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Bologna, i e le omosessuali del PD incontrano i candidati sindaco alle primarie del partito

3D Democratici per pari Diritti e Dignità di lesbiche, gay, bisessuali e transessuali incontra i candidati sindaco alle primarie del Partito Democratico di Bologna. Per info scrivete a 3d.bologna@gmail.com; il gruppo è presente su Facebook a questo indirizzo. Gli incontri si terranno presso la Libreria Igor.

A tutti i candidati a sindaco, chiederei: Nel 1995 Walter Vitali partecipò al Pride di Bologna, parlando dal palco. Nel 2008, Sergio Cofferati non è uscito dal palazzo comunale. Se fosse eletto/a quale sindaco, parteciperebbe alla manifestazione dell’orgoglio omosessuale, bisessuale e trans? Più qualche altra domanda… ma purtroppo, ahimè! lavoro. Se qualcuno/a pone la domanda, ci faccia sapere le risposte.

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3D Bologna

Grassi e pelosi: l’orgoglio orso

Grassi e pelosi: l’orgoglio orso
Alberto D’Onofrio “per Erotika”, inchiesta nell’universo gay
di Elfi Reiter, il manifesto

“L’orso è nel mondo gay una persona che vuole staccarsi da un immaginario estetico e essere se stesso, bello e attraente nella propria tipicità e particolarità”. Lo afferma Nicola, 115 kg di peso corporeo, che vive a Bologna lavorando di giorno in una fattoria agricola e di notte organizzando feste bucoliche al Cassero gaylesbian center per chi come lui è grasso, con la pancia e con peli, anche bianchi: lo dice nella puntata dedicata a loro dalla serie Erotika che Alberto D’Onofrio ha realizzato per Cult Tv. Grassi, grossi e pelosi è stato presentato nello spazio curato da Cult all’interno di GenderBender 2008 ai primi di novembre facendo divertire non poco il numeroso pubblico accorso per ammirarsi col tipico spirito di ironia e autoironia che contraddistingue le platee gay. Tra immagini giocose dall’ultimo Pride a Bologna (il 28 giugno scorso) e quelle sensuali delle masse corporee nude di alcuni degli intervistati, impariamo che c’è un ricco repertorio di denominazioni tratte dal pianeta animale per farvi rispecchiare le tipologie fisiche e mutuato da usanze Usa che risalgono agli anni settanta e ottanta: così il “lupo” è giovane, magro e peloso, mentre si chiama “lontra” il palestrato, alto, rasato con i peli sul petto. C’è chi caccia e chi è cacciato, dove per cacciatori si intendono coloro che non sono orsi ma gradiscono quella tipologia fisica e quel gusto sessuale. Un gusto che – sempre secondo Nicola – è fluido e può cambiare nel corso della vita trascendendo dall’essere etero o gay, in quanto distinzione poco ortodossa. Da controcampo fa Francesco, 125 kg, di Milano, dove gestisce il locale di punta per gli orsi, il Company. Con lui e i suoi racconti vi entriamo anche noi, grazie alla telecamera guidata acutamente da D’Onofrio (presente con la sua voce nelle domande) per respirare un po’ di quell’atmosfera che tanti vorrebbero scandalosa. D’Onofrio ci fa viaggiare sui corpi come nei paesaggi quando porta le persone intervistate nei loro luoghi, i suoi piani ravvicinati toccano sensuali le superfici di pelle nuda, come sanno poco dopo far scorgere l’affetto sincero sui volti del padre e della madre di Francesco quando raccontano le reazioni alla scoperta del figlio orso. Sì, orso e non gay, perché gli orsi sono fieri di essere grassi, difendono il piacere per se stessi, un sé maschile, erotico, alla ricerca di un altro uomo e condannano l’etichetta dei media per gli uomini omosex: effeminati, belli e magri. Immagine rassicurante, non solo per l’uomo della strada. Il successo della prima festa Feed The Bear (in onore del piacere per il cibo) ha trasformato il motto giocoso per rimorchiare “nutri l’orso” in un più profondo senso politico sociale per affermarsi anche all’interno della comunità glbt, perché due uomini corpulenti che si scambiano gesti amorosi fanno scalpore. Forse perché essere grassi e amare (amarsi) non è codificato? Tanto da aver coniato il termine “orso lesbico” per definire ironicamente quella “massa tanta” che si unisce in un tutt’uno, non sdolcinato ma affettuoso. Dove il cibo fa da sex appeal, anche nel film: è durante una cena che si parla di sesso, è il cibo a essere toccato e manovrato, è il cibo a essere mangiato con ardore e desiderio. Nel piacere totale. Fisico e visivo.

orso

Arcilesbica a congresso

Il V congresso nazionale di Arcilesbica si svolgerà dal 12 al 14 Dicembre 2008 a Firenze, presso il C.S.D. – Foresteria Valdese Firenze, Istituto Gould, Via de’ Serragli, 49 [vedi mappa]. Due le mozioni congressuali presentate: 1) Documento della segreteria uscente (eccetto Mamini); 2) Documento di Mamini e Guazzo.

Le divergenze di giudizio tra i due documenti sono in merito all’azione di Facciamo Breccia durante l’ultimo Pride tenutosi a Bologna e sui rapporti da tenere con le diverse anime del movimento LGBTQ italiano. Sul documento della segreteria leggiamo

I rapporti con il mondo lgbt antagonista sono logorati da anni di contrapposizioni: questa area si oppone al PACS perché autodiscriminatorio ma anche al matrimonio omosessuale perché omologante; lesbiche e gay in carne ed ossa hanno bisogno di diritti certi per regolare i loro legittimi interessi e le loro relazioni, ma l’ideologia dell’omosessualità antisistema condanna come meschine le loro esigenze e tutta la politica della integrazione. Notiamo che alcuni collettivi lesbici separatisti hanno rinunciato alla rigidità del passato e partecipano a iniziative miste con l’area antagonista per esprimere una contestazione forte della realtà, senza tenere nel dovuto conto che le prese di posizione dell’antagonismo lgbt contro ogni riconoscimento delle coppie omosessuali rischiano oggi di influenzare negativamente la riorganizzazione della sinistra, oltre che fornire un alibi al PD per attestarsi solo alla richiesta di una legge contro l’omofobia. Il percorso e poi gli esiti del pride nazionale del 2008 hanno rivelato con deludente concretezza ciò che divide le diverse anime del movimento: modalità espressive e comunicative, obiettivi, nonché prassi politiche, che non sono state in grado di trovare in questi anni né una sintesi comune, né una positiva e credibile convivenza. L’aspetto più drammatico è che l’antagonismo lgbt non cerca mediazioni avanzate nel movimento ma pratica la caccia contro i “nemici interni”: dagli “Stati generali del movimento lgbt” del 30 settembre 2006, la rete Facciamo Breccia non perde occasione di creare scontri che danneggiano le iniziative (v. i casi della NO VAT 2006 contro i PACS; dell’ottobre 2007 sul manifesto READY del neonato “omosessuale”; della primavera 2008 su Italo, il puraido del pride; del 28 giugno con l’incidente di Bologna). La diversità e lotta delle idee sono essenziali, a fare problema non è la critica delle opinioni ma la ricerca della spaccatura. Le polemiche pregiudiziali contro le associazioni strutturate come la nostra sono condotte con azioni di un dannoso protagonismo negli incontri comuni e soprattutto attraverso web e blog, usati come pulpiti per cercare di azzerare il differente peso delle varie associazioni. Quelle personalità del mondo lgbt, spesso intellettuali e professionisti ma non militanti, che invocano periodicamente l’unità del movimento mostrano di non comprendere la profonda diversità di obiettivi e di metodi che separa le associazioni come ArciLesbica da gruppi che ritengono inconcludenti i metodi democratici, le forme associative, le rivendicazioni parziali e non riconoscono legittimità a coloro che le portano avanti. L’unità di azione merita di essere perseguita solo con soggetti capaci di agire responsabilmente e rispettosamente l’uno con l’altro.

S’è conclusa domenica a Bologna la “tre giorni contro la repressione, la normalizzazione e le nuove forme di disciplinamento dei corpi”

Beatrice Busi, Bologna – Liberazione, 14/10/2008
Si è conclusa domenica, la “tre giorni contro la repressione, la normalizzazione e le nuove forme di disciplinamento dei corpi”

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Ascolta l’intervista a Renato Busarello, di AntagonismoGay

Carta, 13/10/2008
“Non dobbiamo aver paura di fare paura”
Tre giorni contro la normalizzazione a Bologna

Umanità Nova, N. 33, 19 ottobre 2008
Bologna: “La normalità non esiste”.
Tre giorni di dibattiti contro la repressione e l’autoritarismo

Tre giorni contro la repressione, la normalizzazione e le nuove forme di disciplinamento dei corpi – Bologna, 10-11-12 Ottobre 2008

FacciamoBreccia, Antagonismogay, Fuoricampo Lesbian Group e il M.I.T. organizzano presso la Sala del Baraccano a Bologna tre giorni di dibattito e di riflessione, per produrre un pensiero critico nei confronti della “debolezza di elaborazione politica all’interno del Comitato Bologna Pride che ha lasciato spazio a derive securitarie, perbeniste, escludenti e qualunquiste” e della “delega alla repressione poliziesca della gestione dei conflitti interni al movimento e il conseguente uso della diffamazione nei confronti dei soggetti politici non allineati all’organizzazione”.

Scarica il documento di presentazione e il programma
in formato .odt oppure .pdf

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FacciamoBreccia – Report dell’assemblea romana del 20 e 21 settembre 2008

E’ possibile scaricare il report dell’assemblea di FacciamoBreccia, tenutasi a Roma il 20 e 21 settembre al Forte Prenestino. Formato .odt oppure .pdf .

O tutte o nessuna

Con queste parole le Betty del SexyShock propongono di diffondere lo slogan Anche io sono una puttana:

Per il Bologna Pride abbiamo prodotto un bollino, “anche io sono una puttana”, riprendendo una spilletta prodotta da un collettivo di donne catalane. Ci piaceva questo slogan perché dava visibilità alla consapevolezza delle lavoratrici del sesso, al loro orgoglio di essere tali e al loro deciso rifiuto della “vergogna” comunemente associata al mestiere. Perché alludeva alla necessità di non nascondersi, di non fare il gioco della doppia morale. Ma, al contempo, quello che ci affascinava, era il fatto di poter portare addosso quell’ “epiteto” che ancora oggi – tutte le donne sanno – corrisponde ad un’offesa. “Puttana”, ben lungi da designare una professione, e’ innanzitutto qualcuna che “la da’ via”. Il sotto testo, ci fosse bisogno di spiegarlo, è che la cosa peggiore che una donna può fare, è avere una vita sessuale di cui disporre liberamente. E allora il cerchio si chiude, siamo da capo, e ripartiamo da qui: se la puttana è un lavoro, chi lo fa deve poter emergere come tale. Se puttane siamo tutte (perché tutte vogliamo disporre liberamente della nostra vita sessuale) bene, allora: eccoci!

Ci riguarda tutti/e

Durante l’ultimo Consiglio Nazionale di Arcigay, “Il Cassero” ha presentato un importante documento sulle modalità con cui s’è individuata la sede di Genova per il Pride 2009. Ne riporto un passaggio significativo:

Nel lungo e affollato corteo del Bologna Pride, lo scorso 28 giugno, uno striscione ha carpito l’attenzione di gran parte dei partecipanti, così come dei giornalisti, delle telecamere, dei fotografi. Era di pizzo rosso e la scritta in carta bianca diceva “Ci riguarda tutti”. Questo semplice enunciato, declinato all’attuale situazione di Arcigay – intesa come struttura, movimento, rete di intelligenze – potrebbe sintetizzare il più piccato rimprovero a modalità verticistiche che, a detta dei più, sarebbero uno dei mali che più affligge protagonisti e percorsi all’interno dell’associazione. Episodio “incriminato” la designazione di Genova come città che ospiterà il Gay Pride nazionale nel 2009: niente da eccepire su Genova, tanto da dire sulle modalità con cui si è giunti a maturare questa scelta.

Per chi volesse leggerlo tutto, è disponibile qui. Il documento Ci riguarda tutti prosegue con un importante invito:

Obbiettivi per tutti, Pride di tutti e per tutti, quindi. Pride ed EuroPride. Roma ospiterà l’evento europeo nel 2011, il circolo Mario Mieli ha tagliato questo traguardo. Il “naso storto” di Arcigay dinanzi a questo annuncio, il forzare percorsi associativi per adeguarli a una pratica di opposizione politica che è propria solo dei partiti, è lo snodo più grave e doloroso, a nostro avviso, di tutto quello che è successo nelle ultime settimane. Grave perché perde di vista gli obbiettivi e gli auspici cedendo alla tentazione di una bizzarra lotta per la visibilità .

[...] L’Europa nel 2011 riverserà, in Italia, nelle strade di Roma l’orgoglio gay lesbico e trans, il nostro orgoglio. In quella piazza dovremo portare i risultati delle battaglie che avremo saputo vincere, il trofeo di tutti gli steccati che saremo riusciti ad abbattere, dentro e fuori dal nostro movimento.

Su questo solco abbiamo costruito il Bologna Pride 2008, all’unione di tanti sforzi si deve quel successo. In quest’ottica offriamo sin d’ora supporto agli amici di Genova per la grande avventura organizzativa che li attende.

Suffragio omosessuale | Il Cassero alla Festa dell’Unità di Bologna

Prende il via Venerdì 29 Settembre la Festa dell’Unità del Partito Democratico di Bologna, che in terra emiliana ha scelto di mantenere l’originaria denominazione, senza concessioni nominalistiche alla Festa Democratica. Si terrà, come sempre, al Parco Nord di Via Stalingrado 83 [vedi mappa].

Da anni il Cassero (e anche altre realtà LGBTQ) è presente con un suo stand all’interno del maggior appuntamento politico cittadino. Nel 2007 scorso lo dedicammo al Bologna Pride che s’è svolto con grande successo quest’anno. L’anno prima, ne facemmo una sosta ristoratrice degna del Dopolavoro Omosessuale Bonaparte.

Nel 2008 Anno Domini lo stand del Cassero è ispirato al movimento femminista e ottocentesco delle suffragette, che rivendicò, ottenendolo dopo anni di dure lotte e violente repressioni poliziesche, il suffragio universale, maschile e femminile.

Lo abbiamo chiamato Suffragio omosessuale, per indicare che oggi la frontiera dell’inclusione sociale ha come soglia l’estensione dei diritti di cittadinanza attiva per le persone omosessuali, bisessuali e transessuali. Le quali, con grande pazienza e lavoro di relazione, rivendicano che siano loro attribuiti gli stessi diritti oggi riconosciuti alle persone eterosessuali: la protezione della loro persona dalle violenze dettate dal razzismo e dal maschilismo, il riconoscimento pubblico delle loro relazioni e unioni affettive, di coppia e non solo di coppia.

In altre parole: a) un provvedimento contro l’omofobia che estenda la legge Mancino; b) la creazione di un nuovo istituto giuridico alternativo al matrimonio che dia leggittimità alle unioni civili; c) l’estensione del matrimonio alle persone LGBT; d) il riconoscimento delle famiglie omogenitoriali e l’estensione delle adozioni alle persone LGBT; e) un radicale cambiamento della legge 40, che vieta alle coppie omosessuali l’accesso alla fecondazione assistita; f) la possibilità per gli uomini e le donne trans di poter cambiare nome senza dover passar prima attraverso la ridefinizione del sesso biologico.

***

Ogni giorno della Festa dell’Unità sarà accompagnato da un’iniziativa. Tra quelle di maggior spessore, ricordo la presentazione della sesta edizione di Gender Bender lunedì 1 Settembre alle ore 21.30 in compagnia del direttore del festival Daniele Del Pozzo; la tavola rotonda con Riccardo Gottardi e Sandro Mattioli, di ritorno dalla XVII Conferenza Mondiale sull’HIV/AIDS, venerdì 5 Settembre alle ore 21.30; lunedì 8 Settembre alle ore 21.30 si discute invece di migranti e ricongiungimenti familiari per le persone LGBT insieme a Salvatore Simioli, dell’Arcigay di Napoli e a Gianpaolo Silvestri, storico esponente dei Verdi e primo senatore della Repubblica italiana dichiaratamente gay; il giorno seguente, martedì 9 Settembre alle ore 22.00 (nottambuli), Walter Rovere e Matteo Giorgi presentano e distribuiscono ( “a lavurer!” :-P ) l’ultimo numero di Cassero Magazine; mercoledì 10 Settembre alle ore 22.00 scende a valle Helena Velena, già protagonista in una scorsa Festa dell’Unità di un atto di rivolta: bruciò una bandiera della Sinistra Giovanile, scatenando le ire dei nostri giovani padroni di casa; se dopo l’Avvento della Grande Profetessa del Transgender saremo ancora vivi, il giorno seguente, giovedì 11 Settembre alle ore 21.00 Chiara Lambertini ci introduce alla Gay Issue di Amnesty International, attiva in questi giorni a Denver con un’installazione di straordinario valore politico; venerdì 12 Settembre alle ore 21.00 Katia Zanotti di Sinistra Democratica e Sergio Lo Giudice del Partito Democratico cantano Bella Ciao, mentre Raimondo Ricci, vice-presidente dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, ci relaziona sul ruolo dell’ANPI nella promozione dei diritti civili nel nostro paese; lunedì 15 Settembre alle ore 21.00 ci spostiamo come docili masse allo spazio Forum della Festa per un dibattito letterario dal titolo L’isola che non c’è – Le politiche per lesbiche, gay, bisessuali e trans in Italia, dove discuteranno di diritti civili Vittoria Franco, ministra ombra per le pari opportunità, Sergio Lo Giudice, presidente della Commissione LGBT del Ministero per le Pari Opportunità, Milli Virgilio, assessora del Comune di Bologna per le politiche per le differenze e Sara Ghedini del PD bolognese; lasciata alle spalle l’isola che non c’è per approdare in carne e ossa a quella che per fortuna esiste, ci ritroviamo mercoledì 17 settembre alle ore 21.00 per un incontro con Franco Grillini, Marco Fraquelli, Luca De Santis e Sara Colaone sul tema degli omosessuali di destra ed estrema destra, dal titolo Italo odia i froci e ama il suo camerata; dulcis in fundo, un po’ di sesso, giovedì 18 Settembre alle ore 21.30: Vincenzo Branà, giornalista de Il Domani di Bologna, ci presenta Il porno risolve il caro vita, incontro con Federico Ferrazza, autore di Personal Porno, un excursus sull’auto-marketing della prostituzione fai da te.

Scarica il programma completo in formato .pdf

Ascolta lo spot inaugurale dello stand del Cassero

Visita il blog del Cassero alla Festa dell’Unità
con la registrazione dei migliori interventi
http://suffragioomosessuale.wordpress.com

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Il Partito Democratico non è né il PCI, né il PDS, né i DS. Non è più il partito che ha fatto da sponda parlamentare alle richieste del movimento omosessuale italiano. Il Partito Democratico ospita posizioni politiche dichiaratamente o sottilmente ostili alle richieste di uguaglianza avanzate dalle persone omosessuali, che pagano e a caro prezzo nella vita di tutti i giorni il mancato riconoscimento legislativo della loro dignità e l’assenza di un punto di riferimento istituzionale che dia loro una buona speranza per il futuro prossimo.

Se il PD attua la politica dello struzzo che insabbia le questioni dietro paraventi post-ideologici, il movimento omosessuale e le sue associazioni hanno la necessità di prendere atto del cambiamento. La relazione col PD non può essere amicale – ma potrà tornare ad esserlo, se e quando saranno accolte le nostre istanze – . Un rapporto è bene che ci sia: dialettico e onesto. E costruito con la consapevolezza che tra le nostre rivendicazioni di uguaglianza e la volontà politica del PD è in corso un conflitto.

Sarà bene tenere a mente questa nuova cornice, affinché il nostro rapporto col PD non risulti né subalterno né collaterale e produca, da subito, un’interazione in grado di far crescere la lotta per i diritti civili. E, più in piccolo ma parimenti per noi importante, un programma del Cassero dentro la Festa dell’Unità maggiormente incisivo e coerente con l’attualità politica.

Gli antagonisti contro il grafico del Bologna Pride

GAY RADICALI CONTRO IL GRAFICO DEL PRIDE BOLOGNA:
"QUEL MANIFESTO L'HA FATTO UN FASCISTA"

Franco Grillini: il dramma è che in questo mondo
c'è chi si prende troppo sul serio

Corriere di Bologna, domenica 20 luglio 2008 - Messo alla gogna per uno dei suoi manifesti del Gay Pride. Quello in cui figura Italo, naziskin omosessuale. E' quanto sta accadendo a Q, nome d'arte di Lorenzo, giovane grafico bolognese, l'ideatore della campagna per il Pride. Un pezzo del movimento gay, quello più radicale, e della sinistra antagonista, lo accusa ora di essere fascista. In rete attacchi personali e, come dicono gli amici del Cassero, "toni da fatwa contro di lui".

Persino Sabina Guzzanti, durante la feroce invettiva lanciata dal palco del "No Cav Day", ha speso qualche parola sul Gay Pride di Bologna. E su un manifesto della campagna. Parole contro, naturalmente: "Sul palco c'erano tante bandierine, tra queste c'era la figurina di un ragazzo con la svastica sulla cintura e la scritta diceva "mi chiamo Italo, odio i froci ma amo il mio camerata". Perché il Gay Pride e l'Arci non hanno voluto prendere posizioni antifasciste", ha sentenziato Sabina la fustigatrice.

Quel manifesto era ironico. Italo — l'omino dai tratti ariani con la testa rasata, la polo nera e gli anfibi — era una provocazione. Una chiara provocazione, nelle intenzioni degli organizzatori del Pride. E di chi l'ha disegnato: Q, nome d'arte di Lorenzo, grafico bolognese di 29 anni, conosciuto in città anche per la sua collaborazione con il gruppo CarniScelte (provocatori nati, quelli della performance "La Madonna piange sperma" per intenderci). Nei confronti di Q, a causa di quel manifesto che voleva solo prendere un po' in giro lo stereotipo del gay di destra, è scattato un vero e proprio linciaggio. Insulti, toni da fatwa e minacce contro il grafico bolognese, omosessuale e di sinistra, viaggiano ormai da giorni on line. I siti dell'antagonismo, come Indymedia, ne sono pieni. "Fascista": è l'accusa più gentile che gli muovono.

Non solo, il suo indirizzo di posta elettronica sta progressivamente scomparendo, cancellato dalla mano censoria di alcuni "compagni", da tante mailing-list della sinistra radicale.

Per capire le ragioni del linciaggio contro l'artista bolognese bisogna tornare al 28 giugno, giorno del Pride, e al fermo di polizia di Graziella Bertozzo, attivista di Facciamo Breccia. Quell'episodio ha messo in luce una spaccatura già esistente nel mondo gay e lesbico. Due visioni del mondo e due modi di intendere le lotte diversi, proprio come nella sinistra: da una parte l'Arcigay e altre realtà più "dialoganti", dall'altra i radicali come FacciamoBreccia e Antagonismogay che, il 28 giugno, hanno accusato i primi di essere fascisti per aver chiamato la polizia quando Bertozzo ha preteso di salire sul palco. Il gioco è presto fatto: che Arcigay & co. fossero fascisti, è la tesi dei "duri" del movimento, si capiva già da quel manifesto. I "compagni" che accusano Q si sono anche premurati di indagare su di lui (questo sì in stile poliziesco). E hanno scoperto che il suo nome spunta in un blog di estrema destra. "Parla con i fascisti di Casa Pound", "quel fascista di Q deve sparire" tuonano dei compagni (rigorosamente anonimi) sul web. Vero, Q si è iscritto a un forum di destra, dando per altro le sue generalità. "Sono uno curioso — spiega l'artista — mi sono iscritto a quel forum poco prima del Pride solo perché mi interessa parlare con chi non la pensa come me". "E dire che a Bologna a guidare la crociata contro di me è Antagonismogay, a cui ho disegnato il logo", scherza Lorenzo.

Mentre sul web gli attacchi si moltiplicano, Lorenzo è all'estero. Ma a Bologna c'è chi è seriamente preoccupato per lui. Sono gli amici del Cassero e di Arcigay. A parlare per loro è Emiliano Zaino, coordinatore del Pride: "In quello che leggo in rete contro Lorenzo, che non è affatto fascista, ci sono toni minacciosi. Così anche nella lettera scritta da Graziella Bertozzo. Certe parole possono mettere a rischio l'incolumità di una persona". Dalla parte dell'ideatore di Italo anche il candidato sindaco bolognese Franco Grillini: "Che stupidità, come si può non capire l'ironia che c'è dietro Italo. Il problema è che nel movimento gay, come nella sinistra, c'è chi si prende troppo sul serio, chi manca di autoironia. Li conosco bene, perché dicono cose che io dicevo trent'anni fa".

La campagna
Maurizio Cecconi
Maurizio Cecconi
Coordinamento Laico Nazionale
Rete Laica Bologna
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