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Articoli marcati con tag ‘Cinema’

L’amore oltreconfine. La rassegna di cinema gay dei Teatri di Vita

Un'immagine da "Amphetamine"Teatri di Vita, storico palcoscenico bolognese di sperimentazione e ricerca, propone una rassegna cinematografica a tematica lgbt: D’amori sconfinati, sei film, da gennaio a giugno, per vedere sul grande schermo le opere migliori selezionate nella produzione internazionale. Così li presenta Stefano Casi, direttore artistico:

Amori sconfinati e amori oltre i confini: in questo deragliamento dei sensi e dei desideri ci conduce la rassegna “contro l’omofobia”. Film recentissimi, usciti tra il 2009 e il 2010, alcuni dei quali mai proiettati in Italia. Un viaggio deciso e complesso nelle varie forme di desiderio omosessuale, tra sentimento ed erotismo. Oltre i confini imposti dalle regole sociali, ma anche oltre i confini della cinematografia made in Usa o dei vari altri poli del cinema più visto. E soprattutto oltre i confini della nostra Italietta sempre più disposta a riempirsi la bocca di “diritti gay” salvo negarli al momento opportuno.

Questi i titoli in programma: L.A. Zombie di Bruce LaBruce, Children of God di Kareem Mortimer, Amphetamine di Scud, Eyes Wide Open di Haim Tabakman, Ander di Roberto Castón e Soundless Wind Chime di Kit Hung.

Sono storie nocive all’intelligenza e, dunque, la loro visione è caldamente sconsigliata.

Un canto d’amore

Fotogramma da "Un chant d'amour" di Jean GenetSiamo nel pieno delle feste natalizie e dunque desidero regalare qualcosa di bello e di raro ai miei cinque lettori.

Grazie alla rete, è possibile godersi per intero (dura circa 25 minuti) l’unico film di Jean Genet: Un chant d’amour.

Colpito più volte da forti tagli censori, perché tacciato di pornografia, e circolato solo in proiezioni private od alternative, è uno dei capisaldi del cinema gay.

Dalla recensione di Vincenzo Patanè per CulturaGay:

Muto ed in bianco e nero, il film è stato girato in economia e con discrezione (gli stessi nomi dei personaggi e degli attori sono particolarmente vaghi). Il fatto che sia ambientato in una prigione lo rende più che mai autobiografico (come del resto tutta la sua opera), una lirica e sensuale proiezione dell’immaginario fantastico di Genet. Ma è altresì il trionfo visivo di ogni immaginario omosessuale, in cui amore e violenza, sesso e poesia si mescolano potentemente, in un insieme di immagini riunite analogicamente (e talvolta alogicamente) con grande libertà, quasi un universo simbolico a sé stante. E’ un amore lirico nel sogno del tunisino, la sua fuga nei campi con il suo oggetto del desiderio, o i fiori di melo finalmente ghermiti; ma è un amore che si confronta con la violenza – il secondino che frusta e forse violenta il tunisino – e con il sesso, mai esplicito ma evidente in tanti simboli (la pistola nella bocca o la cannuccia con il fumo alludono ad una fellatio) e nella nudità dei personaggi, i cui corpi sono sfolgoranti di sensualità. Il film si realizza in realtà soprattutto sul piano delle immagini e degli sguardi: immagini di corpi avvinghiati in marcati controluce, che ricordano le foto di Platt Lynes, e di sguardi rubati all’intimità dei prigionieri che lo spettatore, più voyeur dello stesso secondino, riesce a spiare.

Agorà di Alejandro Amenábar

L’ultimo film di Alejandro Amenábar, Agorà, è un bellissimo e laico omaggio all’amore per il sapere e per la conoscenza razionale e, nello stesso tempo, un duro atto d’accusa alle religioni, al potere e alla misoginia del cristianesimo. Ora capisco perché non lo volevano distribuire in Italia. La ricostruzione di Alessandria d’Egitto in epoca tolemaica è, tra le altre cose, meravigliosa. Ipazia, la protagonista del film, entra a pieno titolo nella galleria di personaggi femminili idealmente costruita da Christa Wolf, coi romanzi storico/politici “Cassandra” e “Medea”.

1514. Le nuvole non si fermano

Venerdì 30 Aprile, alle ore 21.00, siete tutti/e invitati/e al Teatro Duse a Bologna per l’anteprima del documentario “1514. Le nuvole non si fermano”, diretto da Carlotta Piccinini e prodotto da Visual Lab. Un excursus sull’esilio del Popolo Sahrawi profugo da trentacinque anni nel deserto algerino e in attesa di un referendum istituzionale previsto dalla risoluzione Onu 1514 del 1960. Maggiori info sul sito Visioni Trasversali.

Il corso di scrittura creativa (a gratisse) di Fabio Bonifacci

Fabio è l’autore della sceneggiatura del film “Diverso da chi?”. E’ bolognese. Anzi, è di Monteacuto Ragazza, frazione di Grizzana Morandi, sul rugoso appenino bolognese. Insomma è del paesello della mia mamma e alla lontana (molto ma non troppo) forse siamo pure parenti. Ma si sa, in quel borgo medioevale c’erano solo tre cognomi e ci si sposava gli uni con gli altri e ci ritroviamo ogni tanto nelle nostre case di sasso. Se fosse per nepotismo, non ve lo raccomanderei. Invece è pure bravo, intelligente e modesto e questo sì che è troppo da accettare. Tiene un corso web di scrittura creativa. E’ anche masochista e lo fa a gratis. Seguitelo!

Bologna, “L’amore e basta” al Cinema Lumière

Presso il Cinema Lumière della Cineteca di Bologna potete andare a vedere l’ultimo film di Stefano Consiglio: L’amore e basta. FilmTV ne parla con entusiasmo:

Un viaggio alla scoperta dell’amore omosessuale attraverso le storie e le testimonianze di nove coppie gay e lesbiche che vivono tra Catania, Versailles, Parigi, Sutri, Berlino, un paese della Bassa Padana, Palermo e Barcellona. Il lavoro di Stefano Consiglio (75 minuti di interviste, con macchina da presa ferma e una nettezza di sguardo che sgombra il campo da qualsiasi strumentalizzazione), colpisce a cominciare da un meraviglioso titolo che ha voglia di sbarazzarsi subito di parecchie sovrastrutture. Perché prima di tutto, le 18 tra uomini e donne intervistate dalla Sicilia al Nord Europa, sono persone.

Bologna, 14 – 17 Maggio: Divergenti, festival di cinema trans

BOLOGNA DIVERGENTI, FESTIVAL TRANS
Il Manifesto, 13.05.2009

Toma a Bologna Divergenti (14 – 17 Maggio), il festival intemazionale di cinema dedicato al mondo trans e transgender, negli spazi del Lumière. Una edizione, la seconda, incentrata in particolare sulla memoria, coincidendo infatti con le celebrazioni per i 30 anni dalla nascita del Mit e per i 40 anni dalla rivolta di Stonewall. A chiudere la kermesse, il 17 maggio, la Giornata internazionale contro l’omofobia. “Quest’anno la giornata è dedicata proprio alla transfobia” ha sottolineato il presidente del MIT (promotore dell’evento), denunciando che “in Italia l’odio, la violenza e le aggressioni verso i trans sono in aumento vertiginoso”. In programma al festival 16 proiezioni di film e mediometraggi, tra cui moltissime prime nazionali.

Genitori omosessuali. Ai Teatri di Vita un documentario racconta le Famiglie Arcobaleno

Genitori omosessuali: per alcuni un’eresia, per molti la realtà di una normale quotidianità. E’ questo l’argomento al centro del quarto appuntamento della rassegna “Documentari d’amore” ideata da Teatri di Vita, dedicata “all’oggi che non si vede” e incentrata sulle tematiche lgbt. Giovedi 7 maggio, alle ore 21.15, ai Teatri di Vita, Via Emilia Ponente 485, sarà proiettato il breve documentario Le famiglie arcobaleno di Lucia Stano e Nadia Dalle Vedove, alla presenza delle registe, di Ilaria Trivellato (responsabile dell’associazione Famiglie Arcobaleno) e di Giacomo Manzoli, docente di cinema all’Università di Bologna.

Il ritmo, gli impegni, le tensioni e le piccole esaltazioni quotidiane di alcune famiglie italiane sono protagonisti in questo documentario. Ma non si tratta dei nuclei famigliari a cui si è generalmente abituati. Parliamo infatti di omogenitorialità, ovvero di famiglie in cui ci sono solo due mamme o due papà. Famiglie di gay o lesbiche, che hanno deciso di avere figli (o si sono trovati ad averne in base a precedenti legami eterosessuali). Famiglie discriminate, a partire da una discriminazione ideologica che si rifiuta di prendere atto delle ricerche svolte in tutto il mondo, da cui risulta l’assoluta ininfluenza della sessualità dei genitori nello sviluppo del bambino. Per sostenere i propri diritti, quasi 200 famiglie omosessuali hanno creato pochi anni fa l’associazione Famiglie Arcobaleno, e in questo film alcune di loro raccontano le loro giornate e le forti motivazioni che le hanno spinte a organizzarsi. Un documentario che smonta l’idea che le famiglie omosessuali siano poche, isolate e radicalmente problematiche. | Fonte Modena 2000

Diverso da chi? – Anteprima nazionale a Bologna

Gender Bender International Festival,
in collaborazione con Cattleya e Universal Pictures,
presenta l’anteprima di

DIVERSO DA CHI?

Regia di Umberto Carteni
Con Luca Argentero, Claudia Gerini, Filippo Nigro

Giovedì 19 Marzo 2009, H 21.00
Cinema Medica, Via Montegrappa 9
Bologna [vedi mappa]

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Alla proiezione sarà presente il cast

Dopo la proiezione, grande Party di festeggiamento
Cassero Gay & Lesbian Center, Via Don Minzoni 18
Ingresso gratuito

Diverso da chi?

L’icona Harvey Milk

Il film Milk è, dal punto di vista cinematografico, un bel film indipendente, girato con sapienza. Gus Van Sant è un maestro e non mi aspettavo niente di meno che una bella pellicola. Si sente la sua partecipazione emotiva e ideale alla vicenda narrata: la vita di Harvey Milk come prisma per leggere l’incipit del movimento omosessuale a San Francisco. Ciò che non convince è l’epurazione. Epurazione nel senso di rendere puro, senza sbavature, trasparente, un essere umano imperfetto, contraddittorio, luminoso e misterioso come tutte le persone. Van Sant non gira un film biografico, non ci presenta un uomo, un militante. Ci consegna un’icona. Un’immagine della realtà bidimensionale. Peccato. Non è qui, nell’illusione di essere stati ieri come vorremmo essere oggi, la forza dei movimenti di liberazione sessuale.

Post Scriptum: Sean Penn è uno dei pochi attori eterosessuali oggi attivi che possa interpretare credibilmente il ruolo di un frocio. Un altro è Philip Seymour Hoffman. Personalmente, credo che l’unico Oscar che il film si merita sia come Miglior attore protagonista. Leggete anche la recensione di Vincenzo Branà e di Noir Pink.

The Office of Harvey Milk

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Maurizio Cecconi
Maurizio Cecconi
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