la Regione Emilia-Romagna “siamo ancora dei fantasmi sociali – attacca Romani – da anni è in preparazione un progetto di legge che dovrebbe tutelare dalle discriminazioni anche le persone gay, lesbiche e transgender che vivono e lavorano nella nostra regione”. E’ già stato consegnato “da tempo alla prima commissione un testo unificato che prevede una serie di provvedimenti nei campi della scuola, del lavoro, della salute, della casa, dell’associazionismo e dei servizi in generale”, su cui nel maggio 2008 fu fatta “un’audizione con Arcigay, Arcilesbica, Agedo e Mit”. Da allora più nulla, ma “i tempi e i fatti di cronaca mostrano che è dovere di questa legislatura discutere e approvare quella normativa, che in Toscana e Piemonte è in vigore e in Calabria e Liguria è in via d’approvazione”, fa notare Romani. Nel frattempo i Giovani Democratici di Bologna, il movimento giovanile del PD, annunciano in una nota la loro adesione al sit-in di domani, alle 18 in piazza del Nettuno, contro l’omofobia. “Ci dichiariamo fortemente preoccupati – afferma Carmine Casella, segretario dei giovani del PD – dal crescente senso di violenza e intolleranza che ha macchiato la cronaca dell’ultimo periodo”. Per questo, “aderiamo alla manifestazione di solidarietà e lotta contro le discriminazioni”, con l’augurio che “il clima politico e sociale del Paese sia presto contrastato da norme severe contro questo tipo di crimine”. Un cartellone di protesta verrà anche esposto allo stand dei Giovani Democratici alla Festa dell’Unità di Bologna al Parco nord.

Croazia, approvata legge anti-discriminazioni
L’Irlanda dice no al Trattato di Lisbona – Per le persone omosessuali nessuna protezione nella Costituzione dell’Europa
Infatti, la Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, nata come documento non vincolante con il Trattato di Nizza del 2000, diventerebbe vincolante fatte salve alcune eccezioni riguardanti Gran Bretagna e Polonia. Con il Trattato di Lisbona l’Europa potenzia notevolmente il settore del rispetto dei diritti umani, in particolare e per quanto riguarda l’Italia, si accettano i vincoli che la Carta dei Diritti Europea stabilisce, tra i quali risalta l’art. 21.
L’art. 21 fa parte del Capo III intitolato Uguaglianza e tratta di discriminazione, vietandone qualsiasi forma. “E’ vietata qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, la razza, il colore della pelle o l’origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l’appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, gli handicap, l’età o le tendenze sessuali”.
Roberto Calderoli e la Lega Nord esultano. Oggi è un pessimo giorno per l’Europa e per i movimenti per i diritti civili.

Il Parlamento approva le modifiche ai decreti legislativi contro le discriminazioni sul lavoro
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