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Articoli marcati con tag ‘Diritti civili’

La Rete Laica chiede il registro dei testamenti biologici al Comune di Bologna

La Rete Laica Bologna ha depositato stamattina la proposta di delibera popolare per chiedere al Comune l’istituzione del registro dei testamenti biologici. Nel comunicato stampa leggiamo:

“Crediamo che il Comune della nostra città, sull’esempio dei molti altri comuni italiani che già hanno deliberato il registro e dei moltissimi che lo stanno per approvare, debba compiere questo passo: offrire ai propri cittadini e alle proprie cittadine la possibilità di depositare il loro testamento biologico”.

Scarica [2 MB] la carpetta stampa contenente:
- Proposta di delibera popolare
- Relazione ilustrativa della delibera popolare
- Testamento biologico. Liberi di scegliere | cs 08.10.2009
- Testamento biologico. Liberi di scegliere | Manifesto della campagna (alta risoluzione)
- Cosa prevede testo DDL Senato 26.03.09
- DDL Senato 26.03.09
- Sondaggio Observa sul testamento biologico
- Elenco comuni con registro dei testamenti biologici
- Contatti Rete Laica Bologna
- Rete Laica Bologna – Chi siamo

Informazioni e adesioni: rete.laica.bologna@gmail.com

Il matrimonio tra PD e UDC è la tomba dei diritti

Ho aperto su Facebook un gruppo utile ad avviare una riflessione libertaria sui prossimi sviluppi della situazione politica italiana, con un occhio di riguardo per i diritti civili e le persone gay/lesbiche/bisex/trans. Iscriviti.

PD + UDC = NO, GRAZIE!

Bologna, accordo PD-UDC in vista

Durante la campagna elettorale, per Bologna Città Libera ho più volte denunciato che si stava preparando un accordo tra il PD e l’UDC in Comune. Ora l’accordo è vicino e sarebbe corretto che chi è stato eletto con le parole d’ordine “laicità e diritti per le persone omosessuali” spieghi come le concilierà col partito omofobo di Casini. Prevedo silenzio.

La diversità fuori dal PD+UDC

L’alta sintesi sui diritti civili

L’ “alta sintesi” sui diritti civili è una feroce boiata. Sarebbe come dire a Rosa Parks: “Può sedersi – le pare che un nero non possa sedersi su un autobus? – ma soltanto il lunedì e il giovedì mattina, mi raccomando” [grazie a Chiara Lalli].

Rosa Parks

Ripartiamo dalla Bolognina – Il video del mio intervento

Bologna Città Libera ha voluto concludere la sua campagna elettorale con un’assemblea pubblica aperta a tutta la cittadinanza, in cui sono intervenuto per parlare di diritti e di laicità, e di come questi siano la chiave di svolta per una sinistra capace di declinare il concetto di uguaglianza tanto sul sociale quanto sul piano delle libertà dell’individuo. Ecco il video del mio intervento (integrale), preceduto da un paio di minuti di quello di Franco Berardi “Bifo”.

Ripartiamo dalla Bolognina: YouTube | Facebook

Congresso mondiale sui diritti dell’uomo, l’orientamento sessuale e l’identità di genere – Parigi, 15 Maggio 2009

Oggi a Parigi si terrà il Congresso mondiale sui diritti dell’uomo, l’orientamento sessuale e l’identità di genere, in occasione della Giornata internazionale contro l’omofobia. Leggi il programma.

Congresso mondiale sui diritti dell'uomo, l'orientamento sessuale e l'identità di genere - Parigi, 15 Maggio 2009

La Chiesa del no, Marco Politi. Incontro con l’autore – Bologna Città Libera

LA CHIESA DEL NO
MARCO POLITI
MONDADORI, 2009

Venerdì 24 Aprile, Ore 18.00
Le Scuderie, Piazza Verdi 2, Bologna [vedi mappa]

Introduce

Franco Motta
Università di Torino

Ne discuno con l’autore

Alberto Melloni
Fondazione per le scienze religiose “Giovanni XXIII”

Rita De Santis
Presidente Agedo – Associazione Genitori di Omosessuali

Modera

Carla Codroma
Bologna Città Libera

Dare vita ad un lungo viaggio tra gli italiani per scoprire un Paese in cui il senso dell’etica convive con la comprensione per le scelte esistenziali difficili e la fede si coniuga alla laicità e all’attenzione per le idee altrui. E’ questo l’obiettivo del contributo di Marco Politi ”La Chiesa del no. Indagine sugli italiani e la libertà di coscienza”, in libreria per Mondadori. A 80 anni dalla la firma del Concordato Politi fa il punto, attraverso numerosi pareri e testimonianze, su argomenti ancora aperti come quello del divorzio, della fecondazione assistita, dell’aborto, delle coppie di fatto, dei gay, dei diritti del malato a sospendere nutrizione e idratazione artificiale in caso di stato vegetativo persistente. Alla ricerca di risposte, l’autore ha spaziato dal mondo ecclesiastico a quello della scienza, dalla medicina alla politica, dal diritto al cinema. Ha incontrato personalità come Alessandro Plotti, Gustavo Zagrebelsky, Ignazio Marino, Enrico Bellone, Vito Mancuso, Giulio Girello, Enzo Bianchi, donne dai destini diversissimi come Mina Welby e Rosy Bindi, uomini di spettacolo come Lino Banfi, seguace di Padre Pio, e sacerdoti dal percorso travagliato come Franco Barbero. Ma, soprattutto, ha incontrato Benedetto XVI, una personalità dalle molte sfumature e per molti versi enigmatica. Il libro riporta, infatti, il testo completo e inedito dell’ultimo colloquio avuto con lui prima della sua elezione al soglio pontificio.

Impugnate i diritti per farli valere | Intervista a Ezio Menzione

Di Castalda Musacchio, Liberazione, 27 Luglio 2008 - "E' necessario un cambio di strategia. Siamo in una empasse legislativa: il Parlamento non intende in alcun modo riconoscere i diritti alle coppie di fatto. Bisogna impugnarli. Adire le vie giudiziarie per farli valere". Ezio Menzione, avvocato esperto nelle battaglie peri diritti, in prima fila contro la discriminazione antigay, invita a non darsi per vinti. E' di ieri la notizia che le Assicurazioni Generali hanno risarcito un "vedovo" per la morte del compagno. Una vera e propria vittoria transfrontaliera per tutto il mondo omosessuale italiano. La compagnia del Leone ha infatti riconosciuto a Venezia il danno morale patito da un anziano, un francese ottantenne da molti anni residente nella città, per la morte del compagno, ucciso in un incidente stradale nell'isola del Lido nel gennaio scorso. I due erano legati da un Pacs registrato a Parigi e il superstite si è visto riconoscere il danno come "prossimo congiunto" della vittima. Le Assicurazioni Generali hanno agito considerando i due uomini a tutti gli effetti una coppia. "Il succo di questa vicenda - commenta Menzione - è che oggi, in un Paese come l'Italia, ha prevalso il senso comune sul vuoto e l'assenza legislativa. Ma questo costituisce un precedente e consente anche a chi è ancora privo di diritti di farli valere attraverso le vie giudiziarie".

Partiamo dalla notizia: un uomo gay è riuscito ad ottenere il risarcimento dell'assicurazione per il suo compagno morto in un incidente. Le assicurazioni riconoscono dunque diritti che la legge nega?

Non è neppure il primo caso. C'è stato un precedente e proprio a Roma. Un uomo gay era stato ammesso come parte civile contro chi aveva causato un danno al suo partner. Anche se poi, purtroppo, la morte dell'avente diritto non aveva consentito di portare avanti il caso, si era sancito un principio giuridico che andava nella stessa direzione del caso di cui si parla oggi. Anche se l'episodio veneziano è ancora più interessante in verità, perché è la stessa Assicurazione a riconoscere la validità del "vincolo del coniuge e del partner dello stesso sesso". E' interessante innanzitutto perché è noto quanto le Assicurazioni non siano esattamente di manica larga nello sborsare denaro. E ancora, perché a prevalere nel vuoto legislativo è stato il senso comune.

A Bologna qualche giorno fa il tribunale ha deciso l'affidamento della figlia a un padre dichiaratamente omosessuale. Sembra siano casi sempre più frequenti.

Assolutamente sì. Da avvocato posso constatare appunto che sempre più spesso, di fronte al vuoto legislativo, nelle decisioni giudiziarie prevale il senso comune. Ultimamente una sentenza della Corte d'Appello di Napoli ha stabilito che l'orientamento sessuale del genitore nell'affidamento non conta, così come non conta la sua etnia o la sua religione. Ciò che conta, ha stabilito la Corte, è la sua capacità genitoriale. Con questa chiarezza non si era espresso mai nessuno prima di Napoli. Il che mi induce anche ad un'altra considerazione.

Prego...

Certamente non ci si può illludere che l'attuale maggioranza riconosca i diritti alle coppie di fatto. Aggiungo anche che la precedente non ha fatto nulla. Ma proprio per questo vi sono altri modi per farli valere e uno di questi è la via giudiziaria. Come dimostrano questi pronunciamenti c'è anche un'altra strada per far valere i propri diritti negati. Arrivando, se necessario, ad impugnare le sentenze quando lo si ritenga opportuno e passando eventualmente anche attraverso la magistratura europea. Impugnare i propri diritti, fino a far sì che i ricorsi si accumulino nelle aule giudiziarie uno sopra l'altro: è questo che oggi si può fare. Questa è una soluzione, nell'empasse legislativo in cui siamo. Da avvocati attenti a queste sensibilità da tempo lo stiamo dicendo: perché le coppie non cominciano a richiedere il riconoscimento dei loro diritti in tribunale? E' una strategia diversa dalla rivendicazione politica diretta, ma penso che possa ridare speranza a chi, oggi, sembra non averne più. E per convincere ancora di più della validità di questa strada, vorrei citare un altro caso.

Un altro caso come quello delle Generali?

Sì. L'anno scorso un lavoratore della Banca di Roma si rivolse ad un legale perché l'assicurazione speciale che hanno i bancari non voleva garantire la salute del partner dello stesso sesso, che era a sua volta un dipendente bancario.

E cosa è avvenuto?

Si è scoperto, e con una certa facilità, che la Banca di Roma ha un suo codice interno che prevede la non discriminazione per orientamento sessuale dei propri dipendenti: una norma adottata evidentemente perché nella banca confluiscono anche capitali stranieri. E' bastata una lettera per far pressione sull'assicurazione bancaria: ha riconosciuto la copertura sanitaria anche per il partner dello stesso sesso. Nel suo piccolo anche questa vittoria dimostra come talora certi diritti nel campo privatistico possano essere attivati, anche in mancanza di una legislazione ordinaria.

Amnesty International aderisce al Bologna Pride

La Sezione Italiana di Amnesty International prenderà parte alla manifestazione del Bologna Pride 2008 il prossimo 28 giugno. Il Pride rappresenta per le attiviste e gli attivisti di Amnesty International l'occasione per ribadire l'impegno, al fianco delle altre associazioni ed organizzazioni non governative, contro ogni forma di discriminazione a causa dell'orientamento sessuale e dell'identità di genere.

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Coppie di fatto: per la Cassazione sono una famiglia e hanno gli stessi diritti – Storica sentenza

Adnkronos, Roma, 22 mag. - Le coppie di fatto? Sono una vera e propria "famiglia". A scendere in campo nuovamente nei confronti delle cosiddette coppie di fatto è la Corte di Cassazione sottolineando che anche chi convive instaura legami di "reciproca assistenza e protezione" al pari di una coppia sposata. Stessi diritti, dunque, e doveri anche per loro, ricorda la Suprema Corte. In particolare, la sesta sezione penale (sentenza 20647), ha sentito la necessità di scendere in campo nei confronti delle coppie di fatto, occupandosi del caso di un 45enne napoletano indagato per maltrattamenti in famiglia nei confronti della convivente "sottoposta per anni a continue violenze fisiche e morali". Antonino B., opponendosi alla custodia cautelare inflittagli dal Tribunale di Napoli nel settembre scorso, in Cassazione ha contestato la sussistenza del reato previsto dall'art. 572 c.p. che punisce appunto i maltrattamenti in famiglia, sostenendo che Vincenza non era la moglie ma soltanto una "semplice convivente".

“Il richiamo contenuto nel nostro Codice penale alla famiglia deve intendersi riferito ad ogni consorzio di persone tra le quali, per strette relazioni e consuetudini di vita, siano sorti rapporti di assistenza e solidarietà per un apprezzabile periodo di tempo, ricomprendendo questa nozione anche la famiglia di fatto”. Ciò che non fa il legislatore lo compie il massimo grado della magistratura, applicando la Costituzione Italiana. Come confermato dai giuristi ed esperti di diritto di famiglia, “la dottrina giuridica italiana da tempo ha assodato che il concetto di natura espresso nella Costituzione significa che i diritti della famiglia non sono concessi dall’Autorità, ma che questa deve garantirli alle relazioni familiari così come esse si evolvono naturalmente nella società” [Marco Gattuso, Il diritto naturale e la Costituzione, art. su Il Domani di Bologna, 19.02.2007]. Oggi è un giorno di festa per tutte le coppie, etero e omo, che si vedono riconoscere la loro esistenza. Chiediamo che il Governo e il Parlamento siano coerenti e traggano le giuste conseguenze da questa storica sentenza.
La campagna
Maurizio Cecconi
Maurizio Cecconi
Coordinamento Laico Nazionale
Rete Laica Bologna
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