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Articoli marcati con tag ‘Costituzione’

Matrimoni gay, sentenza rinviata a dopo il 12 Aprile. Il fuoco amico di Bersani e le reazioni del movimento

Cronaca delle giornate del 24 e del 25 Marzo. ATTENZIONE! Si leggono dall’ultimo al primo, in ordine inverso rispetto alla pubblicazione.

Matrimoni gay, Cristina Gramolini (Arcilesbica): “Bersani fornisce motivi per non votare PD” http://bit.ly/czRIrm

Arcigay cerca coppie che stiano assieme da almeno cinque anni per nuova campagna fotografica a favore dei matrimoni gay http://bit.ly/cSoUnf

Matrimoni gay, Comitato Napoli Pride 2010: “Inaccettabili le esternazioni di Bersani” http://bit.ly/aZHhCw

Sergio Rovasio, una voce di “Certi Diritti” per i cittadini lgbtq http://bit.ly/ck053x

“Il Manifesto”: “Sei più a destra della destra. Bersani litiga con l’Arcigay” http://bit.ly/bYvBIf

Italiani contrari o favorevoli ai matrimoni gay? Rispondi ai sondaggi http://bit.ly/bPKexK

Matrimoni gay, Ostilia Mulas (Arcilesbica): “Onorevole Bersani, non stiamo giocando” http://bit.ly/cszXVA

Matrimoni gay, Emma Bonino (Radicali): “Ciò che dirà la Corte rappresenterà un vincolo per tutti” http://bit.ly/bWFtxi

Beppe Ramina: “Bersani contrario matrimoni gay. Doveva aggiungere: democrazia, diritto, uguaglianza, Costituzione impongono di accettarli”.

Matrimoni gay, Paolo Patané (Arcigay) a Repubblica TV: “Rinvio sentenza è segnale di attenzione della Consulta” http://bit.ly/93zQ0N

Bersani sul matrimonio gay conferma ciò che penso dalla nascita del PD: il problema non è/era la Binetti, ma l’assenza di un profilo laico.

“Il Tempo”: “I gay divorziano dal PD” http://bit.ly/a1oZrk

Matrimoni gay, Tibaldi (SEL): “Sì alla nozze. Dare a tutti gli stessi diritti” http://bit.ly/bK2UXR

“La Gazzetta del Sud”: “Unioni di fatto, quella voglia matta di famiglia” http://bit.ly/9ukDqk

“Il Riformista “: “Nozze gay, la consulta decide il 12 aprile” http://bit.ly/cNN4NW

“Il Messaggero”: “Matrimoni gay, bufera su Bersani” http://bit.ly/9zJRRc

Matrimonio gay, cardinale Rylko: “Chi non lo vuole non è retrogrado” http://bit.ly/aAH8MJ

Matrimoni gay e unioni civili, la situazione in Europa http://bit.ly/b4xLmd

Matrimoni gay, “Il Giornale”: “Retroscena: la Consulta verso il no alle nozze gay” http://bit.ly/8YQeIJ

Matrimoni gay, “Il Tempo”: “Bersani fa l’ambiguo e i gay lo mollano” http://bit.ly/9jAvId

Matrimoni gay, Bersani (PD) fa marcia indietro: “Attendiamo orientamento Consulta” http://bit.ly/azQ3ZN

Matrimoni gay, Barbara Pollastrini (PD): “Coi DiCo avevamo individuato una soluzione saggia” http://bit.ly/bpURZQ

Matrimoni gay, Enrico Oliari (GayLib): “Bersani taccia e aspetti la sentenza” http://bit.ly/bPJl1k

Ivan Scalfarotto, Vicepresidente del PD, si è iscritto a all’Associazione radicale Certi Diritti per il 2010 http://bit.ly/dooD8Z

Matrimoni gay, Paolo Patané (Arcigay): “Il PD a destra della destra europea?” http://bit.ly/9eqQL2

Matrimoni gay, Ivan Scalfarotto (PD): Monito a Bersani, “parola va lasciata a Consulta” http://bit.ly/8ZesQi

Matrimoni gay, Rossana Praitano (Mario Mieli): “Bersani imprudente” http://bit.ly/c619ex

Matrimoni gay, Cristiana Alicata (PD): “Avanti nonostante Bersani” http://bit.ly/b7v9Fz

Matrimoni gay, Paola Concia a Bersani: “Dichiarazione inopportuna” http://bit.ly/9tTjuI

Matrimonio gay, Franco Grillini: “Bersani faccia autocritica” http://bit.ly/c9v5P6

E Ber Sani sorride pensando al CEI Pride [Matteo Moder].

Matrimonio gay, Santacroce (3D): “Bersani aspetti la sentenza della Consulta e apra un dibattito dentro il partito” http://bit.ly/91SsaU

Matrimonio gay, Certi Diritti: “Rinvio sentenza ci fa ben sperare” http://bit.ly/dcMagk

Matrimonio gay, Certi Diritti: “Rispettiamo Corte Costituzionale, non come Giovanardi” http://bit.ly/b3jAE6

Il PD ha scritto nel suo statuto che la bussola del partito è l’uguaglianza, ma Bersani si dice contrario ai matrimoni gay.

Arcigay: “Scritta una pagina storica del diritto. In ogni caso motivazioni sentenza daranno spunto per proseguire” http://bit.ly/bBT79Q

Imma Battaglia: “Dopo Pasqua ci sarà risurrezione diritti civili. Positivo rinvio della sentenza” http://bit.ly/9EtgKd

Bossi: “Berlusconi ha salvato l’Italia dalla pedofilia e dai matrimoni gay” http://bit.ly/961faU

Lottiamo per l’uguaglianza di fronte alla legge e ci troviamo il fuoco amico del PD. Bersani amico di Comunione e Liberazione!

Bersani: “Regolare unioni gay in forma diversa dal matrimonio” http://bit.ly/c0eHkA

Matrimoni gay, Comitato “Sì, lo voglio”: “Attendiamo con fiducia la sentenza della Consulta”.

“La nuova Venezia”, quotidiano della città di una delle coppie ricorrenti, scrive di una “spaccatura fra i giudici” http://bit.ly/daeCGz

Reuters: “Consulta ha più scelte davanti. Dare ragione o torto ai ricorrenti o richiedere un intervento del Parlamento” http://bit.ly/aKVudj

Matrimoni gay alla Corte Costituzionale, Ansa: “L’esame della Consulta non è nemmeno iniziato” http://bit.ly/9stWY4

Valuto positivamente lo slittamento della sentenza della Consulta, per evitare che i matrimoni gay diventino oggetto di scontro elettorale.

L’ufficio stampa della Corte Costituzionale avvisa che la discussione sul matrimonio gay è aggiornata alla settimana dopo il 12 Aprile.

Papa Benedetto XVI: “Matrimonio è unione tra uomo e donna” http://bit.ly/an4aVY

Italy, Constitutional Court Opens Same-Sex Marriage Hearings http://bit.ly/c3iHmo

Matrimoni gay, sit-in davanti a Montecitorio di martedì 23 Marzo 2010 – Le foto http://bit.ly/chfJHj

Matrimoni gay: “Dialogo fra le corti”, relazione di Marco Gattuso, presente nel volume regalato ai giudici della Consulta http://bit.ly/bCmgis

Matrimoni gay: Comitato “Sì, lo voglio”, attendiamo fiduciosi decisione Corte Costituzionale http://bit.ly/bLbi6L

ILGA Europe: “Europe is busy with LGBT families issues” http://bit.ly/dhHHYc

Matrimoni gay alla Corte Costituzionale. Considerazioni di Ivan Scalfarotto, vicepresidente del Partito Democratico http://bit.ly/aPgrX3

Matrimoni gay, Cristiana Alicata ed Ernesto Ruffini oggi sull’Unità http://bit.ly/9TjZa7

RaiTV, attesa per il matrimonio gay: intervista a Enzo Cucco e Imma Battaglia del Comitato “Sì, lo voglio” http://bit.ly/aFmVx1

Matrimoni gay alla Corte Costituzionale: 8 giudici su 14 sono nati in Campania (acuta osservazione di una volontaria del Cassero). Forse è il caso di fare una telefonata a Bassolino.

Matrimoni gay, la rassegna stampa di Mercoledì 24 Marzo 2010 http://bit.ly/bNwt5I

Matrimoni gay, il servizio di Repubblica TV http://bit.ly/9WzRRG

Matrimoni gay, la situazione nel mondo http://bit.ly/9sz2Om

23 Marzo, i matrimoni gay alla Corte Costituzionale. Il giorno più lungo e l’attesa è rinviata a domani

ATTENZIONE! Si leggono dall’ultimo al primo, in ordine inverso rispetto alla pubblicazione.

Rinviata a domani la sentenza della Corte Costituzionale http://bit.ly/cmPIa4

24 Marzo, conferenza stampa del comitato nazionale per il riconoscimento del matrimonio tra persone dello stesso sesso http://bit.ly/9iimpu

Rovasio: Giovanardi pensi al fallimento del suo modello di famiglia piuttosto che influenzare la Corte Costituzionale http://bit.ly/c9vM9y

L’audio del dibattito alla Corte Costituzionale http://bit.ly/9w9Ic5

I video del dibattito alla Corte Costituzionale.
Prima parte: http://bit.ly/9w02Y0
Seconda parte: http://bit.ly/aTII5C

Forse la Corte si aggiornerà a domani. Stasera veglie in tutta Italia in attesa della sentenza.

Matrimoni gay: Giovanardi, Consulta non può che bocciare ricorso http://bit.ly/9jmjCp

Matrimoni gay: Comitato “Sì, lo voglio”, non sono questione campagna elettorale http://bit.ly/a5JUOf

Gay Marriage and Italy | Gay Rights | Change.org http://bit.ly/cgeZFP

Ore 19, Roma, piazza Montecitorio, veglia per i matrimoni gay. Chi si trova nella capitale, vada: è importante http://bit.ly/aBwLxP

Franco Grillini: “Un successo che la Consulta ne parli” http://bit.ly/bsfh4c

Emma Bonino: “Matrimonio gay? Istituzioni rispettino Consulta” http://bit.ly/ao0wDx

Costitutional Court judges back in Jury room to rule on gay marriage in Italy.

Ore 17.00, la Corte Costituzionale si riunisce per deliberare.

Matrimoni gay alla Corte Costituzionale. Tutte le agenzie di stampa http://bit.ly/b86MdA

L’Avvocatura dello Stato non ha chiesto l’inammissibilità. La sentenza è attesa attorno alle ore 18 o 19 [Luca Trentini, Arcigay].

Non è detto che si sappia qualcosa oggi stesso. Non è nemmeno detto che quello che sapremo si capisca, in assenza di motivazioni [Ivan Scalfarotto, PD].

“I gay e la legge che non c’è” di Michele Ainis, La Stampa http://bit.ly/cMVpbM

Matrimonio gay, Emma Bonino: “Diritto faccia la sua parte” http://bit.ly/b2QBIs

E’ terminato il dibattito. Adesso bisogna attendere che la Corte si riunisca in camera di consiglio alle ore 17.

L’Avvocata dello Stato ammette di aver dovuto studiare: “Il matrimonio gay non è una delle nostre prime competenze”. Ecco, appunto.

Vigliaccamente, l’Avvocatura dello Stato usa le persone transessuali per opporsi al matrimonio gay. Del resto, è la voce di Berlusconi.

Avvocatura dello Stato: “Il matrimonio dei/delle trans, una volta cambiato sesso, conferma e non smentisce la necessità della differenza”.

Secondo l’Avvocatura dello Stato, l’art. 29 della Costituzione non può essere interpretato in rapporto all’evoluzione della società.

Francesco Bilotta, avvocato della Rete Lenford, è stato il padre di questa lotta ed ha generosamente lasciato la parola ai suoi colleghi [Ivan Scalfarotto, PD].

Avv. Clara: “Il matrimonio si basa sul consenso, sulla volontà che la nostra Costituzione definisce “libertà”".

Avv. Clara: “Discriminazione brucia perché esistono vari modelli di famiglia. Se tante famiglie possono esistere perché non quelle gay?”.

Marilisa D’Amico smonta la tesi dell’Avvocatura dello Stato: “Non è vero che la discriminazione è di competenza esclusiva del legislatore”.

Marilisa D’Amico: “Vietando il diritto alla felicità si afferma che il diritto a essere se stessi non è pienamente garantito”.

Zeno Zencovich alla Corte: “La Corte di Strasburgo si è già pronunciata chiaramente sul diritto a sposarsi”.

Zeno Zencovich alla Corte: “Stare qui come avvocato è più facile che essere al vostro posto. Vi sono state poste domande nuove”.

Secondo Ivan Scalfarotto, PD, l’intervento di Angiolini è stato da applausi.

Sta intervenendo il nostro avvocato Vittorio Angiolini (lo conosco ed è un grande). Argomenta la necessità dell’evoluzione del diritto.

La Corte ha dichiarato inammissibili le richieste d’intervento.

La Corte s’è ritirata per decidere se far intervenire nel dibattito la coppia omosessuale e l’Associazione radicale Certi Diritti.

Una coppia omosessuale chiede alla Corte di poter intervenire per sostenere la richiesta di uguaglianza di fronte alla legge.

Tramite l’Avvocatura dello Stato, il Presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi, s’è dichiarato contrario ai matrimoni gay.

I nostri avvocati della Rete Lenford sono pronti a spiegare perché il divieto di matrimonio per le persone omosessuali è incostituzionale.

La Corte Costituzionale s’è riunita e discute del divieto di matrimonio civile per le persone omosessuali.

Bologna, matrimonio gay. Omaggio a Caffarra: una copia della Costituzione

Omaggio gay a Caffarra: copia della Costituzione
Dopo il rifiuto di Flavio Delbono la coppia si rivolge ai prossimi candidati sindaci.
L’accusa di Franco Grillini: “Ennesima forte invasione dell’arcivescovo e della Chiesa”
Di Francesco Mura
Il Bologna, 16 Febbraio 2010

Quando il cardinale arcivescovo di Bologna, Carlo Caffarra, parla di Dico e coppie di fatto è inevitabile che il polverone che solleva sia di quelli per i quali servono giorni se non addirittura settimane per smaltirli e ritrovare la giusta calma e concentrazione. Difficile immaginare una diversa reazione soprattutto da parte di chi ha vissuto una vita improntata alle battaglie civili. “E’ l’ennesima, forte, invasione dell’arcivescovo bolognese e della Chiesa nelle vicende dello Stato – assicura Franco Grillini, presidente onorario di Arcigay e candidato alle regionali per l’IdV – ma vorrei ricordargli che quando il parlamento approva una legge vale per tutti. Arcivescovo Caffarra e Chiesa compresi”. Ieri la polemica è stata alimentata dalle due coppie gay – Maurizio Cecconi e Tomas Kutinjac, Giuseppe Lombardo e Angelo De Battisti – che avevano chiesto al sindaco Delbono di essere uniti in matrimonio. “Quando abbiamo chiesto a Delbono di unirci simbolicamente in matrimonio – scrivono i quattro – siamo rimasti amareggiati per il suo rifiuto di celebrarlo e di incontrarci. Certo si espresse a favore di una legge nazionale, ma noi gli avevamo chiesto un gesto concreto come quello di Chiamparino, sindaco di Torino, e non una dichiarazione di principio. La sua risposta – continuano – ci sembrò contraddittoria e spaventata: cosa significa “Non posso, manca la legge”. Insomma, niente legge niente matrimonio. Nemmeno simbolico. “Se ci fosse la legge – assicurano i quattro – noi coppie gay non avremmo necessità di chiedere ai sindaci di compiere un atto simbolico a sostegno dell’uguaglianza delle persone omosessuali”. Poi, ironicamente, scrivono sulle dimissioni del sindaco. “E’ proprio il caso di notare – ironizzano – che rifiutare di celebrare i matrimoni gay porta sfortuna”. Un intermezzo ironico prima di lanciare il loro monito ai futuri candidati sindaci. “Ora che si profilano all’orizzonte nuove elezioni – scrivono – ai candidati sindaco rivolgeremo la fatidica domanda che rivolgemmo a Delbono: ci sposate?. Li inviteremo a rispondere e a farlo pubblicamente affinché la cittadinanza sia informata della decisione assunta”. L’ultimo pensiero, invece, è per l’arcivescovo bolognese. “Al cardinale Caffarra, invece, inviamo oggi una copia della Costituzione italiana in regalo, con l’articolo 3 sottolineato in grassetto. Una buona lettura è un toccasana prima di dormire”. | Fonte Delbono Sposaci!

Against Italian Homophobia. Urgent! Call For Action [Please Forward Me]

Dear friends,

we need your help.

The reason why we’ve decided to contact you is because we believe that your support to our cause is vital. It could help us raise the profile of the struggle for equality that we are fighting in our own country.

We are outraged and appalled at the wave of homophobia we are seeing growing every day, and at the increasing number of hate crimes being committed against people because of their sexual orientation, both in Italy and abroad. The recent cases in Italy as in the rest of Europe are testimony to this awful spread in violence.

But we would like to draw your attention on something which might be happening at thousands of kilometres away, but nevertheless affect us all because it shows how barbaric, violent and homophobic our so-called “Western civilisation” is becoming.

The Italian parliament just yesterday scrapped a bill aimed at protecting gay people from hate crimes, on the grounds that it would violate the country’s national constitution. A debate over the introduction of such legislation had stemmed from the wave of murders, beatings, verbal aggressions and acts of bullying against LGBT people occurred in Italy in the last few months.

However, the Italian parliament’s justification for throwing out the bill – which would have raised penalties against acts of violence motivated by homophobia – was simply absurd: they said that it would give “unequal protection” to gays compared to other groups, violating the principle of equality.

A number of MPs even motivated their choice by saying that the very expression “sexual orientation” is in itself “ambiguous”, as it could include things like paedophilia, zoophilia, necrophilia, incest and so on. And they didn’t simply state it verbally, but put it writing in a legal document that the majority of the parliament then approved.

This is delirious and insulting for our own dignity of Italians, but also for the dignity of every gay, lesbian, bisexual and transsexual person living anywhere in Europe and in the world. It effectively touches each and every one of us living in the EU, because we are all part of the same Union, and there are basic principles of equality and respect that all of our governments are bound to respect.

Following the bill rejection, the United Nation High Commissioner for Human Rights said that the Italian Parliament’s stance is a “step backward for human rights in Italy”.

We ask you to support us in our battle for equality, by helping us organise and hold a protest/demonstration in front of the Italian embassy as soon as possible, involving as many people as possible to have our voice clearly heard.

Helping us protect LGBT rights in Italy today also means protecting your own rights to be yourselves, to live and to exist tomorrow in every part of the world.

Arcigay – Gay & Lesbian Italian Association
www.causes.com/decriminalisation
www.arcigay.it

Italian Embassies All Around The World
http://www.esteri.it/MAE/EN/Ministero/Rappresentanze/default.htm?LANG=EN

Write An E-Mail To

Giorgio Napolitano – President of Italian Republic
https://servizi.quirinale.it/webmail/

Gianfranco Fini – President of House of Representatives
http://nuovo.camera.it/588
or
fini_g@camera.it

Renato Schifani – President of Senate
schifani_r@posta.senato.it

Silvio Berlusconi – Prime Minister
http://www.camera.it/altresezionism/1568/1567/email.asp?recipient=berlusconi_s@camera.it
or
berlusconi_s@camera.it

Mara Carfagna – Minister for Equal Opportunities
antidiscriminazioni@pariopportunita.gov.it
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Bocciata la legge Concia contro l’omofobia

BOLOGNA, 14 OTTOBRE – La legge contro l’omofobia, fortemente voluta dalla parlamentare PD Anna Paola Concia, dichiaratamente lesbica, è stata affossata alla Camera. La maggioranza ha infatti votato l’incostituzionalità del provvedimento dopo essere stata sconfitta sulla possibilità di mantenerlo in Commissione giustizia per una serie di “limature al testo”, come chiesto, in particolare, dall’UDC.

La “legge Concia”, che prevedeva l’aggravante della discriminazione sessuale per le aggressioni personali, era passata al vaglio della Camera dopo che era stata licenziata in Commissione giustizia con i soli voti contrari dell’UDC e dell’IDV, i quali avevano votato contro per motivi opposti: l’UDC perché contraria ad una legge contro l’omofobia, l’IDV perché la considerava, così com’è, inutile, non prevedendo un reato specifico ma solo un’aggravante.
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I finanziamenti alle scuole private rispettano la Costituzione? L’analisi dell’avvocato Stracuzzi

I tentativi di superare il dettato del 3° comma art. 33 si svilupparono secondo diverse linee argomentative fin dalle prime legislature e già i fautori di quella apparentemente chiara e univoca formulazione costituzionale cercarono interpretazioni che lasciassero spazio ad una lettura meno rigida del divieto.

Ancora in sede costituente, infatti, gli stessi promotori dell’emendamento che permise di raggiungere un accordo tra le opposte posizioni, proposero una lettura molto elastica del divieto, secondo la quale con quel disposto si voleva solo negare l’esistenza di un diritto costituzionale ad ottenere fondi dallo Stato, mentre quest’ultimo non soffriva di nessuna limitazione circa la facoltà di concedere aiuti alle scuole private. In questo senso si pronunciò l’onorevole Corbino (per una contestazione di questa interpretazione si veda: Mura – Scuola, cultura e ricerca scientifica – Manuale di diritto pubblico Amato, Barbera, III, Bologna, 1997, 233 e segg.: secondo l’autore la norma costituzionale letta secondo quel significato perderebbe ogni utilità, risultando superflua, dovendosi cosí dare rilievo alla lettura che riserva a quella disposizione una effettiva utilità).
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Omofobia, la Regione Emilia-Romagna ascolti Napolitano

Le associazioni LGBT dell’Emilia Romagna a Vasco Errani:
“Ascolti il monito del Presidente Napolitano”

Il Presidente della Repubblica oggi ha aperto la Conferenza Internazionale sulla violenza alle donne invitando a lottare contro l’omofobia e la xenofobia. Dal Quirinale è giunto forte e chiaro un monito contro l’allontanamento spesso inconsapevole dai principi su cui la nostra Costituzione ha fondato la convivenza della nazione democratica.

Dalla Costituzione, infatti, deriva il nostro diritto ad avere pari dignità e tutele dalla legge. Abbiamo sollevato da tempo la necessità, anche per la nostra Regione, di una legge per le pari opportunità che non escluda i cittadini LGBT. Quella legge è pronta, ma non è ancora stata approvata. Dopo diversi comunicati in merito ci chiediamo perché non ci giungano risposte.

Non tolleriamo questo silenzio, specie a pochi giorni dai fatti incresciosi e gravi che hanno portato il nostro movimento a mobilitarsi e ribadire che siamo nati liberi e uguali in dignità e diritti e che è dovere della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e la uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese. Così recitano Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e Costituzione della Repubblica Italiana.

Anche in Regione siamo mobilitati e decisi ad avere risposte concrete. Chiediamo che il presidente Vasco Errani segua l’esempio e il monito di Napolitano e si faccia garante affinché il pdl sulle pari opportunità sia approvato.

M.I.T.
Agedo Bologna
Arcilesbica Bologna
Coordinamento Regionale Arcigay
Arcigay “il Cassero” Bologna

Giorgio Napolitano

Napolitano e le critiche alla legge razziale

Giorgio Napolitano ha affermato che non conosco la Costituzione Italiana perché ho criticato la sua firma al pacchetto sicurezza. Troppo onore, Presidente: Le assicuro che l’ho studiata, insieme alla Carta dei Diritti dell’Uomo. La legge razziale che ha promulgato è incostituzionale e contraria al diritto internazionale, perché non è permesso trasformare una condizione in un reato. Il nazismo, in Germania, cominciò così: col trasformare in criminali chi criminale non lo era il giorno prima, i fumatori e gli ebrei.

Il manifesto per la difesa della razza

Un “Avvenire” senza rispetto

Arcigay Emilia-Romagna
Comunicato stampa, 22 Giugno 2009

L’Avvenire senza rispetto

“Sono pretestuose e senza rispetto le critiche formulate dal supplemento cittadino Bologna Sette del quotidiano Avvenire, a proposito degli spot realizzati per i 60 anni della Costituzione e commissionati dalla Regione Emilia-Romagna a un gruppo di studenti di Scienze della Comunicazione” – dichiara Flavio Romani, coordinatore Arcigay Emilia-Romagna.

“L’Avvenire si indispettisce per il fatto che in questi spot “famiglie e cattolici vengono oscurati dagli zerovirgola”, come se famiglie e cattolici già non imperversassero senza scampo 24 ore su 24 su tutti i media. E come se la famiglia non fosse l’argomento più di moda fra i politici che amano nominarla in continuazione per fare contenti i vescovi, tranne poi dimenticarsi di realizzare qualsiasi concreto aiuto che dia un reale sostegno alle moltissime famiglie in difficoltà”.

“Siamo inoltre certi che a far sobbalzare maggiormente l’Avvenire sia stato lo spot con protagonista una trans a un colloquio per la selezione di personale, sessanta secondi delicati e ironici, che toccano uno dei momenti più difficili della vita delle persone trans, ovvero trovare un lavoro. L’Avvenire, tronfio e supponente, classifica queste persone fra gli “zerovirgola”, ovvero una minoranza insignificante che non vale nemmeno la pena di ricordare. Eppure il Vangelo insegna che i dimenticati dovrebbero essere i primi ad essere accolti a braccia aperte”.

Trans negli spot sulla Costituzione. Per la Curia di Bologna la Regione Emilia-Romagna sbaglia

Spot sulla Costituzione: la Curia bacchetta la Regione
Su Bologna Sette: “La campagna per l’anniversario
si dimentica delle famiglie e dei cattolici”

di Giovanni Panettiere, 22 Giugno 2009, Il Resto del Carlino

Sessant’anni dall’entrata in vigore della Costituzione. Ed è braccio di ferro tra Regione e Curia sulle radici cristiane e la famiglia fondata sul matrimonio. Per celebrare anniversario, Via Aldo Moro ha realizzato cinque spot su altrettanti articoli della Carta, trasmessi in queste settimane su MTV, il network televisivo più seguito dai giovani. Al centro la pari dignità e uguaglianza dei cittadini davanti alla legge (art. 3), la libertà delle comunicazioni (art. 15), quella religiosa (art. 19), il diritto all’istruzione (art. 34) e la disciplina del lavoro (art. 35). Di per sé l’iniziativa non dispiace a Bologna Sette, il settimanale dell’arcidiocesi, che, però, ieri non ha risparmiato critiche ai contenuti degli spot con due articoli in prima pagina: l’apertura, dal titolo eloquente “La Carta in dissolvenza”, e il commento di Stefano Andrini, ‘Famiglie e cattolici oscurati dagli zerovirgola”. “La campagna si dimentica – attacca il caporedattore – della maggioranza sociale e religiosa del Paese suggerendo ai giovani un modello di Costituzione a una dimensione”. A non piacere è soprattutto la pubblicità che invoca il rispetto della dignità delle persone transessuali (“nessuno la mette in discussione ma rappresentano pur sempre uno zerovirgola“), tacendo, invece, sui diritti della famiglia tradizionale (che nel nostro Paese è “ancora un modello largamente maggioritario”, nonostante venga ignorata “dal legislatore, anche quello regionale”). Ma la polemica non dimentica il capitolo sulla libertà religiosa, perché – dice la Curia – lo spot promuove l’idea che “tutte le religioni sono uguali (quella cattolica un po’ meno)” e riduce la fede a “fatto individuale”. Mentre via Altabella promuove il progetto culturale del già presidente della CEI, cardinale Camillo Ruini, sulla presenza della Chiesa nello spazio pubblico e rilancia l’identità cristiana dell’Italia. Bologna compresa. Ancora più duro l’articolo di Teresa Mazzoni che non nasconde di avere provato “un moto di rabbia” davanti alla campagna della Regione. “Basta con questo relativismo – scrive – in cui essere maschio e femmina non è iscritto nel nostro DNA ma appannaggio del libero arbitrio” e con “l’omologazione di chi vuoi far credere che ogni religione è uguale all’altra”.

La campagna
Maurizio Cecconi
Maurizio Cecconi
Coordinamento Laico Nazionale
Rete Laica Bologna
Comitato Articolo 33
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