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Centro contro il bullismo e i graffiti. “Perché unire un fenomeno di violenza a una forma d’espressione artistica?”

Bologna Città Libera
Comunicato stampa, 02.05.2009

CENTRO CONTRO IL BULLISMO E I GRAFFITI. MONTEVENTI E CECCONI: “PERCHE’ UNIRE UN FENOMENO DI VIOLENZA
A UNA FORMA D’ESPRESSIONE ARTISTICA?”

Valerio Monteventi, candidato sindaco di BCL e Maurizio Cecconi, candidato consigliere e attivista del movimento omosessuale, sul bando del Comune di Bologna per l’istituzione di un centro contro il bullismo e i graffiti

Perché unire un fenomeno di violenza, gravissimo e che richiede spefiche competenze per essere combattuto, a una forma di espressione artistica, per quanto controversa?“, si chiede il candidato sindaco Valerio Monteventi, in relazione al bando per la creazione di un centro anti-bullismo e anti-graffiti, annunciato oggi dal Capo gabinetto del Sindaco Berardino Cocchianella. Continua Monteventi: “Sarebbe come creare un centro contro la violenza sulle donne e contro gli artisti di strada. Certo, questi ultimi possono dare fastidio a chi dorme presto la sera, ma non compiono nessuna violenza sulle persone, esattamente come i graffittari”.

Per Maurizio Cecconiil bullismo è un fenomeno che, grazie all’aumentata attenzione di questi anni, sta finalemente venendo alla luce. Siamo però ben lontani da una sua diminuzione: secondo il “5° Rapporto nazionale sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza” del 2007, s’evince che su un campione rappresentativo di 3800 adolescenti di età compresa fra i 12 ed i 18 anni, quasi un terzo ha dichiarato che nella propria scuola si verificano continui atti di prepotenza da parte dei compagni, mentre circa la metà del campione ha riferito di aver minacciato o picchiato qualcuno. Ad essere colpiti sono gli adolescenti più deboli: i figli degli immigrati, gli omosessuali, le ragazze”.

Anch’io alle scuole medie inferiori e al liceo sono stato vittima di bullismo omofobico“, continua Cecconi, “Allora non ne parlava nessuno e nessuno sapeva cosa dirti. Ti si rispondeva: “Sono bravi ragazzi che sbagliano” e le violenze continuavano nel silenzio delle istituzioni e dei media. Come Bologna Città Libera siamo convinti che il fenomeno vada contrastato culturalmente e per questo proponiamo che il Comune di Bologna avvii dei corsi para-scolastici di educazione sessuale e al rispetto delle diversità, così come successo in Gran Bretagna in questi giorni”. Conclude Cecconi: “L’iniziativa odierna, seppur mossa da buone intenzioni, è fuorviante e, forse, anche dannosa, avendo come metro di misura la legalità e non la violenza”.

Non si risparmia un’ultima annotazione Valerio Monteventi: “Il nostro simbolo elettorale è nato da un graffito trovato per strada; l’arte ignora i confini e dovrebbe essere valorizzata anche nelle sue forme più controverse. Basta ricordare che il graffittaro più famoso di Bologna, Blu, è stato chiamato dalla Tate Modern di Londra ad esporre le sue opere e a realizzarne di nuove. A Londra non associano violenza ad arte e legalità: siamo ben lontani dalle politiche repressive della Giunta Cofferati e del suo epigono Delbono”.

Cecconi, Bologna Città Libera: “Assenti le coppie di fatto dal programma di Delbono”

Bologna Città Libera
COMUNICATO STAMPA
28 Aprile 2009

BOLOGNA, PROGRAMMA UNIONE DELBONO.
CECCONI: “ASSENTI LE COPPIE DI FATTO E I DIRITTI CIVILI.
IL 31 MAGGIO IN PIAZZA PER CELEBRARE IL LIBERO AMORE.”

Maurizio Cecconi, attivista del movimento omosessuale, insieme ai consiglieri comunali di BCL, sull’eliminazione dei diritti delle persone gay e lesbiche dal programma dell’Unione di Delbono.

21 pagine, 60.000 caratteri e mai che siano pronunciate le parole: omosessuale, gay, lesbica, bisessuale, trans. Scompare del tutto il tema del riconoscimento delle coppie di fatto, etero e gay, e viene sostituito da un generico quanto irrilevante ‘contrasto ad ogni forma di discriminazione’”, così Maurizio Cecconi, candidato consigliere di Bologna Città Libera e da oltre dieci anni attivista del movimento gay in città. E’ amareggiato e offeso Cecconi, da quella che definisce “una farsa intollerabile. Siamo passati dalla tragedia del divieto di Rutelli ai PACS, alla buffonata del programma di Delbono che, pur di non offendere l’ala cattolica del partito e dell’Unione, non dice nulla di rilevante su come estendere i diritti di cittadinanza alle persone omosessuali, grazie ai possibili interventi dell’amministrazione comunale nel welfare, nelle scuole, nella prevenzione”. Conclude Cecconi: “Nulla, non c’è nulla. Com’è possibile? L’anno scorso abbiamo tenuto a Bologna il Pride nazionale e questo è il risultato? Questa è la capacità di ascolto del centro-sinistra?”.

Il candidato sindaco di BCL, Valerio Monteventi, non risparmia critiche, specialmente nei confronti dell’ala sinistra dell’Unione di Delbono: “Pensano di difendere i lavoratori alleandosi col partito del sindaco condannato per comportamento anti-sindacale, pensano di difendere la laicità delle istituzioni e di estendere i diritti delle persone omosessuali alleandosi coi cattolici più retrivi e accettando i veti che questi pongono al programma. La sinistra unionista si dimostra ancora una volta una sinistra da salotto, velleitaria e attenta solo alle briciole di potere che le vengono elargite“.

Bologna Città Libera è l’unica forza politica ad aver inserito nel proprio programma di mandato un capitolo relativo agli orientamenti sessuali. Siamo fieri del lavoro fatto, grazie all’impegno di Maurizio Cecconi. Ci sono proposte qualificanti, uniche nel panorama bolognese: la partecipazione del sindaco ai Pride; le misure anti-crisi estese ai single; le campagne contro l’omofobia e il bullismo; l’avviamento agevolato al lavoro per le persone trans; la distribuzione gratuita dei preservativi; la consulta per la laicità“, così Serafino D’Onofrio, consigliere e candidato per BCL.

Roberto Panzacchi, presidente della Commissione Consiliare ‘Istruzione, Cultura, Turismo e Sport’, incalza: “E’ necessario invertire la tendenza che vede progressivamente diminuire i finanziamenti alle associazioni che promuovono la cultura della diversità. Bologna era famosa per essere tollerante; vogliamo che torni ad essere un modello di riferimento per tutta l’Italia”.

Conclude Cecconi e rilancia combattivo: “L’ultima domenica di campagna elettorale, il 31 maggio, per combattere il tentativo di marginalizzare il tema dei diritti civili, saremo in piazza per celebrare il libero amore. Il candidato sindaco di Bologna Città Libera unirà simbolicamente le coppie gay, lesbiche ed eterosessuali che vorranno partecipare a questo momento festoso di rivendicazione di pari diritti e di pari dignità per tutti, a prescindere dall’orientamento sessuale, e impegnarsi verso il proprio compagno o la propria compagna davanti alla città di Bologna”.

Jacopo Fo sul bullismo – Parte #02

Video NoBullying – Parte 2/3
(realizzato da Absurda Comica)

A proposito di quanto è noiosa la scuola,
i programmi scolastici assurdi, gli insegnanti non preparati
e di come si costruisce un sistema
che crea alienazione e violenza tra gli adolescenti

Schoolmates presenta il manuale contro il bullismo nelle scuole

Schoolmates è un progetto ideato da Arcigay, l’ufficio anti-discriminazioni del Comune di Vienna, l’associazione polacca KPH (Campagna Contro l’Omofobia) con la partecipazione dell’Organizzazione non governativa spagnola Colegas. Il progetto è stato co-finanziato della Commissione Europea all’interno del programma Daphne II per combattere la violenza contro bambini, giovani e donne.

Obiettivo di Schoolmates, che ha preso vita nel 2006, è di fornire al personale scolastico e agli studenti strumenti e competenze che aiutino a prevenire o gestire comportamenti di violenza psicologica, verbale o fisica contro chiunque sia bersaglio di bullismo, per qualunque motivo, con un’attenzione particolare ad adolescenti lesbiche e gay o percepiti come tali. Prima di realizzare il manuale è stata condotta una ricerca transnazionale che ha coinvolto sei città (Modena, Bologna, Reggio Emilia, Vienna, Varsavia e Madrid) con circa 1200 interviste a ragazzi delle scuole superiori.

A ricerca conclusa, ecco il manuale per aiutare gli studenti a combattere il bullismo nelle scuole. Scaricatelo!

bullismo

Jacopo Fo sul bullismo – Parte #01

Video NoBullying – Parte 1/3
(realizzato da Absurda Comica)

A proposito di quanto è noiosa la scuola,
i programmi scolastici assurdi, gli insegnanti non preparati
e di come si costruisce un sistema
che crea alienazione e violenza tra gli adolescenti

La sporca guerra dell’omofobia

C’è chi, come il Ministro Carfagna, afferma che i singoli casi di discriminazione e violenza saranno combattuti dal suo dicastero. E così facendo, opera una riduzione negazionista di un fenomeno sociale diffuso, allarmante per le dimensioni, e violento: l’omofobia. Grazie a Luca Trentini e al Settore Diritti Umani dell’Arcigay, pubblichiamo oggi un elenco dei casi di omofobia, bullismo, violenza, mobbing avvenuti nei primi cinque mesi del 2008. Ministro, sono casi isolati? O la lettura che ne va data è diversa? Non crede che il rispetto e la convivenza civile siano risposte deboli nei confronti di questo fenomeno in crescita? Negli altri stati d’Europa è stato affrontato approvando delle leggi che prevedessero delle aggravanti per gli hate crimes, i crimini d’odio compiuti in base al genere sessuale, all’orientamento sessuale, all’etnia, alla religione. Da noi no, perché i primi a finire denunciati per istigazione all’odio sociale verso le persone omosessuali, bisessuali e transessuali e verso le donne sarebbero i vertici della Chiesa cattolica. [Non è un'esagerazione. Non ci credete? Guardate qui]. Da tempo chiediamo l’estensione della Legge Mancino ai crimini compiuti con una chiara matrice omofobica. Meno chiacchiere da bar, Signora Ministro e fatti, fatti, fatti. Si faccia promotrice del pacchetto legislativo su stalking e omofobia. Segnalate i casi di cui siete a conoscenza a dirittiumani@arcigay.it.

2008
VIOLENZE e AGGRESSIONI
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Il Progetto Scuola de “Il Cassero” festeggia cinque anni e si diploma

Il Progetto Scuola propone da 5 anni differenti tipi di interventi formativi rivolti sia agli studenti e alla studentesse delle scuole medie superiori e inferiori, sia agli insegnanti e al personale scolastico. Gli interventi sono dedicati all’educazione all’alterità e alla lotta al bullismo, non solo a sfondo omofobico. Organizza laboratori formativi intensivi da svolgere in orario pomeridiano oppure incontri auto-conclusivi in assemblee scolastiche o in gruppi di aggregazione giovanile. In questo anno scolastico il Progetto Scuola sta operando presso una decina di Istituti Superiori e presso le Scuole Medie Farini di Bologna. Inoltre sta collaborando con la Consulta Studentesca ad un progetto che consta nell’attivazione di mini-percorsi laboratoriali anti-bullismo nelle classi prime e seconde di diverse Scuole Superiori. Per informazioni e contatti: scuola@cassero.it

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Martedì 27 Maggio
Arcigay “Il Cassero”
In collaborazione con
LUO – Libera Università Omosessuale
TVF, Famiglie Arcobaleno, Agedo
Via Don Minzoni 18 – Bologna

H 18.00
Proiezione del video “Omophopics”
H 19.00
Aperitivo musicale
H 21.00
Proiezione del video “Coming out to class” (UK, 2007)

Educare al rispetto – Il sito web

Si chiama Educare al rispetto ed è il nuovo sito web per contrastare l’omofobia a scuola. Rivolto soprattutto agli insegnanti, www.educarealrispetto.org contiene approfondimenti e informazioni, suggerimenti su come comportarsi in caso di discriminazioni o atti di bullismo, esercitazioni di gruppo per sensibilizzare la classe e un forum dove professori e studenti possono confrontare le proprie esperienze. Il nuovo sito internet è stato presentato all’interno di Educhiamo al rispetto – L’omofobia a scuola, la prima conferenza promossa dal Bologna Pride in occasione del Pride 2008, e curata dal circolo Arcigay “Il Cassero” in collaborazione con il Comune di Casalecchio di Reno. Sono intervenuti, tra gli altri, i sociologi Raffaele Lelleri ed Elena Buccoliero, gli psicologi Luca Pietrantoni e Gabriele Prati, Flavia Madaschi dell’Agedo (Associazione genitori parenti amici di persone omosessuali) e Gian Lorenzo Spisso, che ha presentato la Consulta Provinciale Studentesca contro il bullismo nata grazie al progetto Scuola Cassero.

Secondo i risultati emersi dalla ricerca Schoolmates, un’indagine sulla percezione del bullismo omofobico che ha coinvolto 437 studenti di alcune scuole di Bologna e Modena oltre ad alcuni alunni di Spagna, Polonia e Austria, le parole “finocchio, frocio o busone” vengono pronunciate spesso (per il 35% degli intervistati) nei corridoi durante l’intervallo e il cambio dell’ora oppure scritte sui muri e sulle porte dei bagni. Fonte Affari Italiani.

Bologna, giovani froci contro il bullismo

Gli studenti bolognesi scendono in campo contro il bullismo e provano a prevenire ed arginare un fenomeno che, sempre più, sta prendendo piede nelle scuole. Con questo intento, a metà marzo partirà il progetto Consulta contro il bullismo, laboratorio didattico aperto a tutti gli studenti degli Istituti superiori dell’area bolognese, finanziato con 9.670 euro all’interno del progetto ministeriale Smonta il bullo.

L’idea nasce dalla commissione Problematiche scolastiche della Consulta provinciale studentesca con l’aiuto della collaborazione degli esperti del Progetto Scuola del Cassero. Il progetto mira a far confrontare gli adolescenti sul tema del bullismo, attraverso attività di educazione non formale, brainstorming, lavoro in piccolo gruppi, simulazioni, attività ludiche e rapporti di vita.

Gli studenti, inoltre, utilizzeranno testi e materiali audiovisivi, e riceveranno strumenti didattici da utilizzare in aula e a casa. Le lezioni anti-bullo si articolano in tre incontri di due ore ciascuno a cadenza settimanale, che si realizzano come attività curriculare nell’arco dell’anno, ovvero durante le ore di scuola. Gli studenti indagheranno dunque i vari aspetti del bullismo, per scoprire che cos’è, in che forme si manifesta e con quali pretesti. Inoltre: quali figure coinvolge, quali effetti sortisce, come si più prevenire e contrastare. Si parlerà anche più in generale di pregiudizi, stereotipi e discriminazione.

Cristina Santandrea, assessore al Commercio del Comune di Bologna, vede di buon occhio l’iniziativa, soprattutto sotto il profilo della prevenzione. “Il 70% delle persone che anno avuto comportamenti da bullo, una volta adulti ha un percorso penale”, spiega l’assessore. Tutte le seconde classi degli Istituti bolognesi, 46 tra pubbliche e private, avranno dunque la possibilità di partecipare al progetto. “Per ora hanno dato l’adesione una decina di classi, del Pier Crescenzi-Pacinotti, Keynes, Sabin, e altre”, spiega Marco Carrelli, presidente della Consulta provinciale studentesca di Bologna, ma la disposizione finanziaria permetterà di far partire oltre 60 corsi, che si potranno svolgere anche nel prossimo anno scolastico.

“Le scuole che hanno già sottoscritto i corsi dimostrano una grande attenzione e responsabilità degli insegnanti verso il problema del bullismo; il corso è una misura preventiva e consente anche di approfondire un argomento di attualità”, spiega Matteo Martelli, responsabile del Progetto scuola Cassero.

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Maurizio Cecconi
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