Articoli marcati con tag ‘Commissione Pari Opportunità’
L’arca di Noè affonda sul monte Ararat
Scaricata dal centro-sinistra – grazie alla mobilitazione delle donne, delle persone lgbt e dei laici – Silvia Noè (Udc) affonda sul monte Ararat, a un passo dalla Presidenza della Commissione regionale per Pari Opportunità.
Al suo posto è stata eletta la consigliera Roberta Mori (Pd), a cui auguriamo buon lavoro.
[Scarica la rassegna stampa del 26 Luglio 2011]
[Scarica la rassegna stampa del 27 Luglio 2011]
[Il mio pezzo per Il Fatto Quotidiano online]
Sinistra e gay contro la cognata di Casini
Corriere della Sera, lunedì 25 luglio 2011
Loro ne fanno una battaglia in difesa delle libertà civili. Lei, l’”avversaria”, si appella alle regole della democrazia. In mezzo ci sono le pari opportunità nella regione Emilia Romagna. E una presidenza, ancora da assegnare, che fa già discutere.
Sinistra e libertà, Italia dei valori, Federazione della Sinistra, movimenti in difesa dei diritti degli omosessuali: tutti contro il consigliere udc Silvia Noè, candidata a ricoprire il ruolo di presidente della commissione Pari opportunità della Regione. Creando più di un grattacapo al governatore Vasco Errani, uno dei maggiori sponsor della Noè.
I primi malumori nella giunta sono arrivati già venerdì. Secondo dipietristi e vendoliani con la nomina della Noè verrebbe meno il carattere “laico” della commissione. E non nascondono il fastidio su un presunto accordo tra Pd e Udc che avrebbe portato alla candidatura centrista. La Noè è una democristiana di ferro e moglie di Federico Casini, il fratello del più famoso Pier Ferdinando. Sinistra e associazioni Lgbt la ritengono inadatta a ricoprire quel ruolo proprio per il suo retaggio.
Oggi, davanti al Palazzo della Regione, ci sarà pure un presidio dei movimenti gay con tanto di padelle e mestoli da far sbattere “per protestare contro l’avvento di un moderno Medioevo”. “Chiediamo una presidenza rispettosa del diritto di autodeterminazione di ogni donna o uomo”, dicono. “Non vogliamo una persona contraria all’aborto e all’esercizio delle libertà individuali”.
“Obiezioni infondate”, taglia corto la Noè. “Il ruolo del presidente di commissione è quello di garantire il rispetto delle regole di lavoro, non di decidere i temi”. Secondo la centrista l’obiettivo dei contestatori sarebbe un altro. “Mi attaccano per la mia formazione cristiana e per questo vogliono zittirmi. Ma io non mi farò chiudere la bocca: siamo in una democrazia”. “Il presidente è una persona seria e sarà garante delle regole della Regione”, dice la Noè. “Le sinistre non possono stravolgere questo principio”. Anche perché, se Errani dovesse cedere, “potrebbero esserci ripercussioni anche a livello nazionale”.
Pari opportunità, Noè: “Se non mi eleggono, conseguenze a livello nazionale”
Silvia Noè, oggi sul Corriere, dichiara che se non sarà eletta alla Presidenza della Commissione Pari Opportunità “potrebbero esserci ripercussioni anche a livello nazionale”.
Con questa frase certifica ciò che era evidente a tutt*: la sua elezione sarebbe il frutto di un accordo tra il Pd e l’Udc.
Regione, la sinistra contro l’asse Pd-Udc
Sel e Idv bocciano la nomina della casiniana Noè alle Pari opportunità. L’irritazione di Errani
Silvia Bignami, Repubblica Bologna, domenica 24 luglio 2011
Vendoliani e dipietristi sbarrano la strada alla cattolica Silvia Noè verso la presidenza della commissione Pari opportunità in Regione. Sulla capogruppo Udc è arrivato il veto pesante di Italia dei Valori, Federazione della Sinistra e Sel-Verdi. Nettissimo anche il no delle associazioni Lgbt, pronte domani a fare un presidio con mestoli e padelle davanti all’assemblea legislativa in viale Aldo Moro: “Quella non è una presidenza di garanzia. Vogliamo una presidenza rispettosa del diritto di autodeterminazione di ogni donna o uomo”.
Lo scontro in maggioranza è scoppiato durante la riunione dei capigruppo convocata venerdì dal presidente Vasco Errani, a cui non erano sfuggiti i malumori di una parte consistente della sua coalizione sul nome della Noè, che sarebbe frutto di un accordo diretto dei Democratici con l’Udc di Pierferdinando Casini. Al vertice la dipietrista Liana Barbati, il vendoliano Gian Guido Naldi e il capogruppo Prc Roberto Sconciaforni hanno mostrato pollice verso: la prossima settimana, quando in consiglio regionale dovrà eleggere il presidente della neonata commissione Pari Opportunità, non voteranno Noè. Un irrigidimento che certo non è piaciuto a Errani, impegnato in queste ore nella mediazione. La sinistra punta il dito contro il carattere laico della commissione: incompatibile con la Noè, esponente centrista e cattolica. “La candidatura della Noè è stata presentata dal Pd – spiega Gian Guido Naldi, Sel – con la giustificazione che si tratta di una commissione che può essere affidata alla minoranza. In realtà però quello delle Pari opportunità è un tema politico, e noi riteniamo che quella presidenza debba essere assegnata alla maggioranza”. Non solo. Le argomentazione del fronte del “no” alla Noè si sono concentrate anche sul fatto che la casiniana è capogruppo di se stessa a viale Aldo Moro. “È inusuale che a chi è già capogruppo di se stesso venga assegnata una commissione” spiega Naldi.
L’opposizione alla Noè è stata netta: c’è addirittura chi minaccia di disertare le sedute della commissione se alla fine dovesse farcela. Il no di sinistra e Idv farà sicuramente la differenza in aula: in tutto si tratta infatti di otto voti, mentre il pd ne ha 24 a disposizione. Per eleggere il presidente di una commissione ne occorrono 40 nelle prime due votazioni e 26 nella terza. Il Pd, insomma, da solo non ce la farebbe neanche all’ultima votazione col quorum più basso. Sempre che il centrodestra non venga in soccorso, ma è da vedere se i Democratici vorranno giocarsi questa carta. Dunque, da qui alla prossima settimana si cercherà di ricompattare la maggioranza. Per ora sembra non sia previsto un piano b. Al voto si potrebbe arrivare già domani, quando davanti alla sede della regione protesteranno le associazioni Lgbt.
L’unica famiglia che difende Casini
La sua e quella di sua cognata.
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COMMISSIONE PARITA’: MESTOLO E PADELLA, PROTESTA CONTRO NOE’ NOVE ASSOCIAZIONI ANCHE LGBT CHIEDONO PRESIDENZA LAICA.
BOLOGNA, 23 LUGLIO, ANSA – Nove associazioni laiche e Lgbt annunciano per lunedì pomeriggio un presidio davanti all’Assemblea legislativa, per protestare rumorosamente (“con una padella e un mestolo”) contro l’ipotesi di Silvia Noé (Udc) alla presidenza della neonata commissione regionale “per la piena parità tra donne e uomini”. Per chiedere invece “una Presidenza laica” e per dire “no agli scambi sui diritti delle donne e degli uomini”, chiamano all’appuntamento per le ore 17.30 le associazioni 3D (Democratici per pari Diritti e Dignità di lesbiche, gay, bisessuali e trans), Agedo Bologna, Arcigay Il Cassero, Arcilesbica Bologna, Collettivo Antagonismogay, Famiglie Arcobaleno, Laboratorio Smaschieramenti, Movimento Identità Transessuale (Mit), Rete Laica Bologna e la Tavola delle donne sulla violenza e sulla sicurezza in città.
[Il comunicato stampa delle associazioni]
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L’Italia di Silvia Noè al 74° posto della classifica mondiale sulle pari opportunità
Apprendiamo che “l’Islanda si classifica al primo posto nel mondo in materia di parità tra i sessi. La conferma arriva dalla speciale classifica stilata dal WEF sulle prestazioni in 134 Paesi del mondo. L’isola nord-europea è seguita nella classifica da tre altri Paesi nordici: Norvegia, Finlandia e Svezia. Per quanto concerne l’Italia, il Belpaese si colloca nella metà bassa della classifica mondiale, scendendo dal 72esimo al 74esimo posto”.
Dunque siamo scesi di due punti.
Non pare un caso che al primo posto ci sia quella minuscola e fredda isola dell’Europa, l’Islanda, la cui premier è donna, lesbica e sposata con la sua compagna, mentre da noi, in Italia e in particolare in Emilia-Romagna, per combattere le disparità di genere tra uomini e donne, si vorrebbe alla guida della Commissione Pari Opportunità regionale la cognata di Casini, Silvia Noè.
L’esponente dell’UDC è attenta a difendere la famiglia (la sua), fondata sul matrimonio eterosessuale, a condannare le donne che si avvalgono dell’interruzione di gravidanza e a stigmatizzare la laicista “cultura di morte” che si nasconde dietro il testamento biologico.
Se il centrosinistra continua a farci del male, l’anno prossimo saremo all’80° posto della classifica.
Rete Laica Bologna live a Radio Città Fujiko
Live dalla Festa dell’Unità di Bologna.
Link video.
Abbiamo parlato del rifiuto di Maurizio Cevenini a celebrare dei simbolici matrimoni gay, dei finanziamenti alle scuole private cattoliche, del futuro di Bologna, dell’anniversario del XX settembre, delle pari opportunità e della candidatura di Silvia Noè.
Emilia-Romagna, clericale dell’UDC verso la presidenza della Commissione Pari Opportunità. Una petizione per dire NO
Se condividete le intenzioni e il testo dell’appello, firmate e diffondete.
I clericali non vanno mai in ferie. Nemmeno noi.
Emilia-Romagna, una clericale verso la presidenza della Commissione Pari Opportunità
E che poltrona! Importante per i diritti delle donne e delle persone lgbt, tematiche su cui, è noto ai più, il partito di Casini può vantare posizioni avanguardistiche in tema di diritti civili.
La Rete Laica Bologna ha ricapitolato con un comunicato stampa le posizioni in materia di Noè: è contraria al rinoscimento dell’omogenitorialità e delle coppie omosessuali, è contraria all’aborto e sulla pillola RU486 ha una posizione diametralmente opposta a quella della Regione, ha definito il Bologna Pride una manifestazione “di depravazione e di degrado”, è contraria al testamento biologico. I laici emiliani ne traggono dunque le dovute conseguenze:
Se diventerà presidente della Commissione Pari Opportunità, tanto vale che la Banda Bassotti venga nominata al Bilancio. Con questa ipotesi di alleanza/desistenza con l’UDC, si prospettano tempi ancor più bui, nella nostra regione, per la laicità.
Recentemente la Noè andata a protestare contro uno spettacolo teatrale, come ci ha mirabilmente raccontato Vincenzo Branà, perché conteneva una scena in cui Gesù dava un bacio a una donna devota. In quell’occasione, la barricadera Noè, dimentica della libertà d’espressione (anche artistica) sancita dalla nostra Costituzione, con slancio da crociata dichiarava: “Perchè non prendono di mira Allah?”. E infatti pochi giorni dopo, di mira Allah l’hanno preso, dando fuoco al Centro di Cultura Islamica. Certamente non è stata la prodigiosa Noè e altrettanto certamente le sue parole denotano un razzismo e un’intolleranza religiosa degna del più oscuro medioevo, che alimentano la paura e istigano ad azioni violente.
Katia Zanotti, da anni protagonista del movimento delle donne in città e presidente dell’Associazione per la Sinistra, saputa la notizia della candidatura della casiniana, ha preso carta e penna e ha scritto una lettera alla redazione di Repubblica.
Nessuno scambio politico sulle libertà delle donne, sui diritti delle persone omosessuali, sulle libere scelte procreative è tollerabile in questa regione, per la storia importante di emancipazione, di liberazione, di difesa intransigente della laicità delle tante donne dell’Emilia Romagna. Le posizioni al riguado di Silvia Noè sono note e sono inconciliabili con questa storia. Le prove di alleanze allargate del PD, se in tale contesto dovesse stare l’indicazione di una esponente dell’UDC alla Commissione Pari Opportunità, sarebbero l’ennesima esibizione di un tatticismo del Partito Democratico emiliano e bolognese che risponde al vuoto evidentissimo di politica di questo Partito.
Da segnalare l’analisi di Fausto Anderlini, sociologo, vicino al PD, che lancia un allarme: con questa mossa (e altre simili) i voti del partito diminuiranno significativamente.
L’offerta alla Noè Silvia, la nota pulzella casiniana, delle “Pari Opportunità” regionali, con il nobile intento di allargare al centro il perimetro del centrosinistra, sembra essere una di quelle mosse che più controverse non si potrebbe. Un’Alea che rischia di lasciare al di qua del Rubicone una parte delle truppe. Come non bastassero quelle già disperse, ammuntinate, contumaci o disertate. Prendi un voto (forse) ne perdi due (sicuri).
I “laici” del PD sono “non pervenuti”: quando c’è da prendere una posizione diversa dagli ordini di scuderia, come per magia si fan di nebbia e aspettano che passi la burrasca. Che dire? Grazie mille, molto utili.
Franco Grillini, provocatoriamente attaccato da Noè per la sua strenua difesa dei diritti civili, replica serafico che “non sarà mai eletta coi voti dell’Italia dei Valori” e che quella poltrona dovrebbe essere occupata da una “donna laica, libertaria, di sinistra”.
Concordo in pieno con l’amico Franco.




