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Articoli marcati con tag ‘Dario Franceschini’

Con questi dirigenti non vinceremo mai

Un profetico Nanni Moretti, da riascoltare dopo l’omicidio delle primarie da parte della dirigenza del Partito Democratico.

No alle primarie, perché

Bersani/D’Alema/Franceschini non vogliono le primarie. Perché?
E’ presto detto e basta un grafico

Il grafico del sondaggio Demopolis sulle primarie del centrosinistra

[Fonte sondaggio Demopolis]

Il PD e la rincorsa al conservatorismo cattolico

Intervistato dalla rivista cattolica-conservatrice “Tempi”, Bersani ha spiegato che “il PD ha radici cattoliche popolari”. A fine agosto, Bersani parteciperà al meeting di Comunione e Liberazione, secondo cui “l’unica vera libertà è nell’essere cristiani”. Per non essere da meno, Franceschini sarà al convegno delle ACLI.

Pierluigi Bersani a letto

Tutti i candidati alla segreteria del PD sono contrari all’uguaglianza

Ignazio Marino, candidato alla segreteria del PD, propone le Civil Partnership, ovvero il modello inglese e tedesco, un istituto parallelo al matrimonio, che rimarrà riservato alle unioni eterosessuali. Riassumo: Adinolfi contrario ai matrimoni gay, Franceschini contrario ai matrimoni gay, Bersani contrario ai matrimoni gay, Marino contrario ai matrimoni gay. Il nostro miglior alleato non sarà un partito politico ma la nostra determinazione ad ottenere l’uguaglianza.

Ignazio Marino

Alcuni sono più uguali di altri

Oggi Franceschini ha presentato la sua candidatura alla segreteria del PD. Cinque le parole-chiave, tra cui uguaglianza. “L’uguaglianza è l’ideale che dà ad ogni uomo, indipendentemente dalla sua posizione sociale e dalla sua provenienza, la possibilità di essere considerato alla pari di tutti gli altri uomini in ogni contesto” [fonte Wikipedia]. Perché, quindi, Franceschini è contrario ai matrimoni gay?

No uguaglianza

Giovani Democratici

Quando ascolto parlare i “giovani” 30enni 40enni del PD, non posso fare a meno di notare un’affinità tra le loro arringhe mediatiche e i botta e risposta stile “Amici” della De Filippi. Espressioni gergali inframmezzate da sorrisi, tante domande, talvolta poco significative, facce buffe, assente la sostanza e l’analisi poltica. Se questo è il nuovo che avanza, chiedo una tregua al post-moderno.

Dario Franceschini e Debora Serracchiani

Testamento biologico. Veronesi, Camilleri, Rodotà, Flores d’Arcais al PD: la posizione del partito è una resa. Franceschini: “Nessuno può dettare la linea”

Umberto Veronesi, Andrea Camilleri, Stefano Rodotà, Paolo Flores d’Arcais e scrivono al neo-segretario del PD, Dario Franceschini, a cui indirizzano una lettera dal contenuto chiaro ed esplicito: gli emendamenti del PD sulla legge “fine-vita” non sono una mediazione, sono una resa”.

Nella lettera leggiamo che

Il Partito democratico aveva il suo progetto di legge da anni, e con tale programma andò alle elezioni che portarono al secondo governo Prodi: la legge firmata da Ignazio Marino. Ogni passo indietro rispetto a tale proposta sarebbe una rinuncia pura e semplice ai diritti elementari sanciti dalla Costituzione, dalla convenzione di Oviedo, dalle sentenze della Cassazione. Abbiamo letto che il suo partito sarebbe comunque orientato a dare ai suoi parlamentari “libertà di coscienza” al momento del voto. Ci sembra che tale atteggiamento sia frutto di un fraintendimento molto grave. Se venisse presentato un disegno di legge che stabilisce la religione cattolica come religione di Stato, proibisce il culto ai protestanti valdesi e obbliga gli ebrei a battezzare i propri figli, sarebbe pensabile – per un partito politico che prenda sul serio la Costituzione – lasciare i propri parlamentari liberi di “votare secondo coscienza”, a favore, contro, astenendosi? O non sarebbe un elementare dovere, vincolante, opporsi a una legge tanto liberticida?

Nel giro di poche ore arriva la risposta di Franceschini: “nessuno può dettare la linea”.

A parte il Vaticano, naturalmente.

Dario Franceschi e Walter Veltroni

Bologna Città Libera, Valerio Monteventi: “Ritirare ordinanza anti-costituzionale e liberticida”. Il centro-sinistra concorda ma il sindaco Cofferati lo stoppa: “Utile e ragionevole”

MONTEVENTI, RITIRARE ORDINANZA ANTICOSTITUZIONALE E LIBERTICIDA
GIOVEDI’ COMMISSIONE SU DIVIETO MANIFESTAZIONI NEL WEEK-END

Adnkronos, Bologna, 23 Feb. – L’odg contro l’ordinanza del prefetto di Bologna che introduce il divieto manifestare il sabato e la domenica in alcune vie del centro della città, presentato oggi al consiglio comunale di Bologna, dal candidato sindaco di Bologna Città Libera Valerio Monteventi, sarà discusso giovedì prossimo in seno alla commissione Affari Istituzionali di Palazzo d’Accursio. Monteventi, che aveva chiesto la votazione immediata in aula, ha accettato la proposta avanzata dal capogruppo del PD, Claudio Merighi, che si è detto d’accordo sull’utilità di un confronto in merito al provvedimento concordato dal Comitato provinciale per l’ordine pubblico e la sicurezza. In particolare, Monteventi chiede al prefetto Angelo Tranfaglia di “ritirare l’ordinanza in quanto lesiva degli articoli 17 e 21 della Costituzione” e impegna il sindaco Sergio Cofferati a “richiedere una convocazione urgente del Comitato per l’ordine pubblico per rivedere il provvedimento relativo alle gravi limitazioni del diritto di manifestare nella nostra citta’”. Un’iniziativa come il giuramento di ieri di Dario Franceschini a Ferrara sulla Costituzione, a Bologna non si sarebbe potuta tenere” fa notare Monteventi presentando il documento in aula e domandando perché “Bologna deve essere la prima città ad applicare la direttiva Maroni” mettendo in campo un’ordinanza “gravissima, liberticida e che limita la democrazia”. Contro il provvedimento del prefetto sono intervenuti anche Gian Guido Naldi (SD) parlando di “svolta autoritaria” e Sergio Lo Giudice (PD) che ha parlato di “concreta limitazione della libertà di manifestare”. Dopo il confronto in commissione, l’odg tornerà in consiglio lunedì prossimo per il voto.

Espellere o non espellere i teodem dal PD? Non è questo il punto. Il problema è l’assenza della laicità

Enrico Letta ha appena dichiarato che “voterà a favore” del Disegno di Legge sul testamento biologico presentato dal Governo Berlusconi. I teodem, con in testa Paola Binetti, hanno fatto sapere che saranno tanti i voti favorevoli dei parlamentari del PD al suddetto Disegno di Legge. E subito dopo sono iniziate le partite di fioretto all’interno del rassemblement democratico. C’è chi propone di espellere tutti i parlamentari del PD che voteranno a favore. Se il PD li espellesse tutti, resterebbero nel partito poco meno dei DS, più qualche cattolico del dissenso (una decina). E’ un discorso puramente teorico: non espelleranno nessuno, come nessuno hanno espulso sulla questione dei DiCo. Binetti arrivò persino a votare contro la fiducia al traballante Governo Prodi. Conseguenze: zero. Il PD ha scelto in tutta lucidità di accettare gli ordini del Vaticano; c’è poco da elucubrare, compiuta questa scelta politica. Il problema non è l’espulsione, ma l’assenza nel PD della laicità, quale architrave portante dell’agire politico. In questo senso, il PD è un partito confessionale. Con appena qualche prurito in più del PDL. Né il potere esecutivo (il Governo) né il potere legislativo (il Parlamento) possono impedire l’esecuzione di una sentenza definitiva della Magistratura (il potere giudiziario), quale è quella che permette a Beppino Englaro di disporre lo stop all’alimentazione forzata di sua figlia. Il tentativo di riassumere tutti e tre i poteri nel Governo è lo scopo del Disegno di Legge di Berlusconi/Sacconi. Il problema è che in questa battaglia non avremo al nostro fianco la più grande forza politica del centro-sinistra, perché su questo tema come su tutti quelli relativi alle libertà della persona e ai diritti civili, è paralizzata al suo interno dai veti vaticani. Walter Veltroni è ancora lì, inascoltato e surreale, a supplicare che la “politica resti fuori da questa vicenda” e il PD organizza manifestazioni a sostegno del Presidente Napolitano, invece che al diritto all’auto-determinazione di ogni individuo. In altre parole, non sarà il PD a difendere la Costituzione Italiana. Difesa oggi richiesta a gran voce da tanti cittadini, uomini e donne. Non sarà nemmeno la sinistra radicale a salvarla, occupata ad aggirare lo sbarramento del 4% alle elezioni europee e assente dal Parlamento nazionale. Sia detto chiaramente e senza acrimonia; questi sono i dati di fatto. Sarà l’azione pacifica, spontanea e incazzata della società civile a salvare la Costituzione e la democrazia [1 ; 2]. Forse. Dipende da noi.

Aggiornamento
Il vice-segretario del PD, Dario Franceschini, ha dichiarato che quando il DDL arriverà questa settimana in aula, i parlamentari avranno libertà di voto: “I parlamentari cattolici del PD ascolteranno la voce della Chiesa, poi decideranno nel loro ruolo di legislatori, senza indicazioni di voto, soltanto secondo la loro coscienza”. Che dire? Amen.

La campagna
Maurizio Cecconi
Maurizio Cecconi
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