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Stop ai soldi alla Curia. Si usino per affrontare la crisi – Bologna Città Libera

BOLOGNA, ESENZIONI PER LE PARROCCHIE.
“STOP ALLE REGALIE ELETTORALI ALLA CHIESA.
SI USINO I SOLDI PUBBLICI PER AIUTARE I PRECARI”

Valerio Monteventi, candidato sindaco di BCL, sulla delibera
di Giunta presentata dall’Assessore al Commercio Santandrea

Nel 2008 il Comune di Bologna ha regalato 3 milioni di euro alle scuole private, nonostante la Costituzione ne vieti espressamente il finanziamento. Soldi regalati alla Chiesa cattolica, che è in varie forme, la maggior beneficiaria di questi finanziamenti”, attacca Valerio Monteventi, che continua, “Ieri le precarie delle scuole bolognesi hanno protestato in Consiglio Comunale perché il loro contratto scadrà il 30 giugno e il Comune di Bologna non intende rinnovarlo a 112 di loro. Motivo? C’è un “patto di stabilità” da rispettare. Patto che magicamente scompare quando si tratta di destinare vagonate di danaro alla Curia“.

“La prova del nove? Stamane la Giunta ha presentato una delibera in cui si esentano le parrocchie da diversi contributi dovuti all’Amministrazione. Come Bologna Città Libera chiediamo che la cittadinanza sia messa a conoscenza delle cifre: a quanto ammontano queste esenzioni dal chiaro sapore elettorale?“.

Chiediamo inoltre che i soldi a disposizione del Comune siano usati per affrontare la crisi economica che accompagna tante famiglie e persone anche nella nostra città. 112 famiglie resteranno senza reddito e l’Assessore Virgilio non si degna né di riceverle né di dar loro una risposta”.

“Ribadiamo infine l’importanza della nostra proposta programmatica: la nascita della Consulta per la laicità, che vigili sugli atti dell’Amministrazione”.

Valerio Monteventi

Testamento biologico. Bologna Città Libera ne consegna 210 al sindaco – Rassegna stampa

Ieri abbiamo consegnato 210 testamenti biologici debitamente compilati all’ufficio protocollo, affinché li registri e li consegni al sindaco. Oggi ne parlano tutti i giornali, dando molto spazio al successo di questa iniziativa. Qui potete scaricare la rassegna stampa completa.

Rassegna stampa

Testamento biologico: Bologna Città Libera ne deposita 210 in Comune. Il vice-sindaco Paruolo (PD) apre alla possibilità di un ufficio che li raccolga

TESTAMENTO BIOLOGICO. “COMUNE BOLOGNA APRA UFFICIO AD HOC”
RICHIESTA DELLA LISTA BOLOGNA CITTA’ LIBERA,
CHE HA RACCOLTO 210 MODULI

DIRE, Bologna, 2 Mar. – Aprire un ufficio comunale a Palazzo d’Accursio che raccolga il testamento biologico dei bolognesi. E’ la richiesta di Valerio Monteventi, consigliere comunale e candidato sindaco della lista Bologna Città Libera, che questa mattina, insieme a Serafino D’Onofrio, ha presentato i risultati della serata di martedì, quando nel corso di un convegno in Cappella Farnese sul testamento biologico sono state raccolte 210 dichiarazioni di volontà. Il fascicolo è stato portato questa mattina al Protocollo generale del Comune, per essere consegnato al sindaco Sergio Cofferati. “Il nostro obiettivo – spiega Monteventi – è far aprire un ufficio comunale che abbia questo compito, dove i cittadini possono consegnare le proprie volontà”. A occuparsene dovrebbe essere il neo vice-sindaco Giuseppe Paruolo, assessore alla Sanità e alle Politiche sociali. “L’ex vice-sindaco Adriana Scaramuzzino – sottolinea Monteventi – si era già dimostrata disponibile”. E anche il sindaco di Monzuno Andrea Marchi (PD) si è detto disponibile ad accettare i cinque testamenti biologici dei cittadini del suo Comune che li hanno consegnati martedì sera in Cappella Farnese. L’impegno della lista Bologna Città Libera, annuncia dunque Monteventi, è di raccogliere le firme per una delibera popolare che istituisca l’ufficio comunale per i testamenti biologici, come è stato fatto a Roma. “Adesso non c’è tempo, perché siamo a fine mandato – spiega Monteventi – ma è l’impegno che ci prendiamo per l’inizio del prossimo mandato”. Dei 210 moduli raccolti martedì sera, 95 sono stati compilati da donne e 80 da uomini; a questi ne vanno aggiunti 35 di residenti in altri Comuni. Tra i politici bolognesi, il testamento biologico è stato compilato dai candidati sindaco Monteventi e Gianfranco Pasquino, dai consiglieri comunali D’Onofrio e Roberto Panzacchi, dai consiglieri provinciali Sergio Spina, Vania Zanotti e Sergio Caserta, da Monica Mischiatti dei Radicali, dal segretario provinciale dello SDI Franco Franchi, dall’ex segretario del PRC Tiziano Loreti e dalla ex deputata di SD Katia Zanotti.

www.fammiscegliere.com

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TESTAMENTO BIOLOGICO. BOLOGNA, PARUOLO APRE SU UFFICIO AD HOC
SU PROPOSTA MONTEVENTI “GIUSTO CHE SI ESPRIMA CONSIGLIO COMUNALE”

DIRE, Bologna, 2 Mar. – Giuseppe Paruolo, vice-sindaco del Comune di Bologna, non si sbilancia ma appare possibilista sulla creazione di un ufficio ad hoc che accolga i testamenti biologici dei cittadini bolognesi. Rispondendo alla richiesta giunta in mattinata da Valerio Monteventi, candidato sindaco della lista Bologna Città Libera, Paruolo afferma: “Credo che in questo caso sia giusto si esprima il Consiglio comunale”. Il vice-sindaco, che valuta “positive le sollecitazioni” che arrivano su questo tema, sottolinea che la Conferenza socio-sanitaria della Provincia di Bologna ha attivato un tavolo di lavoro per discutere della questione del testamento biologico. In ogni caso, ci tiene ad aggiungere Paruolo, “è giusto che sia il Parlamento ad esprimersi su questioni del genere: le azioni a livello locale sono sempre meno incisive. La discussione si può avviare in città se il Parlamento non dà indicazioni”.

Giuseppe Paruolo, vice-sindaco di Bologna e assessore alla sanità

Il testamento biologico è un diritto – L’audio dell’iniziativa

Grazie a Radio Radicale, è disponibile la registrazione completa dell’audio dell’iniziativa Il testamento biologico è un diritto. Sulla pagina di Radio Radicale potete ascoltare gli interventi divisi uno ad uno, compreso il mio sulla promozione della Consulta per la laicità, oppure ascoltare il file completo qui sotto (o scaricarlo). Le foto della serata sono invece disponibili qui, sul sito di Bologna Città Libera.

Da sinistra, Maurizio Cecconi, Mina Welby, Franco Motta, Adriana Scaramuzzino e Serafino D'Onofrio

Bologna Città Libera lancia la “Consulta per la laicità”

Consulta per la laicità
Il testo del mio intervento durante l’iniziativa Il testamento biologico è un diritto

Le donne e gli uomini omosessuali, bisessuali e trans hanno imparato sulla loro pelle il valore della laicità. Se ancora non esiste una legge sulle unioni civili, sul matrimonio e sulle adozioni, è a causa delle continue ingerenze delle gerarchie cattoliche e del Vaticano, assecondate dall’opportunismo politico sia della destra, sia del centro-sinistra.

La laicità non è sacrificata solo in Parlamento e dal Governo. Nelle città – e Bologna non fa eccezione – le amministrazioni destinano cospicui fondi pubblici alle scuole private, in maggior parte confessionali e cattoliche, pagano le associazioni legate a Comunione e Liberazione per effettuare corsi pre-matrimoniali, esentano le diocesi dal pagamento degli oneri di urbanizzazione, concedono loro vantaggiosi cambi di destinazione d’uso degli immobili e dei terreni di proprietà della Chiesa. Ognuna di queste operazioni, costa alla collettività una gran quantità di danaro e aumenta il potere di chi discrimina le donne, di chi s’oppone alla depenalizzazione universale dell’omosessualità e alle leggi che riconoscano pari diritti alle persone lgbt. Si pensi che nel solo 2008 il Comune di Bologna ha destinato alle scuole cosiddette “paritarie” la cifra di 3 milioni euro, sottratti dal bilancio ai possibili interventi per il miglioramento dell’edilizia scolastica e all’assistenza sociale per tutti gli abitanti.

Bologna Città Libera considera queste donazioni atti di vassallaggio del Comune nei confronti della Curia bolognese. Per contrastare l’assenza di controllo dell’opinione pubblica e il silenzio complice con cui vengono elargiti questi fondi, Bologna Città Libera intende promuovere una “Consulta per la laicità”, un’associazione-ombrello, indipendente dall’amministrazione comunale, che raccolga tutte le persone democratiche che vorranno farne parte e le associazioni cittadine che da anni si battono per la difesa della laicità delle istituzioni.

Bologna Città Libera non intende mettere nessun “cappello politico” sulla Consulta, bensì promuovere la consapevolezza della sua necessità. Per questo, la Consulta per la laicità è tra i punti qualificanti del programma elettorale di Bologna Città Libera.

Testamento biologico. A Bologna si raccolgono gli atti di disobbedienza civile

TESTAMENTO BIOLOGICO. BOLOGNA, SI RACCOLGONO ULTIME VOLONTÀ
CONVEGNO CON MINA WELBY CHE ATTACCA: IN DISCUSSIONE LEGGE CATTIVA

DIRE, Bologna, 24 Feb. – Un atto di “disobbedienza civile” preventiva, prima che la legge sul testamento biologico venga approvata dal Parlamento. Questa sera a Bologna, in Cappella Farnese, la lista “Bologna Città Libera” insieme alle associazioni Luca Coscioni, Uaar (Unione atei e agnostici razionalisti) e Libera Uscita, raccoglieranno i moduli compilati volontariamente dai cittadini che parteciperanno al convegno di questa sera alle 20.30 sul testamento biologico. Tutte le dichiarazioni di volontà per i trattamenti sanitari, conservate in buste chiuse e anonime, saranno portate venerdì al Protocollo generale del Comune di Bologna, per essere appunto protocollate e presentate sul tavolo del sindaco, Sergio Cofferati. “A quel punto dovrà decidere cosa fare di tutti quei testamenti biologici – afferma Serafino D’Onofrio, consigliere comunale di Bologna Città Libera – noi vorremmo evitare la restituzione della lettera. Speriamo invece che il Comune inizi una vera e propria vertenza, informando la Prefettura e il Ministero: non sono pezzi di carta, ma documenti con la volontà dei cittadini”.

Questa sera al convegno parlerà anche Mina Welby, che anche in mattinata, presentando l’iniziativa, si è espressa di nuovo contro il disegno di legge in discussione al Senato. “È una legge cattiva – afferma la vedova Welby – e non è a favore del testamento biologico, ma contro. Dicono che vogliono difendere la vita, ma quale vita? Quella di Eluana Englaro non era più vita, ma un’agonia protratta che neanche lei voleva”. Il disegno di legge in discussione sul testamento biologico “non è per salvare una vita – continua Welby – ma è un atto politico contro l’autodeterminazione della persona e la magistratura”, perché, permettendo l’alimentazione artificiale ad libitum, la vita “viene protratta in modo innaturale. Io parlo da cattolica – precisa ancora la vedova Welby – Dio ci ha donato la vita, mentre le tecniche sono state inventate dall’uomo. Non bisogna trasformare queste tecniche in nuovi dei: se io non le voglio è giusto che restituisca la mia vita al donatore”.

Il testamento biologico è un diritto

Il testamento biologico è un diritto – Un’iniziativa di Bologna Città Libera

Bologna Città Libera, Bologna Città Laica
www.bolognacittalibera.org

Il testamento biologico è un diritto
Martedì 24 Febbraio, ore 20.30
Cappella Farnese, Palazzo d’Accursio
Piazza Maggiore 6 – Bologna

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Intervengono
Mina Welby – Associazione “Luca Coscioni”
Adriana Scaramuzzino – Magistrato
Francesca Rescigno – Giurista
Chiara Lalli – Ricercatrice
Serafino D’Onofrio – Bologna Città Libera

Introduce
Franco Motta

Modera
Massimiliano Panarari – Giornalista de “La Repubblica”

A seguire, comunicazione delle associazioni
“Luca Coscioni” – Bologna
UAAR – Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti
LiberaUscita – Per la depenalizzazione dell’eutanasia – Bologna
Rossofiore– Bologna
LucidaMente

Per informazioni
Tel. 0512195247
E-mail: bolognacittalibera@gmail.com

Una città laica può essere tantissime cose. Può essere una città che si offre come notaio biologico dei cittadini, residenti e non residenti, disponendo un ufficio incaricato di raccogliere le disposizioni dei singoli relative al trattamento medico della propria persona nel caso di sopraggiunta impossibilità di comunicare, aprendosi con questo alle volontà e ai bisogni delle persone e favorendo l’ampliarsi di quella massa critica d’opinione necessaria a stimolare un intervento del Parlamento in materia di regolamentazione delle cure ai malati terminali. In Spagna, dall’entrata in vigore della legge sull’autonomia del paziente, nel 2002, il Ministero della sanità ha raccolto ormai 50.000 testamenti biologici, regolarmente consultati dalle strutture ospedaliere tramite una banca dati che raccoglie le volontà dei cittadini sul trattamento di fine vita. In Italia regna ancora un fragoroso vuoto legislativo: iniziamo a riempirlo partendo dalla città.

La campagna
Maurizio Cecconi
Maurizio Cecconi
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