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Articoli marcati con tag ‘Comitato per i diritti civili delle prostitute’

“Difendi la tua lucciola di quartiere”. In piazza contro il ministro Carfagna – Rassegna stampa e foto

“Difendi la tua lucciola di quartiere”
In piazza contro il ministro Carfagna.
La Repubblica, 14.12.2008

A Roma manifestazione contro il ddl
sulla prostituzione della ministra Carfagna

RaiNews24, 13.12.2008

SexWorkers: prostitute, suore, operatori sociali
tutti in piazza contro il ddl Carfagna

L’Unità, 14.12.2008

Trans e prostitute: “Anche noi in crisi”
In piazza a Roma contro le leggi più restrittive
La Stampa, 14.12.2008

Prostituzione: ombrelli rossi contro il ddl Carfagna
Praitano cita S.Paolo: “Il peccato è l’ipocrisia”
Omoios, 15.12.2008

Foto su La Repubblica e su Facebook

Una foto della manifestazione "Adeschiamo diritti"

Adeschiamo diritti – Roma, 13 dicembre 2008

QueerEvolution e Sexyshock t’invitano a “Noi le gonne non le allunghiamo”

QueerEvolution e Sexyshock ti invitano a

NOI LE GONNE NON LE ALLUNGHIAMO
Aperitivo con l’ombrello (rosso)
in vista della manifestazione delle e dei sex workers
Adeschiamo diritti Sabato 13 Dicembre, Roma

Giovedì 11 Dicembre, H 19.00
XM24, Via Fioravanti 24 – Bologna

Noi le gonne non le allunghiamo - Powered by SexyShock

Adeschiamo diritti – Manifestazione nazionale contro il DDL Carfagna sulla prostituzione – Roma, sabato 13 dicembre

ADESCHIAMO DIRITTI
SABATO 13 DICEMBRE, ROMA
[invia la tua adesione]

Dalla presentazione del Disegno di Legge Carfagna sulla prostituzione e con le ordinanze di tanti Sindaci in Italia si è creato un pericoloso clima di intolleranza verso tutte le persone che si prostituiscono. Insieme al ddl si sono avviate campagne politico-mediatiche per alimentare l’allarme sociale e la paura dei cittadini. Sulle persone socialmente “deboli” (della cui sicurezza non ci si preoccupa), si vuole oggi indirizzare l’insicurezza e la paura della gente facendole diventare il capro espiatorio su cui sfogare le frustrazioni di un Paese che sta impoverendo in tutti i sensi. La “sicurezza” sta diventando l’abbaglio e il pretesto per escludere e discriminare i più “deboli”, i “diversi” e gli “stranieri”, nei confronti dei quali sono aumentate aggressioni, violenze, discriminazioni che si fanno passare come normali, endemici e scontati atti di violenza metropolitana, sottacendone l’origine razzista, sessista, omo-transfobica.

Sulla paura e sull’insicurezza si sono costruite campagne che non risolvono ma ingigantiscono i problemi, dei quali si continua a non considerare le cause cercando semplicemente di eliminare gli effetti per mezzo della ricetta più semplice, quella di nascondere. Esattamente quello che si sta tentando di fare con la prostituzione: renderla invisibile. Ma in questo modo non si tutelano i diritti di nessuno. In questo modo si riducono i diritti di tutti:

  • il ddl Carfagna sulla prostituzione non tiene assolutamente in considerazione l’esperienza di tutte quelle persone (trans, donne, uomini) che hanno scelto liberamente di vendere prestazioni sessuali, né risponde ai bisogni delle persone che esercitano la prostituzione per vivere o sopravvivere. Le emargina soltanto, senza neppure offrire una alternativa;
  • inoltre, contrariamente a quanto afferma il Governo, il ddl aggrava la condizione di chi è sfruttato ed è vittima della tratta di esseri umani, fenomeno molto frequente, che riguarda moltissime persone straniere che si prostituiscono in strada, spingendo le persone nel sommerso di appartamenti e locali, rendendole irraggiungibili e completamente sotto il controllo degli sfruttatori;
  • infine, il disegno di legge non renderà i cittadini più sicuri, poiché la sicurezza si costruisce innanzitutto creando condizioni di benessere diffuso, di convivenza pacifica, di rispetto, di pari opportunità, di diritti per tutti e non spingendo al chiuso e nei ghetti fenomeni sociali e persone che fanno parte della nostra società.

Questo DDL attacca i principi di libertà garantiti dalla Costituzione, priva di diritti le persone che esercitano la prostituzione, minaccia seriamente la loro salute e la loro sicurezza, non tutela l’incolumità delle vittime di sfruttamento, non permette di portare avanti i servizi che da anni operano attività di riduzione del danno e di prevenzione sanitaria che da sempre garantiscono il diritto alla salute dell’intera comunità (contatto, informazione, sensibilizzazione ed accompagnamento che svolgono gli operatori sociali direttamente in strada con le persone che si prostituiscono). Questo DDL rischia inoltre di depotenziare il sistema di tutela e assistenza delle vittime di grave sfruttamento e tratta di persone, che pure rappresenta un punto di eccellenza dell’Italia nel panorama internazionale: le vittime non avranno più accesso ai programmi di aiuto poiché non potranno essere più contattate dalle unità di strada, ed anche per le forze dell’ordine il contatto sarà più difficile.

Ci opponiamo al DDL perché crediamo che le persone debbano essere:

  • Libere dalla violenza, a cui vuole condannarle il DDL Carfagna costringendo le persone ad esercitare la prostituzione al chiuso, dove è più difficile difendersi dalla violenza e dove aumenta la precarietà. Il DDL non considera il fatto che chi si prostituisce non commette reati contro terzi ma spesso li subisce (violenze, stupri, rapine, sfruttamento, riduzione in schiavitù); non considera inoltre che violenza, sfruttamento, riduzione in schiavitù già sono presenti in una parte della prostituzione al chiuso esercitata negli appartamenti o tramite i locali notturni. Il DDL inoltre, in evidente violazione degli obblighi costituzionali ed internazionali assunti dallo Stato italiano relativamente alla protezione dei minori, prevede il rimpatrio forzato delle persone minorenni non italiane che si prostituiscono, costringendole a tornare nei luoghi dai quali sono fuggite. Questo significa molto spesso immettere una seconda volta le vittime nel circuito dello sfruttamento e in una condizione di vulnerabilità ancora maggiore.
  • Libere di poter accedere e di usufruire di servizi e opportunità, mentre invece il DDL Carfagna – con il suo estremismo securitario e la sua impostazione esclusivamente repressiva – toglie ogni prospettiva futura per chiunque voglia abbandonare la prostituzione. Le persone trafficate vedranno ridotte drasticamente le loro possibilità di accedere ai programmi di assistenza e protezione sociale in quanto sempre più irraggiungibili dagli operatori sociali ma anche dalle forze dell’ordine, che verranno viste come nemiche anziché come un punto di riferimento. A chi esercita la prostituzione per mancanza di alternative e a causa della discriminazione (si pensi alle transessuali), non viene offerta alcuna alternativa, nessuna misura di supporto all’inclusione sociale e all’inserimento lavorativo.
  • Libere di scegliere, mentre il DDL Carfagna non tiene in considerazione il fatto che la prostituzione possa essere una scelta, né garantisce aiuto alle vittime di tratta e sfruttamento, né offre alternative a chi vorrebbe abbandonare l’attività prostitutiva ma ha bisogno di un sostegno.
  • Libere dal pregiudizio, mentre il DDL, criminalizzando la prostituzione, aumenta lo stigma e il pregiudizio verso chi la pratica, esponendo le persone a violenze, persecuzioni, discriminazioni e maggior emarginazione.
  • Libere di agire, mentre il DDL, per salvaguardare il “pubblico pudore”, impone norme di comportamento a tutte e tutti. In questo modo si limita la libertà, l’autodeterminazione e si ledono i diritti.
Elenco dei promotori

ARCI
ASGI
Associazione Cantieri Sociali
Associazione Giraffa
Associazione Libellula
Associazione NAGA
Associazione On the Road
Associazione radicale Certi Diritti
CNCA – Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza
Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute
Consorzio di cooperative sociali “GESCO Campania”
Coooperativa Sociale Dedalus
Coordinamento nazionale transgender Sylvia Rivera
Gruppo Abele
La strega da bruciare
M.I.T. – Movimento di Identità Transessuale
PIAM onlus
Provincia di Pisa
Rivista Carta
Ufficio Pastorale Migranti Piemonte

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SexyShock presenta: Una delle tante

Venerdì 21 novembre, H 20.00
Betty&Books
Via Rialto 23/A

UNA DELLE TANTE
Recital teatrale tratto dal libro
Cara Senatrice Merlin. Lettere dalle case chiuse

Recital per voce narrante, arpa elettrica e video.
Voce narrante: Nicole De Leo
Arpista: Duccio Lombardo
Video e Regia: Luki Massa

Una serata per inaugurare la campagna Anche io sono una puttana, che c’accompagnerà in questi mesi caldi verso le manifestazioni a Roma del 22 novembre – contro la violenza maschile sulle donne – e il 13 dicembre per i diritti delle e dei sex workers, insieme al Comitato dei Diritti Civili delle Prostitute, al M.I.T. e a tante altre realtà. La campagna è a sostegno delle lavoratrici e dei lavoratori del sesso, contro il DDL Carfagna che andrà a modificare l’attuale legge Merlin, introducendo il reato di esercizio della prostituzione in strada e in generale in “luogo pubblico”. Il simbolo delle lotte dei e delle sexworkers è un ombrello rosso per proteggersi dagli attacchi che provengono dal cielo e dalla terra. Ci riguarda tutte! Alleati! Se l’ombrello ti sembra eccessivo… porta con te scarpa, rossetto o calzetto, purché sian rossi! Maggiori informazioni e materiale della campagna sul nostro blog. Durante la serata sarà in vendita il libro Cara senatrice Merlin. Lettere dalle case chiuse.

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Maurizio Cecconi
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