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Articoli marcati con tag ‘Crocifissi’

Tutti gli uomini sono bugiardi

Via il crocifisso

Via il crocifisso

“Io volevo essere parte di quella trasformazione che in quasi tutta la Spagna iniziava ad avvertirsi lentamente, come un cambio di stagione, come la fine di una lunga malattia. Ognuno di noi, della mia generazione intendo, la percepì in modo diverso, in un momento diverso. A me, te lo racconto, accadde un giorno a scuola, alla fine delle lezioni. Stavo per lasciare l’aula quando la direttrice, una donna molto severa, molto formale, entrò e mi disse di aiutarla. Prese uno dei cestini di plastica grigia che c’erano nelle aule e me lo mise in mano. Dopo sistemò una sedia sulla pedana, l’avvicinò alla lavagna, staccò il crocifisso appeso al muro e lo gettò nel cestino. Percorremmo tutte le aule, togliendo crocifissi. Riempimmo due cestini. Poi li abbandonammo in un angolo della cappella della scuola, davanti agli occhi attoniti di uno dei due preti che facevano lezione di religione. Il giorno dopo, quando mi sedetti al mio banco, mi sentii per la prima volta più libera, meno oppressa”.

Tutti gli uomini sono bugiardi
Alberto Manguel
Feltrinelli, 2010

Due simboli di troppo

Due simboli di troppo

Due simboli di troppo

Si discute assai, in questi giorni e settimane, del nuovo polo scolastico di Adro, intitolato a Gianfranco Miglio. La discussione verte non sulla figura del “filosofo” della Lega Nord, bensì sulle originali decorazioni di cui è costellata la scuola. Sui cestini, sui tappeti, sulle pareti, troviamo impresso un cerchio dal cui centro s’irraggiano sei petali: è un antico emblema eurasiatico, che è stato denominato, in periodi storici differenti, rosa celtica, fiore a sei petali, rosa dei pastori e, in età medievale, anche rosa carolingia.

FareFuturo Web Magazine ne riporta le storiche tracce:

Evocativo del sole e del suo potere vivifico, è sempre stato inteso come stemma bene augurante e inciso su costruzioni, abitazioni, portali e chiese, su pietra, legno o metallo. Diffuso dall’India alla Scandinavia e assunto, con piccole variazioni formali, come simbolo di varie comunità di tutto il contesto euroasiatico, in Italia fa la sua comparsa già dalla fine del VI secolo a. C. Ne restano antiche reminiscenze disseminate lungo tutta la penisola: sull’urna etrusca di Civitella Paganico in Toscana; in Puglia sulle cosiddette Stele daunie, monumenti funerari in pietra calcarea proveniente dal Gargano, in uso presso l’antica civiltà dei Dauni; in Val Camonica; nell’arte celtica; nell’iconografia longobarda; nell’area di influenza celtoligure; sul pavimento del santuario di Saronno; nei rosoni absidali della chiesa dei santi Giovanni e Paolo a Venezia; a Roma nella basilica di san Clemente. Lo stesso simbolo è diffuso anche in Campania, in particolare sull’isola di Ischia, dove è una tipica decorazione degli architravi degli antichi edifici del centro storico di Forio. Compare anche, privo della circonferenza di contorno, nella parte superiore dello stemma della provincia di Lecco.

In tempi più recenti è diventato il Sole delle Alpi e, con tale nuova denominazione, è assunto a simbolo della Lega Nord. Il simbolo del “Sole delle Alpi” è un marchio registrato. Lo è in forma descrittiva dal 1998 e in forma grafica dal 2001, identico in tutto e per tutto al logo con cui è stata tappezzata la scuola. Il marchio è stato regolarmente depositato presso l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, e risulta di proprietà di Nord Scarl, società amministrata da Cota, Stefani, Bricolo e altri leghisti.

Giustamente l’Italia che si riconosce nel pluralismo è indignata per questa colonizzazione partitica di una scuola. Mai era successo nella storia della nostra tormentata Repubblica.

La nostra Costituzione fonda la scuola pubblica sulla libertà d’insegnamentoArt. 33: “L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento” – dunque il diritto ad esprimere le proprie opinioni filosofiche, esistenziali, religiose e politiche è garantito dalla Carta. Tale diritto è teso a disegnare la scuola come uno spazio in cui tutti gli individui (e futuri cittadini) hanno pari dignità, in un contesto dove l’Istituzione non dovrebbe privilegiare né questa né quell’altra corrente di pensiero filosofica, esistenziale, religiosa e politica. Una scuola laica, appunto. Questo era l’intento delle mamme e dei papà costituenti.

Tale intendimento costituente è stato ampiamente disatteso e osteggiato dal centrosinistra degli ultimi vent’anni.

(Del centro e della destra non occorre scrivere: la scuola pubblica, laica e pluralista, la vedono come fumo negli occhi. Una minaccia alla salute degli italiani e, con proditoria coerenza, si battono affinché sia ridotta a un cumulo di macerie nel più breve tempo possibile. Nel mentre che la demoliscono, l’affidano alle “cure” della Chiesa Cattolica: insegnanti di religione a ruolo senza graduatoria, insegnanti scelti e rimossi dal vescovo, più finanziamenti alle scuole private, bibbie distribuite nelle aule scolastiche dal Governatore Zaia. A domanda, “cosa ne pensa del simbolo della Lega Nord nella scuola di Adro?”, il ministro Gelmini ha risposto che è “rassicurata dalla parole del sindaco, che non si tratta di un simbolo di partito”: questi politici al governo, in un paese civile, andrebbero denunciati e processati per tradimento della Costituzione*).

Torno rapidamente al centrosinistra, che merita invece una riflessione in più.

Vadano i partiti della fu sinistra a protestare ad Adro. E’ una questione capitale ed è bene mobilitarsi perché non venga accettata come un dato di fatto, oramai compiuto. Ci vada soprattutto il PD, che sulla scuola pubblica si sta mobilitando in tutta Italia e sta investendo tempo, energie e risorse. E, come suggerisce Mauro Zani, “perché non chiedete che i carabinieri vadano a rimuovere i simboli della Lega. Ce ne sarebbe ben donde”. Il centrosinistra faccia, insomma, tutto il possibile, perché “proprio da queste simboliche gestualità, per nulla minori, passa la formazione di un senso comune. Una certa idea dell’Italia”.

E dopo questa meritoria mobilitazione per salvaguardare la scuola pubblica dalla colonizzazione partitica, il centrosinistra apra una riflessione sull’opportunità della presenza di un altro simbolo che offende la laicità e il pluralismo delle nostre aule scolastiche: il crocifisso.

Non è accettabile lottare contro la presenza di un simbolo (quella della Lega Nord) e spendersi per salvaguardare la presenza di un altro (il crocifisso), in nome della “tradizione culturale italiana”.

Sono balle, lo sapete bene. Le sostenete in nome di una possibile alleanza con le gerarchie ecclesiastiche vaticane e in quanto ne siete culturalmente subalterni.

Dimenticate un dato di fatto con cui siete stati e sarete chiamati a fare i conti: questa schizofrenia filoclericale è palese agli occhi degli elettori del centrosinistra. Ogni qual volta, in un’occasione pubblica, un oratore si spende a difesa della laicità delle Istituzioni, il pubblico applaude fino a spellarsi le mani. Non lamentatevi dunque se l’astensionismo aumenta e parallelamente, nonostante l’evidente crisi del centrodestra, i consensi che raccogliete diminuiscono. Non serve a nulla strapparsi le vesti, invocare come un mantra “innovazione, merito, riformismo”, quando i capisaldi costituzionali sono da anni merce di scambio.

Se volete il nostro sostegno e il nostro voto, dimostrateci che rispettate la Costituzione e che vi batterete coerentemente per essa. Dimostratelo da subito: sconfessate la proposta di legge, presentata da autorevoli parlamentari del Partito Democratico, per legalizzare la presenza del crocifisso nelle aule scolastiche italiane.

Parliamoci chiaro: a scuola ci sono due simboli di troppo.

*Aggiornamento: Gelmini, pressata dalla manifestazione del centrosinistra, ha disposto la rimozione dei simboli della Lega Nord.

Il crocifisso e l’ammucchiata clericale: Governo Berlusconi, Napolitano, destre e PD contro la laicità

Giorgio Napolitano e papa Benedetto XVIIl 30 Giugno la “Grande Chambre” della “Corte europea dei diritti dell’uomo” si dovrà pronunciare sulla vertenza Lautsi contro Italia.

La signora Lautsi ha presentato denuncia, sostenuta dalla UAAR – Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti, perché costretta a inviare i propri figli in una scuola pubblica dove sono presenti dei crocifissi nelle aule.

La Corte s’è già espressa, dando ragione in pieno alla signora Lautsi.

Il Governo Berlusconi ha presentato ricorso contro la decisione della Corte. La Grande Chambre è chiamata ad esprimersi.

Dopo l’annuncio del ricorso del Governo italiano, molteplici le dichiarazioni del Vaticano, di politici di destra e di sinistra. Il PD sostiene il ricorso del Governo e, al Senato, ha presentato un disegno di legge per legalizzare la presenza dei crocifissi nelle aule scolastiche.

E’ intervenuto anche il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il quale ha dichiarato che “la laicità dell’Europa non può essere concepita in termini tali da ferire sentimenti popolari e profondi”. Per il Quirinale sarebbe meglio che decidessero i singoli Stati e non le corti europee.

Singolare idea di laicità e di Europa, quella di Napolitano.

A dargli man forte e a definirlo “laico”, nei giorni scorsi, ci ha pensato Eugenio Scalfari: “le private credenze o non credenze non influiscono in nessun modo sulla concezione politico-costituzionale” del Presidente Napolitano.

Che pena, vedere questi uomini così potenti, supini e incapaci di staccare l’Italia dal cordone ombelicale della Chiesa Cattolica.

Che pena, questa sinistra da oratorio, che non rispetta la laicità dello Stato italiano in nome della “bontà delle tradizioni”.

Postilla: i laici sono fiduciosi che la Grande Chambre confermerà il verdetto della Corte. Se succederà, faremo un bel brindisi, alla brutta faccia di questi ipocriti. Quando ci vuole ci vuole.

Il PD propone il crocifisso nelle aule scolastiche obbligatorio per legge

DISEGNO DI LEGGE N. 1947 SU INIZIATIVA DEI SENATORI CECCANTI, CHITI, CHIAROMONTE, DEL VECCHIO, DI GIOVAN PAOLO, GIARETTA, LUMIA, MARITATI, PINOTTI, TONINI, TREU.

Art. 1

1. In considerazione del valore della cultura religiosa, del patrimonio storico del popolo italiano e del contributo dato ai valori del costituzionalismo, come segno del valore e del limite delle costituzioni delle democrazie occidentali, in ogni aula scolastica, con decisione del dirigente scolastico, è affisso un crocifisso.

2. Se l’affissione del crocifisso è contestata per motivi religiosi o di coscienza dal soggetto che ha diritto all’istruzione, ovvero dai suoi genitori, il dirigente scolastico, sulla base del princìpio di autonomia scolastica, nel rispetto dei princìpi di tutela della privacy e di non discriminazione nonché tenendo conto delle caratteristiche della comunità scolastica, cerca un accordo in tempi brevi, anche attraverso l’esposizione di ulteriori simboli religiosi.

3. Qualora non venga raggiunto alcun accordo ai sensi del comma 2, nel rispetto dei princìpi di cui al medesimo comma 2, il dirigente scolastico adotta, previo parere del consiglio di circolo o di istituto, una soluzione che operi un giusto contemperamento delle convinzioni religiose e di coscienza di tutti gli alunni della classe coinvolti e che realizzi il più ampio consenso possibile.

Leggi anche:

La sinistra in Croazia

Ivo Josipovic è il primo presidente di sinistra della Croazia post-comunista, eletto col 64% dei voti: evviva! (Giusto per infierire ancora, ricordo a tutt* che in Croazia c’è una legge anti-discriminazioni e sono riconosciute le unioni civili e il Presidente della Repubblica uscente, Stjepan Mesic, ha proposto di togliere i crocifissi dai luoghi pubblici).

Quota 30

Il Ministro per la pubblica d-istruzione Mariastella Gelmini avanza la suggestiva proposta di stabilire un tetto del 30% di presenze di studenti stranieri nelle scuole medie inferiori e superiori, “per evitare classi ghetto e favorire la didattica e l’integrazione”.

Il Ministro Gelmini ha infine ricordato che la “Quota 30″ avrà numerose applicazioni grazie al Governo Berlusconi. Ecco un primo provvisorio elenco fornito dallo stesso astro nascente del centro-destra italiano.

  • Almeno il 30% degli studenti delle scuole superiori dovranno essere bocciati, per evitare il congestionamento delle università italiane.
  • Almeno il 30% dei professori dovrà essere iscritto al Popolo della Libertà, per evitare “l’egemonia culturale della sinistra comunista che lava il cervello ai nostri ragazzi”.
  • Almeno il 30% dei professori dovrà parlare bergamasco, per evitare “l’egemonia culturale della sinistra terrona e romano-centrica”.
  • Almeno il 30% dei bidelli dovrà leggere “Il Giornale” durante l’orario di lavoro e ripetere a memoria gli editoriali di Vittorio Feltri.
  • Almeno il 30% delle bidelle dovrà insultare una volta al giorno Concita De Gregorio e tutte le giornaliste donne de “L’Unità”.
  • Almeno il 30% degli studenti stranieri dovrà essere ribatezzato con nomi di limpida origine nordica, possibilmente ispirati alle leggende del ciclo celtico.
  • Almeno il 30% delle classi dovrà intonare “O mia bella Madunina” all’inizio delle lezioni.
  • Almeno il 30% degli studenti dovrà indossare il cilicio, per imparare “il valore della sofferenza e dell’obbedienza”. Al restante 70% è fatto obbligo di sfoggiare una spilla-crocifisso, reperibile come allegato al settimanale “TV Sorrisi e canzoni”.
  • Almeno il 30% delle gite di classe dovrà essere effettuato nei campi rom. Sono raccomandati bastoni e accendini.
  • All’opposizione parlamentare sarà garantito sempre un tetto massimo del 30% dei deputati.

Pronta la replica dei partiti di centro-sinistra: “Quest’ultima è un’imposizione inutile e dannosa, perché eccessivamente ambiziosa. Non sappiamo quando raggiungeremo un così ampio elettorato. Sediamoci a un tavolo e rivediamo le stime”.

Gay bolognesi e emiliani, brevi istruzioni per il suicidio

1. Quando il partito di centro-sinistra e di maggioranza vi concede qualcosa purché rinunciate alla pubblica rivendicazione delle vostre richieste, fatelo.

2. Quando il partito di centro-sinistra e di maggioranza vi finanzia il Pride con 1.500 euro e poi sgancia 2 milioni di euro all’anno alla Curia, ringraziatelo: siete pur sempre nei suoi pensieri.

3. Quando il partito di centro-sinistra e di maggioranza vi promette una legge regionale contro le discriminazioni e poi in cinque anni non riesce ad approvarla a causa dei veti dei cattolici, plaudite l’escamotage d’inserire un articolo nella finanziaria emiliano-romagnola: ottenere qualcosa è sempre meglio che lottare con dignità.

4. Quando il sindaco del partito di centro-sinistra e di maggioranza difende il crocefisso dalla assurde richieste di laicità che provengono dall’Europa, complimentatevi con voi stessi per aver votato democristiano.

5. Quando il sindaco del partito di centro-sinistra e di maggioranza prende le distanze dai festival culturali che organizzate e afferma di non aver approvato i finanziamenti, riunitevi in preghiera: è solo un brutto momento, passerà.

6. Quando il sindaco del partito di centro-sinistra e di maggioranza sostiene che offendete la Santa Romana Chiesa, per buona educazione distogliete lo sguardo dalla sua lunga sottana nera.

7. Quando chiedete una campagna informativa contro le malattie a trasmissione sessuale e l’assessore del partito di centro-sinistra e di maggioranza vi risponde che non si può mostrare un preservativo, esclamate “Mea culpa”. Lo sanno tutti che i bambini li porta la cicogna.

8. Quando il partito di centro-sinistra e di maggioranza elegge contemporaneamente un discepolo dell’Opus Dei e una persona omosessuale, fingete che quest’ultima conti qualcosa.

9. Quando il partito di centro-sinistra e di maggioranza vi regala una briciola, sentitevi sazi come Lucio Licinio Locullo dopo una cena in compagnia di Cicerone e Pompeo.

10. Quando il masochismo non sarà più una piacevolissima pratica sessuale ma politica, avrete raggiunto il vostro obiettivo. Amen.

Chiosa laica alla questione dei simboli religiosi nei luoghi pubblici

La Repubblica (edizione nazionale) ha cercato qualcuno che difendesse la sentenza europea sui crocifissi. Non trovando nessun partito, né di destra né di sinistra, ieri in terza pagina c’era la posizione della Rete Laica Bologna. E questo la dice lunga sullo stato comatoso della nostra democrazia e dell’opposizione.
La campagna
Maurizio Cecconi
Maurizio Cecconi
Coordinamento Laico Nazionale
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