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Per la democrazia e contro la disinformazione – Bologna Città Libera rompe il divieto di manifestazione

“PER LA DEMOCRAZIA E CONTRO LA DISINFORMAZIONE
ROMPIAMO IL DIVIETO DI MANIFESTAZIONE
IMPOSTO DAL PREFETTO E DAL SINDACO”

Valerio Monteventi, candidato sindaco di Bologna Città Libera,
sul sit-in odierno in Piazza Maggiore contro il divieto di manifestazione

“Bologna Città Libera ha violato con un sit-in, oggi pomeriggio, la direttiva del Ministro dell’Interno Maroni (che lede l’articolo 17 della Costituzione sul diritto a manifestare) e l’ordinanza applicativa emanata dal prefetto Tranfaglia (che vieta le manifestazioni in centro a Bologna il sabato pomeriggio e la domenica). Questa ordinanza è stata varata d’intesa con le amministrazioni locali guidate dal Partito Democratico nell’ambito del Comitato provinciale per l’Ordine Pubblico. Si tratta di un’ordinanza “abnorme”, secondo giuristi e costituzionalisti, ma che è stata difesa dal PD con un odg approvato dal Consiglio Comunale in cui non si chiede il ritiro del provvedimento“, queste le parole di Valerio Monteventi, consigliere comunale e candidato sindaco di Bologna Città Libera.

Bologna Città Libera invita le cittadine e i cittadini a manifestare per la democrazia e contro la disinformazione e a partecipare ai prossimi sit-in che romperanno ancora il divieto di manifestazione.

In questi giorni la Doxa sta effettuando un sondaggio telefonico a Bologna sulle elezioni amministrative. Chiede a chi risponde se si conoscono i candidati a sindaco e per quale si voterebbe, ma ne “dimentica” due.

“La Doxa ha il dovere morale di rendere noto chi è il committente di questi sondaggi che creano confusione e che producono disinformazione”, chiede con forza Monteventi.

La diretta della manifestazione è stata diffusa dal sito www.bolognacittalibera.org e attraverso lo spazio Twitter www.twitter.com/bocittalibera che Bologna Città Libera, primo movimento politico a Bologna ad averlo fatto, apre oggi per l’occasione e che vuole essere un modo per permettere a chi non ha potuto esserci di aderire e partecipare idealmente a questa battaglia di democrazia.

Per la democrazia e contro la disinformazione. Bologna Città Libera rompe il divieto di manifestazione – La diretta

PER LA DEMOCRAZIA E CONTRO LA DISINFORMAZIONE
ROMPIAMO IL DIVIETO DI MANIFESTAZIONE

Diretta del sit-in
A cura di Maurizio Cecconi

  • Il sit-in si è sciolto. Per foto e video e comunicati stampa, si rimanda al sito di Bologna Città Libera www.bolognacittalibera.org
  • Dopo tanto attendere, l’esito è che la polizia non vieta nulla. L’ordinanza del prefetto è decaduta.
  • “Elemosiniamo un fermo della polizia facendo un giro del crescentone”, Serafino D’Onofrio
  • E’ arrivato Roberto Panzacchi, consigliere comunale
  • “Sono qui per condividere insieme a voi questo momento di rivendicazione della libertà di espressione”, una manifestante
  • Continuano ad aggiungersi altri manifestanti: siamo a 200 persone
  • “Piazza Maggiore è un luogo che vogliam poter vivere tutti i giorni”, un manifestante
  • Maria Laura Valente (Comitato Libera Pratello): “Negare l’evidenza ha come unico effetto di calare un’oscurità minacciosa sulle coscienze”
  • “La poesia è non delegare agli altri l’immaginazione” Pino De March
  • “La politica è la capacità d’immaginare un mondo diverso”, Pino De March
  • “La politica è subordinata ai poteri forti, anche a Bologna”, Valerio Monteventi
  • “Tutti i luoghi che sono vietati dall’ordinanza verranno usati per manifestare”, Valerio Monteventi
  • Sullo sgabello Valerio Monteventi, candidato sindaco di Bologna Città Libera: “Ciò che stiamo attuando oggi è un bell’esempio di democrazia”
  • “Senza dibattito si creano i nuovi Berlusconi”, un manifestante
  • Alcuni bambini mi si avvicinano per chiedere: “Cosa fai?”, quando glielo spiego annuiscono
  • Si continua a chiedere l’intervento della polizia per far rispettare l’ordinanza del prefetto. Ma la polizia non interviene.
  • Circa 100 manifestanti, sorridenti e determinati
  • Sullo “sgabello della democrazia” stanno salendo in tanti a prendere la parola contro l’ordinanza Maroni-Cofferati
  • Maria Laura Valente (Comitato Libera Pratello): “Dobbiamo tutti prendere coraggio; prendete la residenza per votare a Bologna e farci valere”
  • Un manifestante: “Bologna è più assopita”
  • Bifo: “Da 49 minuti stiamo violando l’ordinanza fascista e liberticida”
  • Bifo: “Evidente tentativo di disinformazione”
  • Bifo: “Denunceremo la Doxa e chi ha commissionato questo sondaggio”
  • Serafino D’Onofrio: “Ora vi leggiamo un sondaggio della Doxa dove si dice che ci sono solo 4 candidati a sindaco”
  • Art. 17 della Costituzione: I cittadini hanno diritto di riunirsi liberamente
  • “La normativa Maroni-Cofferati è da ritenersi decaduta”. Bifo
  • “La normativa Maroni ci fa ridere”, Bifo
  • “Il Prefetto, il sindaco e la presidente della provincia hanno accettato la direttiva Maroni, primi in Italia”
  • “Stiamo violando una direttiva chiaramente anti-costituzionale”, Bifo
  • “Stiamo violando la normativa Maroni resa esecutiva da Cofferati”, Bifo
  • “Le borse piene di danari” dei candidati del PD e del PDL e di Guazzaloca sono uno schiaffo morale ai disoccupati
  • Arriva la polizia
  • Delbono, Cazzola, Guazzaloca spenderanno centinaia di migliaia di euro per la campagna elettorale, anche se siamo in piena crisi
  • Per il diritto di manifestare non solo per chi migliaia di euro per affittare un palazzetto dello sport
  • Aperto lo striscione Bologna Città Libera
  • Valerio Monteventi contro l’ordinanza del prefetto approvata col consenso del PD, al megafono
  • Bifo e Valerio Monteventi al sit-in con cartelli e manifesti
  • Mamme e bambini al sit-in
  • E’ arrivato Tiziano Loreti, ex segretario del PRC di Bologna
  • E’ arrivato Serafino D’Onofrio, consigliere comunale
  • Cominciano ad arrivare alla spicciolata, allertati da mail e da sms, i manifestanti per la democrazia e contro la disinformazione elettorale
  • Moltissima gente in piazza, in questa splendida giornata. Chiacchierano sul crescentone. Le donne dell’UDI fanno un banchetto e danno mimose
  • In Piazza Maggiore, connesso a Iperbole Wireless, per raccontarvi la diretta del sit-in. Oggi rompiamo il divieto di manifestazione. Maurizio Cecconi
  • C’è il sole. Splendida giornata per manifestare

Divieto di manifestare. La solidarietà di Bologna Città Libera alle donne

BOLOGNA, DIVIETO MANIFESTAZIONE IL 7 MARZO.
LA SOLIDARIETA’ DI BCL ALLE DONNE
IN LOTTA CONTRO LA VIOLENZA DI GENERE

Apprendiamo la notizia che il corteo di donne e lesbiche contro la violenza di genere che avrebbe dovuto concludersi sabato 7 marzo in Piazza del Nettuno, è stato obbligato dal Prefetto a spostarsi in Piazza Verdi.

Siamo dispiaciuti dal fatto che l’8 marzo, la festa delle donne, sia la prima occasione in cui s’esplicitano gli effetti liberticidi dell’ordinanza approvata dalla Prefettura, d’intesa con le amministrazioni locali del Partito Democratico. Alle donne e alle lesbiche che sabato e domenica scenderanno comunque in strada per reclamare una città tranquilla, dove vivere senza il timore della violenza maschile e senza gli effetti delle politiche basate sulla costruzione della paura, va la solidarietà del gruppo di uomini e donne lgbt (lesbiche, gay, bisex e trans) di Bologna Città Libera.

Siamo dispiaciuti ma non sorpresi. Abbiamo denunciato per primi gli effetti devastanti sulle libertà e sui movimenti che avrebbe avuto questa ordinanza. Continueremo a denunciare i mille trasformismi del PD, impegnato a condannare, a parole, il decreto Maroni e ad assecondarlo in città.

Donne in movimento

BOLOGNA. CORTEO DONNE LIMITATO DA PREFETTO, BCL: DISPIACIUTI
“SONO LE PRIME A SUBIRE ORDINANZA LIBERTICIDA, LA COMBATTEREMO”

DIRE, Bologna, 5 Mar. – Solidarietà alle donne dell’Assemblea cittadina donne e lesbiche che, proprio nella giornata a loro dedicata, sono costrette a fare i conti con gli “effetti libertici” della recente ordinanza della Prefettura bolognese. Bologna Città Libera, la lista del candidato sindaco Valerio Monteventi, si dice dispiaciuta che le prime a pagare siano proprio le donne, obbligate dalla Prefettura a modificare il percorso del corteo (doveva terminare in Piazza Nettuno, invece alla luce delle nuove regole arriverà in Piazza Verdi) in programma sabato sera per dire “no” alla violenza. “Siamo dispiaciuti – manda a dire Bologna Città Libera in una nota – del fatto che l’8 marzo, la festa delle donne, sia la prima occasione in cui si esplicitano gli effetti liberticidi dell’ordinanza approvata dalla Prefettura, d’intesa con le amministrazioni locali del Partito Democratico”. Bologna Città Libera ricorda quindi la propria battaglia: “Abbiamo denunciato per primi gli effetti devastanti sulle libertà e sui movimenti che avrebbe avuto questa ordinanza e continueremo a denunciare i mille trasformismi del PD, impegnato a condannare, a parole, il decreto Maroni e ad assecondarlo in città”. Intanto, uomini e donne del gruppo “Lgbt” (lesbiche, gay, bisex e trans) di Bologna Città Libera esprimono solidarietà “alle donne e alle lesbiche che sabato e domenica scenderanno comunque in strada per reclamare una città tranquilla, dove vivere senza il timore della violenza maschile e senza gli effetti delle politiche basate sulla costruzione della paura”.

Donna infranta

Divieto di manifestazione. L’impossibile 8 Marzo a Bologna

8 MARZO/BOLOGNA. ASSEMBLEA DONNE, CHE FATICA MANIFESTARE
PERCORSO CORTEO CAMBIATO, E IN COMUNE FANNO RIMUOVERE STRISCIONE

DIRE, Bologna, 5 mar. – “Tolleranza zero” per le manifestazioni delle donne a Bologna, anche alla vigilia dell’8 marzo. E’ quanto ha subito l’Assemblea cittadina di donne e lesbiche, che si è vista negare da Prefettura e Questura l’autorizzazione a manifestare lungo via Indipendenza fino a piazza Nettuno, la sera del 7 marzo, in seguito alla direttiva Maroni sull’uso delle piazze nel weekend, nonostante la deroga prevista in occasioni di ricorrenze commemorative, proprio come la Festa della donna. Ma anche oggi le donne dei collettivi femministi e lesbici hanno subito, in sostanza, un atto di “intolleranza”. Le rappresentanti dell’Assemblea stavano presentando ai giornalisti, nel cortile di Palazzo D’Accursio, le ragioni della manifestazione di sabato sera e il percorso alternativo del corteo, e nell’occasione hanno mostrato lo striscione che aprirà la manifestazione contro la violenza sulle donne: un drappo viola con la scritta “Affermiamo la nostra libertà, no alla logica della paura”. Per tenerlo come sfondo alle videoriprese e ai flash dei fotografi, lo hanno poi momentaneamente appeso al muro del palazzo comunale, annodandolo alle inferriate delle finestre al piano terra, sotto gli occhi di un paio di vigili urbani. Dopo pochi minuti è arrivato il responsabile del reparto di vigilanza della residenza municipale, l’ispettore capo Loreno Cremonini, imponendo alle donne di togliere lo striscione: “Non possiamo tollerare una cosa del genere – ha detto Cremonini – questo è uno spazio pubblico e ci sono delle regole, non si può attaccare neanche un chiodo, lo dice la Sovrintendenza, andate a fare la vostra protesta da un’altra parte”. Al verbo “tollerare” le donne dell’assemblea si sono risentite, anche perché non si trattava di una protesta bensì di una conferenza stampa, ma lo striscione è stato subito “snodato” e deposto. Un piccolo incidente, insomma, ma che può essere considerato emblematico del clima di intolleranza che i collettivi femministi e lesbici riuniti nell’assemblea cittadina denunciano di subire. Proprio come il diniego a far passare in centro il loro corteo, la sera del 7 marzo. “Abbiamo chiesto di conoscere le motivazioni formali del rifiuto – spiegano – perché abbiamo fatto presente che la nostra manifestazione è stata indetta in occasione della Giornata mondiale della donna, riconosciuta dall’Onu”. Ma l’ordinanza prefettizia in vigore a Bologna, con cui è stata applicata la direttiva del ministro dell’Interno, vieta l’uso delle piazze Maggiore, Nettuno, Re Enzo e Santo Stefano e delle strade della “T” (Rizzoli, Ugo Bassi e parte di via Indipendenza) dalle 14 del sabato e per l’intera giornata di domenica. Così, in attesa di spiegazioni, l’assemblea ha previsto un percorso alternativo: il ritrovo sarà sempre alle 20 in piazza Unità, ma invece di sfilare per via Matteotti e via Indipendenza fino a piazza Nettuno, come richiesto, le donne svolteranno per via Irnerio e percorreranno via Zamboni fino a piazza Verdi, tappa conclusiva. La manifestazione punta a denunciare che “la violenza sulle donne non è una questione di ordine pubblico, ma un problema culturale, sociale e politico”, come spiega il volantino diffuso dall’assemblea. “Lottare contro la violenza alle donne è un nostro compito, non vogliamo essere scortate da uomini, rifiutiamo le ronde e i provvedimenti razzisti e autoritari. Vogliamo dotarci di strumenti di autodifesa e riappropriarci della città: per questo vogliamo rivendicare il nostro diritto di essere presenti in centro di sera, perché la sicurezza è data dalla vivibilità delle strade e dalla presenza di donne”. Ma non di sabato, non il 7 marzo.

Manifesto di donne

Bologna, divieto di manifestazioni. Il PD assolve se stesso e il Prefetto

BOLOGNA. MANIFESTAZIONI, PD E MANCUSO “ASSOLVONO” PREFETTO
MONTEVENTI E CARELLA SI UNISCONO CONTRO GIRO DI VITE SULLE PIAZZE

DIRE, Bologna, 26 Feb. – Il PD di Bologna e l’assessore alla Sicurezza di Palazzo d’Accursio, Libero Mancuso, attaccano il Ministro degli Interni ma difendono il Prefetto Angelo Tranfaglia. Mentre la sinistra in Consiglio comunale incassa l’appoggio del capogruppo di Forza Italia, Daniele Carella, nel chiedere il ritiro dell’ordinanza prefettizia che limita gli orari e i luoghi delle manifestazioni sotto le Due Torri nei week-end. Anzi, Carella è uno dei più combattivi e chiede che il Consiglio acquisisca i verbali delle audizioni che il Prefetto ha fatto con le forze politiche e sociali. “Tutta la città è arrabbiata per questa ordinanza – afferma l’azzurro – voglio capire chi ha dato il suo consenso”.

E così Valerio Monteventi, consigliere comunale e candidato sindaco di Bologna Città Libera, che ha stilato un ordine del giorno per chiedere al Prefetto il ritiro dell’ordinanza, si trova l’appoggio di Carella anche se l’idea di un’alleanza con la destra proprio non va giù all’ex portavoce del Bologna Social Forum. Sia la sinistra sia il capogruppo FI, tra l’altro, scaricano gran parte delle responsabilità sul sindaco Sergio Cofferati, d’accordo con il Prefetto. E’ così è il PD che si oppone all’odg Monteventi, di cui si è discusso questa mattina in commissione Affari istituzionali del Comune. Anzi, i democratici dovrebbero presentare lunedì in Consiglio un loro documento insieme a Sinistra Democratica. La posizione del PD è chiara e ricalca quella della CGIL: la colpa è di Maroni che ha fatto una direttiva “incostituzionale”. Non si può additare il Prefetto di Bologna come responsabile, perché “è solo un esecutore”. Sulla stessa linea anche Mancuso. “Le indicazioni del ministro non hanno cittadinanza giuridica attacca Mancuso – sono l’esempio di una cultura contraria al diritto di manifestare il pensiero. Purtroppo non è una novità, siamo abituati a queste scorrerie da parte del Governo Berlusconi”. L’ordinanza del Prefetto, invece, sostiene l’assessore, “fa lo sforzo di far rientrare questi divieti nel perimetro della Costituzione. Ed è da apprezzare”. Dal canto suo, il capogruppo del PD Claudio Merighi chiede “alla sinistra di ragionare. Concordo sul fatto che bisogna fare un argine contro il Governo di centrodestra, ma voi questo argine lo volete far passare su Cofferati“. Da qui l’ennesima spaccatura con la Sinistra. Come sempre a metà strada SD, che con Gian Guido Naldi critica l’ordinanza del Prefetto (“Non ci convince”) e ne chiede una parziale modifica, ma indica nel ministro il principale responsabile della situazione. Monteventi però non si dà per vinto e ribadisce che i limiti alle manifestazioni nei week-end “è un’interpretazione tutta bolognese della direttiva Maroni”. E aggiunge: “L’ordinanza del Prefetto non fa differenze tra banchetti, presidi o cortei. Li mette tutti sullo stesso piano”. Con lui Serafino D’Onofrio del Cantiere (“Il Prefetto ha inasprito le pesanti disposizioni liberticide del ministro”) e Roberto Sconciaforni del PRC, che invita tutte le forze politiche e sociali a una “mobilitazione di massa contro la direttiva e l’ordinanza”. Sulle barricate, come detto, anche Carella. “E’ stata offesa la sensibilità millenaria di questa città – attacca l’azzurro – impedendo l’uso di Piazza Maggiore, che è la culla delle manifestazioni bolognesi. E’ una cosa che grida vendetta”.

Roberto Maroni e Sergio Cofferati

Bologna Città Libera, Valerio Monteventi: “Ritirare ordinanza anti-costituzionale e liberticida”. Il centro-sinistra concorda ma il sindaco Cofferati lo stoppa: “Utile e ragionevole”

MONTEVENTI, RITIRARE ORDINANZA ANTICOSTITUZIONALE E LIBERTICIDA
GIOVEDI’ COMMISSIONE SU DIVIETO MANIFESTAZIONI NEL WEEK-END

Adnkronos, Bologna, 23 Feb. – L’odg contro l’ordinanza del prefetto di Bologna che introduce il divieto manifestare il sabato e la domenica in alcune vie del centro della città, presentato oggi al consiglio comunale di Bologna, dal candidato sindaco di Bologna Città Libera Valerio Monteventi, sarà discusso giovedì prossimo in seno alla commissione Affari Istituzionali di Palazzo d’Accursio. Monteventi, che aveva chiesto la votazione immediata in aula, ha accettato la proposta avanzata dal capogruppo del PD, Claudio Merighi, che si è detto d’accordo sull’utilità di un confronto in merito al provvedimento concordato dal Comitato provinciale per l’ordine pubblico e la sicurezza. In particolare, Monteventi chiede al prefetto Angelo Tranfaglia di “ritirare l’ordinanza in quanto lesiva degli articoli 17 e 21 della Costituzione” e impegna il sindaco Sergio Cofferati a “richiedere una convocazione urgente del Comitato per l’ordine pubblico per rivedere il provvedimento relativo alle gravi limitazioni del diritto di manifestare nella nostra citta’”. Un’iniziativa come il giuramento di ieri di Dario Franceschini a Ferrara sulla Costituzione, a Bologna non si sarebbe potuta tenere” fa notare Monteventi presentando il documento in aula e domandando perché “Bologna deve essere la prima città ad applicare la direttiva Maroni” mettendo in campo un’ordinanza “gravissima, liberticida e che limita la democrazia”. Contro il provvedimento del prefetto sono intervenuti anche Gian Guido Naldi (SD) parlando di “svolta autoritaria” e Sergio Lo Giudice (PD) che ha parlato di “concreta limitazione della libertà di manifestare”. Dopo il confronto in commissione, l’odg tornerà in consiglio lunedì prossimo per il voto.

Divieto di manifestare. Bologna Città Libera: “Bisogna disobbedire”

Pioggia di critiche sul provvedimento che impedisce
manifestazioni politiche in piazza nei week-end
“Bisogna disobbedire a questa decisione”
Dura presa di posizione di Monteventi e Rdb. E anche Arcigay si dice contrario
Il Domani di Bologna, 19 Febbraio 2009

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Il leader no global Valerio Monteventi, candidato sindaco con la lista civica Bologna Città Libera, annuncia battaglia contro la decisione delle autorità di vietare le manifestazioni nelle piazze del centro durante i week-end. “Bisogna disobbedire – dice Monteventi – l’ho già detto al capo della Digos, non chiederò più l’autorizzazione per fare le manifestazioni. Chi pensa di avere affrontato i problemi, li vedrà triplicati; se lo mettano in testa. Sulla libertà sono pronto a giocarmi tutto”. Parole che arrivano dopo un contatto telefonico con la Questura, fatto anche di battute di spirito (“per lei è un prepensionamento”, sarebbe stato fatto osservare a Monteventi, promotore di innumerevoli cortei e iniziative di piazza). Ma il candidato non ha intenzione di adeguarsi al nuovo regime sulle manifestazioni. “Questa direttiva – spiega il consigliere – ha tutte le caratteristiche di un provvedimento fascista, perché limitala libertà di espressione delle persone. È un iniziativa del Governo, ma ha avuto qui un’applicazione molto grave, praticamente alla lettera”. Le manifestazioni, ricorda Monteventi, “si fanno al sabato perché la gente non lavora ed è più facile organizzarle anche dal punto di vista tecnico”. E poi “l’altra cosa paradossale che questo provvedimento di una gravità estrema, che dal ’68 non c’era mai stato, non ho sentito prese di posizione chiare, a parte Cobas e Rdb”. Il sindaco Sergio Cofferati, tra l’altro “era presente al comitato per l’ordine pubblico che l’ha deciso: ci dicono di fare argine contro la destra, ma anche parte del Pd l’ha condiviso”. Duro il commento di Arcigay “Il Cassero”: “In una città che quotidianamente consolida il suo ruolo di teatro di violenza lo “stop” alle manifestazioni durante il weekend imposto dalla Prefettura con l’accordo di Comune e Provicia, e argomentato con l’obiettivo assolutamente discutibile di “migliorare la vivibilità” del centro storico nelle giornate di sabato e domenica, ha i connotati di un provvedimento irresponsabile e unilaterale”. Arcigay poi prosegue: “In nome di una non meglio specificata vivibilità, si chiude le porte del centro cittadino alle libere espressioni dei suoi abitanti” e dunque il Cassero esprime “un dissenso forte” invitando sindaco e presidente della Provincia “ad assumersi responsabilità rispetto alla deriva del cuore cittadino, senza ulteriormente caricare di questi problemi la cittadinanza, i suoi fermenti, le sue espressioni”. Per il Cassero il provvedimento sulle manifestazioni è la classica goccia che fa traboccare il vaso dopo che “in cinque anni di mandato Provincia e Comune hanno messo in campo un’imbarazzante sequenza di divieti che hanno profondamente interrotto la vivacità di fruizione degli spazi cittadini”.

Non vogliamo essere cavie dei vostri errori

Il leader di Bologna Città Libera: “Disubbidiamo, l’ho detto alla Digos”
Cortei? Non di sabato. Monteventi non ci sta
Il Bologna, 19 Febbraio 2009

Disobbediamo! Così Valerio Monteventi reagisce alla decisione delle Autorità di vietare le manifestazioni nelle piazze del centro durante i week-end. “L’ho già detto al capo della Digos – dice Monteventi – non chiederò più l’autorizzazione per fare le manifestazioni. Chi pensa di avere affrontato i problemi, li vedrà triplicati; se lo mettano in testa. Sulla libertà sono pronto a giocarmi tutto”. Monteventi parla dopo aver avuto un colloquio telefonico con la Questura, un colloquio infarcito di ironia. “La prepensioniamo” si è sentito dire Monteventi che nella sua lunga militanza politica non si fatto mancare nulla: cortei, manifestazioni, iniziative di lotta in piazza, presidi, ecc. “Questa direttiva – spiega il candidato sindaco di Bologna Città Libera – ha le caratteristiche di un provvedimento fascista, di fatto limita la libertà di espressione delle persone. E’ un’iniziativa del Governo, ma se le norme vanno interpretate, qui la cosa più grave è che si è deciso di applicarla praticamente alla lettera”. Continua: “Le manifestazioni si fanno al sabato perché la gente non lavora ed è più facile organizzarle anche dal punto di vista tecnico”. Infine una critica a Cofferati: “Era presente al comitato per l’ordine pubblico che ha preso la decisione, dobbiamo fare argine contro la destra, ma anche parte del PD l’ha condiviso”.

Bologna Città Libera sul divieto di manifestazione: “Da Incredibili a Intoccabili”

In merito alla notizia della chiusura del centro storico nei giorni di sabato e domenica e del divieto di manifestare davanti ai luoghi di culto e ad altri “obiettivi sensibili”, Bologna Città Libera dichiara: “E’ inaccettabile che tutti i movimenti, che sono il sale dell’innovazione della vita politica, culturale e sociale della città, siano trattati come potenziali terroristi. Così facendo si induce la cittadinanza a confondere democrazia con sicurezza, sacrificando la prima in nome della seconda. La nostra carta costituzionale garantisce il diritto alla manifestazione e all’espressione dei propri convincimenti, anche quando contrari a quelli di vari poteri: Confindustria, Vaticano, Governo”.

“Bologna Città Libera è determinata ad opporsi nei fatti e non solo a parole contro la marea di divieti che soffocano la vita cittadina e restringono gli spazi di libertà delle persone e la libera circolazione delle idee. Cosa succederà alle persone omosessuali, bisessuali e trans quando vorranno manifestare pacificamente contro l’omofobia delle gerarchie cattoliche davanti a una chiesa, come è successo due anni fa a Bologna? Verranno arrestate? Disperse con la forza? Verrà proibito di manifestare contro chi alimenta lo stigma e il pregiudizio? Cosa succederà alle donne che vorranno manifestare contro chi le espropria del diritto all’auto-determinazione? E’ questa la democrazia per la quale lottarono i nostri partigiani?.

Infine vogliamo rivolgere un appello ai tanti amici e alle tante amiche di sinistra a non cadere nel tranello del cosiddetto “fronte delle sinistre” per fermare l’avanzata della destra a Bologna. Che senso avrebbe questa unità se i divieti anti-democratici sono concordati coi massimi esponenti delle amministrazioni targate PD (Cofferati e Draghetti)?

Bologna Città Libera supporta fin d’ora i sit-in di protesta contro il divieto di manifestazione che saranno organizzati nel centro di Bologna“.

Protest!

Bologna, vietato manifestare in centro durante il fine settimana

Vietate le manifestazioni politiche, il sabato pomeriggo e la domenica, in quattro piazze del centro: Piazza Maggiore, Nettuno, Re Enzo e Santo Stefano. Stop ai cortei politici anche in via Ugo Bassi e altre vie del centro cittadino. Salve le cerimonie e le feste più importanti. Questa la decisione del prefetto che ha tradotto in salsa bolognese il decreto Maroni sulla limitazione dei cortei nei centri delle città. Il provvedimento sarà firmato oggi e avrà una durata sperimentale. Si potrà, quindi, fare marcia indietro e apportare delle modifiche se qualcosa non funziona. La decisione è stata condivisa anche dal sindaco Cofferati e dal presidente della Provincia Draghetti che ieri hanno partecipato al vertice in prefettura. Insomma neanche i gazebo di propaganda politica potranno essere montati nel centro storico durante il week-end. Per le elezioni però le regole saranno diverse e frutto di riunioni specifiche.

Il Bologna, 18 Febbraio 2009

Roberto Maroni e Sergio Cofferati

Contro l’auto-determinazione, contro la laicità – Il testo del decreto legge

Il decreto legge che il Governo Berlusconi vorrebbe approvare per ora resta in stand-by. A frenarlo, il Quirinale. Il testo si compone di un solo articolo, che recita:

“In attesa dell’approvazione di una completa e organica legge in materia di fine vita l’alimentazione e l’idratazione, forme di sostegno vitale e finalizzate fisiologicamente ad alleviare le sofferenze, non possono in alcun caso essere rifiutate dai soggetti interessati o sospese da chi li assiste”.

La campagna
Maurizio Cecconi
Maurizio Cecconi
Coordinamento Laico Nazionale
Rete Laica Bologna
Comitato Articolo 33
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