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Matrimoni gay, il Comitato nazionale “Sì, lo voglio!” sulle motivazioni della Corte Costituzionale

COMITATO NAZIONALE “SÌ, LO VOGLIO!”
16 APRILE 2010
COMUNICATO STAMPA

“CORTE IMPONE RICONOSCIMENTO GIURIDICO DELLE COPPIE OMOSESSUALI
MATRIMONI GAY SONO PIENAMENTE COSTITUZIONALI”

I portavoce del Comitato nazionale “Sì, lo voglio!” in merito
alle motivazioni della sentenza n. 138/2010 della Corte Costituzionale.

Abbiamo atteso un giorno dopo la pubblicazione, da parte della Corte Costituzionale, delle motivazioni della sentenza n.138/2010, che ha rigettato il ricorso presentato dalle coppie protagoniste della campagna di “Affermazione Civile”, volta ad ottenere l’accesso al matrimonio anche per le persone omosessuali.

Abbiamo atteso un giorno per aver modo di studiare le motivazioni redatte dalla Consulta e per poter ricevere la consulenza dei giuristi che ci hanno affiancato durante questo percorso.

Le motivazioni della sentenza contengono importanti aspetti positivi.

La Corte ha stabilito che la Costituzione Italiana impone il riconoscimento giuridico delle unioni omosessuali e che questo “necessariamente postula una disciplina di carattere generale”, attualmente assente. Dunque, la Corte individua nella legislazione ordinaria una lacuna. Tutti – forze politiche e Istituzioni – da oggi dovranno confrontarsi con la presenza di un vuoto legislativo illegittimo per la nostra Costituzione.

Queste le parole della Corte, che crediamo valgano come monito al Parlamento: “Per formazione sociale deve intendersi ogni forma di comunità, semplice o complessa, idonea a consentire e favorire il libero sviluppo della persona nella vita di relazione, nel contesto di una valorizzazione del modello pluralistico. In tale nozione è da annoverare anche l’unione omosessuale, intesa come stabile convivenza tra due persone dello stesso sesso, cui spetta il diritto fondamentale di vivere liberamente una condizione di coppia, ottenendone – nei tempi, nei modi e nei limiti stabiliti dalla legge – il riconoscimento giuridico con i connessi diritti e doveri”.

Il secondo aspetto positivo della sentenza è che la Corte reputa plausibile che il legislatore s’attardi – come l’esperienza purtroppo insegna – a riconoscere giuridicamente le coppie omosessuali e pertanto, in permanenza di tale, illegittimo, vuoto, la Consulta stessa si riserva di tutelare le unioni omosessuali ogni qual volta si presentino singole esigenze di tutela omogenee a quelle delle coppie eterosessuali sposate.

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No del Vaticano all’uso dei preservativi. Monteventi: “Spazzatura ideologica” – Bologna Città Libera

Bologna Città Libera
COMUNICATO STAMPA
21 Marzo 2009

NO DEL VATICANO ALL’USO DEI PRESERVATIVI.
MONTEVENTI: ” SPAZZATURA IDEOLOGICA.
E’ NECESSARIO UN MILIONE DI PRESERVATIVI GRATUITI
ALL’ANNO DA DISTRIBUIRE IN CITTA’ “

Valerio Monteventi, candidato sindaco di BCL,
sul no di Papa Benedetto XVI all’uso dei preservativi
espresso durante il viaggio in Africa e sulla richiesta
dei Radicali Italiani ai candidati sindaco di Bologna
di prendere posizione sulle dichiarazioni del Vaticano.

“Dal 1982 ad oggi, nel mondo sono morte 30 milioni di persone a causa del virus dell’AIDS. Solo in Italia ci sono 120.000 persone sieropositive e la metà di loro non sa di esserlo. Negare l’importanza del preservativo per arrestare la diffusione dell’AIDS – importanza riconosciuta anche dall’ultima Conferenza Mondiale sulla lotta all’AIDS tenutasi a Città del Messico nel 2008 – significa incentivare l’aumento dei casi conclamati di malattia. Oltre che spazzatura ideologica, quello del Vaticano è un comportamento criminale, che contraddice la sua sbandierata difesa della vita“, attacca Monteventi, in risposta alle dichiarazioni di Papa Benedetto XVI, che in Africa s’è espresso duramente contro l’uso del preservativo e contro la sua promozione quale strumento di difesa dalle MTS (Malattie a Trasmissione Sessuale).

“Gli amici Radicali hanno chiesto a tutti i candidati sindaco di Bologna di esprimersi sulla questione. Bologna Città Libera lo fa oggi e lo farà sempre senza remore o ipocrisie”, prosegue Monteventi, “tra i punti qualificanti del nostro programma di governo c’è la laicità delle istituzioni, che devono poter attuare politiche di prevenzione senza sottostare ai diktat culturali e politici delle gerarchie cattoliche. Ma non solo. Nei miei primi cento giorni da sindaco m’impegno personalmente nei confronti della cittadinanza ad avviare campagne di prevenzione dalle MTS, con opuscoli informativi e preservativi distribuiti gratuitamente, nelle scuole, nei posti di lavoro, nei luoghi della socialità. Bologna Città Libera propone la distribuzione di un milione* di preservativi gratuiti all’anno in città“.

“Infine ringrazio i Radicali per darci la possibilità di ribadire l’importanza della laicità e della prevenzione. Bologna Città Libera sostiene politicamente il sit-in promosso dai Radicali in Piazza Pio XII a Roma di Lunedì 23 Marzo, alle ore 17.00, insieme a molte associazioni laiche e gay e lesbiche, per protestare contro le dichiarazioni del Vaticano”.

* L’area metropolitana di Bologna conta 750.000 abitanti, tra residenti e non. Si calcola che il 73 % della popolaziona sia sessualmente attivo (secondo l’indagine sui paesi industrializzati condotta dalla Chicago University e pubblicata sul “New England Journal of Medicine”), ovvero 547.500 persone nell’area metropolitana bolognese. Un milione di preservativi corrisponde a 1,8 preservativi all’anno per ogni persona sessualmente attiva. Il numero di un milione andrà quindi realisticamente aumentato, dopo la prima sperimentazione di distribuzione gratuita.

Red Ribbon

Per la democrazia e contro la disinformazione – Bologna Città Libera rompe il divieto di manifestazione

“PER LA DEMOCRAZIA E CONTRO LA DISINFORMAZIONE
ROMPIAMO IL DIVIETO DI MANIFESTAZIONE
IMPOSTO DAL PREFETTO E DAL SINDACO”

Valerio Monteventi, candidato sindaco di Bologna Città Libera,
sul sit-in odierno in Piazza Maggiore contro il divieto di manifestazione

“Bologna Città Libera ha violato con un sit-in, oggi pomeriggio, la direttiva del Ministro dell’Interno Maroni (che lede l’articolo 17 della Costituzione sul diritto a manifestare) e l’ordinanza applicativa emanata dal prefetto Tranfaglia (che vieta le manifestazioni in centro a Bologna il sabato pomeriggio e la domenica). Questa ordinanza è stata varata d’intesa con le amministrazioni locali guidate dal Partito Democratico nell’ambito del Comitato provinciale per l’Ordine Pubblico. Si tratta di un’ordinanza “abnorme”, secondo giuristi e costituzionalisti, ma che è stata difesa dal PD con un odg approvato dal Consiglio Comunale in cui non si chiede il ritiro del provvedimento“, queste le parole di Valerio Monteventi, consigliere comunale e candidato sindaco di Bologna Città Libera.

Bologna Città Libera invita le cittadine e i cittadini a manifestare per la democrazia e contro la disinformazione e a partecipare ai prossimi sit-in che romperanno ancora il divieto di manifestazione.

In questi giorni la Doxa sta effettuando un sondaggio telefonico a Bologna sulle elezioni amministrative. Chiede a chi risponde se si conoscono i candidati a sindaco e per quale si voterebbe, ma ne “dimentica” due.

“La Doxa ha il dovere morale di rendere noto chi è il committente di questi sondaggi che creano confusione e che producono disinformazione”, chiede con forza Monteventi.

La diretta della manifestazione è stata diffusa dal sito www.bolognacittalibera.org e attraverso lo spazio Twitter www.twitter.com/bocittalibera che Bologna Città Libera, primo movimento politico a Bologna ad averlo fatto, apre oggi per l’occasione e che vuole essere un modo per permettere a chi non ha potuto esserci di aderire e partecipare idealmente a questa battaglia di democrazia.

La campagna
Maurizio Cecconi
Maurizio Cecconi
Coordinamento Laico Nazionale
Rete Laica Bologna
Comitato Articolo 33
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