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Articoli marcati con tag ‘Carlo Caffarra’

Cassero Magazine Maggio / Giugno 2009

L’editoriale del nuovo numero di Cassero Magazine, a cura del Consiglio Direttivo, dedicato al bilancio della Giunta Cofferati e alle elezioni amministrative di Bologna.

A Bologna ci vorrebbe un sindaco gay. Come Wowereit a Berlino e Delanoë a Parigi. Omosessuale dichiarato e laico convinto, proprio come loro due. Bologna se lo meriterebbe proprio a questo punto, quanto meno per invertire il flusso di cervelli (creativi in testa) che da questa città si è mosso – in fuga – verso la Mittel Europa. E seppure non siamo tra quelli che sostengono l’esistenza di un fattore “gay” portatore automatico di successo (o forse ne siamo intimamente convinti, ma non ne facciamo una dottrina), dobbiamo arrenderci davanti all’evidenza che dinanzi alla deriva in cui è finita la nostra città, neanche Cristiano Malgioglio – la chìra meno vocata alla fascia tricolore – potrebbe essere in fondo una catastrofe. Quindi, perché non provare…

Invece anche per questa volta niente banana ossigenata, nessun colpo di scena. Per la chiamata alle urne che ci apprestiamo ad onorare ci dobbiamo accontentare dell’ordinario, seppure in dose decisamente abbondante. Sì perché a Bologna, a questo giro, tutti vogliono fare il sindaco, perfino un prete negazionista mandato a spendere perfino da Caffarra e Beppe Maniglia, che nel caso si sposterebbe solo di qualche metro. E si litiga questo giro, e alla grande, quasi si arriva alle mani. Poi si fa a gara a chi ha i trigliceridi più bassi, a chi infila più lettere anonime sotto le porte, a chi si cala di più l’onorario per sostenere le foche orfane dell’isola di Pantelleria. Povere. Noi da questo baillame vorremmo un po’ prendere le distanze, senza voltare le spalle però, perché a votare bisogna andarci: è un diritto e un dovere. Nelle pagine che seguono quindi tenteremo di offrirvi una mappa rainbow per orientarvi nella giungla di questa campagna elettorale. Una mappa non neutrale, anzi disegnata con un preciso orientamento, frutto di una discussione che si è articolata nei diversi momenti partecipativi del nostro circolo. Solo per le europee indichiamo nettamente una preferenza, quella per Alessandro Zan in corsa nelle fila di Sinistra e Libertà. Per le comunali invece il Cassero a Bologna non esprime indicazioni di voto legate a una particolare forza politica bensì sostiene tutti e cinque i candidati glbt al Consiglio comunale, quale che sia il simbolo che colora la loro scesa in campo. Tre di loro in particolare – Bruno Pompa, Maurizio Cecconi e Sergio Lo Giudice – sono espressioni dirette della nostra storia associativa che ancora oggi si intreccia con la loro militanza. Stesso ragionamento per il Quartiere Porto, quello all’interno del quale il Cassero si trova: due candidati glbt corrono per la carica di consigliere, entrambi godono della nostra totale fiducia. Per i candidati sindaci, invece, questo Consiglio Direttivo ha scelto di non dare indicazioni bensì di aprire un confronto diretto con tre dei tanti aspiranti alla fascia tricolore, cioè Flavio Delbono, Giorgio Guazzaloca e Valerio Monteventi. Anche di questa scelta, e delle conseguenti esclusioni, troverete più avanti le motivazioni. Con la speranza che le risposte all’intervista che gentilmente ci hanno concesso siano per voi di qualche utilità per sciogliere le ultime incertezze sul voto. Infine un’incursione nelle comunali di Ferrara dove è candidato Flavio Romani. Flavio è un nostro caro amico, un attivista di prima linea, una delle persone che ha contribuito a rendere grande il Pride di Bologna. Non abbiamo perciò alcun dubbio nell’indicare agli amici di Ferrara il nome di Flavio per la carica di consigliere comunale.

Le ultime parole le spendiamo per Cofferati, il sindaco di Bologna, quello che se ne va. Il peggiore mai passato da queste parti, questa è l’unica cosa su cui attualmente sembrano convergere sia la destra sia la sinistra. E noi, innanzitutto. La nostra liason col sindaco sindacalista è una favola breve che intitoleremmo “la piazza”: inizia a Roma, coi milioni di manifestanti ai piedi dell’allora leader della Cgil. Quella piazza allora ci fece sognare. Poi però arrivò piazza Maggiore, negata a Miss Alternative, il nostro defilée che ogni anno ricorda alla città che bisogna lottare contro l’Aids, e concessa poi a ogni corsa, volata, tiro a canestro. Perfino all’expò dei cazzi di cioccolata, tutti regolarmente senza preservativo. E con l’ultimo capitolo, poi, chiuderemmo parlando di un giardino. Quello che la Giunta ha scelto proprio poche settimane fa di intitolare a Stefano Casagrande, dando risposta alla richiesta che facemmo in occasione del Gay Pride. Chiaramente quel fazzoletto di verde, per quanto piccolo e nascosto, per noi è già un cortile di Versailles. E il “grazie” dinanzi a un dono, a una concessione, è un costume dal quale non ci sottraiamo. Ma se a qualcuno, ai tempi del Bologna Pride, era parso di aver sentito Cofferati parlare di una “via” sappia che non si era sbagliato. Magari poi già allora intendeva giardino, vai a sapere. Oppure più semplicemente si è confuso. Fortuna che a Genova – dove appena trasferito ci vedrà arrivare per il Gay Pride – sono quasi tutti vicoli e stradine: una mappa più semplice che gli eviterà in futuro qualunque incomprensione.

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Cassero Magazine Maggio / Giugno 2009 - Copertina

Bologna Pride: non esistono messe riparatrici di manifestazioni democratiche

Alla Curia bolognese, che oggi si stringerà attorno alla Madonna di Lourdes, in Piazza VIII Agosto, luogo conclusivo del Bologna Pride, diciamo: non esistono messe riparatrici di manifestazioni democratiche.

Bologna Pride: “La Curia si rassegni, è Cofferati il sindaco della città”

Il Comitato Bologna Pride, in risposta a quanto dichiarato ieri alla stampa, ricorda a monsignor Vecchi che non è Caffarra, ma Cofferati il primo cittadino di Bologna. Leggi il resto di questo articolo »

Bologna Pride: la Curia attacca a testa bassa

GAY PRIDE: MONS. VECCHI, PESANTI OFFESE A CARDINALE
MA DA CATTOLICI SILENZIO

Adnkronos, Bologna, 30 giu. - "C'è una responsabilità enorme in campo educativo, quella su cui insiste il nostro cardinale. Che è stato bistrattato. È singolare vedere tanti cattolici che fanno parlare di sé e non lo difendono". A farlo notare in una intervista, monsignor Ernesto Vecchi, vescovo ausiliare di Bologna, all'indomani della manifestazione nazionale del Gay Pride che si è tenuta sabato sotto le due torri. Per monsignor Vecchi "è strano il silenzio dei cattolici" sul cardinale Carlo Caffarra, ma ribadisce: "noi non vogliamo fare polemiche, ma nemmeno tacere la verità". Rispetto al numero dei presenti al Pride, circa 40mila persone, il vescovo ausiliario fa notare che "il Papa porta ogni volta centinaia e centinaia di migliaia di persone in piazza. I numeri che si sono visti a Bologna sono niente in Italia. Siamo nell'ordine dello zero virgola". Infine un avvertimento all'indirizzo dei politici: "stiano attenti. Si sono già dimenticati che cos'è successo ad aprile? Si vede cosa ottiene chi vuole tenere il piede in due staffe. Boselli, che voleva rompere con il concordato, ha preso lo 0,9. La radice del popolo italiano non è d'accordo su queste cose".

La Regione nega il patrocinio al Bologna Pride

DIRE, Bologna, 25 giu. - Il Gay Pride di Bologna non avrà il patrocinio della Regione Emilia-Romagna, che comunque sosterrà singole iniziative. Meglio: "La Regione- sottolinea l'assessore regionale alla Cultura Alberto Ronchi a margine dell'Assemblea legislativa- ha deciso di sostenere alcune manifestazioni e non di dare il patrocinio" al Bologna Pride. Intanto, il consigliere regionale socialista Paolo Zanca, allarga l'invito di Marcella Di Folco, leader del Movimento Identità Transessuale all'arcivescovo di Bologna Carlo Caffarra: "Cosa sono tutte quelle urla sui giornali? Magari, chi urla, se si vuol divertire può sempre partecipare". E comunque, sottolinea Zanca, "non penso che la millenaria storia di Bologna potrà essere stravolta dal Gay Pride, da una festa di gente che reclama dei diritti".
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L’ANPI aderisce al Bologna Pride

Il Manifesto, Mercoledì 25 giugno 2008 - Nei sei fogli del lungo elenco di adesioni spicca sicuramente quella dell'ANPI. Un gesto che i partigiani spiegano con il bisogno di "tutelare i diritti civili" in un momento in cui "in Italia si tenta di legalizzare la discriminazione". Leggi il resto di questo articolo »

Il poeta ciellino Rondoni: “L’amore gay è come un’automobile con una ruota sgonfia”

IL POETA RONDONI: "L'AMORE GAY E' COME UN'AUTOMOBILE CON UNA RUOTA SGONFIA". "L'omosessualità è una pratica con la quale si distorce la natura verso ciò che naturale non è".

La Repubblica di Bologna, Mercoledì 25 giugno 2008, di Paola Cascella - "L'amore è uno solo, un uomo verso una donna ma anche un uomo verso un altro uomo. E' sempre amore, e il diritto all'amore è di chiunque. Come il diritto al lavoro, riguarda tutti. Però non è che in nome del diritto al lavoro, la coop non è uguale alla srl: sono forme diverse, con diritti diversi".

Davide Rondoni, non si sente un po' in imbarazzo a portare questi concetti al Gay Pride, organizzato per affermare il contrario?

Neanche per sogno. Ci vado con un libro in mano per leggere il sommo poeta… Io la penso come lui: l'omosessualità è una pratica con la quale si distorce la natura verso ciò che naturale non è. Una macchina con una ruota sgonfia.

Alla manifestazione di sabato leggerà il quindicesimo canto dell'Inferno, dedicato al girone dei sodomiti, "cherchi e letterati grandi e di gran fama… di un peccato medesimo al mondo lerci", dice Dante. Parole forti. Come crede che le prenderanno quelli del Gay Pride?

Siamo in democrazia. Il poeta tra l'altro cita due bolognesi, con nome e cognome. Praticamente fa uno scoop. E' un canto di straordinario splendore.

Lo sa che mentre lei reciterà la Divina commedia sotto le Due Torri, a pochi metri una modella di Miss Alternative canterà un brano di Cindy Lauper che si intitola più o meno: "Le ragazze vogliono solo divertirsi"?

Loro suonano la gran cassa. Io mi metto lì a mezzogiorno e do il mio contributo in maniera umile. Senza l'amplificatore. 25 minuti dopo, al più tardi a mezzogiorno e mezza, avrò finito. All'una tutti a bere. Penso che ci sia lo spazio intellettuale per farlo senza problemi.

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Bologna Pride: Di Folco a Caffarra, “venga al Pride”

DI FOLCO A CARDINALE CAFFARRA, VENGA ANCHE LUI AL PRIDE.
"In mezzo a tante trans, qualche gonnella in più non fa male".

ANSA, Bologna, 24 giu. - Un invito rivolto all'arcivescovo di Bologna, cardinal Carlo Caffarra, perché partecipi al Gay Pride nazionale, in programma sabato a Bologna. A lanciare la provocazione è stata Marcella Di Folco, una dei portavoce del Pride e leader del Movimento Italiano transessuali.

Ai cronisti che, durante la presentazione della manifestazione, le chiedevano una replica alle critiche espresse dal cardinale sulle pagine di Bologna Sette, il supplemento domenicale di Avvenire, rispetto alle relazioni tra omosessuali, Di Folco ha risposto: "Noi lo invitiamo a venire al Pride. In mezzo a tante trans, qualche gonnella in più non fa male". Poi ha ribadito la disponibilità del mondo gay, lesbico e trans al dialogo con la Chiesa di Bologna e quella nazionale.

Bologna Pride: l’amore non è mai un pericolo sociale

Dalle pagine di La Repubblica di Bologna, Sergio Lo Giudice, consigliere comunale del PD e presidente onorario di Arcigay, risponde al cardinale Caffarra, con un articolo a cui trovate allegata anche la rassegna stampa dedicata al dibattito innescato dall’intervento del porporato.

Bologna Pride: Paolo Flores D’Arcais replica al cardinal Caffarra – “In natura esiste una varietà di comportamenti sessuali”

L’editoriale del cardinale su Avvenire
Polemiche in vista del Pride
Paolo Flores d’Arcais replica a Caffarra

"Tutti sanno che in natura esiste una varietà di comportamenti sessuali. La gerarchia vaticana dica che non condivide quelli non riproduttivi, senza tirare in ballo una presunta legge naturale": così Paolo Flores D'Arcais, direttore di Micromega, replica al cardinale Carlo Caffarra che nelle pagine bolognesi dell'Avvenire di domenica aveva ribadito, pur non parlando di Pride, la manifestazione nazionale gay che si terrà sabato a Bologna, la condanna della Chiesa ai comportamenti omosessuali.

La campagna
Maurizio Cecconi
Maurizio Cecconi
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