Articoli marcati con tag ‘Comune di Bologna’
Bologna, finalmente attivo, sebbene depotenziato, il registro dei biotestamenti
Parto con questa bella notizia nello zaino: una battaglia che ho portato avanti da tre anni, arriva alla sua positiva conclusione.
Finalmente la nostra città avrà il suo registro dei testamenti biologici (Sì, lo so: il comunicato della Giunta dice che tutto nasce da un’iniziativa del Pd, sebbene non sia vero – ma sapete anche voi come son fatti questi partiti… si attribuiscono spesso dei meriti che hanno invece solo parzialmente e si “dimenticano” degli altri, di chi ha fatto il lavoro duro; non è simile alla proposta della Rete Laica, però nel frattempo è intervenuta quella pessima circolare della fascista Roccella a complicare le cose. Meglio questo di niente e avevamo atteso fin troppo. Ora c’è e cittadini potranno usarlo).
Ciò detto, queste son soddisfazioni!
[Qui il mio pezzo per Il Fatto Quotidiano].
Welfare Bologna, Zani: “Macché sussidiarietà, è opa ostile”
Non s’è fatta attendere la voce di Mauro Zani, il segretario dei Ds chiamato a risolvere il disastro della vittoria nel 1999 di Guazzaloca e da sempre politico molto acuto e stimato in città, sulla questione della sussidiarietà. Il dibattito è ufficialmente aperto, dopo l’omelia filo-cielle del cardinale Caffarra e i pronti “sì” ricevuti in risposta dal sindaco Virginio Merola, dal governatore Vasco Errani e dal segretario provinciale del Pd Raffaele Donini.
Zani intitola il suo ragionamento “Ideologie”, per esplicitare quanto la sussidiarietà sia figlia, politicamente, del liberismo. L’agenzia Dire l’ha ripreso e così sintetizzato:
COMUNE BOLOGNA. ZANI: MACCHE’ SUSSIDIARIETA’, E’ OPA OSTILE. “ANCHE QUESTA E’ IDEOLOGIA, E FA MOLTO COMODO ALLA CHIESA”
DIRE, Bologna, 13 ott. – “Si approfitta della difficoltà degli enti locali per lanciare una vera e propria Opa ostile al sistema pubblico sotto forma di sussidiarietà”. Va controcorrente Mauro Zani, ex segretario dei Ds di Bologna ed europarlamentare. Con un intervento apparso oggi sul suo blog, Zani ironizza sulla presa di posizione nei confronti dei “passatisti” da parte del segretario provinciale del Pd, Raffaele Donini (“Sembra reduce da una dieta a base di bistecche di leone”), e denuncia quella che a suo giudizio è a sua volta una “ideologia”, appunto quella della sussidiarietà. “Se si vuol andar oltre le ideologie – scrive – bisogna ammettere che in Italia, storicamente, quel tanto di sussidiarietà tra pubblico e privato che s’è introdotto nella gestione dei pubblici servizi è risultato soprattutto utile alla costruzione di veri e propri sistemi di potere. Privati naturalmente. E spesso d’ordine confessionale”. Comunione e Liberazione, “tanto per parlare di qualcosa di noto e conosciuto – annota ancora Zani – non potrebbe essere quella potenza anche economica che in effetti ancor oggi è senza quel continuo drenaggio di soldi pubblici di cui s’è dimostrata capace”.
C’è anche una citazione, nel post di Zani, per un esempio di società mista pubblico-privata che funziona, come Seribo, l’azienda che sforna le pappe per le scuole bolognesi. “Se in altri campi, magari non ancora esplorati, qualche privato può e vuole associarsi al pubblico fornendo oltre ad un servizio di qualità concordata anche un utile di gestione al Comune ben venga. Se invece, com’è spesso accaduto in questi anni sull’onda del “privato è bello”, ci si vuol appropriare di funzioni pubbliche per meri ed esclusivi scopi di profitto privato, allora rientriamo nel campo della sussidiarietà ideologica e malandrina del San Raffaele”. Ma questo, conclude Zani, “solo per chiarire che in verità l’ideologia della sussidiarietà viene usata dalla destra (e molto spesso dalla Chiesa) come un grimaldello politico per aprire la cassa pubblica ai privati e non per supplire generosamente alle indubbie difficoltà e/o carenze del sistema pubblico”.
Sull’argomento segnalo anche il comunicato stampa del Circolo UAAR di Bologna e il mio articolo di approfondimento su Il Fatto Quotidiano online.
Invettiva contro i giornalisti che criticano Ronchi

Voi giornalisti conservatori di destra e ancor più di sinistra, voi non capite il suo “genius loci”. Ronchi è dadaista, gioca coi mass-media (da pronunciare con la “s” strascicata di sócc’mel), distrugge le convenzioni, si prende gioco dei luoghi comuni e delle deontologie professionali ammuffite. Lui è cool, voi siete out. Lui è il contemporaneo, voi siete vintage. Lui sa, voi ignorate. Lui può, voi seguite. Ci vuole umiltà, ragazze e ragazzi, tanta umiltà, ma alla fine il Grande Disegno del Grande Assessore vi sarà chiaro: tagliare confondendo le acque con tanto rumore di fondo.
Un laico “antipasto” a Radio Città Fujiko
“L’antipasto”, trasmissione di approfondimento di Radio Città Fujiko, mi ha intervistato e ha reso disponibile il file audio.
S’è parlato di Europride Roma 2011, dell’omofobia e di come contrastarla, del referendum sui finanziamenti del Comune di Bologna alle scuole private cattoliche, del registro dei testamenti biologici.
Buon ascolto!
Scuola bene comune. Tre interventi
Dopo l’annunciato referendum consultivo sui finanziamenti comunali alle scuole private paritarie, è cominciato un dibattito in città.
Ho partecipato a una trasmissione di approfondimento di Città del Capo – Radio Metropolitana. E’ intervenuto anche Rossano Rossi, presidente della FISM, la federazione delle scuole materne private cattoliche, convenzionate col Comune di Bologna. Molto interessante le opinioni dei genitori, raccolte davanti a delle scuole pubbliche e a delle scuole private.
Anche Radio Città Fujiko ha dedicato spazio alla notizia, ecco l’audio.
Infine, a nome della Rete Laica Bologna, sono intervenuto al convegno organizzato dalla Federazione della Sinistra, con una relazione dal titolo “Scuole bene comune”.
Bologna, presentato referendum sui finanziamenti comunali alle scuole private paritarie
Il Comitato Articolo 33 – di cui la Rete Laica Bologna è co-promotrice – ha presentato un quesito referendario, per chiedere ai cittadini di Bologna se preferiscono che tutti soldi dell’Amministrazione vadano alle scuole pubbliche o se parte di essi debba andare anche alle scuole private.
A me hanno affibbiato “la pesca” di fare il portavoce.
Chiedo a tutti i lettori di questo blog, agli amici e alle amiche, ai e alle simpatizzanti della laicità delle Istituzioni, di aiutarci a promuovere questa iniziativa, tanto importante quanto impegnativa.
Il Comitato Articolo 33 ha aperto un sito dove saranno pubblicati tutti i materiali e le notizie relative al referendum. E’ stata aperta anche una pagina Facebook e un account Twitter: iscrivetevi!
Infine, ecco il primo manifesto [jpg | 2 MB] della campagna referendaria. Noi lo troviamo bellissimo. Voi?
Napoli e Bologna nel segno della continuità
Domenica 23 gennaio 2011 si sono tenute le tanto temute (da Bersani e da D’Alema) primarie del centrosinistra, a Napoli e Bologna.
Nel capoluogo partenopeo ha vinto Andrea Cozzolino, delfino di Antonio Bassolino. Non sono mancate le accuse di brogli e di compravendita di voti. Il sistema di potere, avente quale epicentro uno dei maggiori responsabili del disastro dei rifiuti in Campania, resta in piedi. Fino alla prossima sconfitta elettorale: la Regione e la Provincia già perse, resta il Comune, ultimo “bantustan”.
Nel capoluogo emiliano ha vinto Virginio Merola, già assessore della Giunta Cofferati. Merola è stato il più fidato dei suoi assessori e, a detta di tanti osservatori attenti, l’Amministrazione cittadina targata Cofferati è stata la peggiore di sempre (esclusa la parentesi di Guazzaloca, quando governava il centrodestra).
Entrambi sono candidati espressi dal Partito Democratico. Buona l’affluenza alle urne, che ha segnato un netto miglioramento rispetto alle primarie precedenti.
Faccio a Merola i miei personali auguri di vincere le secondarie, pur consapevole di due condizioni date.
La prima: la sua onestà lo salverà dagli errori fatali commessi da Flavio Delbono.
La seconda: Bologna avrebbe bisogno di interventi urgenti e migliorativi, ovvero non giocati “in difesa”, nei campi della mobilità sostenibile, della riconversione ecologica delle industrie in crisi, della scuola pubblica, dei servizi sociali e alla persona, dell’innovazione tecnologica. Impossibile attuarli quando si è espressione dello status quo.
Con qualche operazione gattopardesca si proverà a salvare la faccia di fronte a un elettorato, anche a sinistra, sempre più disincantato e disaffezionato e che è pronto a scappare dalle stalle, attirato dalla sirena anti-sistema e anti-collateralismo ai poteri forti suonata da Beppe Grillo.
Infine, l’astensionismo non diminuirà.
Per la cittadinanza onoraria della città di Bologna a Beppino Englaro
Nel documento presentato leggiamo che
In questi anni Beppino Englaro è divenuto un simbolo, forse suo malgrado. Il simbolo migliore di un Paese che fatica a ritrovare il senso dello stato di diritto; il simbolo chiaro di un Paese che soffre eppure non si arrende; il simbolo dell’Italia che crede alla laicità, alla libertà, all’autodeterminazione degli individui. Beppino Englaro è divenuto il simbolo di un Paese che crede al rispetto e che disprezza l’arroganza dei potenti sui deboli, sugli ultimi, sui semplici cittadini. [...] Proponiamo la cittadinanza onoraria a Beppino Englaro perché, attraverso questo atto prestigioso, si possa sostenere con maggior forza l’articolo 32 della Costituzione, laddove i padri e le madri costituenti hanno voluto scrivere inequivocabilmente che “la legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”.
Durante l’incontro organizzato in città con Beppino Englaro per discutere di testamento biologico, la proposta è stata resa pubblica. Di seguito il servizio del TG3 Emilia-Romagna e di Radio Città Fujiko, che ringrazio.
La prima e l’ultima volta
L’edizione è corredata da tre saggi, a firma di Luigi Pedrazzi, di Paolo Pombeni e di Luigi Giorgi.
L’introduzione al “Libro bianco” contiene due concetti di fondamentale importanza. Questo è il primo:
“E’ la prima volta che una campagna elettorale non è soltanto un’occasione di propaganda, ma diventa ragione di un complesso di analisi e di studi condotti con rigore, si tramuta cioè in un atto, a un tempo, di conoscenza scientifica e di magistero, rivolto a centinaia di cittadini”.
Aggiungo che è stata anche l’ultima volta in cui ciò è successo.
Nemmeno un euro
Leggendolo scoprirete come al disinvestimento sulla scuola pubblica corrisponda un vertiginoso trasferimento di finanziamenti sulla scuola privata.
In altre parole, finanziare le scuole private paritarie contribuisce, quanto i tagli delle “riforme” Gelmini, alla distruzione di un diritto costituzionale.
Per queste ragioni, Rete Laica Bologna chiede che nemmeno un euro vada alle scuole private paritarie (leggasi cattoliche) e che s’apra una nuova stagione d’investimenti nella scuola pubblica da parte del Comune di Bologna.
[Vedi articolo su Città del Capo - Radio Metropolitana]
[Intervista a Radio Bruno]






