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In Piazza dell’Unità MONTEVENTI UNISCE
Domani dalle 17.30, il candidato a sindaco di Bologna Città Libera, Valerio Monteventi, unirà tutte le coppie (omo, lesbo ed etero) che vorranno partecipare ad un simbolico rito civile. “Con questa iniziativa – spiega Monteventi – vogliamo manifestare l’assenza del tema della laicità e dei diritti civili nei programmi dei tre candidati sindaci considerati favoriti. Per questo alla fine di ogni unione inviteremo le coppie che parteciperanno a firmare un registro simbolico che invieremo a Flavio Delbono affinché nella sua sede elettorale si possa trovare almeno un documento sul quale è scritta la parola omosessuale“.
“Vogliamo impegnarci davanti alla comunità bolognese – continua Maurizio Cecconi, candidato consigliere di BCL e partecipante alla manifestazione – come fanno le persone che si sposano. Perché questo è il senso di un’unione pubblica: di fronte a voi, amici e amiche, famigliari, noi vi promettiamo che avremo cura l’uno dell’altro“.
Dopo l’iniziativa, tutte le coppie e tutti i partecipanti saranno invitati ad un aperitivo presso il Cassero.
Questa la formula – ripresa in parte dal codice civile con cui vengono sposate le coppie in Comune – che utilizzerà domani Valerio Monteventi per unire.
“Le coppie lesbiche, gay ed eterosessuali qui riunite, con questo rito dal valore certamente simbolico e altamente civile, s’impegnano oggi davanti ai cittadini bolognesi raccolti in Piazza dell’Unità a sostenersi reciprocamente, in salute e quando si è ammalati, in ricchezza e in povertà, a contribuire ai bisogni della famiglia, a istruire ed educare la prole, tenendo conto delle loro capacità, delle loro inclinazioni e delle loro aspirazioni”.

I gay e l’inciucio del PD con l’UDC. Cecconi: “Nessun voto a Delbono e agli alfieri della discriminazione”
Comunicato stampa, 28.05.2009
“Il Parlamento Europeo ha bocciato l’elezione di Rocco Buttiglione, presidente dell’UDC, come Commissario alla Giustizia perché sostiene che ‘l’omosessualità va curata’. Il partito di Casini ha contribuito all’approvazione della Legge 40 sulla fecondazione assistita – poi in gran parte bocciata dalla Corte Costituzionale -, ha boicottato le iniziative legislative sulle unioni civili e sulla legge contro l’omofobia. Con questo partito, che sostiene a Bologna la candidatura di Guazzaloca, dopo Rizzo Nervo anche Caronna, massimo esponete del PD in Emilia-Romagna, vorrebbe fare un accordo elettorale per garantire la traballante elezione di Delbono“, così Maurizio Cecconi, attivista del movimento omosessuale, candidato consigliere di Bologna Città Libera, che lancia un appello: “A Delbono e all’UDC non vada nessun voto delle persone omosessuali, bisessuali e trans. Siamo di fronte a un inganno epocale e votarli sarebbe per noi un atto auto-lesionistico, che condannerebbe le rivendicazioni del movimento omosessuale all’irrilevanza politica”.
Conclude Cecconi con una considerazione/domanda: “Mi chiedo cosa ne pensino i candidati gay e lesbiche del centro-sinistra della possibilità di un accordo fra l’Unione di Delbono e l’UDC. Il loro silenzio è preoccupante e sembra condannarli a una posizione di subalternità”.
Bologna. I gay, il PD e il tranello dell’UDC
Abbiamo ascoltato da parte di autorevoli esponenti del Partito Democratico (i “laici”) invettive del tipo: “Non si può votare Guazzaloca né fare accordi con lui, perché sui diritti civili, Re Giorgio è sostenuto dall’UDC, che in Parlamento ha boicottato tutte le richieste di civiltà avanzate dai movimenti, dal testamento biologico, alle coppie di fatto fino alla fecondazione assistita”.
E’ un argomento calzante, senza dubbio. E qualche volenteroso ci aveva creduto. Finché un giorno di questa settimana Rizzo Nervo, Responsabile Enti Locali del PD (insomma quello che si occupa delle politiche dei comuni), ha aperto una porta grande come una futura casa in comune all’UDC: “Dopo il primo turno, se c’è condivisione non escludiamo nessuno”.
Ora resta da chiedersi: voteranno i gay, le lesbiche, i/le bisessuali, i/le trans, tutti i cittadini attenti ai diritti civili e alla laicità, chi da una parte si dichiara amico dell’uguaglianza e dall’altra parte (quella più importante, quella che conta) stringe accordi con chi ne è fiero avversario?
Quale sarà il prezzo, in termini di programma, da pagare all’ingresso dell’UDC nella coalizione di Delbono? E’ facile immaginarlo: qualche poltrona, più finanziamenti alle scuole private e cattoliche (più di quelli che già ora accorda il centro-sinistra), più familismo, blocco di qualunque avanzamento laico nelle politiche del Comune di Bologna.
Ha ragioni da vendere Valerio Monteventi, candidato sindaco, quando commenta beffardamente che “cosa non si fa per restare al potere, dopo cinque anni di amministrazione disastrosa e senza la necessaria auto-critica. Le proposte indecenti del PD spingeranno gli elettori del centro-sinistra a schierarsi per l’unica alternativa allo sfascio: Bologna Città Libera. Per questo diciamo grazie a Rizzo Nervo e al PD”.
Il 6 e il 7 giugno misureremo se saremo stati saggi o auto-lesionisti.

Baracca Obama a DACCELA (la tua preferenza)
Reduce dall’estenuante fatica delle primarie del Partito Fantomatico, Baracca Obama aprirà le danze con un valzer dedicato a Valerio Monteventi, candidato sindaco di Bologna Città Libera: “Amandoti” dei CCCP.
Ai candidati Maurizio Cecconi e Fulvia Casagrande, invece, il compito d’illustrare il programma omosessuale, bisessuale, trans e queer di BCL.
Baracca Obama, note biografiche
Baracca Obama, nata a Foggia nel 1986, è fiera della sua famiglia poco tradizionale, allargata agli amanti, agli amici e alle amiche, ai compagni di affetti e di lotta. A vent’anni è emigrata dallo slum di periferia fino al nord industriale, per studiare relazioni internazionali ed iniziare la sua poco promettente carriera. Baracca Obama lotta per il diritto all’aborto e per migliorare le condizioni di vita al Sud – che continua ad amare, nonostante la lontananza. Baracca Obama è favorevole ai matrimoni gay, indossa solo pellicce sintetiche e ha compilato il suo testamento biologico. I gioielli, però, afferma di non volerli lasciare a nessuno.



