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Dal nostro giurato a Sanremo

Il marziano
DAL NOSTRO GIURATO A SANREMO
Di Serafino D’Onofrio
Il Resto del Carlino 19 febbraio 2010

“Ma quando arriva il commissario Coliandro?”, si chiedevano le impiegate del Comune. Aspettavano un giovane belloccio ed è arrivata una donna. Bologna è imbavagliata dalla burocrazia. La signora scelta da Maroni è prefetto, si chiama Cancellieri, è nominata commissario e farà il sindaco. Boh! Ma, in questi giorni cupi per la città, Bologna Città Libera dimostra di essere anche forza di governo. Uno dei nostri è stato nominato giurato del Festival di Sanremo. Si chiama Tomas. E’ istriano ma vive a Bologna, a casa del fidanzato Maurizio Cecconi, coordinatore della Rete Laica. Le coppie di fatto vivono le stesse crisi dei matrimoni. Le coppie gay sono “diverse” ma non sono tanto diverse da quelle etero. Una mattina, Tomas ha risposto al telefono. Gli hanno chiesto di fare il giurato a Sanremo e ha detto “sì”. Maurizio, che paga il telefono, si è incazzato ed è nata una discussione simil-coniugale finita in nulla. Ma la frittata era fatta. Tomas è partito in pullman con altri 29 bolognesi. Pensionati, studenti, casalinghe, due maestre di “Materna”, una maestra perdente posto, un agronomo e un filosofo (sic). A Genova, la RAI li ha ospitati in un hotel a 4 stelle ed ha offerto un pranzo (scadente). A Sanremo, detenuti dalle 17 in un sotterraneo dell’Ariston, hanno ricevuto un cestino (terribile) con due panini secchi, merendina e acqua (niente alcolici perché la Giuria Demoskopica deve essere sobria). La Clerici non è andata a salutarli e Tomas si è vendicato così. Ha dato 9 alla canzone di Cristicchi perché sfotteva Carla Bruni. Ha dato 10 ad Arisa perché era accompagnata da un coretto di tre travestiti. Ha dato 1 (il minimo) a Povia perché la canzone su Eluana è “indegna” e quella dell’anno scorso (Luca era gay) era “schifosa”. Insomma, un voto totalmente ideologico, che ha falsato i risultati del Festival della canzone italiana. I giurati sono tornati in albergo alle 3 e mezza di notte. La RAI aveva promesso un rimborso spese a forfait di 60 euro. Invece, prima di risalire sul pullman, hanno ricevuto una monetina d’oro (che vale 60 euro lordi). Delusione. Tomas aveva promesso a Maurizio una cenetta al lume di candela. Ma quale trattoria si farà pagare con una monetina d’oro? Mi auguro che la gentile commissaria Cancellieri informi il Ministero degli Interni che in Italia circolano (fuori corso legale) 600 monetine d’oro. E che a Bologna ci sono 30 disperati che cercano di spacciare le monetina RAI che nessuno vuole. E pensare che, fino a pochi giorni fa, il nostro problema erano i bancomat di Delbono!

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Maurizio Cecconi
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