Articoli marcati con tag ‘Destra’
Più che la TAV fatevi un Tavor
Sono d’accordo con Furio Colombo e con ciò che scrive oggi su Il Fatto Quotidiano. Riassumo schematicamente: ciò che sta succedendo in Val di Susa rischia di diventare la ripetizione in sedicesimo di Genova 2001, ovvero un’illegale sospensione della democrazia, accompagnata dall’uso della violenza da parte delle Istituzioni.
Per faraonicità e per inutilità, la TAV Torino-Lione non ha nulla da invidiare al ponte sullo stretto di Messina. Con la differenza che mentre il secondo lo critichiamo (giustamente) quando la destra lo sostiene, la prima, che è sostenuta da pezzi importanti del centrosinistra, deve esser costruita a forza di operai blindati, lacrimogeni e cariche di polizia (e poi ci stupiamo se la destra governa per 20 anni).
La TAV Torino-Lione è stata pensata e progettata tra la metà degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90, quando si pensava che il traffico su rotaia (e più in generale tutto il traffico, tanto su gomma quanto su rotaia) sarebbe aumentato esponenzialmente e, dunque, ci fosse necessità di raddoppiare la capacità di trasporto delle ferrovie sulla linea Torino-Lione [si veda l'articolo di Marco Revelli su Il Manifesto]. Invece dal 1997 in poi il traffico su rotaia ha conosciuto una grande diminuzione. Da 10 milioni di tonnellate del 1997 s’è passati agli 8,6 del 2000, dagli 6,4 del 2004 ai 4,6 del 2008, per finire ai 2,4 nel 2009 (nello stesso anno, il 2009, secondo le previsioni che avevano portato alla progettazione della suddetta TAV davano il trasporto su rotaia a 15 milioni di tonnellate all’anno).
Oggi invece si vuole costruire una linea con una capacità di 40 milioni di tonnellate senza nessuna reale prospettiva crescita (già l’attuale, la linea storica è sottoutilizzata).
Per costruirla vogliono deturpare centinaia di km di territorio.
Le ragioni di chi s’oppone sono più che valide: sono giuste.
Più che la TAV, fatevi un Tavor.
Zani al Pd: non fate i greci
Intanto CaFini fanno sapere di “non voler mettere i bastoni fra le ruote al Governo Berlusconi”.
Partecipa a “Lenzuola per Bersani”
Pierluigi Bersani, segretario del Partito Democratico, è famoso per le sue metafore agresti e geriatriche. Passerà alla storia della politica per il lancio della proditoria “lenzuolata di liberalizzazioni”.
Con un’intervista a Repubblica, ha esplicitato quanto si andava temendo da giorni: avanti al centro. Che tradotto significa: alleanza con Fini e Casini, col terzo polo dell’integralismo cattolico e della destra.
Inevitabile corollario: archiviare le primarie a livello nazionale e, passate quelle in calendario, probabilmente anche quelle locali, dopo le brucianti sconfitte della Puglia, di Firenze e di Milano. La paura che vinca Vendola è troppo forte.
Il circo Barnum del Pd produce, dunque, sempre lo stesso topolino, destinato alla sconfitta e alla subalternità politica al centro e alla destra. Quando si è nati per perdere, l’unica vittoria pare essere la morte.
Ci vogliamo consegnare mani e piedi a questo andazzo? Non pare proprio il caso.
Qualche voce di dissenso s’è levata anche all’interno del Partito Democratico, per esempio quelle di Giuseppe Civati e di Ivan Scalfarotto. Non bastano.
E’ necesserio, anzi è estremamente necessario che gli elettori del centrosinistra facciano sentire la loro voce in prima persona.
Come? Partecipando a “Lenzuola per Bersani”.
Prendi un lenzuolo (meglio se vecchio, altrimenti poi chi le sente le mamme, le nonne, le zie, le compagne e i compagni di vita), scrivici sopra il tuo messaggio, chiaro e semplice, per il segretario. Stendilo o indossalo, scatta una foto alla tua opera e inviala a lenzuola.per.bersani@puta.it
Raccoglierò le foto delle nostre lenzuola di protesta e le pubblicherò in una galleria fotografica.
Di dover votare tra qualche mese il clericale Pierferdinando, quale Pres.del.Cons, non ne voglio sapere. E voi?
Avanti con le vostre foto!
Pier, ma come parli?
Ma come parli? E’ nata la destra democratica! Adesso possiamo essere di sinistra!
Fai mente locale: uguaglianza, giustizia, laicità.
I fondamentali, Pier: non ci sono più scuse.
Don Gelmini rinviato a giudizio per abusi sessuali
Amico personale di Berlusconi, Gasparri & Co., ha sempre avuto rapporti intimi col mondo della politica, soprattutto di destra.
Non ha disprezzato le relazioni anche con la sinistra, specialmente di Amelia, dove è nata la Comunità Incontro. Amelia è guidata dal centrosinistra e ha condonato gli abusi edilizi compiuti dal sacerdote.
Per una biografia di don Gelmini, non autorizzata ed esemplare, vi rimando al testo “Paraventi sacri” dell’amico Valerio Gigante, che abbiamo avuto il piacere di ospitare a Bologna per un incontro della Rete Laica.
Quella pazza idea di andare in pensione
L’Unione Europea ci invia un secondo richiamo: l’Italia deve parificare l’età della pensione per gli uomini e per le donne che lavorano nella Pubblica Amministrazione. Attualmente è di 65 anni per gli uomini e di 60 per le donne.
La questione viene dibattuta a senso unico: equiparare equivale a innalzare a 65 anche per le donne l’etè della pensione.
Siamo sicuri che sia una buona idea? (Domanda retorica).
In un paese in cui aumenta drammaticamente la disoccupazione – tanto da doverla considerare come elemento costitutivo del sistema economico finanziario/capitalista -; dove i giovani non trovano impiego, né precario né tantomeno stabile, fin oltre i trentanni; in cui si registrano picchi di invecchiamento nella porzione di popolazione attiva nelle fabbriche e negli uffici; dove il ricambio generazionale è una chimera che ti fa invecchiare a forza di discuterne e ti ritrovi cinquantenne senza averlo mai avvistato, è corretto proporre di aumentare la permanenza delle donne al lavoro?
O non sarebbe meglio, partendo proprio dalla Pubblica Amministrazione, andare nella direzione opposta, equiparando sì l’età della pensione per uomini e donne, e diminuendola complessivamente a 60 anni?
Quante possibilità si aprirebbero per lo Stato! Stabilizzazione dei precari, fine delle politiche di esternalizzazione dei servizi, riqualificazione e snellimento della burocrazia italiana, nuove energie, nuove idee.
I conti dell’INPS sono in attivo. Ce lo potremmo permettere, con qualche accorgimento. E faremmo un passo in avanti, basato sull’innovazione, verso il superamento della crisi economica.
Una buona, pazza idea quella di andare prima in pensione.
Verrà anche solo valutata, presa in considerazione? No. Si ragiona solo per sottrazione, tanto a destra, quanto a sinistra, nei partiti e nei sindacati, da decenni in posizione di difesa di diritti sempre più fragili e inconsistenti.
A un passo dalla bancarotta
Ciò che non vi dicono – né la maggioranza né le opposizioni – è che la manovra da 24 miliardi euro varata dal Governo Berlusconi è solo l’inizio.
Da qui al 2012, in tre anni, dovremo far fronte a 611.9 miliardi di debito in scadenza. I mercati internazionali non ci danno fiducia e i CDS (Credit Default Swaps) sul debito sovrano dell’Italia sono saliti del 70% in appena due settimane.
In altre parole, siamo a un passo dalla bancarotta. I soldi per evitarla li prenderanno ai soliti poveri cristi, i lavoratori dipendenti.
Scusi Padre, la posso intercettare?
Per intercettare un prete, quando il bavaglio sarà legge, un magistrato dovrà chiedere il permesso al vescovo della diocesi di competenza.
Il quale vescovo, dopo essere stato avvisato, secondo voi cosa farà? Alzerà la cornetta del telefono per comunicare all’interessato che è meglio prestare attenzione alle conversazioni via cavo.
La denuncia viene dagli amici Radicali, l’unico partito politico che a quanto pare se n’è accorto.
Un regalo del Governo Berlusconi alla Chiesa Cattolica, per metterla al riparo dalle indagini sugli abusi sessuali e gli scandali economici che la coinvolgono.
Biotestamento, la destra va avanti e arriva in finale
Ancora un voto – quello dell’Aula di Montecitorio – e il testo liberticida e incostituzionale, che espropria i cittadini del diritto di scegliere come morire, imponendo loro alimentazione e idratazione forzata, sarà legge.
Voluta dalla destra, dal Governo Berlusconi e dal Vaticano, cancellerà di fatto il diritto all’autodeterminazione previsto dall’art.32 della nostra Costituzione: “Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”.
Per Ignazio Marino, il testo del disegno di legge è “una vera sopraffazione”. “Il PDL non ha voluto modificare la sostanza della legge sul testamento biologico, ribadendo una posizione che va contro la libertà di scelta degli individui e va contro la Costituzione che sancisce invece tale diritto”.
La destra all’attacco della legge Basaglia
La destra non lascia in pace nessuno: adesso vogliono cancellare la legge 180/78, meglio conosciuta come legge Basaglia, dal nome del suo promotore, Franco Basaglia. Una delle conquiste dell’Italia che l’hanno posta all’avanguardia della psichiatria. Vi segnalo il commento della Psico Radio, trasmissione di Città del Capo.




