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Articoli marcati con tag ‘Consiglio comunale’

Bologna. Lo Giudice capogruppo PD in consiglio? “Non ha la stoffa”

Martedì sera riunione per discutere la nomina
Gara a due per il capogruppo
In pole position due ex Ds: Sergio Lo Giudice e Marco Lombardelli
L’informazione di Bologna, 5 Luglio 2009

Potrebbe essere una corsa a due quella che porta alla scelta del capogruppo PD in consiglio comunale a Bologna. A giocarsi il ruolo sono infatti due ex Ds: Sergio Lo Giudice, presidente onorario di Arcigay e Marco Lombardelli, ex coordinatore cittadino dei Democratici di sinistra a Bologna. Ma in queste ore circolano anche i nomi di Emilio Lonardo, Giuseppe Paruolo, Teresa Marzocchi e Francesca Puglisi. Dal partito però si accredita la tesi che la nomina riguarderà un eletto di area ex Ds, tagliando dunque fuori Paruolo, Marzocchi e Puglisi (queste ultime, tra l’altro, alla prima esperienza in Consiglio Comunale). Lonardo, invece, potrebbe defilarsi per scelta personale. Martedì prossimo la truppa dei consiglieri si riunirà in serata nella sede PD di Via Rivani, insieme al segretario provinciale Andrea De Maria, per fare il punto della situazione. “Non sarà decisiva sulle cariche – prevede però uno dei democratici eletti a Palazzo d’Accursio – perché bisognerà sentire prima anche il sindaco, Flavio Delbono”, con il quale la data della riunione del gruppo “non è stata concordata”. In pole position, comunque, restano Lombardelli e Lo Giudice, anche se dentro il PD e persino tra i dirigenti del partito, qualcuno ritiene che Lo Giudice “non abbia le caratteristiche del leader”. Del resto, si sottolinea nel PD, “questo non sarà un gruppo consigliare facile da gestire, perché composto da forti individualità”. Dunque, serve una guida che “non solo sappia mediare, ma anche imporsi”. Ancora in alto mare, invece, la scelta dei presidenti delle commissioni consiliari, che potrebbe concretizzarsi la prossima settimana.

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Sergio Lo Giudice

Elezioni a Bologna. “Vota Antonio”, su Facebook campagna elettorale non si ferma

BOLOGNA. “VOTA ANTONIO”, SU FACEBOOK CAMPAGNA NON SI FERMA
ANCHE OGGI APPELLI, MANIFESTINI, PAROLE IN LIBERTA’ DEI CANDIDATI

DIRE, Bologna, 6 giugno – Silenzio elettorale o no, su Facebook la campagna elettorale continua fino all’ultimo momento. C’è il candidato che pubblica il link con il proprio ultimo appello al voto, chi ringrazia i fan per l’appoggio, chi semplicemente racconta l’attesa di quel giorno del giudizio che per ogni politico è il giorno del voto. Di fatto, mentre su altri mezzi la campagna elettorale per Bologna si è spenta, sul celebre social network i candidati continuano a essere ben presenti. In gran parte, c’è da dire, si tratta di poco noti “peones”, candidati dalle tantissime liste presenti in Consiglio o in quartiere. Ma non mancano nomi più noti. Come il vicesindaco in carica, Giuseppe Paruolo (PD), che questa mattina attorno alle 9.20 pubblicava i suoi manifesti (compreso quello simil-Obama che spopola sul web), il proprio invito al voto e uno “status” in cui si dichiara a “disposizione con l’orgoglio dei risultati ottenuti”. Sul fronte politico opposto invece il capogruppo uscente di Forza Italia, Daniele Carella, ha cessato di comunicare coi fan alle prime ore del mattino, direttamente dalla sua edicola. “Al Comune di Bologna occorre barrare il simbolo del PDL e scrivere accanto Carella”. Nella giornata di oggi su Facebook risuonano diversi appelli al voto. C’è quello del monteventiano Maurizio Cecconi (Bologna Città Libera) e quello del democratico Sergio Lo Giudice, entrambi esponenti del movimento gay. Nel secondo caso il candidato “si gode il primo giorno post campagna elettorale”, ma attorno alle 12.30 linka anche il proprio messaggio agli elettori. Si limita invece ai ringraziamenti un altro democratico, il consigliere comunale uscente Francesco Critelli. “Ci siamo, è stata una campagna elettorale massacrante ma bellissima. Grazie a tutti, e’ stata un’emozione continua”. Il “vota Antonio” è ancora più intenso tra i candidati per i nove consigli di quartiere della città. “Oggi e domani, sulla scheda rosa per il Quartiere Saragozza, votate e fate votare Di Stasi per il centrosinistra”, scrive un esponente del centrosinistra in quel quartiere. “Per il quartiere Porto vota e fai votare Carmine Casella”, esclama un altro. Ma non ci sono solo i social network: la caccia all’ultimo voto corre anche via sms, che diversi esponenti politici dei due schieramenti stanno inviando in queste ore.

La mia cartolina elettorale

Bologna. Al Consiglio Comunale e al Quartiere Porto vota CECCONI – Guarda come

Come sostenermi

Per sostenermi fai così: pensa a come si scaricano le canzoni, da un utente a un altro utente. Tu sei uno dei passaggi che l’informazione deve compiere per raggiungere un altro elettore, dopo aver raggiunto te. Tutti i miei materiali elettorali (articoli, cartoline, istruzioni) devono viaggiare. Tu sei il loro messo alato. Sul tuo blog, sul tuo profilo su Facebook e/o Myspace, per email, condividi, diffondi ed esercita il tuo diritto di cittadino.

Questa è una lista delle azioni che puoi fare per sostenermi:

Pubblicare i miei articoli su Facebook (in fondo ad ogni articolo troverai un comodo tasto per farlo con un solo click).

Pubblicare il mio banner elettorale sul tuo sito/blog e mettere questo link
http://www.puta.it

Invitare i tuoi amici e le tue amiche residenti a Bologna a votarmi, inviando loro una mail con la mia cartolina elettorale e le istruzioni per il voto.

Parlare. Spiegare viso a viso alle persone con cui hai confidenza che non è il momento di affidarsi a chi per cinque anni ha governato la città, restringendo le libertà e facendo regalie economiche alla Curia. Spiegargli l’importanza di girare pagina. Spiegargli che un nostro combattivo consigliere vale 20 dei consiglieri del centro-sinistra. Spiegargli che non si possono accettare ulteriori compromessi al ribasso. E’ ora di alzare la testa. Che Maurizio Cecconi per Bologna Città Libera è il vero voto utile di cui ha bisogno la nostra comunità.

A pochi giorni dal voto, inviare degli sms per ricordare di votarmi. Ne bastano 6 a testa per creare una catena perfetta (“Sei gradi di separazione” ce l’ha insegnato. Ah! E’ una gran bel film, con uno strepitoso Will Smith. Se ti capita, guardalo). Ecco il testo di 150 caratteri: AL CONSIGLIO COMUNALE E AL QUARTIERE PORTO, METTI UNA CROCE SU BOLOGNA CITTA’ LIBERA E SCRIVI A FIANCO: CECCONI. INVIA SMS A 6 PERSONE. WWW.PUTA.IT

Formare dei mini-comitati elettorali di due/tre persone, con cui creativamente inventare nuovi modi per sostenermi e sostenere Bologna Città Libera, con iniziative online e offline.

E per contattarmi, non devi far altro che scrivere due righe a maurizio@puta.it

Come disse Madonna nell’indimenticabile concerto di Torino: “Siete calti?”. Risposta: “Sììììììììììììì”. Amici e amiche, apriamo le danze. Sono un osso duro. Assieme ce la faremo.

La mia cartolina elettorale

Come votarmi

Si voterà

sabato 6 giugno dalle 15 alle 22
e domenica 7 giugno dalle 7 alle 22

Per il Consiglio Comunale puoi esprimere una sola preferenza.
Fai una croce sul simbolo di Bologna Città Libera e a fianco scrivi CECCONI.
Il simbolo di Bologna Città Libera è il primo in alto a sinistra.

Per il Quartiere Porto puoi esprimere una sola preferenza.
Fai una croce sul simbolo di Bologna Città Libera e a fianco scrivi CECCONI.
Il simbolo di Bologna Città Libera è il primo in alto a sinistra.

linea separazione

Per votare occorre un documento di riconoscimento valido e la tessera elettorale distribuita a partire dal 2001: se l’hai smarrita, si è rovinata o non ti è stata consegnata o se hai cambiato indirizzo e non hai ricevuto il tagliando adesivo da apporre sulla tessera rivolgiti a:

Ufficio Elettorale
Via Don Minzoni n. 10/2 [vedi mappa]
Telefono 0512194222
ufficioelettorale@comune.bologna.it

Orario di apertura
Dal lunedì al venerdì ore 8:30 / 13:00
Martedì e giovedì anche 15:00 / 16:30.

Ultima settimana, da lunedì 1 giugno a venerdì 5 giugno
Dalle 9.00 alle 19.00 (festivi inclusi)
Sabato 6 giugno: dalle 8.00 alle 22.00
Domenica 7 giugno: dalle 7.00 alle 22.00

La mia cartolina elettorale

Bologna, divieto di manifestazioni. Il PD e il PDL bocciano la richiesta di ritiro

BOLOGNA. PIAZZE, PD (COL PDL) BOCCIA IL RITIRO DEL DIVIETO
MONTEVENTI E BCL PROTESTANO PER DIGOS IN COMMISSIONE

DIRE, Bologna, 2 Mar. – Per il democratico Sergio Lo Giudice, presidente della commissione Politiche sociali, l’ordinanza del Prefetto che vieta le piazze del centro nei week-end è “profondamente sbagliata”, perché “è l’applicazione di una norma liberticida e anti-costituzionale“. Eppure il PD di Palazzo D’Accursio ha bocciato questo pomeriggio, insieme al PdL, l’ordine del giorno di Bologna Città Libera per chiedere al numero uno di Piazza Roosevelt, Angelo Tranfaglia, il ritiro del provvedimento. Il partito di maggioranza in municipio è riuscito invece per il rotto della cuffia (9 sì contro 7 voti contrari della sinistra radicale e del PdL, con l’astensione dei due consiglieri SD, Milena e Gian Guido Naldi) a fare approvare un proprio documento, dove si punta l’indice solo verso il Governo Berlusconi, esprimendo “la propria ferma opposizione all’attacco ai valori costituzionali in corso”. Ma senza richieste di alcun tipo sull’applicazione delle misure a Bologna, che peraltro hanno ricevuto il via libera del sindaco Sergio Cofferati. E’ stato invece bocciato, appunto, il documento presentato dal candidato sindaco di Bologna Città Libera Valerio Monteventi, che ha ottenuto sei voti a favore (tutta la ex Altra sinistra più SD) e undici contro (PD più PdL). Nel testo si esprimeva anche “forte preoccupazione e contrarietà” per la presenza di agenti della Digos il 26 febbraio scorso alla discussione in commissione Affari generali. “Non si sa bene a quale titolo e da chi fossero stati chiamati”.

Libertà

Testamento biologico: Bologna Città Libera ne deposita 210 in Comune. Il vice-sindaco Paruolo (PD) apre alla possibilità di un ufficio che li raccolga

TESTAMENTO BIOLOGICO. “COMUNE BOLOGNA APRA UFFICIO AD HOC”
RICHIESTA DELLA LISTA BOLOGNA CITTA’ LIBERA,
CHE HA RACCOLTO 210 MODULI

DIRE, Bologna, 2 Mar. – Aprire un ufficio comunale a Palazzo d’Accursio che raccolga il testamento biologico dei bolognesi. E’ la richiesta di Valerio Monteventi, consigliere comunale e candidato sindaco della lista Bologna Città Libera, che questa mattina, insieme a Serafino D’Onofrio, ha presentato i risultati della serata di martedì, quando nel corso di un convegno in Cappella Farnese sul testamento biologico sono state raccolte 210 dichiarazioni di volontà. Il fascicolo è stato portato questa mattina al Protocollo generale del Comune, per essere consegnato al sindaco Sergio Cofferati. “Il nostro obiettivo – spiega Monteventi – è far aprire un ufficio comunale che abbia questo compito, dove i cittadini possono consegnare le proprie volontà”. A occuparsene dovrebbe essere il neo vice-sindaco Giuseppe Paruolo, assessore alla Sanità e alle Politiche sociali. “L’ex vice-sindaco Adriana Scaramuzzino – sottolinea Monteventi – si era già dimostrata disponibile”. E anche il sindaco di Monzuno Andrea Marchi (PD) si è detto disponibile ad accettare i cinque testamenti biologici dei cittadini del suo Comune che li hanno consegnati martedì sera in Cappella Farnese. L’impegno della lista Bologna Città Libera, annuncia dunque Monteventi, è di raccogliere le firme per una delibera popolare che istituisca l’ufficio comunale per i testamenti biologici, come è stato fatto a Roma. “Adesso non c’è tempo, perché siamo a fine mandato – spiega Monteventi – ma è l’impegno che ci prendiamo per l’inizio del prossimo mandato”. Dei 210 moduli raccolti martedì sera, 95 sono stati compilati da donne e 80 da uomini; a questi ne vanno aggiunti 35 di residenti in altri Comuni. Tra i politici bolognesi, il testamento biologico è stato compilato dai candidati sindaco Monteventi e Gianfranco Pasquino, dai consiglieri comunali D’Onofrio e Roberto Panzacchi, dai consiglieri provinciali Sergio Spina, Vania Zanotti e Sergio Caserta, da Monica Mischiatti dei Radicali, dal segretario provinciale dello SDI Franco Franchi, dall’ex segretario del PRC Tiziano Loreti e dalla ex deputata di SD Katia Zanotti.

www.fammiscegliere.com

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TESTAMENTO BIOLOGICO. BOLOGNA, PARUOLO APRE SU UFFICIO AD HOC
SU PROPOSTA MONTEVENTI “GIUSTO CHE SI ESPRIMA CONSIGLIO COMUNALE”

DIRE, Bologna, 2 Mar. – Giuseppe Paruolo, vice-sindaco del Comune di Bologna, non si sbilancia ma appare possibilista sulla creazione di un ufficio ad hoc che accolga i testamenti biologici dei cittadini bolognesi. Rispondendo alla richiesta giunta in mattinata da Valerio Monteventi, candidato sindaco della lista Bologna Città Libera, Paruolo afferma: “Credo che in questo caso sia giusto si esprima il Consiglio comunale”. Il vice-sindaco, che valuta “positive le sollecitazioni” che arrivano su questo tema, sottolinea che la Conferenza socio-sanitaria della Provincia di Bologna ha attivato un tavolo di lavoro per discutere della questione del testamento biologico. In ogni caso, ci tiene ad aggiungere Paruolo, “è giusto che sia il Parlamento ad esprimersi su questioni del genere: le azioni a livello locale sono sempre meno incisive. La discussione si può avviare in città se il Parlamento non dà indicazioni”.

Giuseppe Paruolo, vice-sindaco di Bologna e assessore alla sanità

Bologna, divieto di manifestazioni. Il PD assolve se stesso e il Prefetto

BOLOGNA. MANIFESTAZIONI, PD E MANCUSO “ASSOLVONO” PREFETTO
MONTEVENTI E CARELLA SI UNISCONO CONTRO GIRO DI VITE SULLE PIAZZE

DIRE, Bologna, 26 Feb. – Il PD di Bologna e l’assessore alla Sicurezza di Palazzo d’Accursio, Libero Mancuso, attaccano il Ministro degli Interni ma difendono il Prefetto Angelo Tranfaglia. Mentre la sinistra in Consiglio comunale incassa l’appoggio del capogruppo di Forza Italia, Daniele Carella, nel chiedere il ritiro dell’ordinanza prefettizia che limita gli orari e i luoghi delle manifestazioni sotto le Due Torri nei week-end. Anzi, Carella è uno dei più combattivi e chiede che il Consiglio acquisisca i verbali delle audizioni che il Prefetto ha fatto con le forze politiche e sociali. “Tutta la città è arrabbiata per questa ordinanza – afferma l’azzurro – voglio capire chi ha dato il suo consenso”.

E così Valerio Monteventi, consigliere comunale e candidato sindaco di Bologna Città Libera, che ha stilato un ordine del giorno per chiedere al Prefetto il ritiro dell’ordinanza, si trova l’appoggio di Carella anche se l’idea di un’alleanza con la destra proprio non va giù all’ex portavoce del Bologna Social Forum. Sia la sinistra sia il capogruppo FI, tra l’altro, scaricano gran parte delle responsabilità sul sindaco Sergio Cofferati, d’accordo con il Prefetto. E’ così è il PD che si oppone all’odg Monteventi, di cui si è discusso questa mattina in commissione Affari istituzionali del Comune. Anzi, i democratici dovrebbero presentare lunedì in Consiglio un loro documento insieme a Sinistra Democratica. La posizione del PD è chiara e ricalca quella della CGIL: la colpa è di Maroni che ha fatto una direttiva “incostituzionale”. Non si può additare il Prefetto di Bologna come responsabile, perché “è solo un esecutore”. Sulla stessa linea anche Mancuso. “Le indicazioni del ministro non hanno cittadinanza giuridica attacca Mancuso – sono l’esempio di una cultura contraria al diritto di manifestare il pensiero. Purtroppo non è una novità, siamo abituati a queste scorrerie da parte del Governo Berlusconi”. L’ordinanza del Prefetto, invece, sostiene l’assessore, “fa lo sforzo di far rientrare questi divieti nel perimetro della Costituzione. Ed è da apprezzare”. Dal canto suo, il capogruppo del PD Claudio Merighi chiede “alla sinistra di ragionare. Concordo sul fatto che bisogna fare un argine contro il Governo di centrodestra, ma voi questo argine lo volete far passare su Cofferati“. Da qui l’ennesima spaccatura con la Sinistra. Come sempre a metà strada SD, che con Gian Guido Naldi critica l’ordinanza del Prefetto (“Non ci convince”) e ne chiede una parziale modifica, ma indica nel ministro il principale responsabile della situazione. Monteventi però non si dà per vinto e ribadisce che i limiti alle manifestazioni nei week-end “è un’interpretazione tutta bolognese della direttiva Maroni”. E aggiunge: “L’ordinanza del Prefetto non fa differenze tra banchetti, presidi o cortei. Li mette tutti sullo stesso piano”. Con lui Serafino D’Onofrio del Cantiere (“Il Prefetto ha inasprito le pesanti disposizioni liberticide del ministro”) e Roberto Sconciaforni del PRC, che invita tutte le forze politiche e sociali a una “mobilitazione di massa contro la direttiva e l’ordinanza”. Sulle barricate, come detto, anche Carella. “E’ stata offesa la sensibilità millenaria di questa città – attacca l’azzurro – impedendo l’uso di Piazza Maggiore, che è la culla delle manifestazioni bolognesi. E’ una cosa che grida vendetta”.

Roberto Maroni e Sergio Cofferati

Bologna Città Libera, Valerio Monteventi: “Ritirare ordinanza anti-costituzionale e liberticida”. Il centro-sinistra concorda ma il sindaco Cofferati lo stoppa: “Utile e ragionevole”

MONTEVENTI, RITIRARE ORDINANZA ANTICOSTITUZIONALE E LIBERTICIDA
GIOVEDI’ COMMISSIONE SU DIVIETO MANIFESTAZIONI NEL WEEK-END

Adnkronos, Bologna, 23 Feb. – L’odg contro l’ordinanza del prefetto di Bologna che introduce il divieto manifestare il sabato e la domenica in alcune vie del centro della città, presentato oggi al consiglio comunale di Bologna, dal candidato sindaco di Bologna Città Libera Valerio Monteventi, sarà discusso giovedì prossimo in seno alla commissione Affari Istituzionali di Palazzo d’Accursio. Monteventi, che aveva chiesto la votazione immediata in aula, ha accettato la proposta avanzata dal capogruppo del PD, Claudio Merighi, che si è detto d’accordo sull’utilità di un confronto in merito al provvedimento concordato dal Comitato provinciale per l’ordine pubblico e la sicurezza. In particolare, Monteventi chiede al prefetto Angelo Tranfaglia di “ritirare l’ordinanza in quanto lesiva degli articoli 17 e 21 della Costituzione” e impegna il sindaco Sergio Cofferati a “richiedere una convocazione urgente del Comitato per l’ordine pubblico per rivedere il provvedimento relativo alle gravi limitazioni del diritto di manifestare nella nostra citta’”. Un’iniziativa come il giuramento di ieri di Dario Franceschini a Ferrara sulla Costituzione, a Bologna non si sarebbe potuta tenere” fa notare Monteventi presentando il documento in aula e domandando perché “Bologna deve essere la prima città ad applicare la direttiva Maroni” mettendo in campo un’ordinanza “gravissima, liberticida e che limita la democrazia”. Contro il provvedimento del prefetto sono intervenuti anche Gian Guido Naldi (SD) parlando di “svolta autoritaria” e Sergio Lo Giudice (PD) che ha parlato di “concreta limitazione della libertà di manifestare”. Dopo il confronto in commissione, l’odg tornerà in consiglio lunedì prossimo per il voto.

Elezioni amministrative a Bologna. Dove va Rifondazione?

Questa sera il Comitato Politico Federale del PRC dovrebbe decidere la sua linea per le prossime elezioni amministrative: correrà da solo o con il Partito Democratico?

Aprirà i giochi Tiziano Loreti, il segretario di Rifondazione, di cui si conoscono le posizioni dure rispetto al PD. I paletti indicati da Loreti per impostare il confronto con Delbono sono netti: lotta alla crisi economica e al precariato, ma anche finanziamenti solo alla scuola pubblica, no al passante, laicità come punto centrale. Poco proponibili, questi ultimi punti, al Partito Democratico. 250 firme di militanti e iscritti sono in calce ad un documento che condivide queste posizioni, più vicine alla linea della lista Bologna Città Libera.

A quattro mesi dalle elezioni, questa sera potrebbe esserci il chiarimento definitivo e per Loreti potrebbe consumarsi la rottura con esiti imprevedibili, compreso il suo abbandono da Rifondazione. Se il suo documento venisse sfiduciato, infatti, si andrebbe a congresso. Roberto Sconciaforni, capogruppo di Rifondazione in Consiglio comunale, non vuole fare previsioni su quello che accadrà stasera ma precisa che una linea il partita se l’era già data e contemplava di aprire il confronto in città con la sinistra e con il PD. | Fonte Radio Città del Capo

Una manifestazione di Rifondazione Comunista

La campagna
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