Articoli marcati con tag ‘Cattolici’
Bologna Pride: Lina Delli Quadri, “La Chiesa dialoghi con il Gay Pride”
Venerdì 18 Luglio, La Repubblica di Bologna, Silvia Bignami - Una cattolica per dire "qualcosa di sinistra" sul Gay Pride. Non su quello degli insulti e degli slogan blasfemi, ma sulla maggioranza sobria e corretta dei 50mila che il 28 giugno hanno sfilato sotto le torri in nome della dignità e contro la discriminazione. La vice capogruppo dei Democratici in Comune Lina Delli Quadri - lady di ferro del cattolicesimo targato PD, con una storia da ex Popolare ed ex Margherita alle spalle e un "secondo lavoro" come dipendente alla parrocchia del Sacro Cuore - scende in campo a polemiche ormai nel cassetto. Per "cercare di impostare una riflessione e un dialogo" e per difendere il corteo Lgbt (lesbico, gay, bisex, e transgender).
"Chi ha assistito al Gay Pride - scrive in una lettera aperta la Delli Quadri - ha notato un atteggiamento diverso rispetto alle manifestazioni degli altri anni in termini di correttezza e sobrietà. Una manifestazione di rivendicazione di diritti più che una carnevalata". Le polemiche irrispettose e gli insulti ci sono stati, è vero, "ma in mezzo a 50mila persone costituivano assolutamente l'eccezione". Mentre "la polemica corretta", ammette, "è un prezzo che la Chiesa deve pagare nel momento in cui rivendica il diritto di riaffermare la propria morale sessuale, mettendo in conto che vi possono essere persone che non condividono quella morale".
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Bologna Pride: il delirio del vescovo di Imola
Editoriale. Un attacco alla società
di Tommaso Ghirelli, vescovo di ImolaPerché la lobby degli omosessuali attacca la Chiesa e in particolare alcuni vescovi? A prima vista, l'anticlericalismo volgare che nel gay pride svoltosi sabato a Bologna ha occupato tanto spazio non è altro che una reazione di difesa nei confronti dell'autorità ecclesiastica più intransigente e coraggiosa, impersonata dall'Arcivescovo di Bologna. In realtà, le cose stanno ben diversamente. Siamo infatti di fronte non ad un movimento per i diritti civili, ma ad un movimento che si propone di sovvertire l'ordine sociale nel suo insieme, per prendere il potere. La lobby degli omosessuali - che ha carattere transnazionale - non attacca le istituzioni degli stati, ma le radici della società civile, costituite dalle famiglie. Delle famiglie poi non critica più l'autoritarismo, ma la stessa fondamentale relazione di complementarietà tra i sessi. Mettere in discussione la differenza sessuale vuol dire infatti mettere in discussione la società, pretendendo che essa sia fondata sugli individui e non sulle relazioni interpersonali. Una volta indebolita la società, sarà più facile per la lobby estendere o riprendere l'occupazione delle sedi istituzionali. Siamo di fronte ad una tipica ma subdola scalata al potere, nella quale l'attacco alla Chiesa serve da copertura del vero obiettivo e del vero avversario, costituito non tanto dalle "gerarchie ecclesiastiche", quanto dalla società civile. L'autorità civile, invece di fare il verso alla rivendicazione dei diritti civili, dovrebbe preoccuparsi del potenziale distruttivo di una lobby che non si ispira ad un progetto sociale, ma alla destrutturazione della società. Dovrebbe inoltre essere grata alla Chiesa, che indirettamente difende la democrazia e le libertà civili. Dovrebbe dimostrare la propria solidarietà con il cardinal Carlo Caffarra, preso di mira in modo gratuito e squallido, non tanto perché è un uomo di Chiesa, ma perché è preso a pretesto, per un'azione eversiva che danneggia prima la società civile e poi - inevitabilmente - le istituzioni. L'opinione pubblica sia coraggiosa, nel mobilitarsi apertamente contro un'operazione che non può andare avanti con la neutralità o la comprensione della stampa.

Croazia, approvata legge anti-discriminazioni
Bologna Pride: non esistono messe riparatrici di manifestazioni democratiche
Bologna Pride: “La Curia si rassegni, è Cofferati il sindaco della città”
Il Comitato Bologna Pride, in risposta a quanto dichiarato ieri alla stampa, ricorda a monsignor Vecchi che non è Caffarra, ma Cofferati il primo cittadino di Bologna. Leggi il resto di questo articolo »Bologna Pride: la Curia attacca a testa bassa
GAY PRIDE: MONS. VECCHI, PESANTI OFFESE A CARDINALE
MA DA CATTOLICI SILENZIOAdnkronos, Bologna, 30 giu. - "C'è una responsabilità enorme in campo educativo, quella su cui insiste il nostro cardinale. Che è stato bistrattato. È singolare vedere tanti cattolici che fanno parlare di sé e non lo difendono". A farlo notare in una intervista, monsignor Ernesto Vecchi, vescovo ausiliare di Bologna, all'indomani della manifestazione nazionale del Gay Pride che si è tenuta sabato sotto le due torri. Per monsignor Vecchi "è strano il silenzio dei cattolici" sul cardinale Carlo Caffarra, ma ribadisce: "noi non vogliamo fare polemiche, ma nemmeno tacere la verità". Rispetto al numero dei presenti al Pride, circa 40mila persone, il vescovo ausiliario fa notare che "il Papa porta ogni volta centinaia e centinaia di migliaia di persone in piazza. I numeri che si sono visti a Bologna sono niente in Italia. Siamo nell'ordine dello zero virgola". Infine un avvertimento all'indirizzo dei politici: "stiano attenti. Si sono già dimenticati che cos'è successo ad aprile? Si vede cosa ottiene chi vuole tenere il piede in due staffe. Boselli, che voleva rompere con il concordato, ha preso lo 0,9. La radice del popolo italiano non è d'accordo su queste cose".
L’ANPI aderisce al Bologna Pride
Il Manifesto, Mercoledì 25 giugno 2008 - Nei sei fogli del lungo elenco di adesioni spicca sicuramente quella dell'ANPI. Un gesto che i partigiani spiegano con il bisogno di "tutelare i diritti civili" in un momento in cui "in Italia si tenta di legalizzare la discriminazione". Leggi il resto di questo articolo »Padre Giovanni Bertuzzi: “I Pride sono finalizzati alla presa del potere”
UN SACERDOTE: I PRIDE "SONO ESIBIZIONI FINALIZZATE AD UNA SORTA DI PRESA DI POTERE". Così Padre Giovanni Bertuzzi , frate domenicano, direttore del Centro San Domenico.Il Resto del Carlino, Mercoledì 25 giugno 2008 - Padre Giovanni Bertuzzi, frate domenicano, direttore del Centro San Domenico, esprime sul Gay Pride un "giudizio personale". Manifestazioni come questa, commenta, "sono esibizioni che mi sembrano più finalizzate a una sorta di presa di potere che a una rivendicazione di diritti". Nel senso, spiega, che "si vuole attribuire alla condizione dell’omosessualità un ruolo sociale positivo, da fare poi riconoscere politicamente". Padre Bertuzzi ricorda però che "la Chiesa non condanna assolutamente gli omosessuali". Anzi, afferma, "li riconosce come suoi membri, li considera persone destinate alla santità, come gli altri esseri umani". Ciò che, invece, la Chiesa "non accetta, perché non conforme al suo magistero", è il fatto che gli omosessuali vogliano "formare delle famiglie con pari diritti rispetto a quelle normali". Poiché "la procreazione, finalità della famiglia, si può raggiungere solo attraverso l’unione di persone di sesso diverso". Padre Bertuzzi ammette che "non si tratta certo di un precetto divino, ma di una tesi sostenuta sul piano della finalità naturale dell'uomo".

In Provincia il Bologna Pride spacca la maggioranza
GAY PRIDE BOLOGNA. IN PROVINCIA IL CENTRO-SINISTRA SI SPACCA. Distanze incolmabili tra PD e Verdi, SD, PRC.DIRE, Bologna, 24 giu. - Il Consiglio provinciale di Bologna "aderisce ai principi di promozione e difesa dei diritti di uguaglianza a di dignità della persona che il Pride vuole porre all'attenzione". Ma non alla manifestazione in sé. E l'evento Glbt spacca di nuovo la maggioranza, mentre due esponenti della Giunta annunciano che saranno ugualmente in piazza: non solo Giuseppina Tedde, in quota PRC, ma anche Simona Lembi del PD. Questo il risultato del dibattito che si è articolato oggi, a Palazzo Malvezzi, nel corso della seduta consiliare. Prima Alfredo Vigarani (Verdi) ha ribadito il rammarico per la mancata approvazione, da parte della presidente Beatrice Draghetti, della proposta di far sfilare alla manifestazione Glbt il Gonfalone della Provincia.
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