Articoli marcati con tag ‘Carlo Flamigni’
Reggio Emilia s’è desta laica
Oggi sarò a Reggio Emilia, per le Giornate della laicità, organizzate da Micromega, dall’Arci e da Iniziativa Laica.
Alle ore 18 parteciperò a questo incontro, gratuito e aperto a tutti e a tutte:
Il movimento laico in Italia: debolezze e opportunità
Dibattito tra Carlo Flamigni, Tullio Monti e Maurizio CecconiLuogo: Università di Modena e Reggio Emilia
Sede di Reggio Emilia, Aula 2
Viale Antonio Allegri 9 [vedi mappa]
La prenotazione è obbligatoria e si può effettuare presso la Biglietteria Teatro Valli:
Piazza Martiri del VII Luglio, Reggio Emilia
Tel. 0522.458811 – centralino a selezione passante
Tel. 0522.458854 prenotazioni telefoniche
Fax 0522.451475
Numero verde: 800.55.42.22
L’audio integrale dell’incontro “Testamento biologico. Saldi di fine stagione”
Grazie a Radio Radicale, è possibile ascoltare l’audio integrale dell’incontro organizzato dalla Rete Laica Bologna: Testamento biologico. Saldi di fine stagione.
Hanno partecipato: Carlo Flamigni, componente del Comitato Nazionale di Bioetica, Corrado Melega, ginecologo, Marco Cappato, segretario dell’Associazione Luca Coscioni, Katia Zanotti, per la Rete Laica Bologna, Michel Charbonnier, pastore della Chiesa Evangelica Metodista. La moderazione è stata a cura di Paolo Soglia, direttore di Città del Capo – Radio Metropolitana.
RU486. Non tutte le streghe sono state bruciate
Lo scorso 14 Giugno, Rete Laica Bologna ha organizzato la presentazione del libro “RU486. Non tutte le streghe sono state bruciate”, di Carlo Flamigni e di Corrado Melega.
Per Corpo12 ho recensito il testo. Buona lettura.
Bologna, elezioni 2009 – Domande sulla laicità. Il silenzio dei tre big
Dieci quesiti movimentano la politica.
Esempio: spendere per edilizia scolastica o di culto?
Non rispondono i tre candidati
Alfredo Cazzola, Flavio Delbono e Giorgio Guazzaloca
Pierpaolo Velonà, L’unità, 29 Maggio 2009
L’UAAR (Unione atei, agnostici e razionalisti) chiede ai candidati sindaco di bloccare i finanziamenti comunali all’edilizia di culto: oltre 4 milioni di euro stanziati da Palazzo d’Accursio per le confessioni religiose, nei sette anni che vanno dal 2000 al 2006 (e, in proporzione, fino al 2009). In cima alla lista dei beneficiari, la Curia bolognese: solo nel 2004 ha ottenuto dal Comune 698mila euro (in totale 3.939mila euro). Ebrei, testimoni di Geova e Avventisti del settimo giorno hanno ricevuto una media di 27mila euro all’anno. Tutto secondo la legge dello Stato che da carta libera ai Comuni, ricorda l’UAAR, prevedendo un’apposita voce nel bilancio: “Oneri di urbanizzazione secondaria per opere relative a chiese ed edifici per servizi religiosi”. I Comuni, però, non avrebbero alcun obbligo in tal senso: tanto che l’amministrazione di Civitella Val di Chiana che, nel 2001, decise di chiudere i rubinetti, vinse il ricorso al Tar presentato dalla diocesi locale. “E’ una regalia che si aggiunge all’otto per mille. Piuttosto si aiuti l’edilizia scolastica pubblica” dice Roberto Grendene, coordinatore dell’Uaar bolognese, che ha come presidenti onorari il ginecologo Carlo Flamigni, l’astrofisica Margherita Hack, il matematico Piergiorgio Odifreddi e il vignettista Sergio Staino. Per stoppare i finanziamenti a partire dal prossimo mandato, l’Unione degli atei ha lanciato una petizione al Comune di Bologna (1.360 le firme raccolte), rivolgendosi anche ai candidati sindaco.
Hanno firmato Gianfranco Pasquino (candidato della lista ulivista omonima), Valerio Monteventi (BCL), Michele Terra (Partito comunista dei lavoratori) e Giuseppina Tedde (in corsa con la lista di donne Altra città).
Non hanno invece aderito i tre big Flavio Delbono (PD), Alfredo Cazzola (PDL e Lega) e Giorgio Guazzaloca (UDC). I quali, sostiene l’UAAR, hanno anche evitato di rispondere alle “10 domande laiche”. Petizione a parte, Grandene ha interpellato gli aspiranti sindaco sui finanziamenti comunali alle scuole confessionali, sull’impegno a garantire un’alternativa valida all’ora di religione, sugli spazi per matrimoni e funerali civili, sulla raccolta dei testamenti biologici.
“Sono argomenti ritenuti a torto di nicchia”, dice Pasquino, che, dal canto suo, ha compilato il questionario. Le risposte di Pasquino e quelle di Tedde sono già disponibili sul sito internet www.uaar.it/bologna. Oggi saranno caricati gli interventi di Terra e Monteventi.
Spulciando il sito si apprende che il politologo Pasquino ritiene che la Chiesa cattolica abbia già “finanziamenti più che sufficienti”. E che “bisogna ridiscutere trasparentemente la convenzione con la Fism (la federazione che riunisce le scuole materne cattoliche, ndr)”. Il professore promette poi “uno sportello per lo sbattezzo in Comune”.
Anche Sergio Lo Giudice, consigliere comunale Pd e presidente onorario di Arcigay, ha riposto alle domande. Si augura che “gli oneri di urbanizzazione secondaria vengano usati per scopi civili” e “che l’ora di religione sia sostituita con un’ora di educazione alla cittadinanza”.
Temi caldi che scatenano, di riflesso, un botta e risposta tra Monteventi e il vice del cardinale Caffarra, monsignor Ernesto Vecchi. “Nella fase di approvazione del Rue, il regolamento urbanistico edilizio – dice Monteventi – Vecchi ha chiesto che la possibilità di intervenire sugli immobili religiosi fosse estesa a tutti gli spazi della Curia, non solo alle chiese, e il Comune gliel’ha concessa”. “Chiediamo solo di essere trattati secondo le leggi che riguardano le attrezzature religiose”, replica Vecchi.
Festa della laicità, le radici d’Europa – Le foto
Bologna Pride: Festa della laicità, le radici d’Europa
Martedì 03 Giugno, H 21.00
Sala di Cappella Farnese, Palazzo d’Accursio
Piazza Maggiore 6 – Bologna
Festa della laicità, le radici d’Europa
Con il patrocinio di
Comune di Bologna
Provincia di Bologna
La carta fondamentale dell’Unione europea si fonda sul principio di convivenza e pari dignità delle diverse convinzioni politiche, religiose ideali. Questo clima di tolleranza è stato alla base della libertà di fare ricerca, di abbattere i dogmi, di fare scienza che da Galileo in poi ha portato allo straordinario sviluppo culturale ed al benessere economico del nostro continente. Cos’è vivo e cos’è in discussione di questo grande patrimonio di fronte alle sfide interculturali poste dalla globalizzazione? E come declinare secondo questi criteri guida le nuove sfide poste dalla bioetica e dai nuovi diritti individuali?




