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Komos, voci fuori dal coro

Il Laboratorio Cinematografico del DAMS di Bologna ha realizzato un breve documentario sul coro omofonico Komos.

Costumi rovignesi #02

Un coro rovigneseAi rovignesi piace cantare. Rovigno conta 15.000 abitanti, 3 cori specializzati, più un coro per ognuna delle 4 scuole presenti, più numerosi gruppi musicali. La scena di questi ultimi è fluida: si formano e si disfano con facilità e suonano musica dei generi più diversi, dal folk balcanico, stile Bregovic, al rock più duro e metallico ai ritmi più soavi e coerenti con l’atmosfera balneare del raggae. Per fare un esempio concreto, restando nell’ambito famigliare: mio “suocero” canta in un coro di musica sacra, mia “cognata” canta nel coro della scuola superiore ed è apparsa alla televisione nazionale per un’esibizione dal vivo dei giovani talenti croati. Il locale municipio organizza festival musicali, gare di canto, concerti, tutti frequentati con vivo interesse. I rovignesi hanno raggiunto l’apice della fama musicale – se non nel mondo, almeno nei paesi di lingua serbocroata – grazie al cantante pop Tony Cetinski, a cui si deve la hit super trash “Santa Eufemia” (vedi video sottostante). Santa Eufemia è la patrona della città, sepolta nella chiesa che, col suo splendido campanile veneziano, domina il centro storico. La credulità popolare di matrice cattolica spaccia la leggenda secondo cui il sarcofago, in cui è contenuta la salma della santa, sia giunto per mare, trasportato dalle onde, cavalcandole come un veliero doma l’impeto furioso della tempesta. Il sarcofago è in pietra e pesa svariate tonnellate. Dopo aver attraversato l’Adriatico, non si hanno ulteriori notizie di suoi autonomi spostamenti. Non resta che cantare con loro: “Siamo rovignesi / amici cortesi / [...] / Santa Eufemia / prega per noi”.

Komos, note positive

Mercoledì sera sono stato alla Chiesa Metodista ad ascoltare il concerto del coro omofonico Komos. I miei complimenti! Era la prima volta che assistevo a una loro esibizione: bravi, simpatici, con un vasto colto e ironico repertorio. Insomma musica e gaiezza ben miscelate. Mi hanno fatto passare una piacevole serata.

Komos, il coro gay diventa protestante

ANSA, Bologna, 20 Ottobre 2009 – Dopo la parentesi cattolica, il coro omosessuale di Bologna Komos ci riprova con i protestanti. Da una settimana è la chiesa evangelica metodista di Via Venezian, a due passi da Piazza Maggiore, a ospitare le prove del coro maschile dopo la “cacciata”, a settembre, dalla chiesa di San Bartolomeo della Beverara sancita da un messaggio dell’arcivescovo Carlo Caffarra che ricordava l’esistenza di un documento della Congregazione per la dottrina della fede sugli omosessuali del 1986. E proprio per festeggiare la novità, il 18 novembre il coro si esibirà in concerto. Invitati anche il cardinale e il suo vicario, monsignor Ernesto Vecchi. Il tandem con la chiesa protestante (punto di riferimento per i fedeli di Bologna e Modena) è nato un mesetto fa per “una strana telepatia”, ha spiegato Guido Armellini, presidente del Consiglio della chiesa (organo elettivo che governa la chiesa locale e formato da 12 persone). I coristi “sfrattati” hanno bussato in Via Venezian proprio quando i metodisti stavano pensando di offrire la chiesa per le prove. “La richiesta è passata all’unanimità e senza nessuna obiezione”, ha spiegato Armellini. “Per noi l’omosessualità non è un peccato – ha aggiunto – e l’apertura al Komos ci è sembrato un modo per dare pieno diritto di cittadinanza a un coro, indipendentemente dalle propensioni sessuali delle persone”. Al concerto di novembre parteciperanno anche il tenore americano Jason Ferrante, in Italia per la produzione del Teatro Comunale di Bologna “Sweeney Todd”, e il musicologo Michael Aspinali. L’auspicio del coro è che Caffarra e Vecchi “riescano a trovare il tempo per raccogliere l’invito a partecipare”. Speranza condivisa da Armellini: “Noi accogliamo chiunque e con i cattolici abbiamo rapporti fraterni. Non è molto reciproca la cosa, però…”, ha ironizzato. | Fonte TeleSanterno

Alle radici dell’omofobia

Espellendo il coro gay dalla parrocchia di San Bartolomeo a Bologna, il Cardinale Caffarra e la Curia alimentano la paura del diverso.

Il Cardinale Caffarra

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Maurizio Cecconi
Maurizio Cecconi
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