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Articoli marcati con tag ‘Cristina Gramolini’

Appello ai componenti del Consiglio Superiore della Magistratura

Milano Pride 2010 – I video

In una Lombardia occupata dalle truppe clericali di Formigoni e di Comunione e Liberazione, il segretario nazionale di Arcigay, Luca Trentini, ha ricordato che “senza laicità non ci sono diritti”.

Molto partecipato il Pride, anche in seguito ai recenti episodi di violenza omofobica, che sono avvenuti nel capoluogo lombardo e a Padova.

Bologna Pride: La storia che non c’era, il movimento delle lesbiche in Italia

Presentazione del volume degli atti del convegno
La storia che non c’era. Il movimento delle lesbiche in Italia

A cura di Arcilesbica nazionale
in collaborazione con Centro delle donne di Bologna
Associazione Orlando

Giovedì 26 giugno, H 18.00
Aula Magna di Santa Cristina
Via del Piombo 5 – Bologna

Bologna Pride: intervista a Cristina Gramolini, della segreteria nazionale di Arcilesbica

All’anagrafe venne registrata come Maria Cristina Gramolini, un doppio nome dal chiaro sapore cattolico, il cui peso è stato dimezzato in un più sintetico Cristina Gramolini. Non sappiamo se per sua volontà o più semplicemente per una comoda contrazione dovuta all’uso ripetuto nel tempo. E’ nata a Fano, in provincia di Pesaro. Ha studiato a Bologna, laureandosi in filosofia con una tesi su Rosa Luxemburg – ebrea, teorica del socialismo, strenua pacifista durante la prima guerra mondiale e fondatrice del Partito Comunista in Germania – . Insieme ad Antonia Ciavarella ha animato il Laboratorio di Critica Lesbica, col quale ha pubblicato un saggio dal titolo “E l’ultima chiuda la porta. L’importanza di chiamarsi lesbiche”. E sull’importanza della visibilità per il movimento lesbico è intervenuta in più occasioni, con parole che testimoniano una costante ricerca intellettuale e una capacità di apprendere dal vicino, di guardare alla propria e all’altrui esperienza, con uno sguardo lucido, analitico e “chirurgico”, che è la sua dote principale di studiosa e di politica. Fraintendendo il suo rigore, è stata spesso definita dura e algida. Non c’è freddezza in queste parole tratte dal testo di Massimo Consoli “Independence Gay. Alle origini del Gay Pride”: “i vecchi collettivi separatisti erano in crisi, venivano disertati dalle giovani, che preferivano aderire al movimento gay, di cui apprezzavano proprio la visibilità, dalla quale si sentivano sfidate a prendere in mano la propria situazione”. C’è la capacità di guardare in faccia la realtà e i fatti, di non nascondersi dietro il paravento di facili tatticismi, c’è il desiderio di ricondurre nell’alveo della critica femminista anche le nuove energie delle ragazze nate dopo la “loro” rivoluzione. C’è la volontà di essere artefici del proprio destino di donne, di lesbiche visibili e orgogliose d’esserlo. Nel 1996 è stata tra le mamme di Arcilesbica; ne è stata presidentessa per tre anni. Oggi, siede nella segreteria nazionale dell’associazione e continua sia il suo lavoro di insegnante di storia e filosofia in un liceo di Milano, sia il suo impegno politico. Avremo modo di ascoltarla intervenire questo Giovedì 26 Giugno al convegno La storia che non c’era. Il movimento delle lesbiche in Italia. Un appuntamento importante del calendario delle iniziative del Bologna Pride, che punta a ricostruire una storia, quelle delle donne lesbiche, sommersa dal dominio della società maschile ed eterosessuale. Buona lettura, MC.

In Italia c’è un allarme legato alle violenze omofobiche. Le associazioni hanno alzato la guardia e chiedono con forza una legge che protegga, finalmente, anche l’habeas corpus delle persone lgbt. Esiste, a tuo avviso, il rischio che questo insistere su una legge contro l’omofobia rileghi la ventennale lotta per la parità dei diritti e specialmente per l’estensione del diritto di famiglia in secondo piano?

Gli ambienti fascistoidi, specialmente a Roma ma non solo, stanno festeggiando la vittoria elettorale delle destre a suon di raid (contro i campi rom, i negozi degli immigrati, i collettivi dell’università) e hanno già colpito anche persone trans e attivist* lgbt. Per queste ragioni è logico che noi si chieda a gran voce una legge contro l’omofobia, un pregiudizio che l’Unione Europea ha equiparato all’antisemitismo: non si deve più invocare la libertà di opinione per idee che alimentano odio sociale. L’omofobia non può più essere diffusa impunemente. Tuttavia se mettessimo la lotta contro l’omofobia al posto di quella per il riconoscimento delle coppie dello stesso sesso sarebbe un ripiegamento. L’omosessuale come persona singola incapace di costituire famiglia è un caposaldo ideologico dei nostri avversari. Secondo me, la piattaforma del movimento lgbt non deve cambiare: non bisogna cedere al presunto realismo di chi vorrebbe congelare sine die le unioni civili.

Esiste un problema di strategia sul medio e lungo periodo. S’è aperta una stagione berlusconiana di destra al governo che durerà cinque, forse dieci anni. Questo preclude la via legislativa per l’ottenimento della parità dei diritti. Alcune realtà, ancora esigue numericamente ma con una grande consapevolezza politica, stanno avviando delle “cause pilota”. Penso alle Famiglie Arcobaleno. E’ percorribile, secondo te, la “via giurisprudenziale”?

Penso che sia un valido percorso. Quando lo strumento politico diviene inutilizzabile, come in questo momento per il blocco reazionario che domina il Parlamento, si può invocare il ruolo di supplenza della Magistratura. Studiamo quello che la legge ci consente già ora e chiediamone l’applicazione. Spero si possano trascinare in giudizio individui omofobi, dato che non tutti godono di immunità parlamentare né tutti sono capi di stato esteri; spero si possa sanzionare il nostro paese che discrimina in Italia coppie legalmente unite in altri paesi europei.

Quali priorità d’azione politica metti in calendario?

Forse la costituzione di un pool di legali agguerrito e un centro per lo studio e la lotta contro i crimini omofobi. E anche una rete per l’outing di omosessuali repressi che fanno gli attivisti anti-gay.

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ABC Pride #03. Ricostituenti per la nostra coscienza politica

ABC Pride #03
Ricostituenti per la nostra coscienza politica

Giovedì 15 Maggio, H 21.00
Arcigay “Il Cassero”
Via Don Minzoni 18 – Bologna

Orecchie da mercanti
La politica italiana e il riconoscimento dei diritti di lesbiche, gay e trans

Perché l’Italia è uno dei pochi paesi al mondo che non ha (e a quanto pare non prevede di avere) una legislazione che regoli i rapporti fra persone dello stesso sesso nel caso di coppie di fatto, o disegni di legge a tutela a persone gay e lesbiche? Ne discutono Franco Grillini, Ezio Menzione, Titti De Simone, Cristina Gramolini.

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